
domenica 6 giugno 2010
June Updates

lunedì 24 maggio 2010
Va ben, dai

mercoledì 19 maggio 2010
CRAZY LIXX e tutti gli altri

Crazy Lixx + Wild Ones + Fear No Beer
Rock Club (Ronchi dei Legionari, TS)
16 maggio 2010
TEMA: Perché i Crazy Lixx non possono avere lo stesso seguito di Hardcore Superstar e Crashdiet?
SVOLGIMENTO (in elenco, perché sono in fase razionalista cartesiana):
Non sono belli bellissimi, anzi, un paio di loro sono brutti bruttissimi. Come facciamo ad attirare le donnine e di conseguenza i maschietti che inseguono le donnine?!? Spostare i brutti in zona merchandising e ingaggiare due babbei belli e inutili.
Il cantante sa cantare, ma non si cotona i capelli né ha gli addominali da cocainomane.
Il batterista è fuori contesto: è grosso come Undertaker e ascolta Metallone Pesante. Va avanti a bistecche e birra, non si trucca e pesa più di un quintale. OK per gli Amon Amarth, non per rubare il pubblico alla concorrenza. Il batterista degli HCSS sarà di dubbio orientamento sessuale, ma se ci concentra e limita l'alcol se le fa tutte: quello dei CL è un troll di caverna.
Non hanno le schitarrate punk (anche gli HCSS hanno eliminato le schitarrate punk, avendo rubato il chitarrista ai Crazy Lixx).
Si vestono da Rocker Poveracci Anni '80: quelli con le braghe in pelle strizzapalle e le giacchette jeans dell'Oviesse. Qualche kg di braccialetti e eyeliner a casaccio non ti trasformano in Nikky Sixx '84 Edition. Sembri più John Ricci (Exciter, presumo che siano più quelli che li ignorano che quelli che li conoscono).
Su disco hanno i cori poderosi dei migliori Def Leppard, dal vivo si mettono anche in 4 a farli ma uno di loro è stonato come un Coverdale 2009 Edition. Se bisogna fare i Def Leppard, si vada fino in fondo: cori campionati e tutti a piangere la morte del Rock.
Il bassista ha la smorfia di Billy Idol ma non ha capito niente dalla vita: non può stare sul palco e guardare ME. Io non sono la preda-standard per i Rockerz, nemmeno per quelli “diversamente orientati”. Essendo che il bassista ha dimostrato poi di essere inequivocabilmente “straight”, l'accusa passa da Omosessualità a Miopia Estrema (e Autolesionista).
Cerchiamo di capirci: le scarpe da ginnastica alte sono Bay Area Sudiciazz, non da Rocker With Balls and Broken Heart. Quello deve avere gli stivali. Solo il chitarrista solista dei CL ha capito, ma si è dimenticato di infilarsi la noce di cocco nel pacco e quindi le Balls risultano poco competitive.
Il cantante Rexon ha le sopracciglia come due spazzole per scarpe. Esagerazione, come due spazzolini. Non può fare il Glammer. Però può fare il Rocker, se si ricorda di mettersi gli stivali. Le scarpe da ginnastica vanno bene se fai i salti mortali come i delfini di Gardaland. Pagategli un biglietto per Gardaland.
Il nuovo chitarrista ritmico è un biondo tinto di nero. Non ci serve uno svedese tinto di nero, non hai l'alone misterioso e non sembri nemmeno un vampiro: pesi 40 kg, sei emofiliaco, non vampiro. E comunque hai le toppe dei Deep Purple: hai 52 anni e la parrucca.
A breve dovrò parlarvi delle formazioni di supporto. Una breve descrizione delle suddette:
FEAR NO BEER: alle 19,30 avevano già finito le birre a disposizione delle band... non a LORO disposizione, erano quelle di tutti. E nessuno ha avuto il coraggio di contestare. Avere due orsi, un ghiottone e un chihuahua in formazione incute rispetto. E zitti zitti hanno fatto il culo a tutti.
WILD ONES: piattaforma di lancio di assoli del chitarrista e di pose del bassista. Citazione Scandinavo-friulana: tra Nitro e Racer X. Da paura.
martedì 18 maggio 2010
... non scrivo ancora niente...


giovedì 13 maggio 2010
Abbiate...

sabato 8 maggio 2010
Treat + The Poodles + H.E.A.T.

Sottotetto (BO), 2 maggio 2010
La Musica, che dovrebbe essere l'argomento principale del report, finisce in secondo piano rispetto al numero esagerato di fenomeni da baraccone presenti allo show. Quindi relazione in due parti: poche parole sullo show e molto di più sui personaggi presenti. Perché sia chiaro, a certi eventi si va con lo spirito del Carnevale di Rio... il meglio è ai concerti Glam, dove i trans la fanno da padroni, ma anche l'Hard Rock ha i suoi assi.
H.E.A.T. - I due chitarristi si spartiscono i look e i ruoli: il biondo è chitarrista Seventies con l'alone mistico che pensa solo alla Musica e all'Arte, il moro sembra Kane Roberts senza steroidi e lo vedi lontano 1 km che si prepara le mossette allo specchio e suona solo per farsele tutte. Cantante pingue e strillone, tastierista obeso e bassista magro ma con la faccia a pallone in stile Malmsteen. Il batterista è un altro che suona per le donnine, subito a petto nudo con dentatura Colgate: ottimo elemento per un polpettone televisivo da adolescenti, ma dettaglio vincente le braghe da ciclista col logo della sua band (un punto in meno invece per la camicia da cameriere cinese che ha sfoggiato mentre cercava di rimorchiare). Congelati nel 1986, scongelati per l'occasione, in attesa di nuova ibernazione: me li voglio godere così anche nel 2028.
The Poodles – Avendo solo hit-singles nella loro discografia, possono permettersi di lasciare fuori qualche pezzo da 90 (sentiremo mai dal vivo “Band of Brothers”?!?) e di sbrodolare con qualche assolo per lasciare al cantante il tempo di cambiarsi le giacchette-shock. A dire tutta, anche lui fa il passo falso esibendo una toppa dei Deep Purple che lo bolla come calvo, ma il ragazzo ha 40 anni e dobbiamo rispettare queste cadute di stile. Dal momento che scrivono ritornelli e non canzoni, chitarra e basso e non servono, infatti i proprietari degli strumenti sono sul palco a mostrare addominali o a fare le pose da eroi. Il batterista è biondo, vestito di bianco e non c'è altro da aggiungere. Concertone anche per loro, il Rock segna il 2-0 contro il resto del mondo e la palla passa ai Treat.
Treat – Negli anni '80 erano la risposta (svedese, in Svezia si fanno le domande e si danno le risposte) agli Europe e per molti esperti non avevano nulla da invidiare alla boy-band di Tempest, se escludiamo il fatto che i Treat erano (e sono) bruttissimi. Non essendo un concerto Sleazy-Glam, ce ne freghiamo dell'aspetto: una fortuna per il cantante, che è uguale a Enzo Paolo Turchi e impacciato nei movimenti come Platinette. Ma sarà stata l'emozione di suonare davanti ai calvi italiani. Chitarrista-leader con bandana e panza da pensionamento immediato, bassista idolo della serata per il suo look a metà tra un biker e un tedesco in vacanza al Camping Union Lido di Jesolo. Tastierista nano nascosto dietro lo strumento e quindi non pervenuto. Batterista che 10 anni fa poteva farsele tutte, oggi invece è imbolsito e ruota le bacchette lento come un novantenne (perdonato perché ha suonato con i pantaloni bracaloni di Krusty). Prestazione-spettacolo anche per loro. Per le scalette rivolgetevi a gente con meno chioma.
Momenti Spinal Tap: lo schiaffone di Wikstrom a Ernlund (mai paura, qualunque danno non può certo peggiorne l'aspetto) e il volo del batterista degli H.E.A.T. mentre provava a invadere lo stage.
lunedì 3 maggio 2010
Gli Svedesi a Bologna...
mercoledì 28 aprile 2010
Ecco dove festeggiare
venerdì 9 aprile 2010
St. Crispin's Day Speech
mercoledì 17 marzo 2010
Condoglianze...

lunedì 8 marzo 2010
Riprendiamo...

mercoledì 17 febbraio 2010
20 :: KAPODANNO :: 10 pt.2

Edward Mani di Forbice. Alla gara dei disadattati questo finisce sul podio: un ciccione con le manette sulla cintura, abbigliato come un seminarista in libera uscita, il frustino da reduce del Palio di Siena e qualche unghia finta che avrebbe fatto la gioia di Tim Burton (prima che si rimbecillisse e assumesse Depp a tempo indeterminato). Integrazione zero, ballo lento con mano unghiata che agita sensuale il frustino: forse ha fatto eccitare il dugongo, per il resto la vita lo ha sconfitto 10-0.
Il Gobbo Para-sputazzi. Questo lavora al banco delle verdure all'IperLando, ma alla festa c'era il buffet per i vegani e avevano paura che qualcuno andasse a sputare sulle zucchine alla piastra. Quindi hanno presto questo gobbo triste, gli hanno dato le braghe strizzapalle, un chiodo nero per coprire la gobba, un kg di eyeliner e gli anfibi di Terminator 3 (quello interpretato da Andrea Longhi). Poi gli hanno assegnato un compito semplice, tipo “Avanti e indietro davanti al buffet per 22 ore”. Troppo concentrato sulla strada da percorrere, non si è minimamente curato di chi si avvicinasse alle verdure. Ovviamente ho sputato sulle zucchine alla piastra.
Elecro/Nekro/MortVivent. Alla fine era quello col look più giusto, sembrava davvero uno zombi e non un drogato del Rivolta: avrebbe fatto contento Romero, anzi, l'avrebbe fatto scoppiare di invidia perché nei suoi film gli zombi così ben fatti non ci sono. L'entusiasmo esibito nel dimenarsi durante il rave era poco da non-morto, a dirla tutta: passo unico da tarantolato, chiaro segni di abusi di anfetamine che di certo non hanno ancora esaurito il loro effetto.
Rain Woman. Questa era la più persa di tutti. Di certo studentessa universitaria capitata all'indirizzo sbagliato causa Navigatore Satellitare acquistato via E-Bay da qualche onesto rivenditore di Durazzo. Arriva, vede che non conosce nessuno e che il suo look è perdente in partenza, anche se si spogliasse nuda come un verme: si lancia quindi al bancone, beve tutto quello che il portafogli permette, ruba i bicchieri lasciati incustoditi, si stordisce in stile Supersonic-Domenica-Pomeriggio e scende in pista. Ballo in solitario, ma condito da un dialogo con le voci nella sua testa: i ragionamenti di un paio di voci l'hanno sicuramente messa in difficoltà, visto che passa dal sorriso ebete al broncio ebete senza soluzione di continuità.
Ken Shiro. Almeno nelle intenzioni, perché ti vesti da Ken Shiro se sei grosso grosso, altrimenti rischi di sembrare un babbeo. Questo qui non era grosso grosso.
La Cheerleader dei ManOwaR. Quest'anno nel giro Electro/Fetish/Borchiazz/CrestFint va alla grande questo coso che vi allego perché non sarei in grado di descriverlo. Se avessi frequentato gli “ambienti della Treviso-Bene” forse conoscerei i nomi degli indumenti e la fondamentale differenza tra Cavalli/RobertoCavalli/JustCavalli, invece ho speso la mia gioventù tra cotonati e satanisti, quindi al massimo conosco gli spandex e i jeans da forca. Questa riflessione personale perché non so cosa dire su questo indumento che all'inizio degli anni '80 diede ai Manowar la fama degli intransigenti e adesso viene indossato da veline gothic con le chiappe al vento.
Bello Bellissimo aveva uno smoking nero con tuba, roba da far schiattare d'invidia il Conte Duckula. Purtroppo la mamma di Bello Bellissimo, con un tipico lapsus da madre che spera sempre nel matrimonio del pargolo, gli ha lavato lo smoking talmente bene che è diventato bianco. Non essendoci più tempo per procurarsi altri abiti vagamente necrofili, il giovanotto si è presentato in bianco: il risultato è stata una mise degna di Corona se mai deciderà di sposarsi con qualche bambola gonfiabile.
Majin Bu. Ecco il motivo per cui vi pentirete per sempre di non esserci stati. Perché c'era lui. Uguale. Da qualche parte ci deve essere anche una foto che lo comprova, ma fidatevi se vi dico che il più letale nemico di Goku era in pista a ballare la musica da rave insieme a un suo amico vestito da prete (il quale era senza dubbio Babidy travestito). Attenzione, per non farsi riconoscere non ha adottato il costume di Majin Bu, preferendo una più sobria accoppiata “T-shirt fosforescente & pantaloni a zampa color del Fiume Sile con stelle giganti di strass”. A fine serata Majin Bu era molto più grasso che all'inizio, onde per cui si ipotizza che abbia ingoiato Babidy in un attacco di fame (il buffet era sparito, quello vegano lo faceva incazzare e Ciccio Salamella era troppo lontano). Si ringrazia Bebbo per le preziose informazioni sulla saga di DragonBall: la tua giovinezza non è andata sprecata.
Don Ciccio Corleone. Passa per essere il batterista di H.P. Overload e Outlaw Stars, ma tutti noi sappiamo ora che è il capo-cosca più piccolo del Nord-Est. La mafia a San Donà ha un nuovo spietato padrino che fa tremare il territorio, da Meolo a Ponte Crepaldo. Ecco perché le suddette band lo hanno in formazione: chi mai stroncherebbe un loro album, col rischio di trovarsi una testa di anguilla del Piave nel letto? Sandonatesi, attenti a non contraddirlo mai: il vostro Cayenne potrebbe passare un brutto quarto d'ora. Percentuale di attinenza alla festa: zero.
Vedere i dark che non ballavano sulle note di “Death To All But Metal” degli Steel Panther? Priceless.
Vedere “Lamette” di Donatella Rettore spacciata per una canzone dark e ballata da un centinaio di casi umani? Priceless.
lunedì 11 gennaio 2010
20 :: KAPODANNO :: 10

Serata Dark-Gothic-LupMann-Zomb-Cyber-Vampir a San Donà... cosa c'è di meglio, per celebrare il 2010, di una festa dove non c'entri niente e puoi ridere di tutto ciò che ti circonda (piante decorative incluse)?
Più che la situazione, opportuno illustrare i personaggi. Troppi per risolvere in quattro righe... per rispetto verso la soglia di attenzione degli utenti del blog, ecco l'essenziale TOP BEST MEGL ESAGER! In molte puntate, ovviamente...
Pavarotti. Bonny sostiene abbia 40 anni, io mi permetto di sparare 50 e aggiungo anche “mal portati”. Comunque sia: vestito come un croupier del Casinò di Venezia, con sciarpa rossa da divinità ballo liscio. Arriva da solo, assale vorace il buffet, si guarda intorno sperduto, non interagisce con l'ambiente, balla un paio di canzoni con ginocchio rigido e ondeggiamento di spalle, sparisce nella notte come Diabolik (rubando una trentina di tramezzini). Aristocratico. EDIT by Bonny: Indossava uno SPENCER, giacca corta in uso negli anni 80: corta e con 2 bottoni allineati in orizzontale all'altezza dell'ombelico. Cravatta con nodo stretto, molto 80s!
Nano Draculabbestia. Vero eroe della serata, arriva dopo mezzanotte ubriaco di succo di pomodoro. Abbigliamento top class: anfibi, pantaloni da funerale di un conoscente, camicia bianca, mantello del Mago Pyton, cranio rasato, cresta riccia. Passi di danza esibiti: 1 (passo avanti, passo indietro). Lucidità inesistente.
Pippi Calzelunghe. L'abbigliamento ottocentesco fa a botte con una parrucca rosso fuoco che ha fatto la fortuna della simpatica monella svedese, ma che alla ragazza in causa frutta perenne ostracismo da parte degli altri esseri viventi. Bullandosi dei suoi scarponi da alpino coloro rosso-nero, si butta in pista con l'entusiasmo di un'adolescente ma viene confinata nella zona Sconfitti dalla Vita, ad evitare il mono-passo di Draculabbestia.
Il pedofilo sandonatese. Come ha fatto a eludere l'agente di custodia e a intrufolarsi alla festa? Capello untissimo, maglione della nonna (con la quale avrà intrattenuto chissà quale rapporto incestuoso), occhiale da Sandokan del Clan dei Casalesi, pantaloni di fustagno. Ha interagito solo con un elemento dal look ordinario, forse l'agente di custodia che era riuscito finalmente a scovarlo. Tempo occupato a osservare le tette delle ragazze e il pacco dei ragazzi: tutta la serata, ma ci permettiamo di prevedere che lo farà per tutto il 2010.
Ramses. Tra i Cyber Goth è usanza mettersi in testa extension e dreadlocks di gomma-pane con aggiunta di tubi al neon. Tra tutti emerge questo dinoccolato maschio ventenne, scambiato inizialmente per un avventore e poi rivelatosi lo sguattero che portava via i bicchieri. Tecnica di ballo: Bangles, “Walk like an Egyptian”.
DJ Sconforto. Far aprire la serata a questo DJ è come far introdurre i ManOwaR da Prodi. DJ Sconforto alle 22.30 è solo soletto alla console che mette su un pezzo triste dopo l'altro: nulla di meglio per comunicare la disperazione di un 2009 che sta morendo e che non tornerà mai più. Povero 2009, chissà dove andrà ora che è finito? DJ Sconforto prende le difese del 2009 di fronte a quell'arrogante 2010 che si crede chissà chi. Ma alla fine lo sconforto prende il sopravvento e DJ abbandona la console, solo e in lacrime.
Il dugongo con le starlight. Il dugongo è un mammifero acquatico simpaticissimo, che non crea problemi a nessuno, a meno che non si vesta di pizzo nero e rosso e vada alle feste dark. Il dugongo dark si esprime tramite concetti elementari (mangiare, bere, drogarsi, ballare) e suda parecchio, forse perché non è abituato a stare molto sulla terraferma. Il buon senso dovrebbe spingerlo a passare inosservato, ma il dugongo se ne frega e balla con le starlight finchè tutti lo riconoscono e possono emarginarlo. In un certo senso, la Natura fa il suo corso.
Pachanga. Direttamente da “Carlito's Way” irrompe alla festa il malavitoso latino Pachanga. Perché sia qui e non in qualche carcere messicano resta un mistero. Pachanga è gonfio e butterato, vestito come l'ultimo dei pezzenti e totalmente all'oscuro di ogni rudimento di ballo. Si piazza da solo in mezzo alla pista, agita le braccine su un paio di canzoni a caso, poi torna al bancone e spera che qualcuno gli offra da bere. Deve essere entrato perché faceva più caldo che sotto il ponte sul Piave. Pachanga, torna al tuo barrio, dove la gente ti ama anche se sei butterato come un'ananas.
PS Se volete le foto, diventate amici di Bonny su Feizbuk e godetevi le scene... io non posto sennò mi becco una querela.
sabato 2 gennaio 2010
Festa di Capodanno...



giovedì 31 dicembre 2009
Banalmente, Buon Anno

Il Metal ha vissuto grandi momenti nel 2009. Infatti quest'anno niente festival estivi, solo prodotto italiano.
Il Gods of Metal 2009, potendo vantare la mia presenza da headliner, ha stracciato la concorrenza straniera. Il Metal ha vinto anche per il numero spudorato di concerti a cui ho assistito, per la quantità apocalittica di CD acquistati e di band contattate e molestate. Un grazie anche ai miei nuovi pantaloni a zampa (anti-commerciali 100%, prodotto originale italiano fuori moda da 10 anni, USA e Cina andate a nascondervi).
Trionfo totale grazie ai deliri sparsi a intervalli irregolari in questo blog.
Il 2010 si presenta sotto i migliori auspici, giacché sono ancora vivo.
Inoltre Erika avrà una Metal Maiden di indiscutibile pedigree. Preparatevi per la futura Doro!
Infine, vincono sempre quelli che non si curano del giudizio altri e vanno avanti per la propria strada. Sempre meno, sempre meglio.
Chi ha perso nel 2009? Tutti gli altri.
L'Italia, se non avesse le cose elencate sopra, avrebbe perso, ma le ha e si salva in corner.
La cultura imperante, per la semplice equazione secondo cui la massa è bovina (o ovina) e quindi ciò che la massa segue non può essere di livello eccellente: l'eccellenza è per pochi, la banalità è per la massa. Fine della considerazione dannunziana.
I capelli da galleria del vento, non perché ci siano motivazione sociali: fanno solo pena. Includo anche gli imitatori di Sasuke, a meno che non abbiano meno di 14 anni (in tal caso hanno perso lo stesso, ma possono sempre rifarsi nei prossimi anni).
Shakira, che ha girato il peggior video dell'anno con le peggiori coreografie mai escogitate.
Le discoteche sono affondate, riempite fino all'inverosimile di ragazzini in acido e di molestatori delle più disparate etnie (inclusa quella italica, che credete?). Le uniche disco che sono riuscite a sopravvivere sono quelle che si sono spacciate per Rock Club, salvo poi spararti Chemical Brothers e Prodigy: attenzione, che siano riuscite a sopravvivere non significa che abbiano vinto, anzi, la loro sconfitta è stata talmente clamorosa che è meglio non infierire.
Tutti gli sport eccetto il Rugby (un po' di autocelebrazione ci sta).
I falò in spiaggia.
I calvi, ma ormai sono abituati a venire sconfitti. Un giorno anche loro avranno la rivincita, un giorno vedremo finalmente 1 donna 1 ad uno show degli Uriah Heep (l'ho sparata grossissima, ma è così che Nostradamus ha fatto fortuna).
Lo spritz. Bevanda da borghesucci e mentecatti. Il prosecco è elegante, aristocratico ma anche popolare, egocentrico ma compagnone, simpatico ed estroverso (ma trionfano letteralmente Monster Energy Drink o RockStar Energy Drink). Birra fuori concorso da anni.
Quelli che vanno in televisione, non avete capito che il trend era NON apparire in TV? Babbeos!
Vorrei usare queste ultime righe per ricordare un Maestro che è andato avanti, il grande scrittore Carlo Sgorlon. Le sue parole restano.
Buon anno a tutti!
giovedì 24 dicembre 2009
Auguri a tutti

mercoledì 25 novembre 2009
HP Overload + Big Guns

mercoledì 18 novembre 2009
Killing Touch, 14 novembre 2009, Gands (Vittorio Veneto)

Innanzitutto un plauso alla nuova band di Michele Luppi, che sta facendo un tour italiano di 50 date spacciandosi per cover band. Tanto i gestori dei locali calcolano in base al numero di spettatori e tutto il resto è noia.
Chissà cosa ha spinto Luppi, fan dichiarato dell'AOR, a mettere in piedi questo progetto di Melodic Prog Metal. Ripicca nei confronti della sua ex-band di Metallari? O consapevolezza che è un genere con più pubblico rispetto all'AOR? Sta di fatto che l'album dei KT è potentissimo, ben suonato e ricco di svolazzi tecnici, non ha però delle melodie immediate: gli Evergrey fanno le stesse cose molto meglio, pur essendo meno tecnici.
Dal vivo la situazione cambia. La band suona che è un piacere e si diverte, Luppi è simpatico come al solito e si vede che se la gode a fare lo smargiasso minacciando licenziamenti a destra e a manca (soprattutto ai danni di batterista e chitarrista, minorenni ipertecnici e sorridenti). Perfino le canzoni godono di una carica in più, nonostante l'acustica del locale sia poca roba.
La band ci rimette clamorosamente a livello di pubblico. Dimentichiamoci le orde di femmine assatanate che affollano gli show dei Mr Pig: non fraintendiamo, il parterre include sempre una certa quantità di fanciulle che evidentemente si sono lasciate ingannare dai manifesti della band in stile “Ce le facciamo tutte noi”. La maggioranza però sono Metallari Col Codino. Bruttissima razza. Sono prodotti delle scuola di musica, appassionati di tecnicismo e di onanismo sonoro. Ai concerti si piazzano sotto il loro strumentista di riferimento e non perdono mai di vista le evoluzioni, sperando di scovare errori o sbavature. Ovvia l'accusa di calvizie, giacché hanno i capelli lunghi ma li tengono sempre legati e sono anche scacciafighe, nel senso che si rendono repellenti al genere femminile con i loro discorsi su quartine e metronomi. Di solito sono fans dei Dream Theater, poveretti, ma si ricordano le canzoni in base ai tempi dispari e agli assoli: in sostanza sono il contrario di me, che ricordo solo i ritornelli. Accorsi in massa allo show, hanno osservato diligenti se Luppi prendeva la nota supersonica, se i chitarristi facevano lo sweep col tapping, se il batterista suonava il suo 6/11esimi con perizia e via di deliri incontrollati.
Luppi, è facile profetizzare migliaia di dopo-show circondato da Metallari Col Codino, a discutere di tecnica e di tristezze infinite, mentre le donne sono sparite da ore perché la tua musica non la capivano e non avevi i ritornelli vincenti. Quando al concerto hai annunciato la cover dei Dream Theater, due voci di protesta si sono levate stentoree e hanno proclamato: “Calvissimo!”. Avresti dovuto ascoltare.
Tra 2-3 anni, mentre spieghi a tutti che avete usato nel disco un vero pianoforte, circondato da Codini che ti chiedono un giudizio sui DT, ti ricorderai di Giuffria e dei Def Leppard, e triste e sconsolato ti volgerai indietro.
Post Scriptum: ovviamente il resto della giornata all'insegna della ganzaggine. Pomeriggio a Inferno Rock, dove tra un acquisto inutile e l'altro si è riusciti a fare la chiusura con solo mezz'ora di ritardo. Spritz in locale alto-borghese, ingentilito da ubriacone sfregiato in crisi esistenziale (lo sfregio era sleazy, ma il piglio era epic). Pizza esagerata per la quantità di chiome presenti nel locale e per il tenore della discussione, tra situazionismo naoniano e memorie di guerra. Concerto finale che poteva starci come anche no, ma alla fine abbiamo rimediato CDs for free e abbiamo assistito a feroci atti di bullismo sul palco, quindi avanti così che almeno una navata della Cattedrale del Rock è a buon punto.
Eroe della serata: fuori classifica l'ubriacone, in quanto esperienza troppo breve per essere determinante, direi che vince a mani basse un cantante friulano di bell'aspetto e di folta chioma. Presentatosi allo show insieme a due donne, ha trascorso il concerto a intortare le ragazze e a spostarsi i capelli. Interesse per la musica pari a zero. Totale dedizione a un unico obiettivo, tutto il resto non conta. Permangono seri dubbi sulla sua affidabilità, soprattutto se intorno si aggirano esseri femminili.

