venerdì 18 aprile 2008

Per i lemming senza senso dell'orientamento



TRACCIA 1: ITALIANO
Giuseppe Parini. Presenta il personaggio e analizzane le tematiche attraverso l'esame delle sue opere.

TRACCIA 2: STORIA
La Rivoluzione Francese.
Analizza le cause che portarono allo scoppio della Rivoluzione in Francia. Fai attenzione a delineare con esattezza il contesto sociale, economico e politico.

TRACCIA 3: ATTUALITA'
Gli italiani hanno votato per eleggere la nuova Camera dei Deputati e il nuovo Senato della Repubblica. Vincono Berlusconi e Bossi, buon risultato del Pd di Veltroni, tiene l'Udc di Casini, scompare la sinistra radicale.
Che cosa ti aspetti a questo punto?

Sondaggio di www.libero.it (on-line da lunedì 14.04.2008)

Rispondi alla domanda del sondaggio e commenta in generale questa campagna elettorale.
Ulteriori spunti: L'hai trovata interessante? Hai avuto modo di formarti un'idea in ambito politico? Cosa ne pensi della politica italiana? Ecc.

mercoledì 16 aprile 2008

Un Nuovo Ordine Mondiale


Il Sultano è stato eletto.

Il Sultano ringrazia tutti i suoi elettori. Quelli illuminati che hanno permesso la Sua ascesa, ma anche gli elettori ottenebrati che Lo hanno votato ma si sono fatti annullare le schede.

Per quest'ultimi però si procederà a una pubblica fustigazione in Prato della Fiera, perchè la legge dice che quando fai la cosa giusta, devi farla giusta. Poi verranno ricoperti di pece e piume e saranno avviati all'umiliazione pubblica. Così la prossima volta voteranno correttamente.

Tempo tre mesi e il Comune di Treviso sarà mutato in Sultanato di Treviso.

Tutti dovranno servire, ma ci sarà una graduatoria di merito. Alcuni potranno lasciar passare qualche secondo tra l'ordine del Sultano e l'esecuzione dell'ordine, tuttavia sarà prerogativa dei migliori. La massa pecoreccia avrà 0,5 secondi per eseguire e spesso i sudditi saranno chiamati anche ad anticipare i Suoi voleri. Il Sultano così agisce...

Grande onore per chi a giorni alterni riceverà l'incarico di tagliare le unghie del Sultano. Compito delicato e riservato alle elites. Il fallimento comporta la retrocessione alla categoria di "accessorio ludico per il sollazzo delle masse": prevista quindi una carriera di pastore di cinghiali nei Boschi di Fiera (progetto in fase di elaborazione, si cercano famiglie di origine abruzzese per garantire il ripopolamento dei cinghiali in zona Fiera).

Ogni giorno il Sultano si esibirà nel Miracolo della Sparizione del Cibo dal Tavolo della Cucina. Un iniziato dovrà deporre una porzione di cibo sul tavolo della cucina del Sultano. Poi, sotto gli occhi della folla adorante, il Sultano esibirà le Sue abilità di prestigiatore e la Sua rapidità da giaguaro per far sparire il cibo. Ricordiamo che nell'eseguire questo mirabile gesto, il Sultano dimagrisce a vista d'occhio e quindi deve essere nutrito con abbondanti porzioni di Stinco Imperiale.

Tremate, nemici della Regalità.

Il Sultano è giunto! Lunga vita al Sultano!

sabato 12 aprile 2008

Jack Vance, o "Storia di Storie e di Caccia alle Storie"

Rhialto The Marvellous


Jack Vance.
Tutto iniziò con un regalo di compleanno diversi anni fa. Ero meno grosso di oggi, più lazzarone di oggi e Metallaro come oggi. Si trattava di una raccolta di racconti di autori fantasy, più e meno famosi. C’era una novella di George Martin, che di lì a poco sarebbe diventato un fenomeno internazionale grazie alla sua splendida saga “Una Canzone di Ghiaccio e Fuoco”. Ma non fu lui ad attirare la mia attenzione.
In quel volume erano contenuti invece due gioielli di autori a me ignoti. Uno era l’eccelso Fritz Leiber, col suo “La maledizione delle piccole cose e delle stelle”. Capolavoro già dal titolo. Tuttavia non è di Leiber che devo parlare.
L’altro racconto era “Flutic” di Jack Vance. Mai sentito nominare dal sottoscritto all’epoca. Eppure non ero un novellino, nell’antologia figuravano nomi a me ben noti come Dunsany, Howard, Ashton Smith, Sprague de Camp (tutti conosciuti grazie ai loro collegamenti col maestro Lovecraft) e ancora Moorcock e Zelazny.
Vance era un nome che non mi diceva nulla.
Che errore…
“Flutic” non dura nemmeno 40 pagine. Un’avventura picaresca il cui protagonista, Cugel l’Astuto, viveva delle improbabili peripezie in un mondo paradossale ed esotico. Al di là dell’originalità della sceneggiatura, fu lo stile di scrittura di Vance a colpirmi. Ricco senza risultare ampolloso, perfetto nel ritmo, ridondante di termini esotici e ricercati ma allo stesso tempo leggiadro.
Nessuno scrive come Vance. E nessuno cerca di imitarlo, giacché è uno stile unico, padroneggiabile esclusivamente dall’autore originale.
Ma ero giovane e stolto. Pur essendo rimasto colpito profondamente dal racconto, non mi dedicai a cercare ulteriori informazioni sul misterioso artista. Anche perché il racconto lo lessi durante la famigerata trasferta a Praga. Un viaggio di cui ormai tutti sanno tutto e quindi possono capire che fossi distratto da ben altre questioni. Ma voi che ne sapete di quel viaggio a Praga…
Per qualche tempo il mio rapporto con Vance rimase limitato a “Flutic”. Un giorno, leggendo un vecchio numero di una rivista per giocatori di ruolo, una di quella da “prima ondata” a metà anni ’90 e conservatasi chissà come sotto una catasta di MetalHammer d’annata, mi capitò di scovare qualche recensione di romanzi fantasy. Fu così che scoprii il mirabolante Pratchett, ma questa è un’altra storia e comunque il suo capolavoro “Il colore della magia” lo presi anni dopo. Mi colpì invece l’entusiastica recensione di “Lyonesse” di Jack Vance. Ed ecco saltare fuori di nuovo quel nome misterioso…
All’epoca non avevo internet, quindi non era facile trovare informazioni. E infatti non ne trovai. Eppure, qualche tempo dopo, vagando per una libreria di Treviso, mi imbattei proprio in una copia di “Lyonesse”. Lo presi al volo e lo divorai in pochissimo tempo, giungendo a una serie di conclusioni:
* Era il meglio che avessi letto da tempo (diciamo da Tolkien-Dragonlance), meglio anche di Moorcock;
* Vance si merita in pieno l’appellativo di “Creatore di Mondi”;
* “Lyonesse” era solo il primo romanzo di una trilogia… avevo comprato una ristampa nuova di zecca, quindi c’era da sperare che a breve sarebbero usciti anche gli altri due libri…
E invece così non fu. La casa editrice non ristampò mai “La Perla Verde” e “Madouc”, i tasselli mancanti della trilogia.
Non mi restava che la via delle fiere del libro. Strada insidiosa, infestata da collezionisti (noti predatori privi di scrupoli). Venni a sapere che la trilogia aveva avuto una precedente edizione italiana, ovviamente esaurita: restava solo la via dell’usato. Essendo uno studentello squattrinato che già doveva comprarsi tutti i capolavori del Metal e i libri per l’università, arrivò il giorno in cui persi una gloriosa occasione…
Luogo: Fiera del Tempo Libero a Padova. Attività: acquisto dei Capolavori del Metal/Hard Rock. Ero un fiume in piena, a novembre mi stavo sputtanando il bilancio dell’anno seguente. Ma la Fiera traboccava di tesori e io dovevo riempire i miei forzieri. Poco prima di andarmene carico di gloria e povero come un flagellante del XIV secolo decisi di fare un giro per le bancarelle dei libri usati. Mi soffermai presso lo stand di un panciuto&canuto signore dalla cadenza mestrina. Sembrava il classico oste da taverna medievale. A parte la parlata mestrina. Quella lo declassava a scaricatore di porto. Ebbene, il panciuto aveva una copia usata di “Madouc”, il terzo libro della trilogia. E io? Io pensai questo… “Ho speso l’impossibile, ho venduto un rene, domani comincio a spacciare per recuperare il denaro, NON MI POSSO PERMETTERE QUESTO LIBRO e poi E’ IL TERZO DELLA TRILOGIA E NON LO PRENDO SE NON HO ANCHE IL SECONDO”.
Prendo ufficialmente le distanze da me stesso dopo quelle sparate…
Credevo che avrei ritrovato il canuto a qualche altra fiera, oppure che avrei potuto scovarlo nel suo negozio a Mestre. Tuttavia alla fiera successiva l’oste mi disse che aveva chiuso il negozio e che lo avrei trovato solo alle fiere. Non aveva più “Madouc”, ma mi disse che poteva procurarselo nuovamente, insieme alla “Perla Verde”: per convincerlo che non ero un miserabile, gli comprai tre libri al volo e me ne andai carico di speranze.
Non l’ho più visto a nessuna fiera.
Sparito.
Gli astri mi avevano dannato, era chiaro.
Passò altro tempo, abbastanza per farmi gonfiare il fegato a causa delle occasioni perdute. Ormai avevo internet e SAPEVO che Vance era considerato un Maestro del fantasy e della fantascienza in tutto il mondo. In Italia aveva un seguito di nicchia ma fanatico all’eccesso e ogni suo libro (nuovo o ristampato) andava subito a ruba. Inoltre in Italia era stato pubblicato da innumerevoli case editrici, generando una magmatica confusione sulle uscite. Del resto Vance spazia dal romanzo al racconto breve e anche la sua bibliografia originale è un guazzabuglio di pubblicazioni. La strada si faceva ardua…
Il Dio delle Seconde Possibilità volle però di posare su di me il suo sguardo benevolo. Machiavelli dice che la fortuna può essere soggiogata grazie all’animo impetuoso, e impetuosamente io decisi di visitare HOBBITON, la manifestazione dedicata a Tolkien, che si teneva all’epoca a San Daniele del Friuli, nella Terra Priva di Accise sulla Benzina. Mentre gironzolavo garrulo e ignaro, il mio sguardo si posò su una bancarella spoglia, con pochi libri usati di argomento medieval-magico-fascista-massone. E tra quelli… “La Perla Verde”! Vista annebbiata, battito sempre più lento, calo vertiginoso di zuccheri… portafogli vuoto… dilemma: mangiare o non mangiare?!?... mi guardai intorno di sottecchi: nessuno aveva visto, nessuno sapeva… spesi e fuggii verso Treviso.
Gioia delle gioie, il secondo libro della trilogia. Bello, bellissimo. Una lettura che centellinai per settimane, conscio che la conclusione avrebbe recato con sé una cappa di tristezza sul mondo intero. Croce e delizia, perché mancava il terzo volume. E infatti passò ancora molto tempo…
Le peripezie professionali di un laureato in materie umanistiche andrebbero narrate in un apposito ciclo di romanzi alla Balzac. Ma questo non è il luogo. Si sappia solo che, ancora oggi non ricordo bene come, finii per lavorare nell’Ufficio Marketing di una società che organizzava eventi sportivi. Abile nella parlantina, ottenni a lungo di evitare la fotocopiatrice. Solevo quindi passare la mia giornata lavorativa navigando su internet. A forza di cazzeggiare, presi a frequentare un noto sito italiano dedito al fantasy e ciò mi fece tornare la voglia di mettermi a caccia. Passai quindi a frequentare un negozio on-line dedito al commercio di libri fantasy, nuovi e usati. Sarebbe meglio dire “spaccio” di libri, visto che l’ambiente dei volumi usati è simile a quello delle sette iniziatiche.
Insomma, una mattina cercavo sul sito-spaccio delle occasioni tra l’usato e scovai l’offerta “Trilogia di Lyonesse, 3 libri non acquistabili separatamente, prezzaccio da dissanguamento, DISPONIBILE IN COPIA UNICA”. Signori, nel tempo in cui adesso ho scritto la frase tra virgolette, quel giorno io mi sono iscritto al sito, ho fatto l’ordine, ho pagato con carta di credito non mia e ho fissato le ferie per il giorno della consegna.
Quando arrivò il pacco mi sentii come Parsifal che riceveva il Santo Graal (via pacco celere). Cacciai la famiglia da casa e mi dedicai alla lettura dell’intera trilogia, daccapo, senza alcun indugio e con una dedizione da samurai. Prego notare che ora possiedo: “Lyonesse” in due edizioni (la traduzione è diversa, roba per fanatici), “La Perla Verde” doppio e “Madouc” copia singola intoccabile e tenuta sotto una teca di vetro elettrificata (in modo che la donna delle pulizie non faccia danni).
Inutile dire che la trilogia fu piena soddisfazione, anzi, fu catarsi.
Sembra la fine, ma non è così.
Perché l’inseguimento alla produzione di Vance continuò nei tempi successivi. Forte di uno stipendio esiguo ma costante, mi dedicai alla caccia al tesoro. Infatti i libri di Vance sono per me come le pepite del Klondike per zio Paperone. Alla Fiera del Fumetto di Pordenone saccheggiai una bancarella che ne esponeva alcuni esemplari: erano di fantascienza, ma non mi interessava. Il gestore era anche un brav’uomo, amava Vance e voleva scambiare quattro parole ma io ero lo liquidai gettandogli addosso il denaro e fuggendo con il bottino. Qualche altra pubblicazione la reperii tramite internet. Ormai avevo deciso, dovevo spendere e, se non si trattava di cifre del tutto improponibili, avrei speso.
Ma tra le tante cose, restava un cruccio. Durante la mia permanenza nell’Ufficio Marketing mi ero anche scaricato alcuni libri di vari autori in formato e-book, giusto per farmi un’idea. Uno di questi era “Rialto il Meraviglioso”, sempre di Vance. Mi bastarono 5 righe per decretarlo capolavoro e lanciarmi all’inseguimento. Tuttavia l’impresa si presentava ardua. Uscito nel 1986 in Italia, non era più stato ristampato. La quotazione su internet per l’usato volava più in alto della Torre di Babele, e alle fiere non si trovava. Se anche si fosse trovato, avrei dovuto farmi largo con le scimitarre per conquistarlo. Continuai a monitorare siti vari nella speranza di cogliere buone notizie, ma niente. Questo fino a qualche giorno fa.
Tornato dalla mia attività di addestratore di scimmiette, diedi una rapida occhiata alle offerte di libri usati su un sito e apparve l’annuncio: “Vance, Rialto il Meraviglioso, COPIA UNICA, prezzo accessibile se sei un petroliere”. Ma in effetti il prezzo era il più basso che avessi mai visto. Lesto come un toporagno mi accaparrai il prezioso volume. Il calcolo sul numero di pasti che avrei dovuto saltare era rimandato a momenti di maggiore lucidità.
Ora l’opera mi è arrivata. Masterpiece, nemmeno c’è bisogno di specificarlo. Tanto che mi stupisco di me stesso: perdo tempo a scrivere queste righe quando potrei esaltarmi a leggere Vance. Eppure, adesso che ce l’ho, non ho fretta. Ci metterò qualche settimana, dedicandogli il tempo necessario per cogliere appieno la maestria dell’autore. Non è cosa per tutti, me ne rendo conto: non consiglio di leggere Vance né di mettersi alla ricerca delle sue opere, quelle vanno lasciate lì dove sono in modo che io le possa scoprire e conquistare.
Volevo scrivere qualche riga, ne è uscito un poema. Il dono della sintesi mi arriverà in tarda età, temo. E quando succederà nessuno sarà in grado di apprezzarlo, perché saremo tutti vecchi e penseremo solo a mangiare e a molestare le badanti. Comunque sia, siete liberi di interrompere la lettura quando volete. Anzi, vi ho fregati, perché se siete arrivati fin qui è troppo tardi per interrompere.
Salute!

giovedì 3 aprile 2008

Quest'uomo...

triple h


...oltre che essere il miglior wrestler della WWE...

...è anche la mia versione iper-steroidata, con in più 30 kg di muscoli e qualche anno di abbronzatura. Ma vi rendete conto di quanti polli e quanti tonni si mangia questo a colazione? In ogni pollaio ci sono le sue foto segnaletiche!!!
E pensare che se non sta attento si strappa il muscolo solo facendo un paio di gradini, a causa dell'eccesso di massa muscolare. Qualche anno fa, dopo l'ennesimo infortunio, si è ripresentato sul ring con almeno 10 kg in più di muscoli, pieno di steroidi come una nuotatrice della Germania Est e con la stessa mobilità di un novantenne. Ci ha messo 3 anni a capire che non poteva combattere in quelle condizioni, quindi ha fatto calare la massa, si è fatto crescere un pò di panza e ha ripreso a lottare con dignità. Aggiungiamo che ha anche sposato la figlia del proprietario della WWE, quindi fa un pò quello che gli pare. Eppure, al giorno d'oggi, a 38 anni, Triple H è ancora il numero uno.
PS. Domenica c'è il concerto-evento dell'anno... viene a vederlo gente che voi neanche vi immaginate. State a casa, che è meglio. Meno siamo e più gloria ci sarà. Alle Termopili erano solo 300...

mercoledì 2 aprile 2008

Programma settimanale

throwin up the horns!


Mio blog, affari miei

Ecco il programma serale della settimana:

MERCOLEDI' 2: mirabolanti avventure di Caccia al Drago (ma che ne sapete voi della Caccia al Drago?!?)
GIOVEDI' 3: allenamento di Rugby (lo sport Heavy Metal)
VENERDI' 4: dubbio, mistero, sorpresa...
SABATO 5: concerto di musica sacra medievale al Tempio di Ormelle (TV) [+ OutlawStars al Big Boy di Biancade, ma solo se resta tempo]
DOMENICA 6: evento dell'anno

Da lunedì il mondo sarà cambiato, quindi non mi prendo impegni

martedì 1 aprile 2008

Concerto dell'anno?

DOMENICA 6 aprile
al LUCILLE (VR)

Concerto Hard Rock dell'anno.

Ne sono sicuro al 100%. Tanto che l'Asse Treviso-Vigonovo ha dispiegato tutti i propri mezzi per promuovere l'evento. Quindi, se non avete ricevuto nulla (mail, sms, telefonata, lettera, telegramma, segnali di fumo, piccioni viaggiatori, postini nani, ...) vuol dire che non siete stati considerati degni. Stavolta vincerà l'arroganza, solo i migliori possono accedere all'Olimpo!
Qualora veniate a sapere dell'evento solo leggendo questo blog, necessitano alcune operazioni:
  1. Nel vostro Curriculum Vitae (Formato CEE, che fa pena ma lo usano tutti), alla voce Musica, eliminate il termine ROCK o peggio ancora METAL e sostituitelo con qualunque altro genere musicale.
  2. E' arrivato il momento di tagliarsi i capelli e lasciarsi andare alla calvizie.
  3. Regalate ai bisognosi la vostra discografia, ma prima assicuratevi che sappiano chi suona domenica 6 aprile a Verona.
  4. Cominciate a ripetere 88 volte ogni ora: "Una volta ascoltavo Rock/Metal ma adesso sono cresciuto!"
  5. Non fatevi più vedere da me.

Io non lo dico nemmeno quali sono le band, non metto foto, niente. Chi sa, sa. Gli altri vadano a fare qualche colloquio in azienda, tanto se non ascoltano Rock li prendono di sicuro.

mercoledì 26 marzo 2008

BLIND GUARDIAN

Battalions Of Fear


Follow The Blind


Oggi, deciso a dare il mio ennesimo contributo alla causa del Metal, sono entrato in uno di quei posti dove paghi e ti danno un CD. Molti lettori non ci sono mai stati, ma posso assicurarvi che si trova roba interessante. Certo, quella che scaricate da Internet è gratis, ma vuoi mettere avere l'artwork, i testi, il booklet, ecc.? Per alcuni sarà una vaccata, per me possedere un album significa averlo originale, l'mp3 va bene per farsi un'idea.

INSOMMA, mi sono ri-comprato questi due CD. Ristampe rimasterizzate, con i testi e le bonus tracks. Lavoro lodevole, visto che gli originali hanno una confezione da Terzo Mondo. E poi li ho pagati 6 euro l'uno. Riascoltandoli, devo dire che sono di un'ingenuità disarmante, ma qui sta il loro fascino. I Blind Guardian li hanno registrati a 20 anni, ascoltavano solo Helloween e Iron Maiden, avevano la frangetta e le braghe strette da forca, erano uno di quei gruppi che ci piacevano proprio per questo: erano come noi. Stesso discorso che si faceva per i Metallica anni '80: per il look, per la simpatia, per la musica, sembravano il gruppo dei nostri compagni di classe. Poi i Metallica sono diventati delle comparse di "Carlito's Way". I Blind Guardian invece si sono convinti di essere i Wagner del Metal, insomma, si sono un pò persi per strada. E quindi va bene riascoltare questi due album, per ricordare una band che non suonerà mai più così (per fortuna, erano davvero sempliciotti) e che da lì a poco avrebbe sfornato un capolavoro dopo l'altro... perchè dal 1991 al 1998 i Blind Guardian sono stati IL gruppo Metal.

venerdì 21 marzo 2008

Zuppa



  1. L'altro giorno, scortando alcuni stranieri in giro per Treviso, mi sono reso conto che è una cittadina molto piacevole ed interessante da visitare. Peccato che nel quadro degli spostamenti turistici conti come Roveredo in Piano. Questo sarebbe un settore su cui investire.


  2. Michele Luppi (Mr Pig, Vision Divine, Los Angeles) resta il meglio a livello di voce. E poi gli piace l'A.O.R., trovarne di gente così dotato in Italia e che apprezza i gruppi giusti. Supportare, sennò qui ci becchiamo i Fronte del Vasco fino al giorno del giudizio!


  3. Brava Italia del rugby che batte la Scozia in un match che poteva tranquillamente perdere. Partita brutta e piena di errori, ma almeno siamo riusciti a evitare il cucchiaio di legno. Nota: quando Marcato è passato all'apertura, la gestione del gioco è migliorata in maniera decisiva.


  4. Mens sana in corpore sano. Va bene diventare dei tirannosauri da palestra, ma bisogna anche coltivare anche la passione per le arti, altrimenti ci si imbruttisce. Frase scontata, del resto è sempre bene che qualcuno lo dica. In ultima analisi, imitatemi (e con questo mi assegno il Premio Arroganza per il mese di Marzo).




  5. Ma se Sanremo fa schifo a tutti, perchè riesce ancora a fare delle percentuali di ascolto? A sentire la gente, dovrebbe avere meno audience delle lezioni di fisica alle 3 di notte.


  6. Trevisano, il 13 aprile 2008 un solo nome per la causa del ROCK'N'ROLL: VOTA NOVELLO


  7. Cosa accade negli Outlaw Stars? Chi se ne va sbattendo la porta? Chi torna? Riusciranno i nostri eroi a sconfiggere l'avverso destino e coronare il loro sogno di incidere un album ESCLUSIVAMENTE come scusa per potersi fare un servizio fotografico? A breve VOI LETTORI saprete tutto...

venerdì 14 marzo 2008

Lemming del quarto anno...

Traccia 1: Storia.

La Guerra d’Indipendenza Americana.
Analizza la cause che portarono allo scoppio del conflitto e il successivo svolgimento. Delinea con esattezza il contesto socio-economico e politico.

Traccia 2: Italiano.

Illuminismo.
Fornisci una definizione e un inquadramento storico. Poi analizza i caratteri distintivi dell’Illuminismo, con riferimenti ai vari intellettuali che vi aderirono.


Traccia 3: Attualità.

“I viaggi delle scolaresche vengono annullati da un numero crescente di istituti. Tra camere devastate, fughe pericolose, pigiama party a base di alcol e spinelli, gli insegnanti non se la sentono di accollarsi lo stress e la responsabilità di riportare a casa sani e salvi gli studenti.”
(Panorama, 14/3/2008)
Inquadra il problema ed esprimi le tue opinioni a riguardo.

martedì 26 febbraio 2008

Studentelli!

Queensryche



TREMATE, perchè sto correggendo i vostri temi, ma sto anche e soprattutto ascoltando l'album di sinistra e la consapevolezza che voi non abbiate idea di cosa sia mi spinge a sganciare gravi insufficienze a tutti.
Addio professionalità, addio coerenza di testo, addio lingua italiana... saranno sufficienti solo quelli che mi diranno la tracklist del capolavoro e che mi canteranno l'ultimo pezzo in stile Geoff Tate (anni d'oro)

martedì 12 febbraio 2008

KISS, 13 maggio, Arena di VERONA

kiss


CONFERMATI!

I posti sono a sedere.
I biglietti vanno dai 50 ai 100 euros, a seconda del posizionamento all'interno dell'Arena.
Vengono con l'orchestra.
I KISS sono i KISS.
Sarà una caccia al biglietto, nonostante i prezzi, perchè il fanatico della band è fanatico sul serio, questi ammazzano a coltellate per poter vedere i beniamini. Nel mondo del Rock si è indulgenti se si uccide per i Kiss. Attenzione alle spalle.
Ci sarà anche la band di supporto. Girano voci incontrollata, pare che saranno quelli che hanno il batterista con un braccio solo. Non si possono nominare sennò Ganesh non entra più nel blog: afferma che portano sfiga. Rispettiamo le sue credenze pagane.
E io che faccio? Non ho mai visto i Kiss... Non ho voglia di prendere il biglietto adesso, ma non posso certo permettermi di fare l'italiano che va su all'ultimo minuto. I bagarini li venderanno almeno a 200 euro fuori dall'Arena. Dubbio... e poi, mi tocca vedere i Kiss da seduto? E poi c'è l'orchestra. Dovrò consultare l'Oracolo di Delfi per avere un responso.
Verona è la capitale del ROCK in Italia. Nel giro di un mese ha THE POODLES e KISS. Da panico. Godetevela, veronesi: per la legge del contrappasso avrete 15 anni di cover band di fiasco rossi.

domenica 10 febbraio 2008

ITALIA-INGHILTERRA 19-23

italy rugby


Credo sia lo scarto minimo nelle decennale serie di capitolazioni dell'Italia di fronte al Colosso d'Albione. La peggior Inghilterra degli ultimi 30 anni batte la solita Italia piena di buona volontà ma pasticciona e ottusa al punto da continuare a fare il suo gioco anche quando era ormai palese che non sarebbe andata da nessuna parte. Sia chiaro, le partite vengono impostate sullo 0-0, ma quando vai sotto di due mete per colpe assolutamente tue, si richede la lucidità di cambiare approccio. Cosa che in campo oggi non si è vista. Bravi a rispettare il piano A, ma le partite si portano a casa soprattutto col piano B, perchè le cose non vanno mai come noi italiano pianifichiamo.

Non nascondiamoci dietro la scusa dell'ennesima sconfitta onorevole, perchè di onorevole non c'è nulla stavolta. Abbiamo perso per errori nostri. Potevamo vincere ma abbiamo perso.
PROMOSSI.
Il pubblico. L'Italia gioca "in casa" nel vero senso della parola. Grande il pubblico degli appassionati giunti da tutta Italia. Un esempio per tutti.
I Bergamasco. Mauro uomo ovunque, placca e recupera palloni. Mirko splendido in attacco soprattutto nella fase finale, quando regge la baracca quasi da solo: ma resta il suo difetto di non passare la palla quasi mai.
Parisse. Validissimo soprattutto in difesa, scattante e reattivo. Può e deve dare di più in attacco, solo così sarà considerato un vero numoro 8 di valore internazionale.
Canale. Vedi Mirko Bergamasco. Vorremmo però che i due centri avessero il coraggio di usare il piede, ogni tanto. Con testa, senza esagerare, ma usatelo.
RIMANDATI.
Masi. Bravo soldatino, rispetta le consegne di Mallett e fa il playmaker giocando alla mano tutti i palloni. Certo, non è un fenomeno col piede, ma una vera apertura deve saper leggere il gioco, non solo seguire il piano A: i nostri non attaccano in avanzamento e penetrano sbatacchiando contro gli avversari. La prima meta inglese l'ha inventata Wilkinson con un calcetto a seguire sopra la linea di difesa azzurra: a volta il piede è utile, questo Masi lo deve assolutamente capire.
Lo Cicero. Tanto cuore, ma le tanto decantate ripartenze dai ragguppamenti non incidono. Lo Cicero ha 1 metro di avanzamento al massimo, che è abbastanza per un pilone del campionato italiano ma non per un pilone del 6 Nazioni.
BOCCIATI.
La touche. Tanto valida contro l'Irlanda quanto confusa e fallosa contro gli inglesi. Ma la gente è sempre la stessa. Attendiamo la prova del nove col Galles, ma quella che sembrava una certezza per gli Azzurri ritorna a essere un'incognita.
Robertson. Come con l'Irlanda, non è mai in partita. Si sacrifica in difesa, gioca d'anticipo su Vainikolo (il gigante tongano ha comunque deluso) ma in attacco è uno di quelli che dovrebbe fare la differenza e invece non emerge. Nell'unico spunto viene bloccato con una francesina del fenomenale (in difesa) Noon.
Bortolussi. Rischia di diventare il capro espiatorio delle sconfitte italiane. Ma non è sicuro in difesa, ci costa una meta e anche nei calci piazzati, pur essendo migliorato, non fornisce garanzie. Sicuri che non ci sia di meglio in giro?

domenica 3 febbraio 2008

IRLANDA-ITALIA 16-11

6 nations


Una sconfitta di misura in trasferta ci può anche stare. Pesa che l'Italia abbia perso per errori suoi, piuttosto che per la strapotenza dell'Irlanda.
In particolare la meta irlandese è frutto di gravi errori di coordinazione tra l'estremo e l'ala. Aggiungiamo altri 3 punti subiti a causa di un fallo plateale e inutile di Canavosio sotto gli occhi dell'arbitro e altri 3 generati da un errore di Bortolussi su un calcio di liberazione.
Insomma, si poteva fare meglio. E si dovrà fare meglio, visto che la prossima partita sarà contro un'Inghilterra desiderosa di riscattarsi dopo la sconfitta-suicidio contro il Galles.
PROMOSSI.
Bergamasco Mauro. Uomo ovunque, in attacco e in difesa. Seriamente, un'Italia che vuole essere competitiva non può permettersi di rinunciare a Mauro nemmeno quando gioca contro la Namibia. Talento vero.
La prima linea. Per quanto mi riguarda, la prima linea irlandese stanotte avrà gli incubi. In particolare nel secondo tempo l'Italia ha avuto una supremazia qualitative nelle meschie e nel gioco di raggruppamento, il che lascia l'amaro in bocca per la gestione poco oculata.
La touche. Ottimi Del Fava e Dellapè, grazie soprattutto alla precisione al lancio di Ghiraldini. Una bella sorpresa quella del tallonatore di Calvisano, anche perchè la touche irlandese è da anni considerata una delle più temibili al mondo.
Masi. Mi è piaciuto. Non sa cosa sia il gioco tattico al piede, ma è solido e prova a giocare da playmaker senza timori reverenziali. In difesa è una sicurezza. Da lui ci si aspetta che riesca a proporsi come regista più che come tramite per lanciare i trequarti, ma la solidità e la freddezza non gli mancano.
DA RIVEDERE.
Travagli. Gestione della palla in generale adeguata, ma pessimo nel gioco al piede. Assolutamente inadeguati i suoi calci di liberazione e gli up-and-under in rovesciata. Troncon ci aveva abituati meglio. Ciononostante, il ragazzo ha carattere e sa farsi rispettare. Attendiamo ulteriori test.
Parisse. Piace a tutti, è sempre nella classifiche dei migliori a fine anno, è un talento, ha mezzi fisici straordinari, ecc. Allora qualcuno mi può spiegare perchè con l'Italia non riesce quasi mai a fare la differenza? Non dico che giochi male, anzi, ma con tutto quello che la Nazionale investe su di lui, quand'è che vedremo prestazioni da campione? Su Parisse persistono seri dubbi, ma è anche vero che meglio di lui da far giocare non ce ne sono.
BOCCIATI.
Bortolussi. Esordisce sbagliando una presa al volo. Copre in maniera poco accurata la profondità. Spesso commette errori di posizionamento. Perchè gioca? Perchè è l'unico calciatore decente tra quelli a disposizione di Mallet. Ma se piazza col 50% e sbaglia diversi calci di liberazione e di spostamento (uno ci è costato 3 punti preziosi), allora tanto vale evitare di schierarlo.
Canavosio. Imballato e poco reattivo. Non è un gigante e sui calci alti l'avversario Trible fa il bello e il cattivo tempo. Inoltre gioca la palla da terra in un raggruppamento davanti all'arbitro, ingenuo! Mallet lo toglie dopo mezz'ora, il posto per il resto del torneo sembra esserselo giocato.
Robertson. Mai in partita, non brilla particolarmente nemmeno in difesa.

lunedì 28 gennaio 2008

Non state in casa, perchè questi...

The Poodles 5

...FINALMENTE suonano in Italia !!!
6 aprile 2008
al LUCILLE (Verona)
Ho già fatto la recensione dei THE POODLES qualche post fa. Dal vivo sono esplosivi e magniloquenti. Soffermatevi a considerare se avete impegni rilevanti quel giorno (una gamba rotta, per esempio) e cancellateli senza remore!
Qui si fa il disastro e io ho due alternative. 1. Dovete essere tantissimi. 2. Se siete in 2 o 3 mi rompete solo le balle, è meglio se state a casa così mi posso piazzare sotto il palco e fotografare le caviglie del cantante e poi molestarli per gli autografi senza gente che mi ostacola.
Qualora facessero come i Gotthard (che cancellarono le date italiane per scarsa prevendita) mi prendo la cittadinanza di Andorra.

lunedì 14 gennaio 2008

Annuso incongruenze



...non ho tempo per le cose serie ma per le vaccate 5 minuti li trovo sempre.


Navigando in preda a puro spirito sadomasochistico (lo stesso che ti spinge a guardare Ballarò) sono andato a leggere le recensioni dell'ultimo scandalo dell'inutile di Zocca. Non le recensioni dei giornalai musicali, che tanto il disco lo ricevono gratis e comunque della musica si disinteressano. Ho letto le recensioni degli acquirenti del suddetto CD. E ne hanno parlato tutti male. TUTTI! Non solo, ma in moltissimi hanno approfittato anche per denigrare la discografia del suddetto (apro parentesi: solo in italia - minuscolo obbligatorio - potevamo permettere a un cotal figuro di avere una discografia) e per sparare a zero sul personaggio.


Ora

mi

chiedo


MA


se non è piaciuto a nessuno l'ultimo album, a quasi nessuno è MAI piaciuta la sua "proposta" (chiamarla musica è un azzardo linguistico), non è nemmeno un personaggio, è analfabeta, puzza, molesta le bambine, si droga, non sa cantare, insomma è un fallito...


...come li spieghiamo i 150mila ominidi che vanno a San Siro ai megaraduni che il calvo di Zocca organizza quando si accorge che si è sniffato tutta la scorta e deve tornare a fare cassa?


ma andate a cagare, italiani!

domenica 6 gennaio 2008

Proposito per il nuovo anno

free



Se fate uso di droga (QUALUNQUE TIPO, non faccio distinzioni lassiste tra leggere e pesanti) sentitevi pure liberi di evitare ogni contatto con il sottoscritto.
Da sempre sostengo che ognuno si fa il male che vuole, ma l'atmosfera di ignoranza e ignobile relativismo che circonda il mondo delle droghe mi spinge alla decisione estrema di non frequentare più chi ne faccia uso.
Senza distinzione.
Non credo che questo cambierà la vita di nessuno, ma la mia sarà decisamente migliore.

domenica 30 dicembre 2007

Oggi che ascolto?


HARDLINE "Double Eclipse" (1992). Nel vocabolario, alla voce "bilanciamento" andrebbe inserito questo album. Quando alla chitarra e alla produzione hai Neil Schon dei Journey la classe si spreca e sai già che non ci sarà una nota fuori posto. Questo esordio degli Hardline è un gioiello di bilanciamento musicale. Da infarto il trittico "Hot Cherie", "Rhythm from a Red Car" e "Everything", oltre alla bonus track giapponese "Love Leads the Way" (migliore bonus track della storia insieme a "Don't Ever Wanna Lose Your Love" degli Shy). Molte potrei dirne, che Johnny Gioeli canta come un Dio del Rock, che la band azzecca quasi tutti i pezzi, che sono spariti dopo questo album, ma la sostanza non cambia: CAPOLAVORO! Da avere senza riserve, ma attenzione a procurarsi un paracadute perchè si rischiano cadute da altezze notevoli! Sconsigliato anche ai fotosensibili, l'ascolto infatti provoca un aumento della luce solare nelle zone adiacenti allo stereo fino a raggiungere temperature californiane.

BON JOVI "7800° Fahreinheit" (1985). Il Biondino del New Jersey stava sulle palle ai Metallari, perchè vendeva ed era pieno di donne, ma negli anni '80 lo ascoltavano tutti, dal Rocker con gli attributi alla liceale "innamoratamaribelledentro" fino al qualunquista che ascoltava "un pò di tutto". Oggi va rivalutato il suo periodo Eighties pwechè così possiamo denigrare il suo stato attuale. La carriera di Bon Jovi si divide in 3 parti: i primi due ottimi album, il periodo da altissima classifica tra la fine degli '80 e l'inizio dei '90 (quando si vendeva a milioni) e quello successivo al successone della ballad "Always" (che lo ha convinto a rinunciare al Rock per lanciarsi su melense melodie pop e sempre meno vigore). Il massimo la band lo diede nella seconda fase, con "Slippery When Wet" (1986) e soprattutto "New Jersey" (1988, c'è il diamante "Wild is the Wind" e basterebbe per l'immortalità), tuttavia i primi due album non vanno assolutamente sottovalutati. "7800° Fahrenheit" ne ha di pezzi spettacolari. Bon Jovi anni '80 ha sempre saputo coniugare potenza e melodia pop, chitarre mai scontate e ritornelli da Sfera Celeste. In più non legava le mani al tastierista come ha iniziato a fare da 15 anni a questa parte. Conseguenza: possiamo goderci una libidine come "Only Lonely" (l'attacco è eroico, mettetevi un materasso sotto i piedi perchè vi buttate per terra sicuro!), ma anche "Price of Love", "Always Run to You" (anthem!!!) e l'hit "Hardest Part is the Night". Non tutto è impeccabile (le hit da stadio "King of the Mountain" e "In and Out of Love" sono figlie di quegli anni, "Tokio Road" è quantomeno anonima) e chi se ne frega? Le gemme dello scrigno bastano per pagarsi un viaggio in Paradiso.


NOCTURNAL RITES "The 8th Sin" (2007). I Metallari aspettano i nuovi Metal Gods e questi esistono già da quasi 15 anni. Svedesi, partiti come cloni degli Helloween (ma piacevoli, "Tales of Mystery and Imagination" del 1997 valeva la spesa), dopo l'ingresso del vocalist extraordinaire Jonny Lindkvist hanno sfornato un album più bello dell'altro, e questo "8th Sin" conferma lo spessore della band. Heavy Metal 100% come Noi vogliamo, ma melodie a tonnellate e arrangiamenti preziosi. La doppia cassa è ridotta al minimo indispensabile, ma i riff contribuiscono alla lesione delle cervicali. Fanno male, i Nocturnal Rites, e lo fanno senza vadere nel pacchiano. Un grande album, alla faccia di quelli che pensano che il Metal non abbia più nulla da dire. I RITORNELLI!!! Hanno un cantante che li mette in riga tutti, ma che ritornelli!!! Procurarselo assolutamente, assieme a "Afterlife" (2000) e "Grand Illusion" (2005, con la mia personale hit "Fools Never Die"). E poi pronti a farsi sostituire le cervicali con tiranti di titanio!

martedì 25 dicembre 2007

HEAVY X-MAS...

... a tutti!
E che l'anno nuovo sia sette volte meglio dell'anno passato!

venerdì 21 dicembre 2007

OUTLAW STARS: tutta la verità



Outlaw Stars: quantomeno una band chiacchierata. Nel bene e nel male. L’importante è che se ne parli, si dice. Sentiamo dunque cosa hanno da dire. Partecipano Sexy Jaxy, Mr. Shot, Starsky e Strike. Di deliri ne sono usciti parecchi.
Per contattare la band, ascoltare qualche pezzo e vede i video glitterati, http://www.myspace.com/outlawstarsrock.

(GN) E’ una vita che suonate in giro, ma quando uscirà qualche prodotto musicale a nome Outlaw Stars?
(MS): In realtà è già uscito, ma lo teniamo ben nascosto.
(SJ): Sì, sotto i CD degli Warrant in camera di Mr. Shot. In effetti è dal novembre 2004 che non siamo sul mercato, quando in maniera acerba abbiamo stupito la periferia trevigiana e quella veneziana col nostro primo demo. Piacque anche nel padovano, grazie a varie soluzioni del Country Star e di Pacino (cantante dei Bastet e sorta di Cardinal Richelieu della Nord Est Rock’n’Roll Family, ndr).
(MS): Anno nuovo, vita nuova e cd nuovo. Se la line-up resta stabile, dovremmo entrare in studio tra gennaio e febbraio.
(SJ): Abbiamo cambiato più musicisti dei Guns’n’Roses negli ultimi due anni! C’è uno spirito nuovo che ci porterà definitivamente a un full-lenght. In effetti è tanto che suoniamo, ma non abbiamo mai pubblicato niente di serio perché volevamo entrare nel mercato con un cd vero e proprio, 8-10 pezzi Outlaw Style.

(GN) Che cosa ci dobbiamo aspettare di nuovo nei dettagli?
(Sta): Un disco rotondo.
(SJ): Una cover di Renato Zero.
(Str): Qualcosa che rispecchi la band in questo momento, con la formazione attuale e con il nuovo sound del gruppo.
(SJ): Il sound nuovo? Ascoltate le nostre “The Mirror” e “This Lovin’” con tutti i loro limiti e le loro caratteristiche innegabilmente positive. Abbiamo parlato spesso dei pezzi che andranno sul disco: quelli che ho citato prima e “Dangerous Boys”, ma anche “Our Disease” e “Full Throttle”, magari difficili al prima ascolto ma 100% Outlaw.
(Sta): Se vuoi i gruppi di riferimento non finiamo più. Strike viene dal Metal e dai Seventies, io pesco dagli anni ’70 (Queen, Lou Reed, Bowie, ecc.) e sto recuperando gli ’80 adesso, su Sexy è stato detto tutto e il contrario di tutto…
(SJ): Per chi ascolta musica, il nostro sound è interessante anche per queste sfumature. Noi vogliamo sfruttare queste diversità che per gli stolti possono rappresentare invece dei limiti.
(Str): All’inizio la band era in stile Motley Crue e Poison, con l’arrivo del sottoscritto e di Starsky il sound si è molto irrobustito. Nel nuovo album ci saranno gli anni ’80, ma non solo, perché suoniamo in maniera moderna. Puntiamo molto sull’avere un’ottima produzione sull’album: stiamo infatti decidendo se affidarci a un produttore di genere. Sicuramente non sarà un demo, ma un prodotto da presentare nei negozi. Non puntiamo a una casa discografica, ma se si presentasse l’opportunità, saremmo ben pronti con un cd che ci rappresenta in pieno.
(MS): Qui tra Metallari, rockers anni ’70-’80 e bluesman il risultato sarà (per citare qualcuno) un mix con basso pulsante, chitarre taglienti, batteria incalzante, voce che spacca il silenzio in frammenti di quarzo. In effetti mancano solo i tastieroni che planano.

(GN) Insinuazione: Outlaw Stars grandi dal vivo ma sono i Pretty Boy Floyd del Nord Est, cambiano line-up ogni quarto d’ora…
(SJ): Posso confermarti che i problemi di formazione sono risolti. Se gli Outlaw Stars andranno avanti, lo faranno con questi musicisti: Strike, Starsky, Shot, Switch & Sexy. Ormai siamo insieme da 2 anni, ci sono stati anche litigi ma siamo sicuri che questa è la soluzione vincente per mantenere un sound tagliente e graffiante.

(GN) Solo per il gusto del gossip, qualche commento sugli ex membri della band?
(SJ): Hanno collaborato al nostro progetto, alcuni meglio e altri peggio. Ci sono state delle comparse e io getterei fango soprattutto su queste. Ma chiunque abbia condiviso il palco con noi merita rispetto, a prescindere dalle scelte che poi ha fatto.

(GN) Cosa rispondete a chi dice che suonate saltuariamente e per pochi intimi?
(SJ): Nella nuova Finanziaria degli Outlaw Stars è prevista l’esibizione in locali più in voga e di farlo con clamore! Del resto siamo un gruppo ruffiano, quindi potresti vederci anche in luoghi inconsueti per il genere. Certo non in disco, mi arrestano all’ingresso!

(GN) Altre band (stesso genere, stesso livello, stessa qualità) stanno facendo più passi in avanti rispetto a voi. C’è chi ha già prodotto il disco, chi fa da supporto a band importanti, chi fa tour italiani e a volte riesce anche suonare all’estero.
(SJ): Allora ci scoperemo le loro mogli quando andranno in tour…
(Str): Ok, io ci provo a dire una cosa seria. Il problema finora è stata la line-up, oltre ai problemi lavorativi, visto che in Italia non si vive di musica e ciascuno di noi ha un’attività collaterale. Ma quando avremo in mano un prodotto da presentare a chi di dovere, di sicuro il nostro nome girerà. Outlaw Stars non passano inosservati. A gennaio saremo in studio, a marzo avremo il disco finito.

(GN) Non siete più il gruppo di qualche anno fa, vuoi per i cambi di musicisti vuoi per la ricerca di un nuovo sound…
(Sta): Siamo dei grandissimi arroganti, litighiamo in continuazione e ogni tanto cambiamo qualcuno.
(MS): E’ difficile lasciare le impronte sul cemento secco…
(SJ): E comunque noi le impronte le lasciamo solo sul Sunset Boulevard.

(GN) Ma qui, per questioni climatiche, le palme non ci sono. Però c’è abbondanza di nebbia. Come la gestiamo la situazione?
(MS): Niente droga, niente alcol e niente sigarette.
(Str): Con quello che fumo sono abituato a destreggiarmi nella nebbia.
(SJ): Gli Outlaw Stars sono per 4/5 assuefatti alla nicotina, quindi la nebbia non è un problema. Siamo abituati, non influenza il sound!

(GN) Nella scena Rock del Nord Est i musicisti suonano in tanti gruppi contemporaneamente…
(Str): Questo vale pure per alcuni di noi, tuttavia Outlaw Stars sono la priorità. La creatività la sfoghiamo anche altrove, ma questa è la casa madre.
(Sta): Io suono ovunque, sono la puttana del Rock.
(SJ): Non ho progetti paralleli, anche se non sono mancate le proposte. Mi voglio concentrare sugli Outlaw Stars. La mia attività collaterale sono le danze davanti allo specchio, ma la band ne trae grande giovamento e quindi non vedo perché rinunciare. Ascolta la seconda strofa di “The Mirror”.

(GN) Avete una reputazione di cover band.
(MS): Musica è comunicazione, esprimere qualcosa. Non è possibile comunicare qualcosa di proprio suonando i pezzi altrui. In futuro sarà lasciato spazio alla nostra musica. Le cover sono divertenti da suonare e attirano il pubblico, resteranno nel repertorio ma ci concentreremo soprattutto sulla nostra produzione.

mercoledì 19 dicembre 2007

Recensione Vicious Rumors


Mi sono prodigato per completare la recensione del concerto dei Vicious Rumors, visto e considerato che il sito che la pubblica mi ha anche fatto entrare gratis allo show...

Qualcuno contesterà che si tratta di un live di settembre, il che è vero. Ma non ero capace di ridimensionare le foto e non riuscivo a trovare qualcuno che potesse darmi una mano. Pensa te che tristezza. Era meglio quando le recensioni si incidevano sulla pietra...

Basta clickkare su...


Ricordo che si tratta di una band storica dell'Heavy Metal americano. Il leader Geoff Thorpe è stato così gentile da sopportare anche una intervista nel mio inglese stile Al Capone.