Nell’antichità il sogno riconduceva al Divino. I simboli trasmessi dai sogni indicavano la via verso il “Vero Sé”. Elevazione.
Oggi, gli stessi simboli vengono interpretati alla luce delle pulsioni sessuali più sordide e volgari. Affossamento.
Siamo migliori, adesso? Adesso che abbiamo sostituito l’aspirazione al Divino con l’ossessione delle pulsioni sessuali?
Siamo migliori oggi, quando tutti coloro che non sono schiavi delle proprie pulsioni sono additati come “repressi”?
Viviamo meglio, adesso?
mercoledì 24 maggio 2006
giovedì 18 maggio 2006
Le vendette di un Vicario di Cristo
E se sul trono sedesse un folle omicida? Oggi si parla dell’Imperatore bizantino Giustiniano II (685-695 e 705-711). Notate l’intervallo tra le date? In effetti dopo 10 anni di regno venne deposto. E a buona ragione. Era un disgraziato dotato di pessimo carattere e inesauribile sete di vendetta. Ma i Bizantini non lo eliminarono quando ne ebbero l’opportunità. E furono di nuovo guai...
Non era partito male, il nostro Giustiniano. Aveva lo stesso nome del grande Imperatore del VI secolo e come tale si comportava. Del resto, cosa fareste voi se a 16 anni vi acclamassero Imperatore e Vicario di Cristo in terra?
Dopo aver mazzolato gli Slavi dei Balcani e averne deportati 30mila in Asia Minore (le deportazioni erano il suo marchio di fabbrica…) si mise in testa di far arrestare il Papa di Roma, ma le truppe bizantine di Ravenna si opposero ai suoi ordini. Non aveva ancora finito di pulirsi la bava irosa dalla bocca che la popolazione dell’Impero, oppressa dalle pesantissime tasse imposte dai suoi funzionari, si rivoltò contro il governo. Giustiniano venne deposto e gli tagliarono il naso: secondo la tradizione un uomo “incompleto” non poteva essere Imperatore e quindi Giustiniano sembrava fuori gioco. Poi lo spedirono in esilio a Cherson in Crimea, un luogo talmente tetro e desolato che al solo nominarlo i Bizantini si raccomandavano a qualche Santo.
Sin da subito Giustiniano si diede a progettare il proprio ritorno, al punto che le autorità di Cherson decisero di punirlo. Ma l’ex Imperatore, che era intrattabile ma anche scaltro, fuggì nelle steppe e raggiunse il Khan dei Cazari, un popolo di origine turca. Al Khan stava simpatico quel giovane senza naso, o forse era dotato di grande lungimiranza: fatto sta che gli diede in sposa la sorella. Il governo di Bisanzio ingiunse al Khan di consegnare Giustiniano, che fuggì di nuovo presso il sovrano di Bulgaria, Tervel, di cui si guadagnò l’appoggio. Quanto meno, era ottimo nelle pubbliche relazioni coi “barbari”.
Nel 705 si presentò a Costantinopoli con un esercito bulgaro e riconquistò il trono. Per dieci anni aveva maledetto i suoi nemici e ora avrebbe avuto la sua vendetta. Assiso sul trono imperiale, sfoggiando un finto naso d’oro (!), concesse a Tervel un titolo nobiliare talmente elevato che fece inorridire i cortigiani greci. Poi si dedicò ai suoi oppositori. Decapitazioni, occhi strappati con ferri roventi, sgozzamenti, amputazioni (tra cui la sempre gradita evirazione, che creava nuovi eunuchi da utilizzare a corte). Gli Arabi facevano il bello e il cattivo tempo in Asia Minore, ma Giustiniano era impegnato a far arrostire vivi i suoi nemici interni. Niente pietà nemmeno per donne e bambini.
Memore dell’insubordinazione della città di Ravenna, la fece devastare nel 709. I maggiorenti della città vennero deportati a Costantinopoli, torturati e uccisi. Il vescovo di Ravenna fu accecato (ma almeno sopravvisse, poveraccio).
Nel 711 volle fare lo stesso con la città di Cherson, ma scoppiò una rivolta che si diffuse in tutto l’Impero. L’armata guidata dall’usurpatore Filippico entrò in Costantinopoli senza opposizione. Il sovrano aveva tirato troppo la corda.
Giustiniano II venne ucciso e decapitato. La testa fu inviata a Roma e a Ravenna per poter essere presa a sputi un po’ da tutti. Giustiniano II aveva un figlio, Tiberio, un bimbo di sei anni: fecero fuori anche lui, sospettando che dal padre potesse aver ereditato il carattere…
NON SEMPRE I VICARI DI CRISTO IN TERRA SONO AGNELLINI.
Non era partito male, il nostro Giustiniano. Aveva lo stesso nome del grande Imperatore del VI secolo e come tale si comportava. Del resto, cosa fareste voi se a 16 anni vi acclamassero Imperatore e Vicario di Cristo in terra?
Dopo aver mazzolato gli Slavi dei Balcani e averne deportati 30mila in Asia Minore (le deportazioni erano il suo marchio di fabbrica…) si mise in testa di far arrestare il Papa di Roma, ma le truppe bizantine di Ravenna si opposero ai suoi ordini. Non aveva ancora finito di pulirsi la bava irosa dalla bocca che la popolazione dell’Impero, oppressa dalle pesantissime tasse imposte dai suoi funzionari, si rivoltò contro il governo. Giustiniano venne deposto e gli tagliarono il naso: secondo la tradizione un uomo “incompleto” non poteva essere Imperatore e quindi Giustiniano sembrava fuori gioco. Poi lo spedirono in esilio a Cherson in Crimea, un luogo talmente tetro e desolato che al solo nominarlo i Bizantini si raccomandavano a qualche Santo.
Sin da subito Giustiniano si diede a progettare il proprio ritorno, al punto che le autorità di Cherson decisero di punirlo. Ma l’ex Imperatore, che era intrattabile ma anche scaltro, fuggì nelle steppe e raggiunse il Khan dei Cazari, un popolo di origine turca. Al Khan stava simpatico quel giovane senza naso, o forse era dotato di grande lungimiranza: fatto sta che gli diede in sposa la sorella. Il governo di Bisanzio ingiunse al Khan di consegnare Giustiniano, che fuggì di nuovo presso il sovrano di Bulgaria, Tervel, di cui si guadagnò l’appoggio. Quanto meno, era ottimo nelle pubbliche relazioni coi “barbari”.
Nel 705 si presentò a Costantinopoli con un esercito bulgaro e riconquistò il trono. Per dieci anni aveva maledetto i suoi nemici e ora avrebbe avuto la sua vendetta. Assiso sul trono imperiale, sfoggiando un finto naso d’oro (!), concesse a Tervel un titolo nobiliare talmente elevato che fece inorridire i cortigiani greci. Poi si dedicò ai suoi oppositori. Decapitazioni, occhi strappati con ferri roventi, sgozzamenti, amputazioni (tra cui la sempre gradita evirazione, che creava nuovi eunuchi da utilizzare a corte). Gli Arabi facevano il bello e il cattivo tempo in Asia Minore, ma Giustiniano era impegnato a far arrostire vivi i suoi nemici interni. Niente pietà nemmeno per donne e bambini.
Memore dell’insubordinazione della città di Ravenna, la fece devastare nel 709. I maggiorenti della città vennero deportati a Costantinopoli, torturati e uccisi. Il vescovo di Ravenna fu accecato (ma almeno sopravvisse, poveraccio).
Nel 711 volle fare lo stesso con la città di Cherson, ma scoppiò una rivolta che si diffuse in tutto l’Impero. L’armata guidata dall’usurpatore Filippico entrò in Costantinopoli senza opposizione. Il sovrano aveva tirato troppo la corda.
Giustiniano II venne ucciso e decapitato. La testa fu inviata a Roma e a Ravenna per poter essere presa a sputi un po’ da tutti. Giustiniano II aveva un figlio, Tiberio, un bimbo di sei anni: fecero fuori anche lui, sospettando che dal padre potesse aver ereditato il carattere…
NON SEMPRE I VICARI DI CRISTO IN TERRA SONO AGNELLINI.
venerdì 12 maggio 2006
KRUM, iracondo Khan dei Bulgari
Nell’anno 965 il collerico Imperatore di Bisanzio Niceforo II Foca insultò gli ambasciatori bulgari in visita chiamandoli “barbari ricoperti di pellicce puzzolenti”. Nella mente di Niceforo, quella era l’immagine del terribile Krum.
Khan dei Bulgari (803-814), fu nemico per l’Impero bizantino. Uno di quegli avversari che ti sogni di notte…
Appena salito al trono, Krum, guerriero pagano di inaudita violenza, passò qualche anno a consolidare il suo potere. Mozzando teste a destra e a manca, eliminò qualunque opposizione.
Raggiunta la stabilità interna con simili raffinate tecniche, rivolse lo sguardo verso sud, ove sorgeva l’Impero bizantino. Assetato in egual misura di guerre e ricchezze, nell’809 si lanciò contro le fortezze imperiali lungo i confini e le devastò. Non trascurò ovviamente di assaltare e saccheggiare Serdica, uno dei principali centri della zona. La guarnigione venne passata a fil di lama e pare che anche la popolazione della città dovette subire le moleste attenzioni del sovrano.
L’Imperatore dell’epoca, Niceforo I (802-811), sapeva che se avesse lasciato via libera a Krum, presto se lo sarebbe trovato alle porte della capitale. Partì dunque con un esercito e penetrò in profondità nel territorio bulgaro, quasi senza incontrare resistenza: Krum se l’era data a gambe… era un barbaro, non uno sprovveduto! Niceforo devastò la capitale bulgara, poi tornò a Costantinopoli gonfiando il petto per quella prova di forza (bella fatica, aveva incontrato praticamente solo pecore!!!).
Appena l’ultimo soldato imperiale ebbe varcato il confine per tornare a casa, Krum ritornò nelle sue terre scagliando insulti verso i Bizantini e minacciando terribili rappresagli. Per tenersi in allenamento, continuò a decapitare senza distinguere tra oppositori e gente che passava di lì per caso.
Per due anni Niceforo I preparò la spedizione verso la Bulgaria. Voleva liberarsi di Krum e delle sue scorrerie una volta per tutte, quindi mise in campo un imponente esercito. Nel maggio dell’811 l’esercito imperiale varcò i confini e assaltò Pliska. Guarnigione e popolazione vennero massacrate, comprese le donne e i bambini. Povera gente… già Krum non aveva problemi a spargere il sangue della sua gente, ma se ci si metteva anche il “magnanimo” Imperatore cristiano…
Il khan se ne stava tra le montagne ad assistere alla carneficina. L’ira lo sconvolgeva e dalle vette scagliava insulti contro i Bizantini. Ma di nascosto inviava profferte di pace, che Niceforo si permetteva di rispedire al mittente.
L’Imperatore decise anzi di farla finita e condusse il suo esercito tra le montagne per farla finita con Krum. Ma cadde in una trappola. Venne bloccato con tutte le sue truppe all’interno di una gola. I Bulgari attaccarono con armi da lancio, provocarono frane, poi si scagliarono alla carica già dai fianchi della montagna sui Greci in fuga. Fu un massacro e una vittoria esaltante per Krum.
Nicerofo venne gravemente ferito. I Bulgari lo catturarono e lo portarono a Krum. Questi lo torturò, lo decapitò™ e lo impalò davanti alla sua tenda. Poi fece scarnificare il cranio, lo fece rivestire d’argento ed ebbe la cortesia di utilizzarlo come boccale preferito.
BARBARICO
Khan dei Bulgari (803-814), fu nemico per l’Impero bizantino. Uno di quegli avversari che ti sogni di notte…
Appena salito al trono, Krum, guerriero pagano di inaudita violenza, passò qualche anno a consolidare il suo potere. Mozzando teste a destra e a manca, eliminò qualunque opposizione.
Raggiunta la stabilità interna con simili raffinate tecniche, rivolse lo sguardo verso sud, ove sorgeva l’Impero bizantino. Assetato in egual misura di guerre e ricchezze, nell’809 si lanciò contro le fortezze imperiali lungo i confini e le devastò. Non trascurò ovviamente di assaltare e saccheggiare Serdica, uno dei principali centri della zona. La guarnigione venne passata a fil di lama e pare che anche la popolazione della città dovette subire le moleste attenzioni del sovrano.
L’Imperatore dell’epoca, Niceforo I (802-811), sapeva che se avesse lasciato via libera a Krum, presto se lo sarebbe trovato alle porte della capitale. Partì dunque con un esercito e penetrò in profondità nel territorio bulgaro, quasi senza incontrare resistenza: Krum se l’era data a gambe… era un barbaro, non uno sprovveduto! Niceforo devastò la capitale bulgara, poi tornò a Costantinopoli gonfiando il petto per quella prova di forza (bella fatica, aveva incontrato praticamente solo pecore!!!).
Appena l’ultimo soldato imperiale ebbe varcato il confine per tornare a casa, Krum ritornò nelle sue terre scagliando insulti verso i Bizantini e minacciando terribili rappresagli. Per tenersi in allenamento, continuò a decapitare senza distinguere tra oppositori e gente che passava di lì per caso.
Per due anni Niceforo I preparò la spedizione verso la Bulgaria. Voleva liberarsi di Krum e delle sue scorrerie una volta per tutte, quindi mise in campo un imponente esercito. Nel maggio dell’811 l’esercito imperiale varcò i confini e assaltò Pliska. Guarnigione e popolazione vennero massacrate, comprese le donne e i bambini. Povera gente… già Krum non aveva problemi a spargere il sangue della sua gente, ma se ci si metteva anche il “magnanimo” Imperatore cristiano…
Il khan se ne stava tra le montagne ad assistere alla carneficina. L’ira lo sconvolgeva e dalle vette scagliava insulti contro i Bizantini. Ma di nascosto inviava profferte di pace, che Niceforo si permetteva di rispedire al mittente.
L’Imperatore decise anzi di farla finita e condusse il suo esercito tra le montagne per farla finita con Krum. Ma cadde in una trappola. Venne bloccato con tutte le sue truppe all’interno di una gola. I Bulgari attaccarono con armi da lancio, provocarono frane, poi si scagliarono alla carica già dai fianchi della montagna sui Greci in fuga. Fu un massacro e una vittoria esaltante per Krum.
Nicerofo venne gravemente ferito. I Bulgari lo catturarono e lo portarono a Krum. Questi lo torturò, lo decapitò™ e lo impalò davanti alla sua tenda. Poi fece scarnificare il cranio, lo fece rivestire d’argento ed ebbe la cortesia di utilizzarlo come boccale preferito.
BARBARICO
lunedì 8 maggio 2006
Masters of Fun
Dedicato a tutti i Dungeon Master, Narratori, Arbitri di Giochi di Ruolo. Brava gente. Pensate, passano il loro tempo libero a inventare storie per far divertire gli altri (i giocatori)…
Brava gente, insomma. Ma devono anche essere “professionali”. Di esperienza nel campo ne ho tanta (se sono bravo… lo dovete chiedere ai giocatori), e quindi posso permettermi di tirare fuori qualche dritta.
- Lascia perdere le manie di protagonismo. I protagonisti sono i giocatori. Non tu. Nessuno si diverte a farsi ammazzare da mostri insormontabili, oppure a sorbirsi mezzora di descrizione di un vaso. Consiglio sempre di porsi questa domanda: se agisco così, lo faccio per far divertire di più i giocatori o per soddisfare il mio ego?
- Mi piacciono le storie articolate. Ma amo anche che siano i giocatori a forgiarle. Non voglio che abbiano la sensazione che ogni cosa che fanno sia inutile per indirizzare gli eventi. Io voglio che pensino che se decidono di andare a destra invece che a sinistra, allora la storia cambi completamente. Non è facile. Bisognerebbe prevedere ogni loro mossa. C’è chi è bravo a farlo, soprattutto se ha giocatori prevedibili. Io preferisco fare in altra maniera… Mi immagino la storia, in tutto e per tutto, e ne traccio uno svolgimento: penso a come andrebbe la vicenda se non ci fossero i giocatori. Poi immagino a grandi linee quale possa essere il loro impatto sulla storia, ma senza prendere decisioni irreversibili. E adatto la storia strada facendo. Massima adattabilità, massima dedizione al divertimento. Se vedo che non sono coinvolti, cambio tutto, anche in corsa… il fine è il divertimento del giocatore.
- Un giocatore maturo apprezza molto di più una bella storia rispetto a 5 ore di combattimenti e spartizione del ricco tesoro. Le legnate ci vogliono, perché spezzano il ritmo. I tesori rappresentano la gratificazione materiale. Ma non pensare di rendere bella una giocata solo consegnando ai giocatori armi e denaro e oggetti magici a profusione. A meno che non abbiano 14 anni…
- Se hai il blocco creativo, nessuno ti impedisce di prendere spunto da libri, film, storie altrui. Alla fine, l’obiettivo è divertirsi e non c’è un concorso che premia l’originalità. Però ricordati di integrare bene la storia nella tua campagna. Se copi la storia di Braveheart ma la inserisci in una campagna per la liberazione di un antico e fiero regno dall’invasore, la soddisfazione del giocatore sarà totale. Ma che copiare non diventi un’abitudine.
- Cerca di conoscere i giocatori. Sono loro che determinano il tuo valore. Se vedi che preferiscono vicende complesse e piene di sottotrame, fagliele giocare. Se amano comportarsi da mercenari, mandali in terre in guerra e fagli guadagnare onore e denaro sul campo di battaglia. Se amano le storie d’amore, hai il dovere di fargliele vivere. A te magari piace da morire condurre avventure nello spazio, ma se i giocatori bramano di andare ad ammazzar draghi non puoi negarglielo. Sono loro che decidono, non tu. Se decidi tu, loro se ne vanno. Perché non si divertono.
- È un lavoro da altruisti. Però, signori… che gratificazioni!!!
mercoledì 3 maggio 2006
Porte Astrali
Ogni tanto mi capita di dover parlare di un album. Non è normale, sia chiaro. Di solito, le gente mi chiede consigli su che album acquistare (o meglio, scaricare… inutile farsi illusioni) e sono sempre ben felice di farlo. Ma non mi prendo la briga di consigliare album di recente uscita. Un po’ perché non ne acquisto molti, preferendo andare alla ricerca di roba di catalogo (più economica e di maggiore qualità), e un po’ perché in effetti non ci sono band recenti che mi fanno davvero smuovere il culo.
Ebbene, eccone una.
Signore e signori… Astral Doors! È recentemente uscito il loro terzo album, Astralism. Da avere.
Già col debutto, Of the Son and the Father, mi avevano fatto ottima impressione (peccato per la scandalosa copertina dell’edizione europea, una schifezza che vi esorto a cercare su internet per chiedersi cosa avessero mangiato i discografici che la hanno scelta).
Il secondo, Evil is Forever, fu un fulmine a ciel sereno. Enorme passo in avanti, sia come composizioni sia come suoni. Una rivelazione e un album che ascolto ancora adesso.
E incomincia il timore che abbiano già dato tutto.
Il singolo Raiders of the Ark doveva servire a placare l’attesa per il terzo album, ma era talmente bello che faceva solo salire la bile per dover attendere ancora. Eppure si trattava di una specie di raccolta di B-sides, con la sola title-track ad anticipazione della nuova opera.
Astralism lo sono andato a comprare in negozio. Sì, quei posti dove vendono i CD originali. Era un pezzo che non compravo un CD in negozio, di solito uso i mailorder dove ancora si riesce a spendere una cifra attorno ai 15 euro. Per gli Astral Doors no. Euro 19. Grazie e arrivederci. E chi se ne frega. Una tantum…
Ne è valsa la pena. Potrei sfoderare una sequela di aggettivi uno più ridondante dell’altro, eppure non sarei soddisfatto comunque. L’unica cosa che posso suggerire è: abbiàtelo!
So che quasi tutti coloro che conosco si lanceranno allo scaricamento selvaggio dell’album. A parecchi piacerà, perché il gruppo vale davvero. Un appello: se davvero vi piace, compratelo originale.
Gli Astral Doors sono stati accusati di copiare R.J. Dio e i gruppi in cui ha militato (Rainbow, Black Sabbath). Errore da dilettanti. Vero che la voce (eccezionale) del cantante va molto vicino a quella di R.J. Dio e anche le canzoni fanno tesoro della lezione dei Blackmoore e Iommi più ispirati. Ma questi non sono imitatori, hanno la fatidica marcia in più. Sono potenti, melodici, trascinanti. Chiedo scusa, mi sono partiti degli aggettivi…
Riflessione. I Rainbow sono dispersi da più di dieci anni, e da più di venti non suonano così epici e travolgenti. R.J. Dio vivacchia coi vecchi hits e ogni tanto produce album senza infamia e senza lode, che vengono regolarmente dimenticati. I Black Sabbath sono defunti anche loro da un decennio, e ogni tanto recuperano Ozzy per qualche patetico ritorno live, ovviamente evitando come la peste le canzoni dal 1978 in poi. Ecco gli Astral Doors, con un sound legato a quello dei suddetti, ma anche fresco e con contributi originali. Gente, da buttarsi a pesce. Non cambiano la vita, ma la rendono molto più soddisfacente!
Nel 2004 ero al Wacken Open Air (il maggior Festival Metal in Europa, per chi non è dell’ambiente) e, non conoscendoli, ho snobbato la loro esibizione. Ho avuto poi diversi mesi per divorarmi le parti intime per la rabbia. A ottobre tornano, di spalla ai Blind Guardian. Si prospetta una serata in prima fila. Sto già affilando le lame.
Ebbene, eccone una.
Signore e signori… Astral Doors! È recentemente uscito il loro terzo album, Astralism. Da avere.
Già col debutto, Of the Son and the Father, mi avevano fatto ottima impressione (peccato per la scandalosa copertina dell’edizione europea, una schifezza che vi esorto a cercare su internet per chiedersi cosa avessero mangiato i discografici che la hanno scelta).
Il secondo, Evil is Forever, fu un fulmine a ciel sereno. Enorme passo in avanti, sia come composizioni sia come suoni. Una rivelazione e un album che ascolto ancora adesso.
E incomincia il timore che abbiano già dato tutto.
Il singolo Raiders of the Ark doveva servire a placare l’attesa per il terzo album, ma era talmente bello che faceva solo salire la bile per dover attendere ancora. Eppure si trattava di una specie di raccolta di B-sides, con la sola title-track ad anticipazione della nuova opera.
Astralism lo sono andato a comprare in negozio. Sì, quei posti dove vendono i CD originali. Era un pezzo che non compravo un CD in negozio, di solito uso i mailorder dove ancora si riesce a spendere una cifra attorno ai 15 euro. Per gli Astral Doors no. Euro 19. Grazie e arrivederci. E chi se ne frega. Una tantum…
Ne è valsa la pena. Potrei sfoderare una sequela di aggettivi uno più ridondante dell’altro, eppure non sarei soddisfatto comunque. L’unica cosa che posso suggerire è: abbiàtelo!
So che quasi tutti coloro che conosco si lanceranno allo scaricamento selvaggio dell’album. A parecchi piacerà, perché il gruppo vale davvero. Un appello: se davvero vi piace, compratelo originale.
Gli Astral Doors sono stati accusati di copiare R.J. Dio e i gruppi in cui ha militato (Rainbow, Black Sabbath). Errore da dilettanti. Vero che la voce (eccezionale) del cantante va molto vicino a quella di R.J. Dio e anche le canzoni fanno tesoro della lezione dei Blackmoore e Iommi più ispirati. Ma questi non sono imitatori, hanno la fatidica marcia in più. Sono potenti, melodici, trascinanti. Chiedo scusa, mi sono partiti degli aggettivi…
Riflessione. I Rainbow sono dispersi da più di dieci anni, e da più di venti non suonano così epici e travolgenti. R.J. Dio vivacchia coi vecchi hits e ogni tanto produce album senza infamia e senza lode, che vengono regolarmente dimenticati. I Black Sabbath sono defunti anche loro da un decennio, e ogni tanto recuperano Ozzy per qualche patetico ritorno live, ovviamente evitando come la peste le canzoni dal 1978 in poi. Ecco gli Astral Doors, con un sound legato a quello dei suddetti, ma anche fresco e con contributi originali. Gente, da buttarsi a pesce. Non cambiano la vita, ma la rendono molto più soddisfacente!
Nel 2004 ero al Wacken Open Air (il maggior Festival Metal in Europa, per chi non è dell’ambiente) e, non conoscendoli, ho snobbato la loro esibizione. Ho avuto poi diversi mesi per divorarmi le parti intime per la rabbia. A ottobre tornano, di spalla ai Blind Guardian. Si prospetta una serata in prima fila. Sto già affilando le lame.
mercoledì 26 aprile 2006
Codice a Barre
Pare che il film “Il Codice Da Vinci” abbia la strada spianata verso il successo. Ottimo cast (per un blockbuster, sia chiaro), un regista che ha dimostrato da tempo di sapersi scegliere progetti che portano gloria e denaro. Un battage pubblicitario di assoluto livello. Anzi, la casa produttrice ha investito pesantemente sulla promozione del film, ma allo stesso tempo centellinato informazioni, immagini, indiscrezioni (anche i meeting con i giornalisti sono stati all’impronta della massima discrezionalità, con minacce di ritorsioni nei confronti di coloro che avrebbero passato informazioni riservate), il che lascia intravedere una pianificazione ben più scaltra di quello che può sembrare di primo acchito. Perché è fin troppo facile pensare all’equazione film che tratta di un mistero = promozione incentrata sul mistero. Insomma, non è solo investimento per tenere nascosto ciò che solitamente invece viene pubblicizzato, una sorta di banale rovesciamento della usuale logica promozionale. C’è dell’altro.
Il film, per quello che mi riguarda, sarà brutto. E questo penso lo sappiano anche coloro che lo hanno prodotto. Una campagna del genere serve solo a gettare fumo negli occhi della gente, un po’ come a suo tempo ha fatto il libro “Il Codice Da Vinci”. Insomma, si sposta l’attenzione su altro, così non si parla della qualità del film. Ma alla fine qualcuno dovrà pur vederelo…
Non sarà un bel film perché è tratto da un libro che puntava l’accento su aspetti non replicabili sullo schermo. Il romanzo (non storico, please, ma di questo si è parlato anche troppo) non ruotava attorno alla storia, peraltro affascinante se intesa come prodotto di fantasia, quanto piuttosto su uno stile di scrittura eccellente, facilmente fruibile, molto ben ritmato e in grado di spingere il lettore a proseguire nella lettura. Prova ne è il fatto che il 90% di coloro che lo hanno letto lo ha concluso in pochi giorni, e non stiamo parlando solo di gente che di tempo a disposizione ne ha da vendere. Io, personalmente, ci ho messo 2 giorni (ma ho letto 8 ore al giorno, ero in ferie!). E questo nonostante una storia che è sì avvincente, ma che si arena ben presto se affrontata da un lettore appena più smaliziato della media, e magari con qualche infarinatura di materie classiche.
(In realtà, se l’autore non avesse deciso di annunciare al mondo intero che i contenuti alla base del libro erano reali e storicamente provati, il caso non sarebbe scoppiato. Avremmo avuto un buon libro, un esempio di “narrazione fast-food” da leggere e dimenticare. Invece, con le abili mosse di un ufficio marketing molto scaltro e lungimirante, si è creato il caso di un libro che avrebbe fatto delle rivelazioni tali da cambiare il corso della storia. Certo, uno che ha studiato capisce che di storico lì c’è poco, e in ogni caso l’autore tratta di temi su cui sono state sprecate intere foreste di carta. Ma il lettore occasionale ha la sensazione di essere messo al corrente di un segreto inconfessabile che attraversa la storia umana per arrivare fino ai giorni nostri. Certo, l’ufficio marketing ha puntato sulla inevitabile superficialità del lettore occasionale, quello che dopo aver letto il libro blatera al pub sulla questione del “femminino sacro”…)
Il libro prometteva delle rivelazioni sensazionali, condite da uno stile avvincente e da una storia che passava inevitabilmente in secondo piano (e che presenta “buchi” notevoli). Al film resta una rivelazione che ormai tutti conoscono e una storia piena di “buchi”. Ci sono le premesse per un bel film? Al massimo, ci troveremo una copia dei “Predatori dell’Arca Perduta”, ma senza i nazisti e il cappello di Indiana Jones… per quanto mi riguarda, passerò.
Pronostico: sbanca la prima settimana, poi appena di sparge la voce non ci va più nessuno.
E ora, attendo la smentita.
Il film, per quello che mi riguarda, sarà brutto. E questo penso lo sappiano anche coloro che lo hanno prodotto. Una campagna del genere serve solo a gettare fumo negli occhi della gente, un po’ come a suo tempo ha fatto il libro “Il Codice Da Vinci”. Insomma, si sposta l’attenzione su altro, così non si parla della qualità del film. Ma alla fine qualcuno dovrà pur vederelo…
Non sarà un bel film perché è tratto da un libro che puntava l’accento su aspetti non replicabili sullo schermo. Il romanzo (non storico, please, ma di questo si è parlato anche troppo) non ruotava attorno alla storia, peraltro affascinante se intesa come prodotto di fantasia, quanto piuttosto su uno stile di scrittura eccellente, facilmente fruibile, molto ben ritmato e in grado di spingere il lettore a proseguire nella lettura. Prova ne è il fatto che il 90% di coloro che lo hanno letto lo ha concluso in pochi giorni, e non stiamo parlando solo di gente che di tempo a disposizione ne ha da vendere. Io, personalmente, ci ho messo 2 giorni (ma ho letto 8 ore al giorno, ero in ferie!). E questo nonostante una storia che è sì avvincente, ma che si arena ben presto se affrontata da un lettore appena più smaliziato della media, e magari con qualche infarinatura di materie classiche.
(In realtà, se l’autore non avesse deciso di annunciare al mondo intero che i contenuti alla base del libro erano reali e storicamente provati, il caso non sarebbe scoppiato. Avremmo avuto un buon libro, un esempio di “narrazione fast-food” da leggere e dimenticare. Invece, con le abili mosse di un ufficio marketing molto scaltro e lungimirante, si è creato il caso di un libro che avrebbe fatto delle rivelazioni tali da cambiare il corso della storia. Certo, uno che ha studiato capisce che di storico lì c’è poco, e in ogni caso l’autore tratta di temi su cui sono state sprecate intere foreste di carta. Ma il lettore occasionale ha la sensazione di essere messo al corrente di un segreto inconfessabile che attraversa la storia umana per arrivare fino ai giorni nostri. Certo, l’ufficio marketing ha puntato sulla inevitabile superficialità del lettore occasionale, quello che dopo aver letto il libro blatera al pub sulla questione del “femminino sacro”…)
Il libro prometteva delle rivelazioni sensazionali, condite da uno stile avvincente e da una storia che passava inevitabilmente in secondo piano (e che presenta “buchi” notevoli). Al film resta una rivelazione che ormai tutti conoscono e una storia piena di “buchi”. Ci sono le premesse per un bel film? Al massimo, ci troveremo una copia dei “Predatori dell’Arca Perduta”, ma senza i nazisti e il cappello di Indiana Jones… per quanto mi riguarda, passerò.
Pronostico: sbanca la prima settimana, poi appena di sparge la voce non ci va più nessuno.
E ora, attendo la smentita.
giovedì 20 aprile 2006
la primavera del nostro scontento
È primavera, il sole splende, gli alberi sono in fiore, i Poison debuttano al n° 17 di Billboard con la loro ennesima raccolta, si stanno facendo progetti per i festival europei (perché quelli italiani a noi duri e puri ci fanno una pippa ;)
Quale delle cose sopra elencate sembra stonare?
Che i Poison siano ancora in giro dopo 20 anni, direbbero appunto i duri e puri. Ma la cosa deve far riflettere. Anche un gruppo sfacciatamente mainstream come i Poison, che sembrava a suo tempo costruito dalle case discografiche per far girare la testa alle ragazzine, resiste alla prova del tempo. È vero, il loro talento si è esaurito da anni, e l’unico tentativo di dare una rinfrescata al loro sound è stato col trascurabile “Native Tongue” (1993). Poi si sono dedicati a quello che sanno fare meglio: tour.
E questo ci porta alla nostra considerazione.
Quanti gruppi che adesso vanno per la maggior potranno essere ancora in giro tra 20 anni, proponendo i loro spettacoli e attirando un decente numero di persone? Non sto parlando di fare dischi belli e creativi, tutti sanno che il talento compositivo del 90% dei gruppi si esaurisce in 3, massimo 4 album (ma più spesso in 1 o 2). Sto parlando di mantenere il proprio successo, uno zoccolo duro di fans, lo spirito per muovere il culo dal divano e andarsene in giro a suonare la propria musica… perché alla fine questo è lo spirito del Rock! La Musica viene prima di tutto, c’era prima di MTV e c’è ancora adesso che MTV manda solo video di rasta e di energumeni ricoperti di catenazze d’oro.
Però i Poison sono yankees e fanno tour di successo solo nel loro paese. Gli USA sono diversi dalla nostra Italia. E infatti che succede in Italia? Nel 2000 l’album “Son of Thunder” dei Labyrinth debuttò al numero 22 o 23 delle classifiche nazionali (più per il traino dell’album precedente che per il suo valore intrinseco, ok, ma la sostanza non cambia). Venne fatto figurare come 27° nella classifica, per non essere costretti ad invitare un gruppo metal a trasmissioni come Top of the Pops, dove vengono fatti esibire i primi 25 in classifica. Che ci dice questo? Che il Metal è un genere di nicchia, ma che quando esce per un attimo dalla buco dove è stato infilato, c’è sempre qualcuna che pensa di spingercelo di nuovo.
Ma cosa volete che gliene freghi al metallaro italiano di tutto ciò? Lui gli album non li compra, se li scarica. Ascolta 10-20 album nuovi alla settimana, poi si lava la coscienza dicendo che se gli piacciono se li comprerà, ma intanto continua a intasarsi l’hard disk. Poi dice che, per es., i Children of Bodom sono il suo gruppo preferito e che ha tutti gli album, ma non sa nominarti il titolo di una canzone che sia una, al massimo ti dice “La prima, la terza, l’ultima”. Figuriamoci i testi.
Abbiamo fregato quei bastardi dell’industria musicale, evviva! Quei vampiri che ci succhiano 18-20 euro per un album nuovo! Glielo abbiamo messo nel sedere e adesso loro non sanno cosa fare!
Grazie di niente, invece! Ecco cosa fanno: alzano ancora i prezzi dei CD, non investono più sulla crescita dei gruppi, ma preferiscono mettere sotto contratto decine di band senza esperienza, sperando che qualcuno faccia il botto. Niente botto? Calcio in culo e sotto il prossimo!
La band guadagna solo dai tour che fa, ma chi ti fa suonare in giro se il tuo album se lo sono comprati in 600? Nessuno… E cosa vuoi che gliene freghi ai gestori dei locali se su Internet il tuo album è 34° nelle classifiche di scaricamento di qualche P2P? chi ci guadagna? Chi ti dice che il fiero metallaro che si è scaricato l’album verrà al tuo concerto? Non verrà.
Era meglio nascere qualche anno prima e fare un album nel 1988. Anche se non vendeva niente, potevi sempre andare a lavorare in fabbrica e poi riformarti nel 2003, pubblicare un live, fare qualche concerto in giro per mostrare a tutti che i capelli se ne sono andati ma lo spirito non muore mai. Poi un nuovo album, ma non gliene frega niente a nessuno, perché eri scarso nel 1988 e non sei certo migliorato in 15 anni di fabbrica.
Vabbè, è stato bello… l’Italia non è gli USA, si stava meglio quando si stava peggio, una rondine non fa primavera, i Poison vanno in tour coi Cinderella e riempiono le arene, i Dhamm si riformano e suonano alla Sagra del Peperone.
Per fortuna c’è una luce alla fine del tunnel. Qualcuno il culo ancora se lo fa per il Rock…
Quale delle cose sopra elencate sembra stonare?
Che i Poison siano ancora in giro dopo 20 anni, direbbero appunto i duri e puri. Ma la cosa deve far riflettere. Anche un gruppo sfacciatamente mainstream come i Poison, che sembrava a suo tempo costruito dalle case discografiche per far girare la testa alle ragazzine, resiste alla prova del tempo. È vero, il loro talento si è esaurito da anni, e l’unico tentativo di dare una rinfrescata al loro sound è stato col trascurabile “Native Tongue” (1993). Poi si sono dedicati a quello che sanno fare meglio: tour.
E questo ci porta alla nostra considerazione.
Quanti gruppi che adesso vanno per la maggior potranno essere ancora in giro tra 20 anni, proponendo i loro spettacoli e attirando un decente numero di persone? Non sto parlando di fare dischi belli e creativi, tutti sanno che il talento compositivo del 90% dei gruppi si esaurisce in 3, massimo 4 album (ma più spesso in 1 o 2). Sto parlando di mantenere il proprio successo, uno zoccolo duro di fans, lo spirito per muovere il culo dal divano e andarsene in giro a suonare la propria musica… perché alla fine questo è lo spirito del Rock! La Musica viene prima di tutto, c’era prima di MTV e c’è ancora adesso che MTV manda solo video di rasta e di energumeni ricoperti di catenazze d’oro.
Però i Poison sono yankees e fanno tour di successo solo nel loro paese. Gli USA sono diversi dalla nostra Italia. E infatti che succede in Italia? Nel 2000 l’album “Son of Thunder” dei Labyrinth debuttò al numero 22 o 23 delle classifiche nazionali (più per il traino dell’album precedente che per il suo valore intrinseco, ok, ma la sostanza non cambia). Venne fatto figurare come 27° nella classifica, per non essere costretti ad invitare un gruppo metal a trasmissioni come Top of the Pops, dove vengono fatti esibire i primi 25 in classifica. Che ci dice questo? Che il Metal è un genere di nicchia, ma che quando esce per un attimo dalla buco dove è stato infilato, c’è sempre qualcuna che pensa di spingercelo di nuovo.
Ma cosa volete che gliene freghi al metallaro italiano di tutto ciò? Lui gli album non li compra, se li scarica. Ascolta 10-20 album nuovi alla settimana, poi si lava la coscienza dicendo che se gli piacciono se li comprerà, ma intanto continua a intasarsi l’hard disk. Poi dice che, per es., i Children of Bodom sono il suo gruppo preferito e che ha tutti gli album, ma non sa nominarti il titolo di una canzone che sia una, al massimo ti dice “La prima, la terza, l’ultima”. Figuriamoci i testi.
Abbiamo fregato quei bastardi dell’industria musicale, evviva! Quei vampiri che ci succhiano 18-20 euro per un album nuovo! Glielo abbiamo messo nel sedere e adesso loro non sanno cosa fare!
Grazie di niente, invece! Ecco cosa fanno: alzano ancora i prezzi dei CD, non investono più sulla crescita dei gruppi, ma preferiscono mettere sotto contratto decine di band senza esperienza, sperando che qualcuno faccia il botto. Niente botto? Calcio in culo e sotto il prossimo!
La band guadagna solo dai tour che fa, ma chi ti fa suonare in giro se il tuo album se lo sono comprati in 600? Nessuno… E cosa vuoi che gliene freghi ai gestori dei locali se su Internet il tuo album è 34° nelle classifiche di scaricamento di qualche P2P? chi ci guadagna? Chi ti dice che il fiero metallaro che si è scaricato l’album verrà al tuo concerto? Non verrà.
Era meglio nascere qualche anno prima e fare un album nel 1988. Anche se non vendeva niente, potevi sempre andare a lavorare in fabbrica e poi riformarti nel 2003, pubblicare un live, fare qualche concerto in giro per mostrare a tutti che i capelli se ne sono andati ma lo spirito non muore mai. Poi un nuovo album, ma non gliene frega niente a nessuno, perché eri scarso nel 1988 e non sei certo migliorato in 15 anni di fabbrica.
Vabbè, è stato bello… l’Italia non è gli USA, si stava meglio quando si stava peggio, una rondine non fa primavera, i Poison vanno in tour coi Cinderella e riempiono le arene, i Dhamm si riformano e suonano alla Sagra del Peperone.
Per fortuna c’è una luce alla fine del tunnel. Qualcuno il culo ancora se lo fa per il Rock…
Il noto sociologo Ivan Z. mi ha inviato un curioso link che secondo lui avrebbe meritato la mia attenzione,
e in generale l'attenzione di tutti coloro che sono convinti di vivere in un posto normale, circondati da persone normali
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/04_Aprile/18/babol.shtml
Da leggere dopo l'articolo
il blog me lo sono letto, con un interesse che potrei definire socio-antropologico (o coprofagico, visto il contenuto dello stesso)
e mai, dico mai, avrei pensato che potessero esistere esseri dotati di simili processi intellettivi
ma soprattutto, inquietante rendersi conto che tra le nostre amicizie sicuramente annoveriamo gente di tal risma... ovvio, non ci si esce, nè li si chiama nel cuore della notte per una birretta, nè si desidera andare con loro in ferie nell'esclusiva Ibiza... ma riflettiamo... gente che ragiona così ce ne è in giro, solo che vedere simile assurdità scritte su uno schermo di PC invece che profferite alle 20.19 in piazza in mano uno spritz congelato (4 euro, ma al locale dove va la Bella Gente) e la panza piena di tramezzini putrescenti del buffet, è tutta un'altra cosa... ti fa rendere conto che, mentre ci spacchiamo dal ridere a vedere gli escrementi che la ditta Costanzo e suo marito ci spacciano in TV, c'è gente che veramente aspira nella sua vita ad andare a Uomini&Donne
e queste 4 sgallettate sono convinte di vivere in Sex and The City. Il che potrebbe anche essere divertente, se nn fosse che, dopo un pò, capisci che sono veramente convinte di stare a New York...
Certo, solo che quando tu, donna alla moda e indipendente figlia del Nord Est ma anche un pò della East Coast, dal tuo paesello di provincia (Ponte Crepaldo, visto che va di moda) prendi l'auto per andare nel locale trendy, dopo una restauro estetico di 4 ore che ti fa sembrare un trans, e arrivi al locale e vedi che è pieno zeppo di Bella Gente, e poco importa se i Bella Gente Boys parlano come degli agricoltori, perchè di agricoltori ce ne sono parecchi visto che siamo in Veneto e avranno anche fatto figli, ma il figlio lo mandano alla scuola privata e a Londra a imparare l'inglese e quello torna che ha imparato il dialetto e si fa le canne... dicevo, DONNA, arrivi con le tue amiche in auto ripetendoti come un mantra "Sono con le mie amiche e mi diverto un casino e domani me lo scrivo sul blog", vedi la gente che ti circonda, decidi che il locale è cool abbastanza ma devi bere 12 superalcolici e 33 birre (e affanculo la linea, che tanto con le tue amiche ti diverti!) perchè i lumaconi che ti circondano offrono e non sia mai che tu rifiuti qualcosa di offerto (anche un clistere, signorina?), e poi ridi rumorosamente perchè così tutti capiscono che ti stai divertendo e fumi perchè fa sexy (o tossicomane), e poi balli sul tavolo, e tormenti il cellulare, e fai il trenino, e il gioco della bottiglia, e tutto quello che una persona fa quando non sa che fare...
... sorpresa... la serata è finita... albeggia, le tue amiche sono distrutte dall'alcol e dalle pastiglie che danno felicità e ti tocca guidare fino a casa, dove passerai una domenica collassata sul divano senza ricordare che cosa è successo, ma per fortuna c'è Buona Domenica con gli archetipi da imitare...
... ma non è Sex and the City e non è New York, è una domenica a Ponte Crepaldo! Perchè la Bella Gente Maschile di New York dopo una serata come quella ti avrebbe portata a casa in porsche (belle le favole, e crederci a 30 anni poi...), mentre la Bella Gente Maschile del Nord Est, se non è riuscita a ottenere quello che voleva da te che eri troppo stordita per capirlo (e lo eri anche prima dei 53 gin lemon, diciamo che lo sei da sempre), se ne va... se ne va a trans
Vabbè, ora ho chiuso e me ne vado a lavorare, che devo guadagnare 1000 euro per la nuova maglia a righe di D&G, perchè se non ho la maglia a righe non potrò mai essere avvicinato da una di queste 4 e quindi togliermi la soddisfazione di percuoterla col vomere
Tutto il resto è noia
O FORSE CI HANNO PRESO PER IL CULO, è TUTTA UNA BALLA, SI SONO INVENTATI TUTTO, GENTE COSI' NON ESISTE...MAGARI...TROPPO BELLO
e in generale l'attenzione di tutti coloro che sono convinti di vivere in un posto normale, circondati da persone normali
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/04_Aprile/18/babol.shtml
Da leggere dopo l'articolo
il blog me lo sono letto, con un interesse che potrei definire socio-antropologico (o coprofagico, visto il contenuto dello stesso)
e mai, dico mai, avrei pensato che potessero esistere esseri dotati di simili processi intellettivi
ma soprattutto, inquietante rendersi conto che tra le nostre amicizie sicuramente annoveriamo gente di tal risma... ovvio, non ci si esce, nè li si chiama nel cuore della notte per una birretta, nè si desidera andare con loro in ferie nell'esclusiva Ibiza... ma riflettiamo... gente che ragiona così ce ne è in giro, solo che vedere simile assurdità scritte su uno schermo di PC invece che profferite alle 20.19 in piazza in mano uno spritz congelato (4 euro, ma al locale dove va la Bella Gente) e la panza piena di tramezzini putrescenti del buffet, è tutta un'altra cosa... ti fa rendere conto che, mentre ci spacchiamo dal ridere a vedere gli escrementi che la ditta Costanzo e suo marito ci spacciano in TV, c'è gente che veramente aspira nella sua vita ad andare a Uomini&Donne
e queste 4 sgallettate sono convinte di vivere in Sex and The City. Il che potrebbe anche essere divertente, se nn fosse che, dopo un pò, capisci che sono veramente convinte di stare a New York...
Certo, solo che quando tu, donna alla moda e indipendente figlia del Nord Est ma anche un pò della East Coast, dal tuo paesello di provincia (Ponte Crepaldo, visto che va di moda) prendi l'auto per andare nel locale trendy, dopo una restauro estetico di 4 ore che ti fa sembrare un trans, e arrivi al locale e vedi che è pieno zeppo di Bella Gente, e poco importa se i Bella Gente Boys parlano come degli agricoltori, perchè di agricoltori ce ne sono parecchi visto che siamo in Veneto e avranno anche fatto figli, ma il figlio lo mandano alla scuola privata e a Londra a imparare l'inglese e quello torna che ha imparato il dialetto e si fa le canne... dicevo, DONNA, arrivi con le tue amiche in auto ripetendoti come un mantra "Sono con le mie amiche e mi diverto un casino e domani me lo scrivo sul blog", vedi la gente che ti circonda, decidi che il locale è cool abbastanza ma devi bere 12 superalcolici e 33 birre (e affanculo la linea, che tanto con le tue amiche ti diverti!) perchè i lumaconi che ti circondano offrono e non sia mai che tu rifiuti qualcosa di offerto (anche un clistere, signorina?), e poi ridi rumorosamente perchè così tutti capiscono che ti stai divertendo e fumi perchè fa sexy (o tossicomane), e poi balli sul tavolo, e tormenti il cellulare, e fai il trenino, e il gioco della bottiglia, e tutto quello che una persona fa quando non sa che fare...
... sorpresa... la serata è finita... albeggia, le tue amiche sono distrutte dall'alcol e dalle pastiglie che danno felicità e ti tocca guidare fino a casa, dove passerai una domenica collassata sul divano senza ricordare che cosa è successo, ma per fortuna c'è Buona Domenica con gli archetipi da imitare...
... ma non è Sex and the City e non è New York, è una domenica a Ponte Crepaldo! Perchè la Bella Gente Maschile di New York dopo una serata come quella ti avrebbe portata a casa in porsche (belle le favole, e crederci a 30 anni poi...), mentre la Bella Gente Maschile del Nord Est, se non è riuscita a ottenere quello che voleva da te che eri troppo stordita per capirlo (e lo eri anche prima dei 53 gin lemon, diciamo che lo sei da sempre), se ne va... se ne va a trans
Vabbè, ora ho chiuso e me ne vado a lavorare, che devo guadagnare 1000 euro per la nuova maglia a righe di D&G, perchè se non ho la maglia a righe non potrò mai essere avvicinato da una di queste 4 e quindi togliermi la soddisfazione di percuoterla col vomere
Tutto il resto è noia
O FORSE CI HANNO PRESO PER IL CULO, è TUTTA UNA BALLA, SI SONO INVENTATI TUTTO, GENTE COSI' NON ESISTE...MAGARI...TROPPO BELLO
martedì 4 ottobre 2005
Ritorno dal viaggio
Troppi mesi sono passati da quando mi sono fermato a riflettere al bivacco. Non è stata una pausa voluta nè cercata. Ho dovuto accompagnare una persona cara in un lungo viaggio, un viaggio che a tutt'oggi non è ancora finito e non posso prevedere quando si potrà gioire ancora della quiete del focolare.
Molte cose sono successe in questi mesi, sicuramente cambiamenti e innovazioni. Per fortuna o per destino, la costante è sempre stata il METAL.
Signori, per il secondo anno consecutivo ho affrontato WACKEN. Fatevi un favore, andateci. Rain or Shine! Anche se non vi interessano i gruppi che suonano. Anche se vi spaventano i km da fare (ma a vent'anni la strada non va temuta, va aggredita). Vi porto io, tutti! Altre parole sono in eccesso.
Sto radunando le idee per il prossimo post. Forse cambierò argomento, forse no.
La strada è lunga
domenica 5 dicembre 2004
HEAVY METAL
Credo fermamente che nella vita ognuno di noi debba vendere l'anima a qualcosa.
C'è chi la vende al calcio, chi al denaro, chi al lavoro, chi alla gnocca.
Io l'ho venduta all'Heavy Metal. Non è più nemmeno uno stile musicale, come forse lo intendevo all'inizio. Ora è uno stile di vita. è talmente parte di me, che ormai ogni cosa che faccio...la faccio per il Metal. Così è giusto che sia, come dicemmo io e Bonny la prima volta che che vedemmo diecimila fieri metallari italiani radunato al Gods of Metal del 1997.
Non sono favorevole al proselitismo metallaro a tutti i costi. penso sottenda una questione di fondamentale importanza: se lo capisci, lo ami. Perchè per chi lo vive realmente, il metal è illuminazione.
Altre ne seguiranno,
il Sentiero è lungo
Già la mia poca voglia di stare davanti al magico schermo del computer sta minando il funzionamento del blog...tuttavia vi consiglio di restare sintonizzati ogni tanto...può essere che mi scappi di dire qualcosa di intelligente.
Per esempio...
ora sto seguendo un Master in Marketing & Comunicazione. perchè? i motivi sono vari...è una sfida, per ricordarmi che ogni tanto è giusto confrontarsi con gente estranea al mio ambiente, e affrontare materie nuove che possono essermi utili nel futuro...anche se nemmeno io so quale sarà il mio futuro.
come posso pianificarlo, se ogni nuova alba porta con sè novità stimolanti ed eccitanti?
in ogni caso...L'HO FATTO PER IL ROCK!
La strada del Viandante
La strada del Viandante
inizia oggi...5 dicembre 2004...
e durerà finchè lui deciderà di partirsene per altri lidi
inizia oggi...5 dicembre 2004...
e durerà finchè lui deciderà di partirsene per altri lidi
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