
martedì 23 dicembre 2008
Capodanno

mercoledì 17 dicembre 2008
UPDATES

Correzione temi,
colloqui coi genitori dei lemming e delle scimmiette,
studio di Filosofia del Linguaggio,
progettazione dungeon,
raccolta foglie in giardino,
visitare coppie veneto-elleniche,
fare straordinari a scuola per potermi pagare la benzina per andare a scuola a fare straordinari,
aspettare che qualcuno progetti Capodanno perché io devo progettare dungeon (repetita iuvant),
feste in cantina/in cucina/al pub,
portare avanti una vita sociale il più possibile compromettente e anti-monastica,
scrivere recensioni di CD brutti ma così brutti che anche se scrivo buoni giudizi si capisce che mento spudoratamente,
giocare col nuovo PC (a dire la verità, speravo di giocare molto di più, invece le foglie del giardino mi rubano tutto il tempo),
vedere quanto riesco ad andare in palestra prima che abbiano il coraggio di dirmi che l'abbonamento è scaduto: loro lo sanno, ma sono timidi e sperano che io paghi spontaneamente,
ecc. ecc.
domenica 7 dicembre 2008
Loro sono il meglio
venerdì 5 dicembre 2008
R.I.P. Alessio II

lunedì 24 novembre 2008
BOBBY TRAP, ecco cosa vi racconto

- Il cantante Mitzi è Asterix moro che balla e si sfascia sulle prime file con una mimica alla Lando Buzzanca. Per inciso, canta anche bene. Dai tiri che fa ti viene da pensare che non sia proprio sano di mente.
- Hanno suonato “Sure Know Something” dei Kiss. Roba da balera. Eccezionale.
- Tank Palamara è il chitarrista di una valanga di progetti fenomenali (es., Lovecrave) ed è anche stato a Sanremo. Potrebbe tirarsela come fanno tanti altri morti di fame e invece è un gentiluomo d'altri tempi. Inoltre ha la panza come il Gabibbo e un suono da tirare giù le pareti.
- Anni che non sentivo in un locale del genere una band che suonasse “Seek and Destroy” e “Master of Puppets”. Il pavimento non sarà più lo stesso.
- La band in assoluto aveva uno dei suoni live più devastanti. Ne sono uscito con le orecchie provate e ne sono felice. Peccato che mi abbia compromesso l'ascolto del CD dei Phenomena durante il viaggio di ritorno.
- Eseguito qualche pezzo di Maiden-ACDC-DeepPurple (qualunquismo purtroppo obbligatorio se vuoi accontentare i Rockers), ma anche un paio di pezzi da “Rock and Roll Picture Show”, dove Mitzi ha fatto il cabarettista.
- Niente assoli sbrodolosi. Gli assoli ci vogliono, ma se li tagli e mi fai 3 pezzi in più sono contento: così è stato.
- Hanno suonato un pezzo dei “System of a Down” nel tripudio generale, ma a me sono bastati i due che mi hanno guardato e hanno detto: “Di chi è 'sto pezzo?”. Avrei voluto anche io non saperlo.
- Dopo il pezzo dei SOAD, hanno fatto un blues abbastanza schifoso, al che ho pensato: “SAOD + canzoni schifose... pare di essere al New Age”.
- Il batterista non l'ha guardato nessuno e lui, fregandosene, ha fatto dei passaggi da spavento, ma con la superiorità di chi è in cima alla montagna da troppo per farlo sapere a tutti.
- Elevato tasso di donzelle. Il GANDS ci aveva abituati bene già coi Mr Pig, ma loro sono una boy band, mentre i Bobby Trap era la prima volta che passavano. Eppure il gentil sesso era presente in forze, per la gioia dei Metallari che tanto alla fine non combinano niente ma almeno guardano.
- Maledetta scuola che mi ha fatto lavorare al mattino. Pomeriggio in giro per il mondo ad ascoltare capolavori e sera a saltare con Palamara. Risultato? Non ho avuto le forze di andare da Ciccio Salamella. Necessito altro concerto al Gands per avere la scusa della salamella.
- Il nome di Norman Zoia aka Toni Livenza è aleggiato tutto il giorno fino alla catarsi finale: Zoia faceva cabaret con la madre di Tank Palamara. Se non sapete chi è questo soggetto poco male, sappiate però che qualcuno lo considera uno dei migliori artisti italiano (io no, ma a me piacciono solo le pitture su tavola del VII secolo e i mosaici bizantini).
venerdì 21 novembre 2008
Un tributo ...

martedì 18 novembre 2008
Italia-Argentina: commenti in tempo reale

Pomeriggio col Sultano a guardare la partita (pietosa) dell'Italia contro l'Argentina. Ecco le massime, tra una russata e una telefonata di complimenti a Obama.
Alla discesa in campo:
- Guarda che facce gli argentini, quelli sono i gitanos del Sud America. Quello lì, se non giocasse a Rugby, tirerebbe le coltellate alla gente per dos pesos.
- Quello è Del Fava (era Bortolami). Quello è Del Fava (era Nieto). Quello è Del Fava (era Zanni). Ma gioca Del Fava (inquadrato: Del Fava)?
- Ma c'è Pratichetti al centro? Per forza, è de Roma. Quando risolveremo questa questione meridionale...
Durante gli inni nazionali:
- Per forza cantano l'inno, l'Italia è stata unificata dai Savoia. Vuoi mettere l'ironia con cui lo cantano in Veneto?
- Ma quanto schifo fa l'inno argentino? Non c'è un inno sudamericano che sia orecchiabile, sono tutte marcette militari. Del resto tutti i gerarchi nazisti sono scappati lì, un motivo ci sarà...
- Sono grossi questi argentini. Sarà che mangiano asado tutto il giorno...
Dopo i calci sbagliati da Marcato:
- Avrà anche messo su 5 kg di muscoli, ma resta una fighetta padovana. Adesso chiamo la dirigenza del Benetton, voglio sapere come si allena questo disgraziato!
Svegliandosi a metà primo tempo:
- Del Fava!
Dopo il primo tempo:
- Cambia canale, io devo vedere le partite di Rugby serio, non queste schifezze. Mettimi l'Inghilterra, quella sì che è una squadra: chissà che perda, comunque. Maledetti colonialisti.
- Guarda i Sudafricani! Col cazzo che lo cantano l'inno nazionale in swaili! Quelli se vedono un nero gli sparano.
- Rimetti l'Italia, che mi è passata l'incazzatura. Adesso gli do 10 minuti per rimettersi in partita, poi vado a pisciare a prescindere.
Fallo di Bergamasco:
- Più passa il tempo e più è uguale a suo padre: onto, falloso, zuccone e rissoso. Del resto è un petrarchino. Hai voglia a fare i calendari, sempre onto resta.
Meta dell'Argentina:
- Era nell'aria, questi hanno altre motivazioni. Si impegnano perché vogliono abbandonare il ghetto, sennò sono coltellate ogni giorno.
- Mallett, metti dentro Del Fava!
Fine partita:
- Gira canale, metti le squadre celtiche che almeno perdono con onore e non mi fanno incazzare.
- Guarda Pratichetti... ancora un paio di giorni e si accorgerà che è partito titolare.
domenica 16 novembre 2008
SABATO 22 novembre 2008

lunedì 10 novembre 2008
ITALIA-AUSTRALIA

martedì 4 novembre 2008
Outlaw Stars VS Il Mondo Intero

Quella che segue è la versione abbreviata e rimbecillita di quello che è avvenuto la sera del 3 ottobre 2008. Esiste una descrizione più approfondita e ricca di particolari, ma non la pubblico qui. Accettate quello che passa il convento, intanto.
Gli Outlaw Stars nel luglio 2008 hanno vinto Suonica, concorso per gruppi emergenti. Il premio è la partecipazione gratuita a un evento organizzato dal New Age. Il giorno 18 agosto 2008 il gestore del locale contatta Sexy e gli propone due eventi: suonare di spalla ai Backyard Babies oppure agli L.A. Guns. La band, stordita dalla lacca, decide per gli L.A. Guns.
La band comunica all'organizzazione che può mettere a disposizione tutta la Outlaw-strumentazione eccetto la batteria. Il gestore del locale afferma che “Non ci sono problemi!”. Il sottinteso (che la band non recepisce) è “Non è un problema se non portate la batteria, in caso vi diamo quella di Suonica”. Ovvero il fustino del Dixan. A fine settembre c'è il nuovo contatto con l'organizzazione, dove si parla soprattutto di orari, soundcheck, ecc.
La band arriva al New Age il giorno giusto e senza ritardo. Tutti i musicisti sono sobri. Una scena indimenticabile. Ma il Dio del Rock ha deciso di punirli per questo: c'è un altro gruppo che deve suonare di spalla agli L.A. Guns, tali Landslide Ladies, gruppo noto nell'ambiente ma che alle orecchie degli Outlaw Stars sono estranei quanto lo è Martin Heidegger.
I Landslide hanno già tutta la backline, così gli Outlaw portano a casa la loro strumentazione: suoneranno con la backline già disponibile. Durante il soundcheck salta fuori uno sconosciuto che dice: “Ma chi vi ha chiamati, la Debby?”. Risposta Outlaw: “Chi casso è la Debby?!?”. Finito il soundcheck tutti decidono di andare a casa, eccetto due membri che restano nei paraggi.
Qualche tempo dopo, mentre la band è in auto verso il locale, arriva un sms di uno dei membri: “Non si suona più. Poi vi spiego”. La band tenta di entrare nel parcheggio del New Age ma viene intercettata dal suddetto membro. Questi racconta la sua storia...
[Cioè che segue è una parziale ricostruzione della verità, stilata sulla base di un calcolo delle probabilità e dei profili psicologici dei diretti interessati.]
La Debby, che è la tour manager degli L.A. Guns, afferma che gli Outlaw suoneranno con la propria strumentazione, compresa la batteria. L'OutlawStar chiede spiegazioni. Debby replica che Steve Riley, batterista degli L.A. Guns, non vuole assolutamente che qualcuno suoni con la sua batteria (i Landslide Ladies la prestano a Riley per il tour italiano, ma come conseguenza il batterista vieta ai legittimi proprietari di toccarla, possono suonarla ma non sistemarsela come vogliono). Debby: “Il palco è già pronto, noi vi montiamo la batteria di Suonica davanti, non fate soundcheck e suonate nei rimanenti 30 cm di palco. Se non va bene, affari vostri”. OutlawMembro: “Beh, noi non possiamo fare il nostro show su quel palco: voi ci avete messo in condizione di non suonare e noi non suoniamo”.
Il gestore del New Age negozia: “Dai ragazzi, in qualche maniera facciamo!”. Un altro componente della band, contattato telepaticamente sacrificando una pecora rosa, risponde: “NO, come posso scatenarmi su un palco grande come un tovagliolo?!? Solo un'arena può contenere il mio carisma. Già il New Age normalmente chiude per restauro dopo i miei concerti!!!”.
Inevitabile conclusione: concerto annullato.
- Switch: “Io avrei anche suonato, era Sexy che non voleva”.
- Sexy: “Io avrei anche suonato, era Smoke che non voleva”.
- Starsky: “Io avrei anche suonato, era Shot che non voleva”.
- Shot, al momento della discussione, era fuori a fumare e quindi la colpa è sua.
Effetti collaterali di questa storia...
Qualcuno teme che il gestore del New Age si sia incazzato. Il giorno dopo arriva la certezza che si è incazzato... nel forum sul sito del New Age compare una spiegazione degli eventi della serata con in chiusura la frase “Gli Outlaw Stars col New Age hanno chiuso”.
lunedì 27 ottobre 2008
giovedì 23 ottobre 2008
FIREHOUSE + Markonee

Sottotetto (BO), 21 ottobre 20008
Ruolino di marcia.
Inizio giornata lavorativa ore 7,50: 6 ore a scuola. Partenza verso Padova e cerimonia di laurea con successivo rinfresco. Fuga alle 18 da Padova verso Terme Euganee. Arrivo a Terme Euganee, abbandono dell'auto per saltare sull'automezzo di Rockers curiosamente più interessati agli anni '70 che agli '80. Partenza verso Bologna. Arrivo a Bologna, verifica esistenza del locale, pizza e ingresso al Sottotetto.
Concerto.
Rientro a casa per le 3 di notte. Sveglia alle 7, ancora 6 ore di scuola. Il resto è leggenda.
La fredda cronaca dello show.
MARKONEE: suoni così così, privilegiano l'impatto sonoro ma i cori campionati “ingrassano” canzoni che mi sono sembrate piuttosto ordinarie. Gran cantante, giovane e potentissimo, forse potrebbe far “svoltare” la band. Essendo di Bologna avevano parecchi compagni di classe e parenti sotto il palco, elemento che ha giovato non poco.
FIREHOUSE: vecchi ma non ridicoli, professionali e coinvolgenti. CJ Snare dosa la voce con esperienza e se la fa durare fino alla fine dei 90 minuti di show. Invece delle solite parrucche fluenti usate da altre ex-rockstar, CJ opta per un inedito tupè riccioluto “coda di barboncino”. Paffuto e col pizzetto, in buona forma, piange per problemi tecnici che però non compromettono l'esibizione. Bill Leverty ha il taglio da pastore metodista e pure il fisico smilzo celato sotto una T-shirt oversize. Suono di chitarra pauroso, riff da schiaffoni sulle orecchie e assoli “classe cristallina”. Canta pure un pezzo con voce intonata, così aiuta CJ a rifiatare. Il batterista Michael Foster nel tempo libero fa certamente il carpentiere, batte duro sulle pelli anche sulle ballad in stile grezzone e tira calci ai piatti rischiando più volte di cadere dal seggiolone. Il bassista è uguale a Jon Oliva inizio anni '90, canta “Highway to Hell” con dignità e si gode gli applausi (AC/DC, Metallica e Iron sono per definizione le band con fanno sbattere la testa all'italiano, qualunquismo allo stato puro). I pezzi belli li hanno fatto tutti, eccetto “Overnight Sensation” e “Hold Your Fire” (invece della cover e dei pezzi brutti potevate suonare queste, babbei!), purtroppo ci hanno anche infilato le ballad, che nello stile-Firehouse sono canzoni da bimbe quindicenni ma che all'epoca gli fecero guadagnare abbastanza soldi da campare per qualche anno. Hit della serata “Reach for the Sky”, che sarebbe bella anche se la suonassero i Cult, ma ho riscoperto anche “Helpless”: in generale tutti i pezzi sono stati suonati alla grande, con Leverty sugli scudi.
Pubblico numeroso, più del previsto. Molti glam cotonati e leopardati, grazie di esistere così posso ridere di voi e del fatto che sicuramente andate a lavorare vestiti così. Bassa percentuale di gente calva, soprattutto perché i cotonati hanno max 22 anni: li rivedremo tra qualche tempo con le piste di atterraggio sulla nuca. In ogni caso, tali concerti sono belli perché è come essere al Circo Togni. Saluti a tutti quelli che ho incontrato, a quelli che mi hanno mandato a salutare e a quelli che non mi conoscono ma che intuiscono le mie potenzialità.
Da segnalare tra il pubblico i soliti sloveni, femmine belle e maschi catorci, già ubriachi prima dell'apertura dei cancelli. Per quello sono sempre meno ad ogni concerto: di sicuro si perdono per strada.
Chi c'era si è divertito, chi non c'era ha dormito.
lunedì 20 ottobre 2008
DOMANI

domenica 12 ottobre 2008
Rock'n'Salamella

Mr Pig a Vittorio Veneto. Finalmente in provincia di Treviso. Abbiamo dovuto dare fuoco al Gammon, il locale friulano dove si esibivano di solito, ma il risultato è valso la spesa di qualche gallone di benzina e un po' di dinamite. Locale molto cool, quasi wine bar e con prezzi da crisi finanziaria, il che stonava non poco con la musica di Pantera e Metallica che veniva eruttata dalle casse. Da quello che ho capito, è il posto più Rock'n'Roll di Vittorio, che grazie anche a Inferno Rock si candida a sorpresa di fine 2008.
Show di alto livello come al solito e l'assenza di tastiere ci ha evitato i pezzi dei Dream Theater. Se a qualcuno si è spezzato il cuore, per fortuna non era nessuno che conoscevo. Inutile parlare del concerto: ci si è divertiti, con un pubblico partecipe e che mi ha stupito, visto anche che in molti non conoscevano la band. Mr Pig, comunque, sono ormai una boy band.
Post concerto che si preannunciava clamoroso: trasferta notturna a Sacile per pellegrinaggio da Ciccio Salamella. Il quale, ricordo, non fa nulla di eclatante a livello di cibo, ma è un professionista onesto e pulito, inoltre il figlio Gaspare Salamella è l'uomo più buono del mondo. Io andavo per Gaspare, gli altri per la salamella. Un successo di pubblico notevole, gente dai quattro angoli del pordenonese di accalcano solitamente nei pressi del furgoncino di Ciccio e ordinano alla moglie cose che lei spesso non comprende. Il prodotto viene farcito da Gaspare, il figlio.
Avevo dato disposizione di non sprecare tutte le foto con i Mr Pig, in modo da potermi poi ritrarre insieme a tutta la Famiglia Salamella e soddisfare inoltre il mio imperativo categorico: foto con Gaspare.
Ma l'imprevisto era in agguato.
Gaspare non c'era. Al suo posto, un losco sostituto di 50 anni in camicia di flanella, tale Zio Salamella, ma non certo l'uomo più buono del mondo.
La vita è imprevedibile, ma alcune cose non possono cambiare senza provocare sconvolgimenti di equilibri. Dio stesso aveva stabilito:
Ciccio Salamella cucina, Mamma Salamella prende le ordinazioni, Gaspare Salamella farcisce. Plain & simple.
Ebbene, così non è stato. Una parvenza di continuità era rappresentata da Ciccio che cucinava, ma l'inquietudine lo spingeva a girarsi di continuo verso i suoi soci. Ovvio lo scompiglio, giacché Ciccio non si gira MAI. Eppure, come avremmo potuto non capire la sua situazione? Il losco Zio Salamella prendeva le ordinazioni e Mamma Salamella era stata spostata alla farcitura. L'equilibrio era sconvolto. L'ordine divino sovvertito. Ciccio, da bravo allenatore, era obbligato a controllare che la squadra, privata dei suoi automatismi, rispettasse le rigide consegne.
E il sospetto... dov'era Gaspare? Dov'era il farcitore titolare? Chi era quell'omaccione in flanella che si scriveva le ordinazioni sulla mano? Un personaggio in grado di pronunciare correttamente “Salsa Rosa” non meritava di lavorare da Ciccio!
Mi sono sentito defraudato. Io volevo la foto con Gaspare e il panino “salamella con tutto più sassa rosa”, non certo la foto del furgoncino e il panino “salamella con tutto” condito con una volgare salsa rosa.
Debacle epocale. Quindi molto Sleazy Rock primi anni '90, quando le cadute erano fragorose e le band sbagliavano album con un clamore che la quotidianità del nuovo millennio ci ha negato.
A meno che lo scaltro Ciccio, a confronto del quale MacDonald è un dilettante, non abbia architettato tutto per obbligarmi a tornare.
venerdì 10 ottobre 2008
TUTTA LA VERITA'
martedì 30 settembre 2008

Pensavo. E non dovrei farlo, ma a volte mi capita.
domenica 28 settembre 2008
Grazie...

lunedì 22 settembre 2008
Ciccio Salamella

giovedì 18 settembre 2008
Sondaggio

lunedì 15 settembre 2008
venerdì 29 agosto 2008
Rock in italiano?

Ho visitato Walter nell'ospitale fiordo di Vigonovoborg. Ascolti stellari, roba che poche orecchie umane hanno avuto il privilegio di udire. Inutile elencare i gruppi, tanto non li trovereste mai, nemmeno da scaricare, e allora è meglio vivere in una beata ignoranza piuttosto che sapere dell'esistenza di opere spettacolari che mai riuscireste a possedere.
E' stato dedicato tempo all'ascolto di Rock/Metal cantato in italiano. Da sempre io considero tali generi necessariamente legati all'inglese. Per me il Rock italiano non esiste, non è Rock quello che passa in TV o in radio, non è quello che ci spaccia Vasco né quello di Ligabue, i Timoria e i Litfiba mi annoiano, lasciamo perdere i Negrita o i Verdena. Figurarsi poi gentaglia come Bluvertigo o Subsonica, che io considero il livello più basso della musica contemporanea. Il Rock in italiano per me non ha senso di esistere.
Tuttavia Walter, con pazienza, mi ha fatto ascoltare alcuni album notevoli. Sia per produzione, sia per idee. La musica non è altro che il nostro caro Hard Rock (nel senso più ampio del termine) con cantato in italiano. Ma di un altro livello rispetto a quello che si sente in giro. Per esempio, il disco dei Cappanera cantato in italiano da Morby (screamer dei Domine). Capolavoro. Voi non lo sentirete, perché è un album che non uscirà mai a causa della morte tragica dei due compositori e del rifiuto della famiglie di pubblicare tale opera. E' un vero peccato, perché vale tanto oro quanto pesa.
E allora il problema non è del Rock cantato in italiano, ma del fatto che le band che fanno Rock in italiano sono ridicole. Intendo quelle che escono coi loro lavori e che tutti conoscono. Vergogna ancora una volta all'industria musicale italiana, che di Rock non capisce nulla. Perché in fondo io resto della mia idea, non esiste una via italiana al Rock, meglio se ci si dedica ad altro. Esistono però dei casi particolari, pochi e selezionati, che dall'alto di una cultura musicale di livello, riescono a reinterpretare lo schema Hard Rock adattandolo alla lingua italiana senza scadere nel patetico. Band così non le sentirete mai in Italia, c'è poco da fare: da noi il Rock si è sempre identificato con il primo Celentano, con Little Tony, con la carovana gitana dei Nomadi, fino alle aberrazioni del dislessico di Zocca. Problema culturale, senza dubbio alcuno, e non solo a livello di ascoltatore/cliente, ma anche e soprattutto a livello di discografici italiani che sembrano non aver udito nella loro vita nulla di più scatenato di De Gregori e Marlene Kuntz.
Ricapitolando. Il Rock italiano non esiste, nel senso che quello proposto dal mercato italiano NON E' Rock. Esistono certamente pochissime band illuminate che sono riuscite a proporre del Rock credibile, ma sono talmente fuori dai canoni dell'italiano medio che non sono nemmeno riuscite ad arrivare nei negozi (oppure ci sono arrivate e sono state trascurate).
Meglio così, i pochi che le conoscono possono godere di ottimi ascolti nelle loro camere da letto. E quando parlano di tali band, possono sperimentare l'incredulità e i motteggi di coloro che il Rock italiano lo amano in quanto Vasco oppure lo odiano in quanto Vasco. Certo, vengono presi in giro per una questione inutile, visto che l'equazione Vasco=Rock è credibile quanto quella VittorioSgarbi=Educazione...
venerdì 15 agosto 2008
Guida minima alla obesità bavarese

Io vado in Germania per mangiare. Fare 1300 km per Wacken è certo dovuto al mio desiderio di Metal, ma è anche altrettanto vero che la terra tedesca offre mille spunti culinari. Grezzi come da natura teutonica, certo, e impraticabili sul longo periodo, ma per qualche giorno il supplizio si accoglie con gioia.
Dopo aver divorato la bistecca fiorentina e la finocchiona in Toscana, avevo bisogno di esportarmi. Obiettivo Monaco. Terra della birra, del bratwurst e del pretzel.
Inutile stare qui a disquisire dei monumenti di Monaco, per quelli consultate qualche guida turistica. Io vi spiego dove sono andato a mangiare, e gli altri si vergognino.
MacDonald. Ebbene sì, avevo un calo di zuccheri e quindi ho conquistato un Milkshake. Io volevo il MacFlurry, che assomiglia troppo allo Slurp del JetMarket di Apu, ma avevano rotto la macchina. Pensa te quanto MacFlurry buttano giù questi tedeschi se arrivano a rompere la macchina. Comunque sia, risultato raggiunto: gli zuccheri hanno subito raggiunto il livello esagerato che Michael Moore e “SuperSizeMe” ci hanno brillantemente illustrato. Grazie Mac!
Hofbrauhaus. Qualunquismo turistico vergognoso, ma è indegno evitare la HB. La birreria più famosa della Germania e forse del mondo intero, stipata di stranieri ciucchi come macachi e di vecchi bavaresi in costume tipico che cantano e suonano senza soluzione di continuità. Per chi ci andrà, sappiate che al piano terra vanno i turisti, mentre i veri tedeschi se ne stanno al primo piano (ambientazione più in stile stube). C'è anche un secondo piano, una sala delle feste dove ogni sera si tiene uno spettacolo cultural-birro-gastronomico per introdurre i turisti alla storia e alla cultura bavarese (ti fanno pagare 20 euros, comunque). Mangiai stinco con canederli e bevvi birra chiara (1 litro, se ne ordini meno ti sputano nel boccale). Quantità ottima, qualità alla buona (ma era pur sempre uno stinco, mica aragosta), prezzi un po' alti per la media tedesca ma meglio che in Italia. Inoltre ho divorato il pretzel gigante, una treccia di pane bavarese coi grani di sale grossi come bottoni: penso sia l'unica pietanza tedesca non ricoperta di salsa.
Gastronomia sconosciuta. Insomma, ci entravano tutti e io dovevo restare fuori? Esposte tutte le cafonate gastronomiche da tedeschi, ma io mi sono concentrato sul currywurst: wurstel a fette, affogato nella salsa di pomodoro e ricoperto di curry. Offerto in una vaschetta con forchettina, così puoi andare a mangiare in strada. Infatti i nostri amici teutonici amano andarsene a spasso divorando qualunque cosa. Dalle 8 del mattino alle 8 di sera le vie sono piene di gente che cammina e ingurgita le pietanze più disparate. Comunque sia, il currywurst è buono ma la quantità è limitata, praticamente è un minispuntino in attesa dei piatti forti. Diciamo che è servito per farmi passare l'emicrania da denutrizione.
Starbuck's. U.S.A! U.S.A.! La catena di caffè più famosa al mondo ha ben 4 locali in centro a Monaco e altri fuori. In Italia non prende piede perché il suo prodotto principale, il caffé, fa schifo. Che vuoi che ne sappiano gli americani di come si fa il caffè? Infatti i tedeschi ne vanno matti. In sostanza si tratta del caffè all'americana (acqua calda aroma caffè, minimo mezzo litro). Il Signor Starbuck's ha pensato: “Io faccio un caffè americano normalissimo, quindi come faccio ad avere la meglio sulla concorrenza? Lo faccio pagare come il sangue”. E ha avuto ragione. Tu vai in questo locale, ti ordini la tua schifezza (c'è un menù di caffé che sembra l'elenco telefonico) e ti vai a sedere nel salotto: la catena infatti mette a disposizione sale accoglienti con poltrone e divani dove puoi stare seduto quanto ti pare e perfino dormirci, connessione wireless e altri privilegi che rendono gradevole la permanenza. In un paese dal clima rigido, Starbuck's è un rifugio per anime in pena. Qui in Italia l'accoppiata caffè pessimo – divano non funziona.
Nordsee. Il meglio del meglio, il fast-food di pesce più famoso del Nord Europa. Ci trovi di tutto, dalle insalate di mare al cocktail di gamberetti, al pesce fritto fino al miei adorati panini col pesce: panino con salmone e uova, panino coi gamberetti, panino con l'aringa (affumicata, sotto sale, all'aceto, ecc.). Prezzi bassissimo e goduria infinita. Non lasciatevi ingannare dalla brevità di questo paragrafo dedicato, è il meglio che si trovi in Germany. Se il Valhalla esiste (e non ho alcun dubbio su questo), non può mancarvi uno stand di Nordsee.
Autogrill. Solo per citare le patatine stile Puff, aromatizzate al bagigio. Un sacchetto intero dona gloria immediata e poi una pesantezza/acidità degna di un concept dei Pooh. L'unico caso in cui ammetto l'atteggiamento da modella anoressica: testa in gù nel water e dito in gola. Sennò muori. Io ovviamente sono morto.
Grazie!






