sabato 9 agosto 2008

ROCKIN' FIELD FESTIVAL


Idroscalo di Milano, 
26 luglio 2008.

Unico breve appunto prima di cominciare. Pochissima gente a questa prima edizione del Rockin' Field all'Idroscalo di Milano. Certo me l'aspettavo, visto il bill fin troppo omogeneo e quindi in grado di attirare solo appassionati del Power Metal Melodico, con il problema che a giugno c'è stato il Gods coi Maiden e il Metallaro italiano aveva già speso i suoi denari. Peccato, il festival è stato divertente, pur con i soliti aspetti negativi come il costo delle cibarie. Non credo che ci sarà una seconda edizione, l'organizzazione deve averci perso davvero parecchi soldi. Solito problema: in Italia i pienoni li fanno solo Maiden, Slayer e Metallica, band che tra l'altro suonano qui quasi ogni 2 anni e mai a costi contenuti. Il Metallaro è proletario e quindi preferirà sempre andarsi a vedere Bruce Dickinson piuttosto che gente nuova. Senza polemiche, la situazione è questa.

Passiamo ai gruppi, allora!

WHITE SKULL. Ma si può, dopo 15 anni e passa, dopo una manciata di album di discreto livello, centinaia di concerti, management stranieri e così via, ritrovarsi ancora ad aprire festival suonando 4 pezzi?! Comunque, solito concerto compatto, senza molte novità. Toni è il meglio, la cantante è simpatica anche se non sembra dotatissima, hanno un nuovo bassista (mi sembra sia quello dei Ground Control), ci hanno fatto fare headbanging e se ne sono andati troppo presto.

ELUVEITIE. Ennesima band di Folk Metal, genere che va per la maggiore e riscuote successo tra i giovani Metallari under 20. In mezzo a tanti cialtroni, questi svizzeri sembrano quantomeno simpatici: usano strumenti tradizionali come la ghironda (suonata da una quindicenne), hanno un punkabbestia di 40 anni alla voce, il bassista black metal a cui non frega niente di suonare, gli altri sono dei gioviali ragazzini. Le canzoni sono tutte uguali (classico limite del genere) eppure, mentre su CD mi farebbero venire la colite, dal vivo sono apprezzabili.

BIOMECHANICAL. Onestamente li ho ignorati, non posso esprime alcun giudizio su questi inglesi. Ricordo solo una voce in stile Judas Priest piena di riverberi e ritmiche chitarristiche spezzate molto moderne. Qualcuno sotto il palco c'era, quindi i musicisti non se la prenderanno se ho deciso di mangiare panini gommosi.

THRESHOLD. Che grandi i Threshold! Sicuramente la Prog Metal band che più mi piace attualmente. Dopo gli esordi con album supertecnici e pallossissimi, hanno capito che aggiungere dinamismo e ritornelli ruffiani era obbligatorio e adesso finalmente convincono. Non c'è il vocalist Mac, andatosene per trovarsi un lavoro serio, e torna Wilson, già cantante della band in passato. Tecnicamente sono prodigiosi, ma su tutti spicca l'invasato batterista. Il tipo, caraibico o africano, è talmente nero che, col muro di ampli alle spalle, semplicemente non si vede finché non sorride; cerca di roteare le bacchette, le perde tutte e due e riesce a non perdere un colpo; strabuzza gli occhi come Papa Shango; insomma, si convince di essere la Rockstar della situazione. Eccezionale, d'ora in poi voglio che suoni in tutti i miei gruppi preferiti.

VISION DIVINE. Allora, è tornato Lione che alla voce è un fenomeno ma è antipatico. Se ne è andato Luppi che è simpaticissimo e ancora più fenomeno di Lione. Cosa scegliereste? Aggiungo che i tre album con Luppi sono eccelsi, mentre i due con Lione sono parecchio anonimi. La band è rodata, i musicisti sono impeccabili ma una esecuzione perfetta è anche ciò a cui la band si limita. Spettacolo ridotto all'osso, interazione col pubblico inesistente, pezzi splendidi che scorrono via senza lasciare il segno. Sembrava di ascoltare i CD. Vedete voi...

Durante l'ultima canzone comincia a piovere. Poche gocce che poi diventano un nubifragio.

EPICA. Visto il diluvio, mi riparo sotto le frasche ottenendo una buona soddisfazione e sperando che si tratti di episodico temporale estivo. Invece il tutto si trasforma in una tempesta d'acqua che inonda l'Idroscalo. I rivenditori di maglie tarocche, poc'anzi trasformatisi in spacciatori di birre, colgono la palla al balzo per smerciare teli di nylon antipioggia efficaci come la carta igienica, prendendo anche per il culo i saggi che decidevano di non lasciarsi rapinare. Per evitare il tracollo mi nascondo in bagno, visto che non esistono altri tetti nel circondario. La compagnia è simpatica, si ride e si scherza da guasconi impenitenti e intanto si ascoltano gli Epica. Riesco anche a vedermi gli ultimi tre pezzi, perché il fortunale si è placato e ha lasciato posti a sciami di zanzare. Epica: su disco non dicono molto, dal vivo sembrano meglio ma il problema sono i loro pezzi, esagerati nelle orchestrazioni e quindi duri da digerire. Doppio cantante: il chitarrista rutta come un turco a tavola e ci chiediamo il senso della sua esibizione vocale, mentre l'attesa Simone Simons non delude, sia per aspetto fisico sia per doti vocali. Solo un eterno insoddisfatto come Ganesh poteva perdere tempo a precisare che il fondoschiena della donzella era eccessivamente tornito. 

HELLOWEEN. Gruppo che (su disco) considero finito da anni. Probabilmente devono aver saputo cosa penso di loro e hanno deciso di tirare fuori una prestazione entusiasmante. Tanto da rivalutare anche qualche pezzo recente, come “If I Could Fly”, che rende il giusto. Deris canta come sa, istrionico più che tecnico, decisamente sopra le righe. Grosskopf è bassista di qualità e fisicamente è uguale a quindici anni fa. Chitarrista e batterista sono due comprimari che svolgono bene il loro lavoro. Weikath invece ha poca voglia di suonare, quindi passa il concerto ad assumere pose tra l'insolente e lo svaccato, come se ci facesse un favore a suonare, lui che potrebbe tranquillamente starsene a guardare le partite in tv. Helloween nella top 3 del Rockin' Field.

AVANTASIA. Che spettacolo, signori. Per niente delusi dal fatto di suonare per pochissima gente, Tobias Sammet e soci eseguono l'intero show senza tagli. Onestamente siamo più vicini al teatro che al concerto musicale, ma la cosa ci sta. Allestimenti sul palco da grandi occasioni, musicisti preparati e motivatissimi, Tobias perfetto istrione e abile a gestire la voce nel corso di tutto lo show. Gli altri cantanti sono tutti pezzi da novanta del panorama Metal/HardRock: Jorn Lande è impressionante per la potenza vocale, quando canta tiene il microfono a mezzo metro dalla bocca (e si mette di profilo per farlo vedere a tutti), inoltre assomiglia a un tricheco; Bob Catley dei Magnum è una delle voci più magiche della musica contemporanea; Oliver Hartmann (che è anche chitarrista) ha tonalità hard/rock di qualità e purtroppo ha sempre cantato in gruppi non all'altezza, ma con Avantasia dona sprazzi di classe; Andrè Matos, ingrassato e vestito come Dracula, ha fornito una prestazione sottotono, la sua voce molto esile ha sempre poco convinto dal vivo, ma ha fatto di tutto per coinvolgere il pubblico. Aggiungo due coriste, una orientale caruccia e una balena bionda in abiti improponibili per quella stazza. Canzoni soprattutto dall'ultimo album, peccato perché dei tre è il meno affascinante, ma qualche perla la donano (basterebbe “Sign of the Cross”). Cast da applausi, show memorabile, che si voleva di più?

Bilancio finale: festival di buon livello, forse troppo omogeneo a livello di genere e di pubblico, tanto che in molti hanno preferito restare a casa. Esperimento fallito, quindi. Penso che non ci saranno altre edizioni del festival, oppure cambieranno generi proposti, perché è chiaro che i fans del Metal Melodico in Italia sono troppo pochi per poter dedicare loro un intero evento. Io mi sono divertito, comunque, alla facciaccia vostra!


giovedì 24 luglio 2008

WHITESNAKE + EUROPE + TIGERTAILZ


23 luglio 2008 – Piazzola sul Brenta


I CD non si vendono, le band sono costrette a suonare ovunque per guadagnare qualcosa ed ecco che anche Piazzola sul Brenta può permettersi uno show che vent'anni fa si sarebbe tenuto in uno stadio di Milano o della capitale. Location spettacolare, la piazza del paese di fronte alla celeberrima Villa Contarini: non credo che Whitesnake o Europe abbiano suonato mai in luogo più ameno. Buona affluenza di pubblico, i soliti noti ma anche facce nuove con cui parlerò solo tra dieci anni, quando accerterò che la loro è vera passione. Prezzo del biglietto francamente esagerato, 45 euro, che certo non vengono ricompensati dalla pur suggestiva cornice. Ma tant'è, chi non voleva spenderli se ne è rimasto a casa.

Appena entrati una emittente televisiva locale pensa bene di farmi qualche domanda. E quindi avanti con giovane intervistatrice che mi fa capire di avermi scelto per il mio cappello da cowboy. Ma le veline devono intervistare le veline, non i Metallari: essendomi destreggiato alla grande davanti alla videocamera mi taglieranno di sicuro, privilegiando qualche altro intervistato meno esuberante e più ubriaco.

Passiamo ai gruppi, prima che qualcuno si faccia male.

Tigertailz. Sono i meno forniti di denaro, infatti hanno dovuto risparmiare sulle parrucche, che sfigurano a confronto di quelle degli altri due gruppi più blasonati. Hanno: divertito, eseguito la loro hit “Love Bomb Baby”, ricordato il defunto bassista Pepsi Tate (sostituito da un culturista tatuato), sfoggiato una corista dalle movenze estremamente impacciate, suonato “Ace of Spades” (lezione per il futuro... se vuoi fare il ruffiano a ingraziarti il pubblico di Whitesnake/Europe, sconsiglio di puntare su cover dei Motorhead), reso felici quei 2-3 fanatici che li adorano e quindi tutti a casa. Suono scadente, peccato.

Europe. Consci che le parrucche dei Whitesnake sono imbattibili in quanto a lunghezza, optano per dei parrucchini dal taglio alle spalle, molto cool e spendibili in società. Gli Europe sono sempre stati dei bravi ragazzi, non si sono devastati di droghe negli anni '80 e oggi sono dei quarantenni che dimostrano 30 anni. Certo, Norum è imbolsito e intristito (uguale a Tolkki degli Stratovarius, credeteci), Tempest sembra sempre un bimbo e il suo dentista ha fatto uno splendido lavoro di manutenzione, Ian Haugland è il più grosso e personaggio del gruppo e Michaeli ha le stesse occhiaie di 20 anni fa: il figo della band diventa quindi John Leven, che se si presentasse a Uomini&Donne li metterebbe tutti in riga. La musica? I classici sono indiscutibili, le canzoni nuove dal vivo piacciono ma sinceramente non le conosce nessuno. La band è compatta, Tempest si da gestire bene e “The Final Countdown” mi riporta a un'era in cui ero piccolo e ingenuo, mi interessavano solo i Masters e la Girella... che si vuole di più?

Whitesnake. Non esistono al mondo parrucche più calibrate e fluenti di quelle dei Whitesnake. Tutti i musicisti sono fenomenali, i suoni sono puliti e nitidi, la band non sbaglia niente, i cori sono da stratosfera. L'unico punto dolente è quello che da sempre è stato il cavallo di battaglia del Serpente Bianco: la voce di Coverdale. I pezzi più tirati (quelli del periodo “americano”) vengono strillati da una cornacchia con parrucca bionda che si spaccia per l'ex singer dei Deep Purple. Per fortuna il titolare rientra in possesso delle sue facoltà con qualche lento e qualche blues che fanno intuire quale dovrebbe essere la sua vera dimensione a quasi 60 anni. Lunghi assoli per celebrare l'arroganza del pettoruto Doug Aldritch e di un Reb Beach defilato ma indispensabile (e necessari per far rifiatare il singer). I bis sono “Still of the Night” e “Burn”, due capolavori da evitare come la peste se la voce non c'è, ma Coverdale non rinuncia alle sue hit (i soliti calvi che conoscono unicamente Led Zeppelin e Deep Purple avevano speso i soldi del biglietto solo per “Burn”): così si chiude lo show con altri dieci minuti di latrati. In “Still of the Night” salta fuori anche Tempest a fare i cori, suggestivo vedere i due cantare insieme ma l'economia del pezzo non è cambiata molto. Detto questo, il carisma di Coverdale e il suo “sguardo che ingravida” sono rimasti intatti, rimane un esempio da venerare per tutti coloro che sul palco vogliono spettacolo.

Cala il sipario. Per la recensione delle puttanate sparate durante tutto il pomeriggio e la serata dovrete attendere. Oppure decidervi a muovere il culo e venire a vedere i concerti che vi segnalo.


martedì 22 luglio 2008

Pout-Pourri



  1. Domani Whitesnake + Europe + Tigertailz. Il gruppo del Serpente Bianco l'ho visto a Wacken nel 2006 e ha fatto un signor show, in pieno stile anni '80, con tanto di donne urlanti in prima fila; pare che anche il nuovo album della band non sia niente male, vedremo. Ho testato l'invidiabile forma degli Europe a Pordenone 2-3 anni fa e sono rimasto impressionato dal vigore e dalla freschezza degli svedesi, che hanno smesso di invecchiare nel 1992 (a parte Mic Michaeli, che obeso era e obeso resta): spero trascurino l'ultimo album, davvero irrilevante e indegno del loro spessore artistico. I Tigertailz non li ho mai visti, ma Walter garantisce sulla loro esplosività (affermazione da prendere con le molle, lo Scandinavo di Chioggia/Vigonovo esalterebbe anche un disco di Natale dei Tigertailz... venvia!). Ho già scritto la recensione PRIMA del concerto, tanto so cosa aspettarmi. Per l'elenco dei fenomeni da baraccone che incontrerò, invece, dovrete attendere qualche giorno.
  2. I negozi di CD/LP/ecc. stanno chiudendo anche qui. A Treviso ne sono rimasti 3: uno che lavora, un secondo è superspecializzato e quindi campa coi fanatici mentre un terzo è chiaramente una copertura per qualche associazione a delinquere, visto che è sempre vuoto e l'album più recente è del 2004. L'unico che regge lo fa grazie ai CD in offerta: gli album appena usciti fluttuano tra i 16 e i 20 euro (anche di più per le edizioni speciali), ma dopo circa 7-8 mesi si trovano a metà prezzo. Ormai ho l'abitudine di andare in negozio ogni settimana e portarmi via un paio di CD per poco più di 10 euro: es., Vixen omonimo 6 euro, Turisas "The Varangian Way" (special edition del 2008!!!) a 8 euro, Impellitteri "Stand in Line" 6 euro. Il mercato è in crisi nera, non si vende niente, ma in parte credo di averne beneficiato: a me piace sempre avere gli originali e adesso posso averli a prezzi stracciati e nuovi di zecca, senza dovermi affidare al mercato dell'usato (che non mi ha mai fregato, a dire la verità). Finchè dura, me la godo!
  3. Sto sistemando la mia collezione di CD. Una delle attività più appaganti della storia. Ho riscoperto roba che nemmeno mi ricordavo di avere e ho rivalutato album finiti nel mio dimenticatoio. Es., Adriangale "Re-Program" è veramente godibile. D'altra parte, certi altri non riescono a convincermi, come i Tyketto di "Strenght in Numbers" e i Missa Mercuria (anonimo progetto dei soliti PinkCream69/VandenPlas/DCCooper ecc.). E quanto devastanti sono i Running Wild?!
  4. Qui piove quasi ogni giorno. Sembra di essere in Scozia. Per fortuna quando c'è il sole fa caldo, altrimenti pianificherei di abbandonare questa pianura paludosa piena di zanzare carnivore. 
  5. Ultimamente mi è capitato di rivedere nello stesso giorno due mie nemesi. Per il significato della parola, vi rimando a "The Snatch" o a un vocabolario. Comunque, questi due soggetti (che non si conoscono) sono le mie nemesi musicali: mentre io possiedo solo CD capolavori, essi hanno più o meno la medesima quantità di album ma fanno tutti cagare. Peccato che siano veramente dei bravi ragazzi, dovrei prenderli a scarpate. Non per loro, ma per la quantità di giovani menti che potrebbero influenzare negativamente. 
  6. In collegamento con il numero 5, riprendo il quesito posto da Ganesh qualche anno fa: "Quali sono i gruppi (o solisti) che non hanno mai fatto una canzone bella?". Cerchiamo di restare in ambito rock (nel senso più ampio del termine, altrimenti mi tirate fuori qualche DJ di musica house e buonanotte). Io ho ben 5 gruppi italiani e uno americano: ITA - Bluvertigo, Subsonica, Verdena, Linea77 e Prozac+; USA - Deftones. All'attacco, signori miei...

lunedì 30 giugno 2008

Post per arrivare a 3 nel mese di giugno


Qualche recensione a ruota libera, di film vecchi e nuovi.


Il Petroliere (2008). Uno dei migliori film recenti. Un'epopea americana a largo respiro, mai un cedimento né una concessione al melenso. Daniel Day Lewis (nella parte del petroliere Daniel Plainview) è spettacolare e di una superbia luciferina, una prova da applausi a scena aperta. Soprattutto nella conclusione, dove si scatena insolente e impenitente nell'umiliazione dei suoi avversari: se si dovesse dare un volto all'angelo ribelle che sfidò Dio, il volto è quello del Daniel Plainview di Lewis. Il personaggio è uguale al ferocissimo villain di “Gangs of New York”, dimostrazione che la carogna gli viene proprio bene. Attore che si riscatta quindi dal peccato originale di aver girato un polpettone indigeribile come “L'Ultimo dei Mohicani” (emozioni da fast-food per Titanic-dipendenti).


Il Mercante di Pietre (2006). Film italiano con Harvey Keitel, Jordi Mollà (il magistrale Filippo II di Spagna nel nuovo “Elizabeth”, ma fa anche lo spacciatore in “Blow”) e F. Murray Abraham (l'attore americano più amato dai registi italiani... ma questo lavora solo da noi?). In due parole, una vergogna. Le intenzioni: film sugli attentati dell'Islam estremista, legando il tutto con una regia ultramoderna, molto “americana”. I risultati: film dalla trama ridicola, in cui la questione dello scontro religioso viene ridotta a una serie di proclami in stile Borghezio-Fiore e la regia indugia in soluzioni da videoclip che NULLA hanno a che vedere col resto. Capirei se fosse un action-movie, ma qui il massimo dell'azione sono i rapporti sessuali di Harvey Keitel. Che certamente non attirano il curioso. La star del film, proprio Keitel, è una sopravvalutata faccia di legno, rugoso e monoespressivo, che deve la sua fortuna a qualche film nei quali aveva ruoli di secondo-terzo piano (“Taxi Driver”, “Le iene” e “Pulp Fiction”) e ad un masturbatorio esercizio di stile (“Lezioni di Piano”, ce lo ricordiamo perché aveva il culo fuori... vedi te...). So che in certi ambienti filo-governativi quest'opera viene elogiata per il coraggio con cui affronta tematiche spinose da un punto di vista inconsueto (almeno per l'Italia), ma vorrei ricordare che le cose, oltre ad avere il coraggio di dirle, bisogna dirle bene. La critica cinematografica, covo di divoratori di infanti, l'ha fatto a brandelli: è come sparare sulla Croce Rossa, ma per una volta sto con loro.

Occhio, compare anche Lucilla Agosti, che a molti non dirà nulla e forse è meglio così.


Lady in the Water (2006). Ignoranti consumatori di mortadella, voi quando andate al cinema preferite spegnere il cervello e criticare i film che hanno più di mezzo livello di interpretazione. Shyamalan (regista de “Il sesto senso”, penso che possa bastare) non fa film facili ed è per quello che la massa bovina che li vede si sente in dovere di denigrarli. Ma l'indiano è un genio e per fortuna non ascolta mai le critiche e fa quello che gli pare. Già con “The Village” aveva girato una mirabile opera sulla mitopoiesi e se ne sono resi conto 4 in tutto il mondo (quelli che sono venuti a vederlo con me, e crepi anche l'umiltà). “Lady in the Water” è una bella favola, certo, ma considerarla solo così sarebbe come dire che “The Crimson Idol” è un bel disco. Per mia fortuna, si parla anche d'altro: della comunicazione tra le persone (e della incomunicabilità), di noi che cerchiamo uno scopo nella vita ma mai ne siamo sicuri, di amore e di amicizia, Shyamalan parla di tante cose ma un po' bisognerebbe impegnarsi a leggere tra le righe. Sennò uno può sempre andare a vedersi Muccino o Ridley Scott. Questo ovviamente non vale solo per “Lady in the Water” ma per tutti i film di questo regista, che meriterebbe molta più considerazione dal pubblico, ma che sicuramente non perde il sonno se una massa di villanzoni si adirano al Cinecity. Inciso: ci recita Paul Giamatti... è il migliore attore che abbia visto in giro di recente, non sbaglia un film e se anche lo sbaglia ne viene fuori sempre alla grande.


venerdì 20 giugno 2008

VINNIE VINCENT INVASION - "That Time of Year"

Ecco la canzone che mi distruggerà per tutta l'estate. 
Anno 1986, il talentuoso e scalcinato chiarrista Vinnie Vincent ha mollato i Kiss (dopo "Lick It Up", 1983) e lancia il suo progetto solista. Primo album di Hard Rock scoppiettante, con Robert Fleischmann alla voce: ottimo, ma troppo "bravo ragazzo" per quello che Vinnie ha in mente. Per il secondo album Vinnie mescola un pò le carte. Assolda il vocalist Mark Slaughter, che nel video qui sotto sembra un liceale ma che si muove con l'arroganza del navigato filibustiere. Dana Strum al basso, il babbeo più disperato del music business, ma la folta chioma lo ha salvato almeno fino a metà anni '90. Mr Muscolo Bob Rock alla devastazione delle pelli (segnarsi il nome, ha suonato solo in album capolavori e ha scolpito il suo fisico statuario esclusivamente con proteine vegetali... monastico). L'album vive sulla sagacia di un chitarrista che compone canzoni affilate come il rasoio di un barbiere di Al Capone, ma che al momento giusto sa piazzare la zampata melodica. Seta e Acciaio!
L'anno è il 1988. L'album è "All Systems Go". La canzone è "That Time of Year". Io credo che per 4.34 minuti il mondo possa fermarsi ad ascoltare...

martedì 10 giugno 2008

Incipit MAESTOSO



In principio era il Verbo e il verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio. Questo era in principio presso Dio e compito del monaco fedele sarebbe ripetere ogni giorno con salmodiante umiltà l'unico immodificabile evento di cui si possa asserire l'incontrovertibile verità. Ma videmus nunc per speculum et in aenigmate e la verità, prima che faccia a faccia, si manifesta a tratti (ahi, quanto illeggibili) nell'errore del mondo, così che dobbiamo compitarne i fedeli segnacoli, anche là dove ci appaiono oscuri e quasi intessuti di una volontà del tutto intesa al male.

Inizia così una delle opere più mirabili del secolo passato. Opera profonda, ricca di significato, che ancora oggi ama rileggere con sorprendente frequenza. Un plauso a chi riuscirà a individuarla.

A breve nuove aggiornamenti su questo blog, ora che il lavoro è diminuito (come pure il denaro, ma come faccio a parlare di pecunia con un incipit del genere..???).

giovedì 15 maggio 2008

Ecco una delle proposte di tesina che mi è giunta dai lemming

oro!! grazie mille...domani mi metto...xò faccio una cs ke riguarda sl qll materia...x il prox anno pensavo qlk tipo il d day tt qll ke lo precede l'importanza dell'aviazione x preparare lo sbarco i paracadutisti ecc cose le lei ben saprà e qlk citazione di Winston Churchill x darghe el contentin a quea de inglese se parla dei ferri da stiro ke c'erano allora in aria basi di aerotecnica navigazione traffico xkè nasce il mayday in quei giorni ke oggi è standar cm frase ecc me par cicciotto no?

lunedì 12 maggio 2008

Qui si ride dalla disperazione...


Ho visto un filmaccio osceno.

"La casa dalle finestre che ridono", un thriller-horror del 1976 di Pupi Avati. Basso budget ed esaltazioni della critica perché rappresenterebbe il trionfo delle idee che emergono anche e soprattutto grazie alla povertà di mezzi. "Conta l'ambientazione, importanti sono i particolari" e baggianate del genere.

La verità è che si tratta di uno dei film più scombinati che abbia mai visto, roba alla Dario Argento (responsabile del PEGGIOR FILM di tutti i tempi, "Il Fantasma dell'Opera").

La cosa migliore è l'ambientazione, un paesino della Pianura Padana all'inizio degli anni Sessanta. L'atmosfera provinciale piace, sembra "Amarcord" di Fellini. 

Poi iniziano i guai, praticamente appena i personaggi entrano in scena. Questi sono volutamente grotteschi: ci sono le vecchie pazze e il prete sornione, lo scemo del villaggio, il nano e l'ubriacone, tutto lo zoo umano che serve per ridere e inquietare. Ovviamente si tratta di caratteri bidimensionali, che nascondono TUTTI qualcosa e ciò balza all'occhio da subito. Solo un minus habens come il protagonista (interpretato da tale Lino Capolicchio, sguardo stolido ed espressivo come un calzascarpe) può andare avanti per l'intera vicenda a non capire niente di quello che sta succedendo. Tra l'altro il ritmo generale è talmente lento che Stefano (questo è il nome del nostro eroe) potrebbe girare un altro film tra una scena e l'altra. Veramente, questo stordito vive probabilmente in un paradiso artificiale creato dalla migliore bamba del Perù, perché se sai che in casa (dove vivi con una vecchia paralitica che canta canzoni in portoghese) c'è un assassino cosa dici alla tua amata che ha paura nel cuore della notte? Ovviamente: "Io vado un attimo in paese (a 2 ore di strada, ndr), tu vai a letto e dormi!". Ditemi se uno così non merita di venire giustiziato...

La trama evito di riassumerla. Lo svolgimento segue una logica quantomeno improbabile, per cui si arriva al gran finale (che tutti lodano, a me è sembrata una presa per il culo) solo grazie all'idiozia di tutti i personaggi, che fanno a gara a chi dice più stupidate e a chi fa la scelta più sconsiderata. 

Se lo sceneggiatore avesse avuto un minimo di considerazione per l'intelligenza del pubblico, avrebbe lasciato che i personaggi si ammazzassero da soli. Sarebbe stato uno snodo assolutamente logico, viste le limitate capacità intellettive dimostrate in tutto il film da Stefano (che quando bacia l'amata ho lo stesso sguardo di quando viene accoltellato) e compagnia. A volte gli attori si scambiano occhiate di intesa (forse lo sceneggiatore si era preso una pausa di riflessione), ma la loro scarsa attitudine all'arte della recitazione dona attimi di involontaria comicità. Avati piazza anche un paio di scene di triste contenuto erotico, che non c'entrano nulla con la trama e che quindi sono perfettamente coerenti con il disastro.

Qualcosa di interessante c'è, ma non lo cito perché è molto meglio parlare male, la gente si interessa di più. Risate garantite se decidete di vederlo con amici dalla battuta pronta.

Film inutile: seri dubbi sulla validità del tanto decantato filone horror-thriller italiano anni '70.

martedì 6 maggio 2008

In lettura, giusto per passare il tempo


Buffoni! Negati! Guardate cosa leggo io!!!


Dire la verità, di Mario Ruggenini. 
Esimio docente di Filosofia Teoretica all'Università di Venezia, parla meglio di come scrive. Purtroppo, per il suo esame bisogna studiarsi non solo questo groviglio di inestricabili sentenze, ma anche il secondo assurdo ginepraio di periodi incomprensibili (intitolato I Fenomeni e le Parole, per chi soffrisse della sindrome di Tafazzi). Suppongo che il docente in questione sia in grado di rendere le sue posizioni filosofiche inattaccabili da critiche, giacchè nessuno ha ancora compreso in cosa consistano queste posizioni.


Meditazioni metafisiche, di Cartesio. 
Pur essendo un filosofo, Cartesio mi risulta assai simpatico perché utilizza il linguaggio per una delle sue finalità principali: farsi capire. Lettura non consigliata, a meno che non si debba preparare esami universitari. Ma se foste costretti, sappiate che tra i molti lazzaroni che popolano lo zoo filosofico, Cartesio si fa volere bene per la sua chiarezza espositiva.

venerdì 2 maggio 2008

Stasera


Giro in moto a caccia del Rock'n'Roll in quel di Noale. Non è l'equivalente di Los Angeles, ma in questo disastrato NordEst antirock è il meglio che ci si possa permettere. Questo ci salverà da una serata di alcolismo in centro: la funzione sociale del Rock. Il Rock salva... lasciate che la Luce discenda su di voi!

OUTLAW STARS

Con tutte le incertezze che tale band può scatenare. Suoneranno? Sfileranno? Faranno a botte? Giureranno che questa è la migliore formazione della band in assoluto e quindi si scioglieranno per una discussione su dove andare in campeggio questa estate? Tutto può succedere negli OutlawStars, è come la WWE con meno fisico ma più coltellate. Prepariamoci a tutto, sento che qualcosa è nell'aria...

PS. Non c'entra nulla, ma ho ricevuto un promo da una band di cui non faccio il nome. Materiale interessante, sarà il caso di buttare giù qualche riga. State sintonizzati, QUI si fa la storia, anche se si parla solo di facezie! Da notare come in tre righe passo dalla pacatezza rassicurante del savio recensore a toni trionfal-apocalittici buoni per una riunione alla HB di Monaco negli anni Venti (questa è per TE, che di Storia ne sai). Se mi regolo meglio sui ritmi, mi dò al ghost-writing per qualche dittatore.

domenica 27 aprile 2008

NEANDERTHAL RUGBY

rugby giff 


Da un pò gioco a Rugby con questa squadra di disgraziati. Rugby Amatoriale, il che suggerisce bassa professionalità e tasso di infortuni pari a quello di un team della NFL. Cose che comunque stanno migliorando... 
In effetti sarebbe una squadra di Rugby Educativo: non esiste il placcaggio, per fermare l'uomo basta toccarlo. Poi ci sono altre regole che ovviamente nessuno si è preso la briga di imparare, me incluso. Dopo qualche mese con una media di 2 infortunati ad allenamento, ci siamo decisi a suddividere le sedute in tre fasi: 1. preparazione atletica (sofferenza per gente che di solito solleva stinchi e cotechini); 2. partita di Rugby Educativo (per cercare di ricordare le regole... da notare che la memoria di un Rugbysta medio ha un'autonomia di 2-3 minuti, poi torna a picchiare); 3. birra.
Siamo alla ricerca di giocatori. Non conta il fisico, se vedeste come siamo presi noi giocatori della formazione attuale ci scambiereste per un team di briscola. Non conta aver giocato o conoscere le regole, si può partire da zero e imparare in poco tempo a correre dritti, lanciare insulti al cielo e bere birra. Per inciso, ci si allena a Villorba il giovedì sera e il sabato pomeriggio: c'è il campo, ci sono gli spogliatoi, ci sono i palloni ovali e tanta obesità. Il luogo ideale per passare ore felici.
Abbiamo in programma alcuni tornei tra maggio e giugno. Niente di impegnativo, si tratta di fare qualche partita e poi tentare il tutto per tutto nel terzo tempo.
Spargete la voce tra tutti coloro che potrebbero essere interessati a unirsi alla squadra nella sua missione: magnar, bevar e tirar pestoni!

mercoledì 23 aprile 2008

Schedule

schedule
  • Risveglio. Nebbia. Ieri, pioggia. Oggi, nebbia. A saperlo prima, nascevo scozzese: il tempo atmosferico è lo stesso, ma almeno hanno l'inno nazionale clamoroso.
  • Mattinata a lezione a Venezia. Corso di Filosofia del Linguaggio. Docente simpaticone, buona mimica facciale, apparente disponibilità che nasconde chiaramente l'inghippo. Manifesta interesse per la pasta&fagioli.
  • Fuga dal corso alle ore 13 per prendere il treno e andare a lavorare. Corsetta lungo le calli mangiando panini integrali con prosciutto cotto. Buon ritmo, ce la faccio in meno di 15 minuti. Sudata appiccicosa, grado nella scala sociale: meglio di un macaco, peggio di una bertuccia. Addormentamento in treno: ci ho provato a leggere, ma dopo aver guardato per 10 minuti la stessa riga ho ceduto.
  • Pomeriggio di corsi di recupero a scuola. Due ore di lezione sulla storia di Roma. Momento più basso: "Prof, ma all'epoca di Roma ci si drogava?". Momento più alto: nessuno.
  • Palestra. Nessuna prestazione incisiva, ma nuove canzoni caricate nel lettore mp3. Segnalo HEAVEN'S EDGE "Omonimo" (HardRock/AOR, cromature diffuse, riff arcigni, melodie ficcanti) e CAGE "Hell Destroyer" (tipo i Judas Priest, ma cristiani incazzati con Satana!).
  • Correzione compiti di italiano. Calano le tenebre sul futuro di questo Paese.
  • Studio di Filosofia Teoretica. In realtà una copertura per sfuggire alla mia coscienza. Non riesco a capire nemmeno 2 righe di quello che scrive il docente. Riprovo domani, la notte porta consiglio.
  • D&D. Tra una mezz'ora. Si toccheranno vette mai raggiunte, spero.

lunedì 21 aprile 2008


DARE, "Calm Before The Storm" (1998)
Non per tutti
e proprio per questo

capolavoro

venerdì 18 aprile 2008

Per i lemming senza senso dell'orientamento



TRACCIA 1: ITALIANO
Giuseppe Parini. Presenta il personaggio e analizzane le tematiche attraverso l'esame delle sue opere.

TRACCIA 2: STORIA
La Rivoluzione Francese.
Analizza le cause che portarono allo scoppio della Rivoluzione in Francia. Fai attenzione a delineare con esattezza il contesto sociale, economico e politico.

TRACCIA 3: ATTUALITA'
Gli italiani hanno votato per eleggere la nuova Camera dei Deputati e il nuovo Senato della Repubblica. Vincono Berlusconi e Bossi, buon risultato del Pd di Veltroni, tiene l'Udc di Casini, scompare la sinistra radicale.
Che cosa ti aspetti a questo punto?

Sondaggio di www.libero.it (on-line da lunedì 14.04.2008)

Rispondi alla domanda del sondaggio e commenta in generale questa campagna elettorale.
Ulteriori spunti: L'hai trovata interessante? Hai avuto modo di formarti un'idea in ambito politico? Cosa ne pensi della politica italiana? Ecc.

mercoledì 16 aprile 2008

Un Nuovo Ordine Mondiale


Il Sultano è stato eletto.

Il Sultano ringrazia tutti i suoi elettori. Quelli illuminati che hanno permesso la Sua ascesa, ma anche gli elettori ottenebrati che Lo hanno votato ma si sono fatti annullare le schede.

Per quest'ultimi però si procederà a una pubblica fustigazione in Prato della Fiera, perchè la legge dice che quando fai la cosa giusta, devi farla giusta. Poi verranno ricoperti di pece e piume e saranno avviati all'umiliazione pubblica. Così la prossima volta voteranno correttamente.

Tempo tre mesi e il Comune di Treviso sarà mutato in Sultanato di Treviso.

Tutti dovranno servire, ma ci sarà una graduatoria di merito. Alcuni potranno lasciar passare qualche secondo tra l'ordine del Sultano e l'esecuzione dell'ordine, tuttavia sarà prerogativa dei migliori. La massa pecoreccia avrà 0,5 secondi per eseguire e spesso i sudditi saranno chiamati anche ad anticipare i Suoi voleri. Il Sultano così agisce...

Grande onore per chi a giorni alterni riceverà l'incarico di tagliare le unghie del Sultano. Compito delicato e riservato alle elites. Il fallimento comporta la retrocessione alla categoria di "accessorio ludico per il sollazzo delle masse": prevista quindi una carriera di pastore di cinghiali nei Boschi di Fiera (progetto in fase di elaborazione, si cercano famiglie di origine abruzzese per garantire il ripopolamento dei cinghiali in zona Fiera).

Ogni giorno il Sultano si esibirà nel Miracolo della Sparizione del Cibo dal Tavolo della Cucina. Un iniziato dovrà deporre una porzione di cibo sul tavolo della cucina del Sultano. Poi, sotto gli occhi della folla adorante, il Sultano esibirà le Sue abilità di prestigiatore e la Sua rapidità da giaguaro per far sparire il cibo. Ricordiamo che nell'eseguire questo mirabile gesto, il Sultano dimagrisce a vista d'occhio e quindi deve essere nutrito con abbondanti porzioni di Stinco Imperiale.

Tremate, nemici della Regalità.

Il Sultano è giunto! Lunga vita al Sultano!

sabato 12 aprile 2008

Jack Vance, o "Storia di Storie e di Caccia alle Storie"

Rhialto The Marvellous


Jack Vance.
Tutto iniziò con un regalo di compleanno diversi anni fa. Ero meno grosso di oggi, più lazzarone di oggi e Metallaro come oggi. Si trattava di una raccolta di racconti di autori fantasy, più e meno famosi. C’era una novella di George Martin, che di lì a poco sarebbe diventato un fenomeno internazionale grazie alla sua splendida saga “Una Canzone di Ghiaccio e Fuoco”. Ma non fu lui ad attirare la mia attenzione.
In quel volume erano contenuti invece due gioielli di autori a me ignoti. Uno era l’eccelso Fritz Leiber, col suo “La maledizione delle piccole cose e delle stelle”. Capolavoro già dal titolo. Tuttavia non è di Leiber che devo parlare.
L’altro racconto era “Flutic” di Jack Vance. Mai sentito nominare dal sottoscritto all’epoca. Eppure non ero un novellino, nell’antologia figuravano nomi a me ben noti come Dunsany, Howard, Ashton Smith, Sprague de Camp (tutti conosciuti grazie ai loro collegamenti col maestro Lovecraft) e ancora Moorcock e Zelazny.
Vance era un nome che non mi diceva nulla.
Che errore…
“Flutic” non dura nemmeno 40 pagine. Un’avventura picaresca il cui protagonista, Cugel l’Astuto, viveva delle improbabili peripezie in un mondo paradossale ed esotico. Al di là dell’originalità della sceneggiatura, fu lo stile di scrittura di Vance a colpirmi. Ricco senza risultare ampolloso, perfetto nel ritmo, ridondante di termini esotici e ricercati ma allo stesso tempo leggiadro.
Nessuno scrive come Vance. E nessuno cerca di imitarlo, giacché è uno stile unico, padroneggiabile esclusivamente dall’autore originale.
Ma ero giovane e stolto. Pur essendo rimasto colpito profondamente dal racconto, non mi dedicai a cercare ulteriori informazioni sul misterioso artista. Anche perché il racconto lo lessi durante la famigerata trasferta a Praga. Un viaggio di cui ormai tutti sanno tutto e quindi possono capire che fossi distratto da ben altre questioni. Ma voi che ne sapete di quel viaggio a Praga…
Per qualche tempo il mio rapporto con Vance rimase limitato a “Flutic”. Un giorno, leggendo un vecchio numero di una rivista per giocatori di ruolo, una di quella da “prima ondata” a metà anni ’90 e conservatasi chissà come sotto una catasta di MetalHammer d’annata, mi capitò di scovare qualche recensione di romanzi fantasy. Fu così che scoprii il mirabolante Pratchett, ma questa è un’altra storia e comunque il suo capolavoro “Il colore della magia” lo presi anni dopo. Mi colpì invece l’entusiastica recensione di “Lyonesse” di Jack Vance. Ed ecco saltare fuori di nuovo quel nome misterioso…
All’epoca non avevo internet, quindi non era facile trovare informazioni. E infatti non ne trovai. Eppure, qualche tempo dopo, vagando per una libreria di Treviso, mi imbattei proprio in una copia di “Lyonesse”. Lo presi al volo e lo divorai in pochissimo tempo, giungendo a una serie di conclusioni:
* Era il meglio che avessi letto da tempo (diciamo da Tolkien-Dragonlance), meglio anche di Moorcock;
* Vance si merita in pieno l’appellativo di “Creatore di Mondi”;
* “Lyonesse” era solo il primo romanzo di una trilogia… avevo comprato una ristampa nuova di zecca, quindi c’era da sperare che a breve sarebbero usciti anche gli altri due libri…
E invece così non fu. La casa editrice non ristampò mai “La Perla Verde” e “Madouc”, i tasselli mancanti della trilogia.
Non mi restava che la via delle fiere del libro. Strada insidiosa, infestata da collezionisti (noti predatori privi di scrupoli). Venni a sapere che la trilogia aveva avuto una precedente edizione italiana, ovviamente esaurita: restava solo la via dell’usato. Essendo uno studentello squattrinato che già doveva comprarsi tutti i capolavori del Metal e i libri per l’università, arrivò il giorno in cui persi una gloriosa occasione…
Luogo: Fiera del Tempo Libero a Padova. Attività: acquisto dei Capolavori del Metal/Hard Rock. Ero un fiume in piena, a novembre mi stavo sputtanando il bilancio dell’anno seguente. Ma la Fiera traboccava di tesori e io dovevo riempire i miei forzieri. Poco prima di andarmene carico di gloria e povero come un flagellante del XIV secolo decisi di fare un giro per le bancarelle dei libri usati. Mi soffermai presso lo stand di un panciuto&canuto signore dalla cadenza mestrina. Sembrava il classico oste da taverna medievale. A parte la parlata mestrina. Quella lo declassava a scaricatore di porto. Ebbene, il panciuto aveva una copia usata di “Madouc”, il terzo libro della trilogia. E io? Io pensai questo… “Ho speso l’impossibile, ho venduto un rene, domani comincio a spacciare per recuperare il denaro, NON MI POSSO PERMETTERE QUESTO LIBRO e poi E’ IL TERZO DELLA TRILOGIA E NON LO PRENDO SE NON HO ANCHE IL SECONDO”.
Prendo ufficialmente le distanze da me stesso dopo quelle sparate…
Credevo che avrei ritrovato il canuto a qualche altra fiera, oppure che avrei potuto scovarlo nel suo negozio a Mestre. Tuttavia alla fiera successiva l’oste mi disse che aveva chiuso il negozio e che lo avrei trovato solo alle fiere. Non aveva più “Madouc”, ma mi disse che poteva procurarselo nuovamente, insieme alla “Perla Verde”: per convincerlo che non ero un miserabile, gli comprai tre libri al volo e me ne andai carico di speranze.
Non l’ho più visto a nessuna fiera.
Sparito.
Gli astri mi avevano dannato, era chiaro.
Passò altro tempo, abbastanza per farmi gonfiare il fegato a causa delle occasioni perdute. Ormai avevo internet e SAPEVO che Vance era considerato un Maestro del fantasy e della fantascienza in tutto il mondo. In Italia aveva un seguito di nicchia ma fanatico all’eccesso e ogni suo libro (nuovo o ristampato) andava subito a ruba. Inoltre in Italia era stato pubblicato da innumerevoli case editrici, generando una magmatica confusione sulle uscite. Del resto Vance spazia dal romanzo al racconto breve e anche la sua bibliografia originale è un guazzabuglio di pubblicazioni. La strada si faceva ardua…
Il Dio delle Seconde Possibilità volle però di posare su di me il suo sguardo benevolo. Machiavelli dice che la fortuna può essere soggiogata grazie all’animo impetuoso, e impetuosamente io decisi di visitare HOBBITON, la manifestazione dedicata a Tolkien, che si teneva all’epoca a San Daniele del Friuli, nella Terra Priva di Accise sulla Benzina. Mentre gironzolavo garrulo e ignaro, il mio sguardo si posò su una bancarella spoglia, con pochi libri usati di argomento medieval-magico-fascista-massone. E tra quelli… “La Perla Verde”! Vista annebbiata, battito sempre più lento, calo vertiginoso di zuccheri… portafogli vuoto… dilemma: mangiare o non mangiare?!?... mi guardai intorno di sottecchi: nessuno aveva visto, nessuno sapeva… spesi e fuggii verso Treviso.
Gioia delle gioie, il secondo libro della trilogia. Bello, bellissimo. Una lettura che centellinai per settimane, conscio che la conclusione avrebbe recato con sé una cappa di tristezza sul mondo intero. Croce e delizia, perché mancava il terzo volume. E infatti passò ancora molto tempo…
Le peripezie professionali di un laureato in materie umanistiche andrebbero narrate in un apposito ciclo di romanzi alla Balzac. Ma questo non è il luogo. Si sappia solo che, ancora oggi non ricordo bene come, finii per lavorare nell’Ufficio Marketing di una società che organizzava eventi sportivi. Abile nella parlantina, ottenni a lungo di evitare la fotocopiatrice. Solevo quindi passare la mia giornata lavorativa navigando su internet. A forza di cazzeggiare, presi a frequentare un noto sito italiano dedito al fantasy e ciò mi fece tornare la voglia di mettermi a caccia. Passai quindi a frequentare un negozio on-line dedito al commercio di libri fantasy, nuovi e usati. Sarebbe meglio dire “spaccio” di libri, visto che l’ambiente dei volumi usati è simile a quello delle sette iniziatiche.
Insomma, una mattina cercavo sul sito-spaccio delle occasioni tra l’usato e scovai l’offerta “Trilogia di Lyonesse, 3 libri non acquistabili separatamente, prezzaccio da dissanguamento, DISPONIBILE IN COPIA UNICA”. Signori, nel tempo in cui adesso ho scritto la frase tra virgolette, quel giorno io mi sono iscritto al sito, ho fatto l’ordine, ho pagato con carta di credito non mia e ho fissato le ferie per il giorno della consegna.
Quando arrivò il pacco mi sentii come Parsifal che riceveva il Santo Graal (via pacco celere). Cacciai la famiglia da casa e mi dedicai alla lettura dell’intera trilogia, daccapo, senza alcun indugio e con una dedizione da samurai. Prego notare che ora possiedo: “Lyonesse” in due edizioni (la traduzione è diversa, roba per fanatici), “La Perla Verde” doppio e “Madouc” copia singola intoccabile e tenuta sotto una teca di vetro elettrificata (in modo che la donna delle pulizie non faccia danni).
Inutile dire che la trilogia fu piena soddisfazione, anzi, fu catarsi.
Sembra la fine, ma non è così.
Perché l’inseguimento alla produzione di Vance continuò nei tempi successivi. Forte di uno stipendio esiguo ma costante, mi dedicai alla caccia al tesoro. Infatti i libri di Vance sono per me come le pepite del Klondike per zio Paperone. Alla Fiera del Fumetto di Pordenone saccheggiai una bancarella che ne esponeva alcuni esemplari: erano di fantascienza, ma non mi interessava. Il gestore era anche un brav’uomo, amava Vance e voleva scambiare quattro parole ma io ero lo liquidai gettandogli addosso il denaro e fuggendo con il bottino. Qualche altra pubblicazione la reperii tramite internet. Ormai avevo deciso, dovevo spendere e, se non si trattava di cifre del tutto improponibili, avrei speso.
Ma tra le tante cose, restava un cruccio. Durante la mia permanenza nell’Ufficio Marketing mi ero anche scaricato alcuni libri di vari autori in formato e-book, giusto per farmi un’idea. Uno di questi era “Rialto il Meraviglioso”, sempre di Vance. Mi bastarono 5 righe per decretarlo capolavoro e lanciarmi all’inseguimento. Tuttavia l’impresa si presentava ardua. Uscito nel 1986 in Italia, non era più stato ristampato. La quotazione su internet per l’usato volava più in alto della Torre di Babele, e alle fiere non si trovava. Se anche si fosse trovato, avrei dovuto farmi largo con le scimitarre per conquistarlo. Continuai a monitorare siti vari nella speranza di cogliere buone notizie, ma niente. Questo fino a qualche giorno fa.
Tornato dalla mia attività di addestratore di scimmiette, diedi una rapida occhiata alle offerte di libri usati su un sito e apparve l’annuncio: “Vance, Rialto il Meraviglioso, COPIA UNICA, prezzo accessibile se sei un petroliere”. Ma in effetti il prezzo era il più basso che avessi mai visto. Lesto come un toporagno mi accaparrai il prezioso volume. Il calcolo sul numero di pasti che avrei dovuto saltare era rimandato a momenti di maggiore lucidità.
Ora l’opera mi è arrivata. Masterpiece, nemmeno c’è bisogno di specificarlo. Tanto che mi stupisco di me stesso: perdo tempo a scrivere queste righe quando potrei esaltarmi a leggere Vance. Eppure, adesso che ce l’ho, non ho fretta. Ci metterò qualche settimana, dedicandogli il tempo necessario per cogliere appieno la maestria dell’autore. Non è cosa per tutti, me ne rendo conto: non consiglio di leggere Vance né di mettersi alla ricerca delle sue opere, quelle vanno lasciate lì dove sono in modo che io le possa scoprire e conquistare.
Volevo scrivere qualche riga, ne è uscito un poema. Il dono della sintesi mi arriverà in tarda età, temo. E quando succederà nessuno sarà in grado di apprezzarlo, perché saremo tutti vecchi e penseremo solo a mangiare e a molestare le badanti. Comunque sia, siete liberi di interrompere la lettura quando volete. Anzi, vi ho fregati, perché se siete arrivati fin qui è troppo tardi per interrompere.
Salute!

giovedì 3 aprile 2008

Quest'uomo...

triple h


...oltre che essere il miglior wrestler della WWE...

...è anche la mia versione iper-steroidata, con in più 30 kg di muscoli e qualche anno di abbronzatura. Ma vi rendete conto di quanti polli e quanti tonni si mangia questo a colazione? In ogni pollaio ci sono le sue foto segnaletiche!!!
E pensare che se non sta attento si strappa il muscolo solo facendo un paio di gradini, a causa dell'eccesso di massa muscolare. Qualche anno fa, dopo l'ennesimo infortunio, si è ripresentato sul ring con almeno 10 kg in più di muscoli, pieno di steroidi come una nuotatrice della Germania Est e con la stessa mobilità di un novantenne. Ci ha messo 3 anni a capire che non poteva combattere in quelle condizioni, quindi ha fatto calare la massa, si è fatto crescere un pò di panza e ha ripreso a lottare con dignità. Aggiungiamo che ha anche sposato la figlia del proprietario della WWE, quindi fa un pò quello che gli pare. Eppure, al giorno d'oggi, a 38 anni, Triple H è ancora il numero uno.
PS. Domenica c'è il concerto-evento dell'anno... viene a vederlo gente che voi neanche vi immaginate. State a casa, che è meglio. Meno siamo e più gloria ci sarà. Alle Termopili erano solo 300...

mercoledì 2 aprile 2008

Programma settimanale

throwin up the horns!


Mio blog, affari miei

Ecco il programma serale della settimana:

MERCOLEDI' 2: mirabolanti avventure di Caccia al Drago (ma che ne sapete voi della Caccia al Drago?!?)
GIOVEDI' 3: allenamento di Rugby (lo sport Heavy Metal)
VENERDI' 4: dubbio, mistero, sorpresa...
SABATO 5: concerto di musica sacra medievale al Tempio di Ormelle (TV) [+ OutlawStars al Big Boy di Biancade, ma solo se resta tempo]
DOMENICA 6: evento dell'anno

Da lunedì il mondo sarà cambiato, quindi non mi prendo impegni

martedì 1 aprile 2008

Concerto dell'anno?

DOMENICA 6 aprile
al LUCILLE (VR)

Concerto Hard Rock dell'anno.

Ne sono sicuro al 100%. Tanto che l'Asse Treviso-Vigonovo ha dispiegato tutti i propri mezzi per promuovere l'evento. Quindi, se non avete ricevuto nulla (mail, sms, telefonata, lettera, telegramma, segnali di fumo, piccioni viaggiatori, postini nani, ...) vuol dire che non siete stati considerati degni. Stavolta vincerà l'arroganza, solo i migliori possono accedere all'Olimpo!
Qualora veniate a sapere dell'evento solo leggendo questo blog, necessitano alcune operazioni:
  1. Nel vostro Curriculum Vitae (Formato CEE, che fa pena ma lo usano tutti), alla voce Musica, eliminate il termine ROCK o peggio ancora METAL e sostituitelo con qualunque altro genere musicale.
  2. E' arrivato il momento di tagliarsi i capelli e lasciarsi andare alla calvizie.
  3. Regalate ai bisognosi la vostra discografia, ma prima assicuratevi che sappiano chi suona domenica 6 aprile a Verona.
  4. Cominciate a ripetere 88 volte ogni ora: "Una volta ascoltavo Rock/Metal ma adesso sono cresciuto!"
  5. Non fatevi più vedere da me.

Io non lo dico nemmeno quali sono le band, non metto foto, niente. Chi sa, sa. Gli altri vadano a fare qualche colloquio in azienda, tanto se non ascoltano Rock li prendono di sicuro.

mercoledì 26 marzo 2008

BLIND GUARDIAN

Battalions Of Fear


Follow The Blind


Oggi, deciso a dare il mio ennesimo contributo alla causa del Metal, sono entrato in uno di quei posti dove paghi e ti danno un CD. Molti lettori non ci sono mai stati, ma posso assicurarvi che si trova roba interessante. Certo, quella che scaricate da Internet è gratis, ma vuoi mettere avere l'artwork, i testi, il booklet, ecc.? Per alcuni sarà una vaccata, per me possedere un album significa averlo originale, l'mp3 va bene per farsi un'idea.

INSOMMA, mi sono ri-comprato questi due CD. Ristampe rimasterizzate, con i testi e le bonus tracks. Lavoro lodevole, visto che gli originali hanno una confezione da Terzo Mondo. E poi li ho pagati 6 euro l'uno. Riascoltandoli, devo dire che sono di un'ingenuità disarmante, ma qui sta il loro fascino. I Blind Guardian li hanno registrati a 20 anni, ascoltavano solo Helloween e Iron Maiden, avevano la frangetta e le braghe strette da forca, erano uno di quei gruppi che ci piacevano proprio per questo: erano come noi. Stesso discorso che si faceva per i Metallica anni '80: per il look, per la simpatia, per la musica, sembravano il gruppo dei nostri compagni di classe. Poi i Metallica sono diventati delle comparse di "Carlito's Way". I Blind Guardian invece si sono convinti di essere i Wagner del Metal, insomma, si sono un pò persi per strada. E quindi va bene riascoltare questi due album, per ricordare una band che non suonerà mai più così (per fortuna, erano davvero sempliciotti) e che da lì a poco avrebbe sfornato un capolavoro dopo l'altro... perchè dal 1991 al 1998 i Blind Guardian sono stati IL gruppo Metal.

venerdì 21 marzo 2008

Zuppa



  1. L'altro giorno, scortando alcuni stranieri in giro per Treviso, mi sono reso conto che è una cittadina molto piacevole ed interessante da visitare. Peccato che nel quadro degli spostamenti turistici conti come Roveredo in Piano. Questo sarebbe un settore su cui investire.


  2. Michele Luppi (Mr Pig, Vision Divine, Los Angeles) resta il meglio a livello di voce. E poi gli piace l'A.O.R., trovarne di gente così dotato in Italia e che apprezza i gruppi giusti. Supportare, sennò qui ci becchiamo i Fronte del Vasco fino al giorno del giudizio!


  3. Brava Italia del rugby che batte la Scozia in un match che poteva tranquillamente perdere. Partita brutta e piena di errori, ma almeno siamo riusciti a evitare il cucchiaio di legno. Nota: quando Marcato è passato all'apertura, la gestione del gioco è migliorata in maniera decisiva.


  4. Mens sana in corpore sano. Va bene diventare dei tirannosauri da palestra, ma bisogna anche coltivare anche la passione per le arti, altrimenti ci si imbruttisce. Frase scontata, del resto è sempre bene che qualcuno lo dica. In ultima analisi, imitatemi (e con questo mi assegno il Premio Arroganza per il mese di Marzo).




  5. Ma se Sanremo fa schifo a tutti, perchè riesce ancora a fare delle percentuali di ascolto? A sentire la gente, dovrebbe avere meno audience delle lezioni di fisica alle 3 di notte.


  6. Trevisano, il 13 aprile 2008 un solo nome per la causa del ROCK'N'ROLL: VOTA NOVELLO


  7. Cosa accade negli Outlaw Stars? Chi se ne va sbattendo la porta? Chi torna? Riusciranno i nostri eroi a sconfiggere l'avverso destino e coronare il loro sogno di incidere un album ESCLUSIVAMENTE come scusa per potersi fare un servizio fotografico? A breve VOI LETTORI saprete tutto...

venerdì 14 marzo 2008

Lemming del quarto anno...

Traccia 1: Storia.

La Guerra d’Indipendenza Americana.
Analizza la cause che portarono allo scoppio del conflitto e il successivo svolgimento. Delinea con esattezza il contesto socio-economico e politico.

Traccia 2: Italiano.

Illuminismo.
Fornisci una definizione e un inquadramento storico. Poi analizza i caratteri distintivi dell’Illuminismo, con riferimenti ai vari intellettuali che vi aderirono.


Traccia 3: Attualità.

“I viaggi delle scolaresche vengono annullati da un numero crescente di istituti. Tra camere devastate, fughe pericolose, pigiama party a base di alcol e spinelli, gli insegnanti non se la sentono di accollarsi lo stress e la responsabilità di riportare a casa sani e salvi gli studenti.”
(Panorama, 14/3/2008)
Inquadra il problema ed esprimi le tue opinioni a riguardo.

martedì 26 febbraio 2008

Studentelli!

Queensryche



TREMATE, perchè sto correggendo i vostri temi, ma sto anche e soprattutto ascoltando l'album di sinistra e la consapevolezza che voi non abbiate idea di cosa sia mi spinge a sganciare gravi insufficienze a tutti.
Addio professionalità, addio coerenza di testo, addio lingua italiana... saranno sufficienti solo quelli che mi diranno la tracklist del capolavoro e che mi canteranno l'ultimo pezzo in stile Geoff Tate (anni d'oro)

martedì 12 febbraio 2008

KISS, 13 maggio, Arena di VERONA

kiss


CONFERMATI!

I posti sono a sedere.
I biglietti vanno dai 50 ai 100 euros, a seconda del posizionamento all'interno dell'Arena.
Vengono con l'orchestra.
I KISS sono i KISS.
Sarà una caccia al biglietto, nonostante i prezzi, perchè il fanatico della band è fanatico sul serio, questi ammazzano a coltellate per poter vedere i beniamini. Nel mondo del Rock si è indulgenti se si uccide per i Kiss. Attenzione alle spalle.
Ci sarà anche la band di supporto. Girano voci incontrollata, pare che saranno quelli che hanno il batterista con un braccio solo. Non si possono nominare sennò Ganesh non entra più nel blog: afferma che portano sfiga. Rispettiamo le sue credenze pagane.
E io che faccio? Non ho mai visto i Kiss... Non ho voglia di prendere il biglietto adesso, ma non posso certo permettermi di fare l'italiano che va su all'ultimo minuto. I bagarini li venderanno almeno a 200 euro fuori dall'Arena. Dubbio... e poi, mi tocca vedere i Kiss da seduto? E poi c'è l'orchestra. Dovrò consultare l'Oracolo di Delfi per avere un responso.
Verona è la capitale del ROCK in Italia. Nel giro di un mese ha THE POODLES e KISS. Da panico. Godetevela, veronesi: per la legge del contrappasso avrete 15 anni di cover band di fiasco rossi.

domenica 10 febbraio 2008

ITALIA-INGHILTERRA 19-23

italy rugby


Credo sia lo scarto minimo nelle decennale serie di capitolazioni dell'Italia di fronte al Colosso d'Albione. La peggior Inghilterra degli ultimi 30 anni batte la solita Italia piena di buona volontà ma pasticciona e ottusa al punto da continuare a fare il suo gioco anche quando era ormai palese che non sarebbe andata da nessuna parte. Sia chiaro, le partite vengono impostate sullo 0-0, ma quando vai sotto di due mete per colpe assolutamente tue, si richede la lucidità di cambiare approccio. Cosa che in campo oggi non si è vista. Bravi a rispettare il piano A, ma le partite si portano a casa soprattutto col piano B, perchè le cose non vanno mai come noi italiano pianifichiamo.

Non nascondiamoci dietro la scusa dell'ennesima sconfitta onorevole, perchè di onorevole non c'è nulla stavolta. Abbiamo perso per errori nostri. Potevamo vincere ma abbiamo perso.
PROMOSSI.
Il pubblico. L'Italia gioca "in casa" nel vero senso della parola. Grande il pubblico degli appassionati giunti da tutta Italia. Un esempio per tutti.
I Bergamasco. Mauro uomo ovunque, placca e recupera palloni. Mirko splendido in attacco soprattutto nella fase finale, quando regge la baracca quasi da solo: ma resta il suo difetto di non passare la palla quasi mai.
Parisse. Validissimo soprattutto in difesa, scattante e reattivo. Può e deve dare di più in attacco, solo così sarà considerato un vero numoro 8 di valore internazionale.
Canale. Vedi Mirko Bergamasco. Vorremmo però che i due centri avessero il coraggio di usare il piede, ogni tanto. Con testa, senza esagerare, ma usatelo.
RIMANDATI.
Masi. Bravo soldatino, rispetta le consegne di Mallett e fa il playmaker giocando alla mano tutti i palloni. Certo, non è un fenomeno col piede, ma una vera apertura deve saper leggere il gioco, non solo seguire il piano A: i nostri non attaccano in avanzamento e penetrano sbatacchiando contro gli avversari. La prima meta inglese l'ha inventata Wilkinson con un calcetto a seguire sopra la linea di difesa azzurra: a volta il piede è utile, questo Masi lo deve assolutamente capire.
Lo Cicero. Tanto cuore, ma le tanto decantate ripartenze dai ragguppamenti non incidono. Lo Cicero ha 1 metro di avanzamento al massimo, che è abbastanza per un pilone del campionato italiano ma non per un pilone del 6 Nazioni.
BOCCIATI.
La touche. Tanto valida contro l'Irlanda quanto confusa e fallosa contro gli inglesi. Ma la gente è sempre la stessa. Attendiamo la prova del nove col Galles, ma quella che sembrava una certezza per gli Azzurri ritorna a essere un'incognita.
Robertson. Come con l'Irlanda, non è mai in partita. Si sacrifica in difesa, gioca d'anticipo su Vainikolo (il gigante tongano ha comunque deluso) ma in attacco è uno di quelli che dovrebbe fare la differenza e invece non emerge. Nell'unico spunto viene bloccato con una francesina del fenomenale (in difesa) Noon.
Bortolussi. Rischia di diventare il capro espiatorio delle sconfitte italiane. Ma non è sicuro in difesa, ci costa una meta e anche nei calci piazzati, pur essendo migliorato, non fornisce garanzie. Sicuri che non ci sia di meglio in giro?

domenica 3 febbraio 2008

IRLANDA-ITALIA 16-11

6 nations


Una sconfitta di misura in trasferta ci può anche stare. Pesa che l'Italia abbia perso per errori suoi, piuttosto che per la strapotenza dell'Irlanda.
In particolare la meta irlandese è frutto di gravi errori di coordinazione tra l'estremo e l'ala. Aggiungiamo altri 3 punti subiti a causa di un fallo plateale e inutile di Canavosio sotto gli occhi dell'arbitro e altri 3 generati da un errore di Bortolussi su un calcio di liberazione.
Insomma, si poteva fare meglio. E si dovrà fare meglio, visto che la prossima partita sarà contro un'Inghilterra desiderosa di riscattarsi dopo la sconfitta-suicidio contro il Galles.
PROMOSSI.
Bergamasco Mauro. Uomo ovunque, in attacco e in difesa. Seriamente, un'Italia che vuole essere competitiva non può permettersi di rinunciare a Mauro nemmeno quando gioca contro la Namibia. Talento vero.
La prima linea. Per quanto mi riguarda, la prima linea irlandese stanotte avrà gli incubi. In particolare nel secondo tempo l'Italia ha avuto una supremazia qualitative nelle meschie e nel gioco di raggruppamento, il che lascia l'amaro in bocca per la gestione poco oculata.
La touche. Ottimi Del Fava e Dellapè, grazie soprattutto alla precisione al lancio di Ghiraldini. Una bella sorpresa quella del tallonatore di Calvisano, anche perchè la touche irlandese è da anni considerata una delle più temibili al mondo.
Masi. Mi è piaciuto. Non sa cosa sia il gioco tattico al piede, ma è solido e prova a giocare da playmaker senza timori reverenziali. In difesa è una sicurezza. Da lui ci si aspetta che riesca a proporsi come regista più che come tramite per lanciare i trequarti, ma la solidità e la freddezza non gli mancano.
DA RIVEDERE.
Travagli. Gestione della palla in generale adeguata, ma pessimo nel gioco al piede. Assolutamente inadeguati i suoi calci di liberazione e gli up-and-under in rovesciata. Troncon ci aveva abituati meglio. Ciononostante, il ragazzo ha carattere e sa farsi rispettare. Attendiamo ulteriori test.
Parisse. Piace a tutti, è sempre nella classifiche dei migliori a fine anno, è un talento, ha mezzi fisici straordinari, ecc. Allora qualcuno mi può spiegare perchè con l'Italia non riesce quasi mai a fare la differenza? Non dico che giochi male, anzi, ma con tutto quello che la Nazionale investe su di lui, quand'è che vedremo prestazioni da campione? Su Parisse persistono seri dubbi, ma è anche vero che meglio di lui da far giocare non ce ne sono.
BOCCIATI.
Bortolussi. Esordisce sbagliando una presa al volo. Copre in maniera poco accurata la profondità. Spesso commette errori di posizionamento. Perchè gioca? Perchè è l'unico calciatore decente tra quelli a disposizione di Mallet. Ma se piazza col 50% e sbaglia diversi calci di liberazione e di spostamento (uno ci è costato 3 punti preziosi), allora tanto vale evitare di schierarlo.
Canavosio. Imballato e poco reattivo. Non è un gigante e sui calci alti l'avversario Trible fa il bello e il cattivo tempo. Inoltre gioca la palla da terra in un raggruppamento davanti all'arbitro, ingenuo! Mallet lo toglie dopo mezz'ora, il posto per il resto del torneo sembra esserselo giocato.
Robertson. Mai in partita, non brilla particolarmente nemmeno in difesa.

lunedì 28 gennaio 2008

Non state in casa, perchè questi...

The Poodles 5

...FINALMENTE suonano in Italia !!!
6 aprile 2008
al LUCILLE (Verona)
Ho già fatto la recensione dei THE POODLES qualche post fa. Dal vivo sono esplosivi e magniloquenti. Soffermatevi a considerare se avete impegni rilevanti quel giorno (una gamba rotta, per esempio) e cancellateli senza remore!
Qui si fa il disastro e io ho due alternative. 1. Dovete essere tantissimi. 2. Se siete in 2 o 3 mi rompete solo le balle, è meglio se state a casa così mi posso piazzare sotto il palco e fotografare le caviglie del cantante e poi molestarli per gli autografi senza gente che mi ostacola.
Qualora facessero come i Gotthard (che cancellarono le date italiane per scarsa prevendita) mi prendo la cittadinanza di Andorra.

lunedì 14 gennaio 2008

Annuso incongruenze



...non ho tempo per le cose serie ma per le vaccate 5 minuti li trovo sempre.


Navigando in preda a puro spirito sadomasochistico (lo stesso che ti spinge a guardare Ballarò) sono andato a leggere le recensioni dell'ultimo scandalo dell'inutile di Zocca. Non le recensioni dei giornalai musicali, che tanto il disco lo ricevono gratis e comunque della musica si disinteressano. Ho letto le recensioni degli acquirenti del suddetto CD. E ne hanno parlato tutti male. TUTTI! Non solo, ma in moltissimi hanno approfittato anche per denigrare la discografia del suddetto (apro parentesi: solo in italia - minuscolo obbligatorio - potevamo permettere a un cotal figuro di avere una discografia) e per sparare a zero sul personaggio.


Ora

mi

chiedo


MA


se non è piaciuto a nessuno l'ultimo album, a quasi nessuno è MAI piaciuta la sua "proposta" (chiamarla musica è un azzardo linguistico), non è nemmeno un personaggio, è analfabeta, puzza, molesta le bambine, si droga, non sa cantare, insomma è un fallito...


...come li spieghiamo i 150mila ominidi che vanno a San Siro ai megaraduni che il calvo di Zocca organizza quando si accorge che si è sniffato tutta la scorta e deve tornare a fare cassa?


ma andate a cagare, italiani!

domenica 6 gennaio 2008

Proposito per il nuovo anno

free



Se fate uso di droga (QUALUNQUE TIPO, non faccio distinzioni lassiste tra leggere e pesanti) sentitevi pure liberi di evitare ogni contatto con il sottoscritto.
Da sempre sostengo che ognuno si fa il male che vuole, ma l'atmosfera di ignoranza e ignobile relativismo che circonda il mondo delle droghe mi spinge alla decisione estrema di non frequentare più chi ne faccia uso.
Senza distinzione.
Non credo che questo cambierà la vita di nessuno, ma la mia sarà decisamente migliore.