
venerdì 2 maggio 2008
Stasera

domenica 27 aprile 2008
NEANDERTHAL RUGBY
mercoledì 23 aprile 2008
Schedule
- Risveglio. Nebbia. Ieri, pioggia. Oggi, nebbia. A saperlo prima, nascevo scozzese: il tempo atmosferico è lo stesso, ma almeno hanno l'inno nazionale clamoroso.
- Mattinata a lezione a Venezia. Corso di Filosofia del Linguaggio. Docente simpaticone, buona mimica facciale, apparente disponibilità che nasconde chiaramente l'inghippo. Manifesta interesse per la pasta&fagioli.
- Fuga dal corso alle ore 13 per prendere il treno e andare a lavorare. Corsetta lungo le calli mangiando panini integrali con prosciutto cotto. Buon ritmo, ce la faccio in meno di 15 minuti. Sudata appiccicosa, grado nella scala sociale: meglio di un macaco, peggio di una bertuccia. Addormentamento in treno: ci ho provato a leggere, ma dopo aver guardato per 10 minuti la stessa riga ho ceduto.
- Pomeriggio di corsi di recupero a scuola. Due ore di lezione sulla storia di Roma. Momento più basso: "Prof, ma all'epoca di Roma ci si drogava?". Momento più alto: nessuno.
- Palestra. Nessuna prestazione incisiva, ma nuove canzoni caricate nel lettore mp3. Segnalo HEAVEN'S EDGE "Omonimo" (HardRock/AOR, cromature diffuse, riff arcigni, melodie ficcanti) e CAGE "Hell Destroyer" (tipo i Judas Priest, ma cristiani incazzati con Satana!).
- Correzione compiti di italiano. Calano le tenebre sul futuro di questo Paese.
- Studio di Filosofia Teoretica. In realtà una copertura per sfuggire alla mia coscienza. Non riesco a capire nemmeno 2 righe di quello che scrive il docente. Riprovo domani, la notte porta consiglio.
- D&D. Tra una mezz'ora. Si toccheranno vette mai raggiunte, spero.
venerdì 18 aprile 2008
Per i lemming senza senso dell'orientamento

mercoledì 16 aprile 2008
Un Nuovo Ordine Mondiale

sabato 12 aprile 2008
Jack Vance, o "Storia di Storie e di Caccia alle Storie"
Jack Vance.
Tutto iniziò con un regalo di compleanno diversi anni fa. Ero meno grosso di oggi, più lazzarone di oggi e Metallaro come oggi. Si trattava di una raccolta di racconti di autori fantasy, più e meno famosi. C’era una novella di George Martin, che di lì a poco sarebbe diventato un fenomeno internazionale grazie alla sua splendida saga “Una Canzone di Ghiaccio e Fuoco”. Ma non fu lui ad attirare la mia attenzione.
In quel volume erano contenuti invece due gioielli di autori a me ignoti. Uno era l’eccelso Fritz Leiber, col suo “La maledizione delle piccole cose e delle stelle”. Capolavoro già dal titolo. Tuttavia non è di Leiber che devo parlare.
L’altro racconto era “Flutic” di Jack Vance. Mai sentito nominare dal sottoscritto all’epoca. Eppure non ero un novellino, nell’antologia figuravano nomi a me ben noti come Dunsany, Howard, Ashton Smith, Sprague de Camp (tutti conosciuti grazie ai loro collegamenti col maestro Lovecraft) e ancora Moorcock e Zelazny.
Vance era un nome che non mi diceva nulla.
Che errore…
“Flutic” non dura nemmeno 40 pagine. Un’avventura picaresca il cui protagonista, Cugel l’Astuto, viveva delle improbabili peripezie in un mondo paradossale ed esotico. Al di là dell’originalità della sceneggiatura, fu lo stile di scrittura di Vance a colpirmi. Ricco senza risultare ampolloso, perfetto nel ritmo, ridondante di termini esotici e ricercati ma allo stesso tempo leggiadro.
Nessuno scrive come Vance. E nessuno cerca di imitarlo, giacché è uno stile unico, padroneggiabile esclusivamente dall’autore originale.
Ma ero giovane e stolto. Pur essendo rimasto colpito profondamente dal racconto, non mi dedicai a cercare ulteriori informazioni sul misterioso artista. Anche perché il racconto lo lessi durante la famigerata trasferta a Praga. Un viaggio di cui ormai tutti sanno tutto e quindi possono capire che fossi distratto da ben altre questioni. Ma voi che ne sapete di quel viaggio a Praga…
Per qualche tempo il mio rapporto con Vance rimase limitato a “Flutic”. Un giorno, leggendo un vecchio numero di una rivista per giocatori di ruolo, una di quella da “prima ondata” a metà anni ’90 e conservatasi chissà come sotto una catasta di MetalHammer d’annata, mi capitò di scovare qualche recensione di romanzi fantasy. Fu così che scoprii il mirabolante Pratchett, ma questa è un’altra storia e comunque il suo capolavoro “Il colore della magia” lo presi anni dopo. Mi colpì invece l’entusiastica recensione di “Lyonesse” di Jack Vance. Ed ecco saltare fuori di nuovo quel nome misterioso…
All’epoca non avevo internet, quindi non era facile trovare informazioni. E infatti non ne trovai. Eppure, qualche tempo dopo, vagando per una libreria di Treviso, mi imbattei proprio in una copia di “Lyonesse”. Lo presi al volo e lo divorai in pochissimo tempo, giungendo a una serie di conclusioni:
* Era il meglio che avessi letto da tempo (diciamo da Tolkien-Dragonlance), meglio anche di Moorcock;
* Vance si merita in pieno l’appellativo di “Creatore di Mondi”;
* “Lyonesse” era solo il primo romanzo di una trilogia… avevo comprato una ristampa nuova di zecca, quindi c’era da sperare che a breve sarebbero usciti anche gli altri due libri…
E invece così non fu. La casa editrice non ristampò mai “La Perla Verde” e “Madouc”, i tasselli mancanti della trilogia.
Non mi restava che la via delle fiere del libro. Strada insidiosa, infestata da collezionisti (noti predatori privi di scrupoli). Venni a sapere che la trilogia aveva avuto una precedente edizione italiana, ovviamente esaurita: restava solo la via dell’usato. Essendo uno studentello squattrinato che già doveva comprarsi tutti i capolavori del Metal e i libri per l’università, arrivò il giorno in cui persi una gloriosa occasione…
Luogo: Fiera del Tempo Libero a Padova. Attività: acquisto dei Capolavori del Metal/Hard Rock. Ero un fiume in piena, a novembre mi stavo sputtanando il bilancio dell’anno seguente. Ma la Fiera traboccava di tesori e io dovevo riempire i miei forzieri. Poco prima di andarmene carico di gloria e povero come un flagellante del XIV secolo decisi di fare un giro per le bancarelle dei libri usati. Mi soffermai presso lo stand di un panciuto&canuto signore dalla cadenza mestrina. Sembrava il classico oste da taverna medievale. A parte la parlata mestrina. Quella lo declassava a scaricatore di porto. Ebbene, il panciuto aveva una copia usata di “Madouc”, il terzo libro della trilogia. E io? Io pensai questo… “Ho speso l’impossibile, ho venduto un rene, domani comincio a spacciare per recuperare il denaro, NON MI POSSO PERMETTERE QUESTO LIBRO e poi E’ IL TERZO DELLA TRILOGIA E NON LO PRENDO SE NON HO ANCHE IL SECONDO”.
Prendo ufficialmente le distanze da me stesso dopo quelle sparate…
Credevo che avrei ritrovato il canuto a qualche altra fiera, oppure che avrei potuto scovarlo nel suo negozio a Mestre. Tuttavia alla fiera successiva l’oste mi disse che aveva chiuso il negozio e che lo avrei trovato solo alle fiere. Non aveva più “Madouc”, ma mi disse che poteva procurarselo nuovamente, insieme alla “Perla Verde”: per convincerlo che non ero un miserabile, gli comprai tre libri al volo e me ne andai carico di speranze.
Non l’ho più visto a nessuna fiera.
Sparito.
Gli astri mi avevano dannato, era chiaro.
Passò altro tempo, abbastanza per farmi gonfiare il fegato a causa delle occasioni perdute. Ormai avevo internet e SAPEVO che Vance era considerato un Maestro del fantasy e della fantascienza in tutto il mondo. In Italia aveva un seguito di nicchia ma fanatico all’eccesso e ogni suo libro (nuovo o ristampato) andava subito a ruba. Inoltre in Italia era stato pubblicato da innumerevoli case editrici, generando una magmatica confusione sulle uscite. Del resto Vance spazia dal romanzo al racconto breve e anche la sua bibliografia originale è un guazzabuglio di pubblicazioni. La strada si faceva ardua…
Il Dio delle Seconde Possibilità volle però di posare su di me il suo sguardo benevolo. Machiavelli dice che la fortuna può essere soggiogata grazie all’animo impetuoso, e impetuosamente io decisi di visitare HOBBITON, la manifestazione dedicata a Tolkien, che si teneva all’epoca a San Daniele del Friuli, nella Terra Priva di Accise sulla Benzina. Mentre gironzolavo garrulo e ignaro, il mio sguardo si posò su una bancarella spoglia, con pochi libri usati di argomento medieval-magico-fascista-massone. E tra quelli… “La Perla Verde”! Vista annebbiata, battito sempre più lento, calo vertiginoso di zuccheri… portafogli vuoto… dilemma: mangiare o non mangiare?!?... mi guardai intorno di sottecchi: nessuno aveva visto, nessuno sapeva… spesi e fuggii verso Treviso.
Gioia delle gioie, il secondo libro della trilogia. Bello, bellissimo. Una lettura che centellinai per settimane, conscio che la conclusione avrebbe recato con sé una cappa di tristezza sul mondo intero. Croce e delizia, perché mancava il terzo volume. E infatti passò ancora molto tempo…
Le peripezie professionali di un laureato in materie umanistiche andrebbero narrate in un apposito ciclo di romanzi alla Balzac. Ma questo non è il luogo. Si sappia solo che, ancora oggi non ricordo bene come, finii per lavorare nell’Ufficio Marketing di una società che organizzava eventi sportivi. Abile nella parlantina, ottenni a lungo di evitare la fotocopiatrice. Solevo quindi passare la mia giornata lavorativa navigando su internet. A forza di cazzeggiare, presi a frequentare un noto sito italiano dedito al fantasy e ciò mi fece tornare la voglia di mettermi a caccia. Passai quindi a frequentare un negozio on-line dedito al commercio di libri fantasy, nuovi e usati. Sarebbe meglio dire “spaccio” di libri, visto che l’ambiente dei volumi usati è simile a quello delle sette iniziatiche.
Insomma, una mattina cercavo sul sito-spaccio delle occasioni tra l’usato e scovai l’offerta “Trilogia di Lyonesse, 3 libri non acquistabili separatamente, prezzaccio da dissanguamento, DISPONIBILE IN COPIA UNICA”. Signori, nel tempo in cui adesso ho scritto la frase tra virgolette, quel giorno io mi sono iscritto al sito, ho fatto l’ordine, ho pagato con carta di credito non mia e ho fissato le ferie per il giorno della consegna.
Quando arrivò il pacco mi sentii come Parsifal che riceveva il Santo Graal (via pacco celere). Cacciai la famiglia da casa e mi dedicai alla lettura dell’intera trilogia, daccapo, senza alcun indugio e con una dedizione da samurai. Prego notare che ora possiedo: “Lyonesse” in due edizioni (la traduzione è diversa, roba per fanatici), “La Perla Verde” doppio e “Madouc” copia singola intoccabile e tenuta sotto una teca di vetro elettrificata (in modo che la donna delle pulizie non faccia danni).
Inutile dire che la trilogia fu piena soddisfazione, anzi, fu catarsi.
Sembra la fine, ma non è così.
Perché l’inseguimento alla produzione di Vance continuò nei tempi successivi. Forte di uno stipendio esiguo ma costante, mi dedicai alla caccia al tesoro. Infatti i libri di Vance sono per me come le pepite del Klondike per zio Paperone. Alla Fiera del Fumetto di Pordenone saccheggiai una bancarella che ne esponeva alcuni esemplari: erano di fantascienza, ma non mi interessava. Il gestore era anche un brav’uomo, amava Vance e voleva scambiare quattro parole ma io ero lo liquidai gettandogli addosso il denaro e fuggendo con il bottino. Qualche altra pubblicazione la reperii tramite internet. Ormai avevo deciso, dovevo spendere e, se non si trattava di cifre del tutto improponibili, avrei speso.
Ma tra le tante cose, restava un cruccio. Durante la mia permanenza nell’Ufficio Marketing mi ero anche scaricato alcuni libri di vari autori in formato e-book, giusto per farmi un’idea. Uno di questi era “Rialto il Meraviglioso”, sempre di Vance. Mi bastarono 5 righe per decretarlo capolavoro e lanciarmi all’inseguimento. Tuttavia l’impresa si presentava ardua. Uscito nel 1986 in Italia, non era più stato ristampato. La quotazione su internet per l’usato volava più in alto della Torre di Babele, e alle fiere non si trovava. Se anche si fosse trovato, avrei dovuto farmi largo con le scimitarre per conquistarlo. Continuai a monitorare siti vari nella speranza di cogliere buone notizie, ma niente. Questo fino a qualche giorno fa.
Tornato dalla mia attività di addestratore di scimmiette, diedi una rapida occhiata alle offerte di libri usati su un sito e apparve l’annuncio: “Vance, Rialto il Meraviglioso, COPIA UNICA, prezzo accessibile se sei un petroliere”. Ma in effetti il prezzo era il più basso che avessi mai visto. Lesto come un toporagno mi accaparrai il prezioso volume. Il calcolo sul numero di pasti che avrei dovuto saltare era rimandato a momenti di maggiore lucidità.
Ora l’opera mi è arrivata. Masterpiece, nemmeno c’è bisogno di specificarlo. Tanto che mi stupisco di me stesso: perdo tempo a scrivere queste righe quando potrei esaltarmi a leggere Vance. Eppure, adesso che ce l’ho, non ho fretta. Ci metterò qualche settimana, dedicandogli il tempo necessario per cogliere appieno la maestria dell’autore. Non è cosa per tutti, me ne rendo conto: non consiglio di leggere Vance né di mettersi alla ricerca delle sue opere, quelle vanno lasciate lì dove sono in modo che io le possa scoprire e conquistare.
Volevo scrivere qualche riga, ne è uscito un poema. Il dono della sintesi mi arriverà in tarda età, temo. E quando succederà nessuno sarà in grado di apprezzarlo, perché saremo tutti vecchi e penseremo solo a mangiare e a molestare le badanti. Comunque sia, siete liberi di interrompere la lettura quando volete. Anzi, vi ho fregati, perché se siete arrivati fin qui è troppo tardi per interrompere.
Salute!
giovedì 3 aprile 2008
Quest'uomo...
...oltre che essere il miglior wrestler della WWE...
...è anche la mia versione iper-steroidata, con in più 30 kg di muscoli e qualche anno di abbronzatura. Ma vi rendete conto di quanti polli e quanti tonni si mangia questo a colazione? In ogni pollaio ci sono le sue foto segnaletiche!!!
mercoledì 2 aprile 2008
Programma settimanale
Mio blog, affari miei
Ecco il programma serale della settimana:
MERCOLEDI' 2: mirabolanti avventure di Caccia al Drago (ma che ne sapete voi della Caccia al Drago?!?)
GIOVEDI' 3: allenamento di Rugby (lo sport Heavy Metal)
VENERDI' 4: dubbio, mistero, sorpresa...
SABATO 5: concerto di musica sacra medievale al Tempio di Ormelle (TV) [+ OutlawStars al Big Boy di Biancade, ma solo se resta tempo]
DOMENICA 6: evento dell'anno
Da lunedì il mondo sarà cambiato, quindi non mi prendo impegni
martedì 1 aprile 2008
Concerto dell'anno?
- Nel vostro Curriculum Vitae (Formato CEE, che fa pena ma lo usano tutti), alla voce Musica, eliminate il termine ROCK o peggio ancora METAL e sostituitelo con qualunque altro genere musicale.
- E' arrivato il momento di tagliarsi i capelli e lasciarsi andare alla calvizie.
- Regalate ai bisognosi la vostra discografia, ma prima assicuratevi che sappiano chi suona domenica 6 aprile a Verona.
- Cominciate a ripetere 88 volte ogni ora: "Una volta ascoltavo Rock/Metal ma adesso sono cresciuto!"
- Non fatevi più vedere da me.
Io non lo dico nemmeno quali sono le band, non metto foto, niente. Chi sa, sa. Gli altri vadano a fare qualche colloquio in azienda, tanto se non ascoltano Rock li prendono di sicuro.
mercoledì 26 marzo 2008
BLIND GUARDIAN
Oggi, deciso a dare il mio ennesimo contributo alla causa del Metal, sono entrato in uno di quei posti dove paghi e ti danno un CD. Molti lettori non ci sono mai stati, ma posso assicurarvi che si trova roba interessante. Certo, quella che scaricate da Internet è gratis, ma vuoi mettere avere l'artwork, i testi, il booklet, ecc.? Per alcuni sarà una vaccata, per me possedere un album significa averlo originale, l'mp3 va bene per farsi un'idea.
INSOMMA, mi sono ri-comprato questi due CD. Ristampe rimasterizzate, con i testi e le bonus tracks. Lavoro lodevole, visto che gli originali hanno una confezione da Terzo Mondo. E poi li ho pagati 6 euro l'uno. Riascoltandoli, devo dire che sono di un'ingenuità disarmante, ma qui sta il loro fascino. I Blind Guardian li hanno registrati a 20 anni, ascoltavano solo Helloween e Iron Maiden, avevano la frangetta e le braghe strette da forca, erano uno di quei gruppi che ci piacevano proprio per questo: erano come noi. Stesso discorso che si faceva per i Metallica anni '80: per il look, per la simpatia, per la musica, sembravano il gruppo dei nostri compagni di classe. Poi i Metallica sono diventati delle comparse di "Carlito's Way". I Blind Guardian invece si sono convinti di essere i Wagner del Metal, insomma, si sono un pò persi per strada. E quindi va bene riascoltare questi due album, per ricordare una band che non suonerà mai più così (per fortuna, erano davvero sempliciotti) e che da lì a poco avrebbe sfornato un capolavoro dopo l'altro... perchè dal 1991 al 1998 i Blind Guardian sono stati IL gruppo Metal.
venerdì 21 marzo 2008
Zuppa

- L'altro giorno, scortando alcuni stranieri in giro per Treviso, mi sono reso conto che è una cittadina molto piacevole ed interessante da visitare. Peccato che nel quadro degli spostamenti turistici conti come Roveredo in Piano. Questo sarebbe un settore su cui investire.
- Michele Luppi (Mr Pig, Vision Divine, Los Angeles) resta il meglio a livello di voce. E poi gli piace l'A.O.R., trovarne di gente così dotato in Italia e che apprezza i gruppi giusti. Supportare, sennò qui ci becchiamo i Fronte del Vasco fino al giorno del giudizio!
- Brava Italia del rugby che batte la Scozia in un match che poteva tranquillamente perdere. Partita brutta e piena di errori, ma almeno siamo riusciti a evitare il cucchiaio di legno. Nota: quando Marcato è passato all'apertura, la gestione del gioco è migliorata in maniera decisiva.
- Mens sana in corpore sano. Va bene diventare dei tirannosauri da palestra, ma bisogna anche coltivare anche la passione per le arti, altrimenti ci si imbruttisce. Frase scontata, del resto è sempre bene che qualcuno lo dica. In ultima analisi, imitatemi (e con questo mi assegno il Premio Arroganza per il mese di Marzo).
- Ma se Sanremo fa schifo a tutti, perchè riesce ancora a fare delle percentuali di ascolto? A sentire la gente, dovrebbe avere meno audience delle lezioni di fisica alle 3 di notte.
- Trevisano, il 13 aprile 2008 un solo nome per la causa del ROCK'N'ROLL: VOTA NOVELLO
- Cosa accade negli Outlaw Stars? Chi se ne va sbattendo la porta? Chi torna? Riusciranno i nostri eroi a sconfiggere l'avverso destino e coronare il loro sogno di incidere un album ESCLUSIVAMENTE come scusa per potersi fare un servizio fotografico? A breve VOI LETTORI saprete tutto...
venerdì 14 marzo 2008
Lemming del quarto anno...
La Guerra d’Indipendenza Americana.
Analizza la cause che portarono allo scoppio del conflitto e il successivo svolgimento. Delinea con esattezza il contesto socio-economico e politico.
Traccia 2: Italiano.
Illuminismo.
Fornisci una definizione e un inquadramento storico. Poi analizza i caratteri distintivi dell’Illuminismo, con riferimenti ai vari intellettuali che vi aderirono.
Traccia 3: Attualità.
“I viaggi delle scolaresche vengono annullati da un numero crescente di istituti. Tra camere devastate, fughe pericolose, pigiama party a base di alcol e spinelli, gli insegnanti non se la sentono di accollarsi lo stress e la responsabilità di riportare a casa sani e salvi gli studenti.”
(Panorama, 14/3/2008)
Inquadra il problema ed esprimi le tue opinioni a riguardo.
martedì 26 febbraio 2008
Studentelli!
TREMATE, perchè sto correggendo i vostri temi, ma sto anche e soprattutto ascoltando l'album di sinistra e la consapevolezza che voi non abbiate idea di cosa sia mi spinge a sganciare gravi insufficienze a tutti.
martedì 12 febbraio 2008
KISS, 13 maggio, Arena di VERONA
CONFERMATI!
domenica 10 febbraio 2008
ITALIA-INGHILTERRA 19-23
Credo sia lo scarto minimo nelle decennale serie di capitolazioni dell'Italia di fronte al Colosso d'Albione. La peggior Inghilterra degli ultimi 30 anni batte la solita Italia piena di buona volontà ma pasticciona e ottusa al punto da continuare a fare il suo gioco anche quando era ormai palese che non sarebbe andata da nessuna parte. Sia chiaro, le partite vengono impostate sullo 0-0, ma quando vai sotto di due mete per colpe assolutamente tue, si richede la lucidità di cambiare approccio. Cosa che in campo oggi non si è vista. Bravi a rispettare il piano A, ma le partite si portano a casa soprattutto col piano B, perchè le cose non vanno mai come noi italiano pianifichiamo.
domenica 3 febbraio 2008
IRLANDA-ITALIA 16-11
Una sconfitta di misura in trasferta ci può anche stare. Pesa che l'Italia abbia perso per errori suoi, piuttosto che per la strapotenza dell'Irlanda.
lunedì 28 gennaio 2008
Non state in casa, perchè questi...
al LUCILLE (Verona)
lunedì 14 gennaio 2008
Annuso incongruenze

domenica 6 gennaio 2008
Proposito per il nuovo anno
domenica 30 dicembre 2007
Oggi che ascolto?



martedì 25 dicembre 2007
venerdì 21 dicembre 2007
OUTLAW STARS: tutta la verità

Per contattare la band, ascoltare qualche pezzo e vede i video glitterati, http://www.myspace.com/outlawstarsrock.
(GN) E’ una vita che suonate in giro, ma quando uscirà qualche prodotto musicale a nome Outlaw Stars?
(MS): In realtà è già uscito, ma lo teniamo ben nascosto.
(SJ): Sì, sotto i CD degli Warrant in camera di Mr. Shot. In effetti è dal novembre 2004 che non siamo sul mercato, quando in maniera acerba abbiamo stupito la periferia trevigiana e quella veneziana col nostro primo demo. Piacque anche nel padovano, grazie a varie soluzioni del Country Star e di Pacino (cantante dei Bastet e sorta di Cardinal Richelieu della Nord Est Rock’n’Roll Family, ndr).
(MS): Anno nuovo, vita nuova e cd nuovo. Se la line-up resta stabile, dovremmo entrare in studio tra gennaio e febbraio.
(SJ): Abbiamo cambiato più musicisti dei Guns’n’Roses negli ultimi due anni! C’è uno spirito nuovo che ci porterà definitivamente a un full-lenght. In effetti è tanto che suoniamo, ma non abbiamo mai pubblicato niente di serio perché volevamo entrare nel mercato con un cd vero e proprio, 8-10 pezzi Outlaw Style.
(GN) Che cosa ci dobbiamo aspettare di nuovo nei dettagli?
(Sta): Un disco rotondo.
(SJ): Una cover di Renato Zero.
(Str): Qualcosa che rispecchi la band in questo momento, con la formazione attuale e con il nuovo sound del gruppo.
(SJ): Il sound nuovo? Ascoltate le nostre “The Mirror” e “This Lovin’” con tutti i loro limiti e le loro caratteristiche innegabilmente positive. Abbiamo parlato spesso dei pezzi che andranno sul disco: quelli che ho citato prima e “Dangerous Boys”, ma anche “Our Disease” e “Full Throttle”, magari difficili al prima ascolto ma 100% Outlaw.
(Sta): Se vuoi i gruppi di riferimento non finiamo più. Strike viene dal Metal e dai Seventies, io pesco dagli anni ’70 (Queen, Lou Reed, Bowie, ecc.) e sto recuperando gli ’80 adesso, su Sexy è stato detto tutto e il contrario di tutto…
(SJ): Per chi ascolta musica, il nostro sound è interessante anche per queste sfumature. Noi vogliamo sfruttare queste diversità che per gli stolti possono rappresentare invece dei limiti.
(Str): All’inizio la band era in stile Motley Crue e Poison, con l’arrivo del sottoscritto e di Starsky il sound si è molto irrobustito. Nel nuovo album ci saranno gli anni ’80, ma non solo, perché suoniamo in maniera moderna. Puntiamo molto sull’avere un’ottima produzione sull’album: stiamo infatti decidendo se affidarci a un produttore di genere. Sicuramente non sarà un demo, ma un prodotto da presentare nei negozi. Non puntiamo a una casa discografica, ma se si presentasse l’opportunità, saremmo ben pronti con un cd che ci rappresenta in pieno.
(MS): Qui tra Metallari, rockers anni ’70-’80 e bluesman il risultato sarà (per citare qualcuno) un mix con basso pulsante, chitarre taglienti, batteria incalzante, voce che spacca il silenzio in frammenti di quarzo. In effetti mancano solo i tastieroni che planano.
(GN) Insinuazione: Outlaw Stars grandi dal vivo ma sono i Pretty Boy Floyd del Nord Est, cambiano line-up ogni quarto d’ora…
(SJ): Posso confermarti che i problemi di formazione sono risolti. Se gli Outlaw Stars andranno avanti, lo faranno con questi musicisti: Strike, Starsky, Shot, Switch & Sexy. Ormai siamo insieme da 2 anni, ci sono stati anche litigi ma siamo sicuri che questa è la soluzione vincente per mantenere un sound tagliente e graffiante.
(GN) Solo per il gusto del gossip, qualche commento sugli ex membri della band?
(SJ): Hanno collaborato al nostro progetto, alcuni meglio e altri peggio. Ci sono state delle comparse e io getterei fango soprattutto su queste. Ma chiunque abbia condiviso il palco con noi merita rispetto, a prescindere dalle scelte che poi ha fatto.
(GN) Cosa rispondete a chi dice che suonate saltuariamente e per pochi intimi?
(SJ): Nella nuova Finanziaria degli Outlaw Stars è prevista l’esibizione in locali più in voga e di farlo con clamore! Del resto siamo un gruppo ruffiano, quindi potresti vederci anche in luoghi inconsueti per il genere. Certo non in disco, mi arrestano all’ingresso!
(GN) Altre band (stesso genere, stesso livello, stessa qualità) stanno facendo più passi in avanti rispetto a voi. C’è chi ha già prodotto il disco, chi fa da supporto a band importanti, chi fa tour italiani e a volte riesce anche suonare all’estero.
(SJ): Allora ci scoperemo le loro mogli quando andranno in tour…
(Str): Ok, io ci provo a dire una cosa seria. Il problema finora è stata la line-up, oltre ai problemi lavorativi, visto che in Italia non si vive di musica e ciascuno di noi ha un’attività collaterale. Ma quando avremo in mano un prodotto da presentare a chi di dovere, di sicuro il nostro nome girerà. Outlaw Stars non passano inosservati. A gennaio saremo in studio, a marzo avremo il disco finito.
(GN) Non siete più il gruppo di qualche anno fa, vuoi per i cambi di musicisti vuoi per la ricerca di un nuovo sound…
(Sta): Siamo dei grandissimi arroganti, litighiamo in continuazione e ogni tanto cambiamo qualcuno.
(MS): E’ difficile lasciare le impronte sul cemento secco…
(SJ): E comunque noi le impronte le lasciamo solo sul Sunset Boulevard.
(GN) Ma qui, per questioni climatiche, le palme non ci sono. Però c’è abbondanza di nebbia. Come la gestiamo la situazione?
(MS): Niente droga, niente alcol e niente sigarette.
(Str): Con quello che fumo sono abituato a destreggiarmi nella nebbia.
(SJ): Gli Outlaw Stars sono per 4/5 assuefatti alla nicotina, quindi la nebbia non è un problema. Siamo abituati, non influenza il sound!
(GN) Nella scena Rock del Nord Est i musicisti suonano in tanti gruppi contemporaneamente…
(Str): Questo vale pure per alcuni di noi, tuttavia Outlaw Stars sono la priorità. La creatività la sfoghiamo anche altrove, ma questa è la casa madre.
(Sta): Io suono ovunque, sono la puttana del Rock.
(SJ): Non ho progetti paralleli, anche se non sono mancate le proposte. Mi voglio concentrare sugli Outlaw Stars. La mia attività collaterale sono le danze davanti allo specchio, ma la band ne trae grande giovamento e quindi non vedo perché rinunciare. Ascolta la seconda strofa di “The Mirror”.
(GN) Avete una reputazione di cover band.
(MS): Musica è comunicazione, esprimere qualcosa. Non è possibile comunicare qualcosa di proprio suonando i pezzi altrui. In futuro sarà lasciato spazio alla nostra musica. Le cover sono divertenti da suonare e attirano il pubblico, resteranno nel repertorio ma ci concentreremo soprattutto sulla nostra produzione.
mercoledì 19 dicembre 2007
Recensione Vicious Rumors

Qualcuno contesterà che si tratta di un live di settembre, il che è vero. Ma non ero capace di ridimensionare le foto e non riuscivo a trovare qualcuno che potesse darmi una mano. Pensa te che tristezza. Era meglio quando le recensioni si incidevano sulla pietra...
Basta clickkare su...
martedì 11 dicembre 2007
Tanta roba...

- Ho visto al cinema "Nightmare Before Christmas 3D"... potete anche togliere il 3D, non solo non aggiunge niente al film ma ho i miei seri dubbi che ci sia veramente. Detto questo, il film è sempre godibile e chi non l'ha visto al cinema a suo tempo può rimediare. Tim Burton non è quel genio che vuol farci credere, ma qui il suo immaginario fa centro e forse dovrebbe dedicarsi a tempo pieno all'animazione, invece di dirigere vaccate come "Il Mistero di Sleepy Hollow" (ma quel Johnny Depp è uno scandalo). Inoltre il film dura solo 117 minuti, per cui se non vi piace sapete che è una tortura breve. Tuttavia a me piacque.
- Venezia, nella sua veste di città di servizi, va abolita.
- "Heroes Are Forever" del debutto dei Crazy Lixx (http://www.myspace.com/crazylixxmusic) è la mia canzone di Natale 2007.
- Mi è venuta voglia di vedere Gerusalemme. I motivi sono parecchi e il fatto che Carlo stia giocando ad "Assassin's Creed" NON è tra questi. Mi sa che è meglio che mi sbrighi, prima che gli integralisti la facciano saltare in aria o che Ratzinger lanci una crociata e la bombardi.
- Consiglio per la lettura: J.J. NORWICH, Bisanzio, Mondadori (2001)____ se non sapete nulla dell'Impero Bizantino e volete una lettura rapida, interessante, ricca di colore e di intrigo, assolutamente divulgativa, di scarsa attendibilità ma godibile e con una sconsiderata propensione per il gossip, ecco l'acquisto di Natale. Da ostentare in pubblico per fare la figura degli intellettuali.
- Ma perchè quelli che giocano a Dungeons&Dragons sono tutti sfigati? Me lo chiedo perchè quelli del mio gruppo non lo sono: è gente sveglia, che si sa relazionare col gentil sesso (chi più chi meno), si veste dignitosamente, non ha l'acne (vantaggi dell'età), non parla solo di quello (chi più chi meno), ma soprattutto sa divertirsi.
- Citazione di Marco Concoreggi: "I Metallari si dividono in 3 categorie: i Galantuomini (chi legge questo blog, ndMe), i Modernisti (di cui non si parla) e i Satanassi". Concordo con lui, concordo soprattutto con me stesso e ricordo che i Satanassi sono giustificati solo se sono minorenni. Dopo dovete evolvervi in Galantuomini. Ascoltare gli astrofisici non è da Galantuomini.
- Sarkozy che manda a cagare gli intellettuali da salotto e firma contratti miliardari con Gheddafi... è un grande, una versione occidentale di Putin. Notato come in tutta Europa stanno emergendo figure di "uomini forti" (o donne, nel caso della Merkel) come capi del governo? In Italia non ne abbiamo nè a destra nè a sinistra, tantomeno al centro, e gli intellettuali invece che in salotto stanno in parlamento.
sabato 1 dicembre 2007
BONFIRE, 23 novembre 2007, New Age
E infatti posso assistere all’unico show italiano dei Bonfire. Hard Rockers teutonici, primo album nel 1986, quindi nel Decennio Giusto. Almeno due opere che vale la pena di possedere (“Fireworks” del 1987 e “Point Blank” del 1989, preferisco il secondo causa presenza di più ritornelli ruffiani) e il desiderio di vedere se sarebbero riusciti a migliorare rispetto all’unico concerto a cui ho assistivo, l’altalenante esibizione al Badia Rock 2006.
Mi sorprende quando trovo molta più gente del previsto. I Bonfire mi piacciono parecchio, ma so che per loro i tempi di gloria sono finiti nel 1989 e che in Italia non hanno mai avuto un seguito consistente; ma il fatto che sia l’unica data ha mobilitato molti dinosauri del Nord-Est Rockettaro. Volti noti, molte stempiature (per non parlare di vere e proprie pelate), giacche jeans con le toppe, stivali a punta, qualche ruga, insomma tutto il campionario del Rocker anni ’80. Ci sono anche le nuove leve, in parte perché aprono lo show i Burning Black da Roncade e in tanti sono venuti a supportare i compagni dell’oratorio. Quindi l’affluenza non è il disastro che mi aspettavo, anche se voci dal backstage mi riferiscono che i Bonfire sono un po’ delusi. Se fosse vero (ma ho i miei dubbi), ho un messaggio: “Realtà chiama Bonfire! La festa è finita da un pezzo. Non aspettatevi niente in termini di pubblico dall’Italia e tantomeno dal New Age. Anzi, siate contenti che ci siano state quelle 150 anime, è un successone. Il vostro pubblico italiano ha mediamente 35-40 anni, il che vuole dire famiglia e lavoro, non Rock’n’Roll All Nite!”. Che poi io ritenga che i Bonfire siano meglio di quasi tutto ciò che si ascolta adesso, questo conta poco.
BURNING BLACK. Heavy Metal tra Judas Priest e Accept, sono reduci da un paio di show di spalla a UDO e Primal Fear. Buona presenza on stage, borchiati come da contratto, cantante adeguato al genere (screams, pose da Metal God, cuoio, ecc.). Giocano in casa e il pubblico partecipa. Per me i Primal Fear sono il meglio in quanto a clonazione dei Judas Priest e i Burning Black non ci si avvicinano, ma sono convinti e qualche riff sfascia-cervicali lo snocciolano. Li preferisco di gran lunga quando si lanciano sul Class Metal, tra Dokken e Accept. Lì riescono a piazzare un paio di songs di qualità. Restiamo in attesa del full-lenght.
BONFIRE. Quando parlerò di umità e dedizione, mi verrà in mente Claus Lessmann (cantante dei Bonfire) che ferma una canzone per applaudire il pubblico che canta a memoria. O che scende dal palco e canta in mezzo al pubblico, stringendo la mano a tutti visibilmente emozionato. Grandi Bonfire, questo io mi aspetto da un gruppo di pedigree! Le canzoni da 18 carati le fanno quasi tutte: “Sword & Stone” (testo macho-pacchiano, non per nulla c’è lo zampino di Paul Stanley), “Tony’s Roulette”, “Bang Down the Door”, “American Nights” (scritta quando si sperava di fare il botto oltre Oceano), “Ready 4 Reaction” (Claus non ce la fa, ma immola la gola con commovente dedizione). Manca “Know Right Now” e non potrò mai perdonarli per questo. Ottima prestazione della band, anche se Claus non ce la fa dopo 5-6 pezzi. Ma non me ne frega niente. Grandi Bonfire! E poi i cori li fanno da Dio!
Qualche nota:
1. Da bravi tedeschi, i Bonfire si distinguono per l’abbigliamento disgustoso. Claus alterna la tenuta da Metallaro 15enne a una camicia da cantante country. Hans Ziller (chitarra, l’altro leader della band) ha i pantaloni in pelle e le scarpe inglesi basse, in più la faccia ha la circonferenza di un pallone di Germania 2006! Il bassista è uguale a John Belushi, il chitarrista ritmico ha le movenze da glammer ma non l’aspetto, il batterista si danna l’anima e ci sta simpatico.
2. Pubblico tendenzialmente stempiato, con qualche eccezione. Presenti anche eroi da Milano, Modena, Bologna ecc., e a loro va un applauso.
3. Finito il concerto, qualcuno del giro dei Bonfire si appropria della console e mette su una serie di Canzoni Giuste. Improvvisamente il New Age sembra un Rock Club, ma in breve si assiste al passaggio Iron Maiden-Metallica-Lacuna Coil-Depeche Mode e da lì giù nell’abisso più oscuro del rock modernista (per certa gente, anche ska-reggae-punk-ecc. fanno parte del Rock… viviamo in tempi neri come la pece). Cambia il pubblico: gli Eletti non possono mischiarsi con la plebaglia e con gli ignavi. Il locale torna a riempirsi della solita fauna e noi siamo felici di potercene andare.
4. Finalmente Claus Lessmann è riuscito a fare una foto con me. Bravo, vedi che con la perseveranza si ottiene ciò che si vuole.Un altro mattone per la Cattedrale del Rock. Tra novembre e dicembre dovremmo riuscire a tirare su almeno mezzo campanile.
giovedì 22 novembre 2007
Intervista da DENUNCIA: tutta la verità sui SIDE-ONE!!!

(GN) Quanti anni di Side~One? E quante volte vi siete pentiti in questi anni?
(N): Inizio ufficiale nel 2000, quando entra Mav in formazione. Primo album ufficiale nel 2003, “Whiskey for Rock”, una cosa orrenda a livello discografico, fatto in cantina ma pagato l’ira di Dio. Però esce nel periodo del “boom” della scena Nord-Est e va benissimo. Del 2004 il singolo “Sexy Telephone” (anche qui buon risultato a livello di vendite), ultimo lavoro col chitarrista Ace: le cose cominciano a girare meglio e quindi Ace se ne va per divergenze musicali. Ci eravamo rotti di suonare glam-punk, volevano fare roba più dura e arriva Andy alla chitarra. Da lì decidiamo cosa vogliamo fare e nel 2007 facciamo uscire “The Contraddiction Age”, il primo 3-pezzi con Andy. Poco pubblicizzato per scelta nostra, visto che all’epoca eravamo contenti ma non convintissimi. Recentemente abbiamo con noi anche Switch alla seconda chitarra e finalmente abbiamo preso una direzione musicale precisa.
(M): Per quanto riguarda il pentimento, da sette anni mi pento due volte al giorno minimo.
(GN) E adesso?
(N): Adesso entriamo in studio per il full-lenght. Poi cerchiamo un’etichetta, la solita trafila che fanno tutti. Non puntiamo a fare soldi, chiaro, anche se il desiderio recondito c’è.
(M): Se parti pensando di far soldi hai perso in partenza. Se poi capita…
(GN) Qualche anno fa c’era la Nord-Est Rock’n’Roll Family. Personalmente l’ho sempre vista come una scena di musicisti che andavano ai concerti di altri musicisti. Secondo voi, cos’era e cosa ne è rimasto?
(N): La Nord-Est Rock’n’Roll Family era nata con i migliori intenti. Nel 2000 c’è stato il boom della band scandinave (Backyard Babies, ecc.), allora abbiamo tutti mollato l’aratro e abbiamo detto: “Perché non facciamo anche noi qualcosa?”. Si era partiti bene, erano gruppi che volevano collaborare tra loro, ma in Italia una situazione del genere non dura, se possiamo ci inculiamo la mollica di pane a vicenda. La Nord-Est è andata a puttane per colpa delle stesse band, noi inclusi. Con 5 locali che ti fanno suonare e magari ti danno pure qualche soldo, le band cominciano a parlarsi alle spalle per non farci suonare “la concorrenza”, che poi erano le stesse band della Nord-Est! Se la cosa è andata in vacca, la colpa è della stessa scena. Qui si pontifica sulla fratellanza del Rock e poi ci si frega a vicenda.
(T): Alla fine non si era più compatti, non ci si divertiva, non si era neppure più amici. Se io portavo più persone di altri, esigevo di essere headliner. Se io ero in giro da due mesi prima di te, allora meritavo di suonare per ultimo. E avanti così… Certo, succede anche tra gente che conta molto più di noi, ma non è una scusa, perché almeno ci fossi contesi soldi veri…
(N): E ancora… prime recensione all’epoca, il nome delle band gira, la gente comincia a cagarti… e subito cominci a sentirti Dio. E quanti ne abbiamo visti che hanno fatto questo percorso.
(GN) A livello discografico vi ricordate qualcosa di positivo prodotto dalla Nord-Est?
(N): Bello “The Damage” dei Crackhouse, anche se a mio parere registrato di merda. Bella canzoni, registrazione terribile. C’era anche il disco fantasma dei Bastet, di cui tutti hanno parlato bene ma è girata solo una traccia: pareva bello, ma è finita lì. Grandi i Rival Skulls, che non erano della Nord-Est perché punkeggiavano ma che nel 2003 hanno fatto “The Death Masks”, spettacolare.
(M): I Rival Skulls si sono fatti veramente il culo e hanno meritato quello che hanno ottenuto. Sono riusciti a girare l’Europa, cosa che ai gruppi della Nord-Est non è mai riuscita…
(N): Per il resto, poca roba. I Loving Dolls han fatto un demo registrato a casa del bassista, suoni di merda anche lì e alla fine sono spariti. I Baby Ruth sono usciti con l’album troppo tardi. Anche i Pink Lizard hanno prodotto un 5-pezzi ma l’ho ascoltato poco, troppo hair metal per i miei gusti.
(T): Ricordo anche gli Al Capone Ride, che non c’entrano niente con la scena e sono una band pazzesca. Incredibili. E personaggi ottimi.
(GN) Voi semi-lagunari da Mestre come vi inserivate in una scena che ruotava attorno a Padova?
(N): Noi eravamo penalizzati. Padova era Los Angeles, noi eravamo i contadini da fuori e questo ci ha fregato tanto. Abbiamo suonato molto meno rispetto ai gruppi della zona.
(M): Inoltre per lo più si suonava a Padova, quindi i gruppi locali potevano portare molto più pubblico rispetto a noi. La gente da Mestre non andava fino a là. Aggiungi che oggi a Mestre non c’è proprio nulla, a livello di band e di locali. All’epoca suonammo al Pop Art e al Fisherman, una data con Adam Bomb e una di promozione per il singolo. Basta.
(T): Continuo a ripeterlo: ci sono seri problemi di gestione dei locali. In Italia c’è paura dell’investimento, non ci sono soldi e siamo tutti teste di cazzo. Questo è quanto.
(N): Una volta era il musicista che forniva un servizio al locale e veniva pagato per questo, oggi è il locale che ti fa il “favore” di farti suonare. Niente consumazione, niente soldi, nemmeno la birra gratis. E se non porti gente, lo stronzo sei tu.
(GN) Restiamo sulla questione “Nord-Est”. come sono arrivati quattro agricoltori veneti a credere di essere in California?
(M): Parlando per noi (e preciso che comunque sono camionista e non contadino), il punto di partenza è stata la fantasia, il desiderio di fare qualcosa di diverso per potersi esprimere.
(N): In un certo senso, soprattutto all’inizio, era molto divertente e pittoresca. Se fosse rimasta così… i problemi sono arrivati quando la gente ha cominciato a vedersi già in copertina di “Rolling Stone”.
(T): Era una carnevalata, ma si era partiti anche col desiderio di provare a emergere. Quando però è rimasto solo quello, la cosa è finita.
(GN) Oggi una scena vera e propria non esiste. Come giudicate questa situazione?
(N): Forse è anche meglio, perché c’è più sincerità. Insomma, se si suona insieme ad altre band oggi non è per convenienza ma per amicizia, i calcoli li lasciamo fuori. Oggi la gente viene a vederti per quello che suoni, non perché si pensa di essere a Los Angeles. Meno clamore, certo, ma meglio adesso.
(T): Forse adesso facciamo date più azzeccate. Date del cazzo a suo tempo ce ne sono state una valanga. 200mila show al Country Star o al Magic Bus, una settimana sì e l’altra anche. Si finiva a suonare per il fonico e per il padrone del locale. E ancora tra gruppi si faceva a botte per chi doveva suonare prima…
(GN) Però in Italia i gruppi stranieri “di genere” hanno trovato un’ottima accoglienza. Hardcore Superstar, Gemini 5, i vecchi come L.A. Guns, ecc. ?
(M): Buona accoglienza, certo, e da quel momento hanno cominciato a venire giù ogni anno. Ad un certo punto hanno anche stufato.
(N): Secondo me le band più vecchiotte hanno capito che qui in Italia ci beviamo tutto. Anche se non suonavano più negli stadi come negli anni ’80, qui c’era tanta voglia di vederli e quindi ne hanno approfittato. È uno dei fattori che ha minato la scena: la presenza di band senza più niente da dire e che però riempivano i locali a discapito di gruppi italiani più giovani che proponevano anche roba valida. Noi abbiamo lavorato con gli L.A. Guns alla prima data in Italia dopo tanti anni, ma chi erano? Degli storici c’erano Phil Lewis e Steve Riley, alle chitarre avevano Keri Kelly e Brent Muscat (Faster Pussycat) e al basso ignominioso Adam Hamilton. Una band che tira avanti solo sul nome, come i Misfits.
(M): C’era anche un festival a Verona con Pretty Boy Floyd, Enuff ‘z Nuff e Bang Tango. La band era la stessa, cambiavano solo i due cantanti. Ti pare una cosa seria? Oppure la data con Bang Tango, Kristy Majors e qualcun altro: stessa storia.
(GN) Quel rock anni ‘80 sembra aver detto la sua. E quello odierno?
(N): In primo luogo, evitiamo la bestemmia che il rock è morto. Il problema in Italia è che siamo esterofili. Abbiamo band veramente bravissime e andiamo dietro ad americani e inglesi perché pensiamo che possano fare meglio di noi.
(GN) Un paio di anni fa vi lamentavate che gli italiani andavano a vedere i “vecchi” e se ne fregavano di supportare le nostre band. Però da poco avete fatto da supporto proprio ai rimasugli degli Skid Row…
(N): Intanto, grandissima soddisfazione perché apri per una band con cui sei cresciuto. E poi è l’unico modo che hai per farti vedere da tantissima gente. Un festival col meglio della scena italiana non potrà mai avere tanta gente quanta quella venuta per gli Skid Row. Se poi vuoi sapere quanta gente che si è mossa per gli Skid Row ha apprezzato anche noi, allora ti dico: Spero tutti!
(M): Anzi, è stata la prima volta che ho visto la gente così partecipe dei nostri pezzi. Certo, non era solo merito nostro: il pubblico era là per divertirsi, non si sono fatti problemi a fare casino anche con noi e quindi ben vengano esperienze da supporto come queste.
(N): Che poi gli Skid Row originali fossero solo due, alla gente fregava poco. Sono bravi, non fanno figure di merda tipo Phil Lewis che non ci arriva più.
(GN) E questi Skid Row come si sono comportati con voi?
(N): La cosa è iniziata male. Come capita spesso, la band di supporto per contratto non può entrare nel camerino. Quindi ci siamo trovati a cambiarci in mutande davanti al pubblico. Però abbiamo suonato bene, gli siamo piaciuti e quindi ci hanno lasciato via libera. E dopo il concerto si sono rivelati persone ottime, anzi, non ci lasciavano più stare!
(GN) Invece, personaggi pessimi che avete incontrato?
(M, T e N): Phil Lewis! Una testa di cazzo! Keri Kelly, un esaltato non da poco che è entrato sempre in band in fallimento! Taime Downe ha problemi mentali seri. E anche Blackie Lawless, che tratta i fans come merda e li fa cacciare dal locale dopo lo show perché non vuole essere disturbato.
Invece Tracii Guns è un grande personaggio, lo abbiamo riportato in albergo a Venezia in Panda ed era tranquillissimo, anzi ci ha offerto pure le sigarette. E ha pubblicamente sputtanato Lawless dicendo che è una testa di cazzo e che a Los Angeles non se lo caga nessuno.
(T): C’è chi esce dagli anni ’80 e chi ci resta. Finché reciti un personaggio va bene, ma non puoi mancare di rispetto al tuo pubblico.
(N): Questi sono quello che sono grazie a noi, grazie alla nostra mamma che ha fatto la puttana per comprarci i dischi. Quindi essere gentile non ti costa niente.
(GN) Adesso come adesso, che cosa vi piace ascoltare?
(M): Sicuramente non i Side~One! Sono fanatico dei Backyard Babies e comunque sono un po’ più punkettone dei miei colleghi, che per questo mi puniscono puntualmente.
(T): Manà, Rage e Pantera. I primi perché ho una vena molto latin-rock, da piccolo ballavo con le maracas e le nacchere. I Rage per la batteria, sono allucinanti. Pantera perché sono pugni in faccia.
(N): Motley Crue perché ci sono cresciuto, ma anche Pantera e Social Distorsion.
(GN) E con chi di questi vorresti fare a botte?
(N): Social Distortion, sicuramente. Ma ne prendo tante. Io VOGLIO che mi ammazzino di botte!
(GN) Prossimi passi?
(N, M e T): Suoniamo a Suonica. Fare i concorsi sta sul cazzo perché fai tre pezzi e subito ti devi levare dalle balle, ma Suonica è il migliore tra i concorsi di questo genere. Non come Emergenza, dove le band sono trattate di merda. Dopo Suonica ci fermiamo un po’ per integrare Switch e fare finalmente un album serio, senza fare le cose di corsa come in passato.
(GN) Lacrime: di cosa ti penti o ti vergogni (esclusi i Side~One)?
(M): Di aver trovato il lavoro che ho, di aver comprato il basso… forse di essere ancora un po’ troppo ragazzino…
(N): Mi pento di aver fatto il cretino per imitare i miei miti, anche nel senso drammatico della cosa. Poi ti ritrovi senza niente in mano, senza un lavoro, senza un soldo, senza un diploma/laurea, ma non sei nemmeno diventato una rockstar. Per fortuna si può riuscire a fare la rockstar part-time e nel resto del tempo si investe nel futuro.
(T): Io non mi pento di niente, forse avrei potuto fare tante cose meglio in ambito musicale…
(GN) Chiusura?
(N): Faccio il serio. Se vuoi fare Rock fallo, magari ti capita anche di scopare, ma non mandare tutto a puttane con droga o robaccia del genere. Questo è la prima cosa che mi viene in mente. Fai rock per divertirti, fallo per te e non fotterti il cervello per imitare i tuoi idoli.
lunedì 5 novembre 2007
Minestrone
- Appena sostenuto un esame scritto all'Università. Una farsa. Un centinaio di persone strette come polli, nessun controllo da parte dei docenti (che se ne sono andati al bar, poche storie!!!). Scopiazzature indegne stile "prima liceo", c'era chi durante l'esame ha letteralmente trascritto da libri e quaderni. Lo so che l'occasione fa l'uomo ladro, ma non siamo alle superiori dove la sopravvivenza è il parametro a cui adeguarsi. Qui si tratta di un esame fondamentale che deve essere la base su cui costruirsi una cultura nella materia. Se le premesse sono queste, che vada a quel paese anche questa Università. Come posso prendere sul serio una facoltà che non ti prepara minimamente nelle materie fondamentali?
- Al Rock io ci credo, mi diverte e mi fa passare splendide serate. Se c'è da fare 300 km per andare a vedere una band che vale, e il giorno dopo si lavora, si fa. Dormirò quando sarò morto, diceva Bon Jovi nell'ultimo album decente che ha scritto ("Keep the Faith", era il '92 e lo ascoltavo di nascosto perchè i Metallari dovevano odiare Bon Jovi). Mi sarà sempre difficile adeguarmi all'andazzo "spriz in centro-cena fuori-discoteca". Vuoi mettere "viaggio in macchina con musica a palla-show incendiario- sosta all'alba in autogrill"? Ogni volta che vado a un concerto so che porto un mattone per erigere la Grande Cattedrale del Rock.
- Il Rugby è il più grande sport del mondo. Perfino una partita del tristissimo campionato italiano, sempre più involuto tecnicamente e ricco di stranieri di terza categoria, mi esalta più di una partita di Champions League o di NBA.
- Mea Culpa... i KISS degli anni '80 hanno saputo scrivere album spettacolari. Riascoltavo l'altro giorno "Crazy Nights". Gente! E' un capolavoro del genere! Hard Rock anthemico con ritornelli da polmoni extralarge. E tanta, tanta melodia di quella bella, genuina, che ti fa sognare l'America e ti vende un sogno che non esiste. In questo Novembre curioso, che sembra piuttosto un brutto Settembre, questi Kiss ci vogliono...
- Lo scopriamo adesso che l'immigrazione incontrollata ha portato in Italia anche un'orda di delinquenti? Doveva arrivare Veltroni ad illuminarci?
- Andrò controcorrente, ma la filosofia di S. Agostino e Tommaso d'Aquino resta un monumento affascinante. Per il sottoscritto le loro opere sono come il Vallo di Adriano, oltre c'è solo barbarie. Elitario, classista, prepotente, ecco la mia descrizione attuale: ma attenzione, mai superficiale.
- Ero in palestra col lettore mp3 e guardandomi intorno mi sono detto: "Ecco perchè qui dentro parlo con 3 persone in tutto... gli altri non sanno nemmeno cosa siano Alaska (Shadow Gallery) o Someone Else (Queensryche)!". D'ora in poi farò l'esame "Alaska" ai miei interlocutori.
- "Someone Else?" (dei Queensryche, dall'album "Promised Land", 1994) è una delle più belle canzoni per piano e voce che siano mai state scritte. Poche storie. Musica, testo, interpretazione vocale... c'è tutto! Ma non è una canzone per tutti. Anzi, se piacesse alla massa mi preoccuperei, l'arte non è per tutti. Elitarismo, appunto...
martedì 30 ottobre 2007
Gentaglia e schifezze by Bonny-san
Un Tailandese che è stato arrestato per aver dato fuoco a delle macchine ha detto di averlo fatto perché il suono delle sirene delle volanti lo eccita sessualmente. L'uomo ha poi raccontato alla polizia che, dopo aver appiccato il fuoco ai veicoli, è andato a comprare una birra e poi ha chiamato le forze dell'ordine. Ha quindi aggiunto di essere rimasto a guardare arrivare le luci e le sirene delle volanti e dei pompieri, fatto che gli avrebbe provocato un orgasmo. La polizia lo ha infine arrestato grazie alla testimonianza di un passante che lo aveva visto allontanarsi da una macchina. A colloquio con gli agenti, l'uomo ha confessato, dicendo di essere soggetto a stress e a mal di testa, e che incendiare macchine lo faceva sentire meglio. La polizia ha poi scoperto che il piromane era già stato due anni in prigione con la stessa accusa e che dopo il suo rilascio aveva trovato lavoro anche come pompiere. I medici hanno precisato che l'uomo ha bisogno di cure.


