mercoledì 18 ottobre 2006

ASTRALLY HAPPY

Siore e Siori, il sottoscritto insieme a una delle band che più stanno dando soddisfazione alle mie orecchie: ASTRAL DOORS...
io sono quello in forma

Se dopo tanti anni riesco ancora a fare il fan sfegatato che vuole foto e autografo dai suoi gruppi preferiti...

"As Long As I've Got Rock and Roll I'm Forever Young"

e ringrazio i Cinderella per averlo scritto...
ma soprattutto grazie a tutti coloro che lo mettono in pratica!

giovedì 12 ottobre 2006

MR TICKET, BRING ME A DREAM

10 ottobre 2006. Dopo sei ore di docenza consumo un frugale pasto e mi preparo a partire per Milano.
Suonano i Blind Guardian. L’ultimo album ci piace. Mancano dall’Italia da 4 anni. Ultimo avvistamento da parte mia: Germania, Blind Guardian Open Air 2003. E poi i Blind sono i Blind… ora e per sempre, nella mia Top 5 dei gruppi preferiti. “Lord of the Rings”! “And the Story Ends”! “Theatre of Pain”! Chi al mondo può vantarsi di aver scritto questi e altri capolavori?
Viaggio con fieri metallari del Paese delle Fiabe: l’Uomo Verde e Ganesh, Dio del Successo dalla lunga proboscide. Oltre alla mia gentile donzella e all’altrettanto gentile Signorina Verde (per osmosi…).
Tragitto onestamente metallaro, con lunga discussione su quale band non abbia MAI inciso una canzone bella. Per la cronaca, stravincono Linea 77, Deftones e Prozac +.
Milano è un disastro di traffico e l’Alcatraz riesce da anni a sottrarsi al mio radar. Mi perdo anche questa volta. Ma alla fine si arriva al concerto. E subito sorpresa col botto: SOLD OUT!
“In Italia il Metal fa tutto esaurito solo con Iron!”. “I Blind suonano di martedì sera!”. Queste alcune delle roboanti affermazioni con cui avevo spiegato il mio rifiuto di acquistare la prevendita. L’Uomo Verde ride, la sua consorte pure: hanno la prevendita. Mia morosa lancia sguardi indecifrabili. Il Dio Elefante mi guarda incerto, come se avesse capito qualcosa, ma ha solo fame (viaggia con 300 euro nel portafogli, che problemi volete che abbia!!!).
Ma l’Italia è il paese dove puoi ottenere tutto, basta pagare. E strani figuri uguali a Gollum si avvicinano sussurrando “Biglietti, biglietti: 50 euro!”. I deformi bagarini ricattano i Metallari ignavi giunti privi di ticket, fiduciosi nel fatto che l’Alcatraz non aveva annunciato il sold out (infatti hanno esposto i cartelli alle 18, ‘sti bastardi). Alla fine i criminali si sono pagati la vacanza a Formentera coi soldi dei poveri Blind Fans.
Ne trovo uno privo di deformità evidenti: parla un buon italiano e si veste come un impiegato del catasto. Si presenta come MR TICKET e mi allunga 3 biglietti per un totale di 150 euros. Poi mi consegna anche il biglietto da visita! Questo fa il bagarino di professione! Solo in Italia…
Mi perdo gli ASTRAL DOORS. Maledizione! Hanno suonato solo mezz’ora, proprio mentre trattavo con Mr Ticket. La gente che li ha visti è sembrata soddisfatta. A parte un ragazzino che li insultava… un ragazzino, appunto.
Tocca ai Bardi. Scenografia spartana con proiezione di immagini sullo sfondo (a volte belle, a volte pessime). Suoni ridicoli per un locale del genere, anche se migliorano durante lo show. La set list non si discute, solo capolavori ( “Imaginations” e “Nightfall” saccheggiati), con la sorpresa di “And Then There Was Silence”, eseguita per intero. Hansi come al solito finisce la voce dopo un paio di minuti e abbassa le tonalità in ogni pezzo: lo sapevamo e non ci crea alcun problema. Gli altri suonano benissimo, compreso il nuovo batterista che però non è pacioccone come Tomen. Olbrich fa tutti gli assoli lui e Siepen non deve osare intromettersi. Il bassista e il tastierista non esistono e nessuno li guarda.
Il pubblico è in estasi, anche se le canzoni del nuovo album (“Fly” e “Another Stranger Me”, ci piacciono) sembrano sconosciute ai più. Ma basta “Bard’s Song” a far scendere le lacrime.
Finisce tutto troppo presto.
Ma il Metal ha vinto un’altra volta.
E anche Mr Ticket ha vinto un’altra volta.
Spero almeno che ai concerti di Vasco faccia prezzi a tre zeri…

giovedì 5 ottobre 2006

FREE YOUR MIND


Altra mia grande passione è il wrestling. Vabbè, è finto, ma questo lo sanno tutti a parte i bimbi di 8 anni e qualche membro dei Welkin.
Sta di fatto che da qualche tempo, nel mondo del wrestling, è apparso un nuovo personaggio di cui si parla molto.
Il suo nome è CM PUNK (vedi foto).
È noto da anni ai fans, ma i profani hanno cominciato a conoscerlo da quando si esibisce negli incontri della ECW (Extreme Championship Wrestling), un brand della celebre WWE (quella dove combattevano Hulk Hogan e Macho Man, tanto per capirsi).
Un fenomeno. Abile sul ring, carismatico, coinvolgente quando parla al microfono (dote fondamentale per il wrestler del nuovo millennio).
Ma io lo cito per un altro motivo: la sua filosofia STRAIGHT EDGE.
A quanto ne so, è l’unico lottatore della WWE-ECW che segue questo stile di vita. E la scelta lo caratterizza al punto che ha il corpo ricoperto di tatuaggi che sono anche simboli del suo messaggio.
Straight Edge vuol dire non fare uso di droghe, alcol, fumo e non praticare sesso promiscuo.
CM Punk non solo interpreta il personaggio straight edge, ma lo è anche nella vita di tutti i giorni. Ricordo che non usare droghe significa anche evitare gli steroidi, cosa che nel mondo del wrestling moderno è sempre più rara.
Poco altro da aggiungere, se non che finalmente una azienda controversa come la WWE (che farebbe di tutto per vendere) promuove un personaggio che si fa portavoce di valori positivi. Al di là di facile buonismo o di ragioni di opportunità. Infatti CM Punk, sul ring e fuori, è considerato un duro, non certo un figlio dei fiori o un girotondino. Insomma, una persona seria e quadrata.
Posso non approvare la filosofia straight edge (o anche sì), ma non posso che fare un plauso a CM Punk per la sua scelta. L’esempio di un wrestler di tale caratura non può che fare del bene al movimento.

mercoledì 27 settembre 2006

METAL CRUSADE pt. 10... stavolta ho finito davvero


L’ho tirata lunga. Perché sono fatto così. E perché non mi va l’idea di staccarmi da questo viaggio. Quindi, se andassi avanti a scriverne, è come se non potesse finire.
Ma è giusto concludere. Dopo 10 puntate, anche i più eroici lettori potrebbero avere dei cedimenti.

Coma mattutino. Una macchina carica di nostri compagni abbandona l’ostello intorno a mezzodì per raggiungere l’Italia. Li saluto cordialmente, ma forse mi rivolgo a un’auto di francesi appena arrivati. La coscienza deve ancora arrivare…
Restiamo in 4. Partiremo verso sera. Le condizioni fisiche sono da ospizio, e la Germania ci ha dato molto: non è il caso di affliggerla con danni lungo le strade… hanno appena perso un Mondiale.
Deciso di dormire fino al recupero delle forze. Ma dall’ostello ci hanno cacciati. Arriviamo in qualche maniera a Potsdamer Platz, dove c’è una specie di collina erbosa. Ci gettiamo lì e dormiamo come dei punk berlinesi (solo lavati e vestiti meglio).
La ragione si fa strada e percepisco di essere Me Stesso Medesimo intorno alle 15. Alle 15.15 capisco di essere a Berlino. Alle 15.17 realizzo che sta piovendo. Ci rintaniamo in un centro commerciale dove divoriamo panini al pesce. L’ideale per riprendersi da una gloriosa serata? No. Soprattutto se ci si mangia sopra anche una specie di frittura unta come i capelli di un guappo siciliano.
Serve riposo ulteriore, decidiamo di provare l’esperienza Starbuck’s. Invasione del locale, acquisto di ridicola imitazione di bevanda al caffè, occupazione arrogante di 4 poltrone, nuovo addormentamento. Grazie Signor Starbuck, ci ha salvato la vita. In cambio mi sono bevuto il suo “Cappuccino Short” da mezzo litro al sapore di BigMac. Siamo pari. Anzi, mi sa che avanzo ancora qualcosa. Quando torno a Berlino mi rubo una poltrona.
Sono circa le 18 quando abbandoniamo la capitale. Mentre usciamo dalla città, vediamo che più ci si allontana e meno costano i kebab: a 10 km dal centro forse te li tirano sul parabrezza.
Il viaggio notturno attraverso Germania, Austria, Trentino e Veneto meriterebbe storia a parte, ma ve la risparmio. Però abbiamo ascoltato il primo CD dei Fair Warning, che non sarà Metal ma è Hard Rock e soprattutto è un Capolavoro (lo hanno ristampato, buy or die!). Ok, in 12 ore di viaggio abbiamo anche sentito altra roba… e alla fine siamo giunti a destinazione.
(Qui avevo scritto 3 righe di insulti all’Italia. Cancellato tutto. Mi piace questo Paese di Cialtroni e Venditori di Fumo. Non c’entro niente ma mi adeguo. La foto in alto mostra un barcone del Parco del Sile: forse neanche questa c’entra niente, quindi ci sta bene)

Grazie a chi ha partecipato all’impresa.
Grazie a chi voleva esserci ma non ha potuto.
Grazie a chi ha letto queste 10 puntate.
E spero di non aver annoiato nessuno.
Anche perché adesso devo scrivere 20 puntate sulla mia recente influenza.
HAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHH

lunedì 25 settembre 2006

SPONSOR UFFICIALE DELLE CROCIATE

Chiedo scusa se gli aggiornamenti scarseggiano. Sono stato colpito da pernicioso virus influenzale. Spero finisca presto, così potrò continuare a molestare tutti voi.

Nel frattempo, vi presento l'Energy Drink che sponsorizza tutte le mie trasferte in giro per il Mondo Conosciuto.
Cheerz!

lunedì 18 settembre 2006

INFORMAZIONE?


Qualcosa è cambiato per sempre.
Quando? Oggi, 18 settembre 2006. Dove? Nel mondo dell’informazione.
Antenna 3 Nord Est. Telegiornale delle 12.30 (o 12.45, mah?!?). Un servizio sul maltempo.
La voce.
È la mia.
E anche le parole.
Peccato che non avessi capito una mazza dell’ora in cui andava in onda. Risultato: non l’ho segnalato a nessuno. E nemmeno io l’ho visto.
Vado sulla fiducia (in me, ovvio) e affermo che è stato un pezzo di alto giornalismo ;). Qualcosa sui danni che i nubifragi hanno provocato tra le province di Padova-Treviso-Venezia.
Sorpresa! È durato nemmeno un minuto. Chissà come avrò fatto a contenere la mia eloquenza in tempi così ristretti.
Restate sintonizzati, forse in futuro si riderà forte…
MORE METAL ON TV!!!!!!!!!!!!

venerdì 15 settembre 2006

METAL CRUSADE pt. 9: Kebab in Berlin


Berlino ci accoglie con un traffico da Tangenziale di Mestre. Così possiamo ammirare la città e realizzare che il kebab costa sui 2 euro. L’inizio della fine…
Non amo le città moderne. Mi piace la polvere dei secoli. Eppure, Berlino è un luogo da amare. Sarà che in Germania mi sento a casa. Visitate la capitale, non vi deluderà e di sicuro tornerete con qualcosa da raccontare.
Sistemazione in un paio di camerate già occupate da sciami di zanzare berlinesi (molto radical chic), poi ci lanciamo in centro. In Alexander Platz scoviamo una bettola gestita da Turchi che parlano a malapena il tedesco… per nostra fortuna capiscono “kebab” e “bier”, tutto quello che serve. E se uno è vegetariano o astemio, at home! Si fa festa, poi si va a dormire ma le difficoltà respiratorie dei miei colleghi rendono la nottata una visita allo zoo: il ruggito del leone e della tigre, il barrito dell’elefante, l’elegante gorgheggiare del tucano…
Giusto per non fare la figura dei Metallari da birra e bistecca, il giorno seguente andiamo a vedere il Pergamun Museum. Per il sottoscritto è l’apoteosi e vi dedicherò un post più avanti. Inoltre il museo è pieno di reduci dal Wacken. Ragazzi, sono orgoglioso di voi. Poi tocca ancora al kebab: Allah Akbar!
Vaghiamo come una banda di zingari e, ammutolito dalle meraviglie che mi circondano, dimentico di indossare il maglioncino. Del resto, se non c’è la mamma a ricordarmelo… risultato negativo a livello intestinale, evento raro per il sottoscritto (quando invece personaggi della provincia di Venezia hanno costruito una carriera su tale patologia).
Occupiamo parte della serata a scovare un locale in stile Transilvania e quando ci arriviamo la prima cosa che ammiro è un accogliente water, meta di frequenti pellegrinaggi nel corso della notte.
Il locale è un corridoio con arredamento molto gothic. Semivuoto, visto che noi Italiani non sappiamo adattarci agli orari tedeschi e ci entriamo a mezzanotte passata. Ma i miei colleghi convincono i gestori a tenere aperto fino alle 4 (di solito chiudono alle 2): a forza di portare al nostro tavolo birre e assenzio, si sono pagati le ferie. La DJ, una quarantenne che solo massicce dosi di assenzio potevano rendere appetibile, ci ha regalato una serie di Metal Hits a richiesta che impedivano di uscire dal circolo vizioso di gran canzone – coro – brindisi.
Ce ne andiamo stanchi ma amati. È un po’ come uscire dal New Life, ma con i Manowar in sottofondo!
The day after: Museo Ebraico (un capolavoro di architettura e design), pranzo al ristorante tailandese (dove non ho capito cosa ho mangiato ma sono ancora vivo e va bene così), giri a vuoto e vita da turisti. Andate a Berlino, punto!
La sera tutti al K17, una discoteca Metal a 3 piani (ogni piano uno stile diverso). Un condominio occupato, dove da 3 appartamenti hanno ricavato tre ambienti pieni di Metallari. Sembra una festa di tredicenni: maschi da una parte a bere, femmine dall’altra a fissare nel vuoto. E alcolici a prezzi da supermercato rumeno. Molto è avvenuto in questa serata. Ma forse io non c’ero. La memoria mi fa difetto.
Mi sveglio la mattina dopo, ma la coscienza arriva nel pomeriggio. E questa è un’altra storia…

martedì 12 settembre 2006

IMPEROBIZANTINO.IT


Oltre a essere Viandante, Giullare di Corte, Uomo di Scarsa Tenuta Birrosa, Grande Verbalizzatore, Metallaro, Biker e Domatore di Lemming, millanto di essere anche uno Storico.

Ho quindi inserito nel blog (colonna a destra) il link al sito con cui collaboro, ImperoBizantino (http://www.imperobizantino.it/). IL PORTALE della Bizantinistica in Italia… gestito con Passione e Professionalità, si merita una visita. Dite che vi mando io.

Viene pubblicata una rivista on-line, Porphyra, che contiene articoli e saggi di grande interesse storiografico. A questo link potete scaricare il numero contenente un mio articolo (un adattamento di un capitolo del mio libro, restate sintonizzati per novità imminenti!).

Qui invece potete scaricare un secondo articolo, meno tecnico e dal taglio più divulgativo. In giro è piaciuto, fatemi sapere cosa ne pensate.

A chi si domanda dove trovo il tempo per fare tutto ciò, rispondo che da ormai qualche tempo ho abolito il sonno.Per dirla alla Bon Jovi, “I’ll Sleep When I’m Dead”.

venerdì 8 settembre 2006

METAL CRUSADE pt. 8


Amburgo è Heavy Metal.
Ci sono gli Helloween (anche se adesso Deris vive in Spagna e Weikath fa lo squatter a casa sua), i Gamma Ray, gli Iron Savior, i Metalium e i MasterPlan (Grapow è uno dei proprietari dell’Headbanger’s Ballroom). E anche quella tribù di panda degli Endstille. Quindi la possibilità di incontrare Metal Celebrità è alta.
Noi ci becchiamo i Paragon…
Non che sia un male, via, ma con tutta l’offerta di Mostri del Metal Amburghese, proprio i Paragon? Magari tra 10 anni qualcuno scriverà che sono un gruppo fondamentale di fine anni ’90-inizio 2000, ma ci crederemo solo se saremo distrutti di allucinogeni. Sta di fatto che hanno appena finito di suonare all’Headbanger’s Ballroom e si stanno bevendo la birretta. Chiaramente nessuno di noi li riconosce a parte il sottoscritto, ma pare che siano abituati ad essere ignorati…
Headbanger’s Ballroom. Una delle mete dei Metal Pellegrinaggi in Europa. Certo, alla fine della festa si tratta di una birreria grande meno del New Life (ma con la birra che non provoca intasamenti del water). I più esigenti di solito si lamentano. C’è anche un palco per concerti, grande come quello di una qualunque sala prove della Pianura Padana. La pista è un corridoio con una colonna in mezzo. Però è pieno di Metallari da tutto il mondo: Europa, Nord e Sud America, Asia, perfino degli Australiani… mancavano gli Asiatici, ma magari stavano a lavorare in cucina.
E poi basta la Musica per sentirsi a casa. Metal! Metal! Metal! E il locale diventa grande come la spianata di Dorostolon (dove i Bizantini sconfissero l’armata dei Rus’ di Svjatoslav, ma questa è un’altra storia e potrete leggerla nel mio libro)! Magia della nostra Musica (e un po’ anche della birra)… è bello ritrovarsi con gente da tutto il mondo, non capirsi per nulla eppure in fondo capirsi lo stesso.
Tra i molti, il mio pensiero va a Pedro da Malaga. Una stretta somiglianza con Lordi, il nostro amico ispanico si è fatto ripetutamente gabbare dalle bariste: chiedeva vodka, gli servivano succo di frutta ghiacciato e lui se lo beveva felice. Grazie Pedro!
La serata prosegue fino a quando ci cacciano. Defluiamo nel quartiere a luci rosse. St. Pauli sembra Las Vegas coi crauti. Luci al neon, kebab, strass, kebab, negozi sporcaccioni, ancora kebab. Alla fine ce lo dobbiamo mangiare, questo kebab. Urlerà vendetta nello stomaco fino al dì seguente. Vediamo una marea di posti, ma in cima alla lista metto uno strip bar dove mettevano Metal! Lap Dance coi Pantera…
L’alba sancisce il ritorno. Rotoliamo in stanza e poi a letto. Vortice di luci. Buio.
Qualcuno ha detto che dobbiamo lasciare le stanze per le 10. Alle 10.15 comincia il primo dei vari tentativi di intrusione delle donne delle pulizie. Vengono respinte per un paio d’ore, finchè una imperiosa telefonata teutonica ci avverte che dobbiamo tassativamente lasciare la stanza entro le 12.30.
Fuga all’esterno modello rapina al Casinò, ci gettiamo in auto e partiamo verso Berlino.
Abbiate pazienza, alla prossima!

mercoledì 6 settembre 2006

Attività collaterali

L'immagine qui sopra è uno stratagemma per farvi leggere quello che segue. Ormai le provo tutte...

Da qualche tempo scrivo per la webzine NoRespect. Saltuariamente. E sono anche conciso quando scrivo. Quasi non sembro io…

Al seguente link trovate la recensione dei Dirt Show, una nuova band composta da alcolizzati. Ci faranno divertire. E spero che ci facciano anche bere gratis.
http://nuke.norespect.it/Recensioni/DemoSelf/tabid/69/Default.aspx
(Andatevi a sentire i pezzi su www.myspace.com/justadirtshow)

Invece a questo link potrete godere di una breve e tagliente intervista del prode Walter a Pino Scotto (Vanadium, Firetrails). Walter è quello che conosce la carriera di Pino meglio di Pino stesso, mentre Pino è quello che conosce la bottiglia meglio della sua carriera…
http://nuke.norespect.it/7QUESTIONSAWEEK/tabid/73/Default.aspx

martedì 5 settembre 2006

METAL CRUSADE pt. 7


Quando gli organizzatori del Festival ti cacciano coi forconi dall’area campeggio perché le pecore di Wacken vogliono tornare a scagazzare nei loro prati invece che continuare a farlo nei salotti del villaggio, dove andrai?
Andrai al BURGER KING di Itzehoe!
Itzehoe non è una malattia venerea, bensì una ridente cittadina tra Wacken e Amburgo. Famosa per nulla, a parte forse qualche incrocio azzardato tra pecora e Metallaro. Ma c’è un BURGER KING dove il Metallaro, soddisfatte le sue esigenze con le pecore, può spendere i buoni pasto promozionali che quest’anno si trovavano nelle Metal Bags acquistate al Festival.
E a quel paese anche “Super Size Me”!
La solita orda di Metallari sporcaccioni e puzzolenti assedia quindi i banconi del BK, seminando panico e odori pestilenziali che si mischiano con gli olezzi della cucina da fast food. Sulle pareti campeggiano le foto dei vandali che l’anno prima avevano crepato i water con la potenza dei loro peti… sembravano volti noti, ma l’omertà italica e l’assenza di una ricompensa ci tappano la bocca.
Ancora rintronati dai decibel, i Metallari non realizzano che il resto del mondo non ascolta Metal e che dietro al bancone non ci sono i Deicide. Partono così cori gutturali da sagra paesana, body surfing dissennati, ubriachezza molesta, battutacce in dialetto e tutto il repertorio del vero Disadattato Sociale. Inutile dire che i Trevisani (e annessi) non sono secondi a nessuno.
Conclusa la mangiata (che era assolutamente inutile ai fini dello sfamarsi, giacchè le grigliate dei giorni prima ci avrebbero saziati per i mesi a venire), gara Italia-Germania di corsa su carrelli della spesa. Vinta anche quella. NOI VINCIAMO SEMPRE!
Il gruppo si divide. Alcuni figli del Glorioso e Produttivo Nordest marciano verso casa, chini sul fatturato. Altri si dirigono verso Amburgo… verso l’Headbanger’s Ballroom!
Vaghiamo in giro per Amburgo alla ricerca di un posto letto. La città è piena. Di cosa, non si sa. Forse di profughi. Forse di depravati che vogliono farsi un giro a St. Pauli, il più vecchio quartiere a luci rosse d’Europa. Insomma, di Metallari. Finiamo in un albergo a qualche km dal centro, ma il Metal non si ferma mai…
Cena a base di birra (ed esseri fritti per gli stomaci più ardimentosi), repentina partenza in auto verso il quartiere del porto. Sognando il kebab.
E poi… e poi…
La prossima puntata per la Notte Amburghese!

lunedì 4 settembre 2006

PESI E MISURE

"A 125,000-word manuscript"...
Un manoscritto da 125mila parole: così viene pubblicizzata l’ennesima biografia sui Kiss, scritta dalla ex-moglie di Peter Criss.
Ora, al di là del valore dell’opera (tanto tra poco anche il bidello della scuola di Gene Simmons scriverà una bio sui Kiss), è interessante che questi Americani pubblicizzano i libri puntando sul numero di parole.
Come dire, una bistecca da 1 kg. Quello che conta è il peso. Il volume. Lo spazio occupato nella libreria. E tu, caro cliente, non butterai via i tuoi soldi: perché per leggere 125mila parola ci vuole un bel po’ di tempo!
Ultimamente puntare sul “peso” dei libri è diventata una strategia di marketing. Più grossi sono e più le gente è invogliata a spendere, perché il rapporto spesa-dimensioni del volume deve essere il più possibile sbilanciato verso il secondo.
Problema collaterale: il 99% delle ponderose opere in libreria esauriscono il loro valore (se ne hanno) entro le prime 100-200 pagine. Il resto è brodo allungato.
Ma a quanto pare la valutazione la fanno in pochi. E gli esperti di marketing hanno capito che “le dimensioni contano”, anche in letteratura.

venerdì 1 settembre 2006

CLONAZIONE, a dir poco...



Qualche giorno fa, durante un concerto dei POISON ad Atlanta, il bassista BOBBY DALL tira il suo strumento in testa al cantante BRET MICHAELS. Bret, constatato con sollievo che il suo cappello non era volato via (rischio di esibire la pelata incipiente davanti ai fans), risponde scagliando l’asta del microfono contro il suo compagno. Poi dichiara sul palco che quello probabilmente è “l’ultimo concerto dei Poison”!
I 3 componenti della band (CC DeVille alla scarsa chitarra, Rikki Rockett alla ridicola batteria e Bobby Dall all’inutile basso… ma li apprezzo lo stesso!) decidono di contattare dei rimpiazzi. Urgentemente. Perché c’è un tour da terminare. E i Poison riescono ancora ad attirare gente.
E chi chiamano, tra i tanti?
Sopra vedete la foto del cantante di un gruppo tributo dei Poison. Si chiama JETT MICHAELS. L'altro è quello smargiasso di Bret.
Vi sfido a riconoscere quale dei due è l’originale e quale la copia…

martedì 29 agosto 2006

METAL CRUSADE pt. 6 - The Night Before, The Morning After


Perché rassegnarsi alla fine del Wacken se possiamo farlo durare in eterno? È un pensiero molto logico dopo 5 litri di birra, svariati superalcolici e una grigliata…
E quindi non ci rassegniamo. Fuga all’accampamento, ingestione di birra-grappa-benzina-insetticida-idromele-bistecche, attraversamento furibondo dell’area campeggio e ingresso trionfale nell’area del Metal Karaoke.
Il DJ crede di essere a Jesolo e mette su canzoni al cui confronto “Sweet Home Alabama” sembra grind. Mai domi, ci lanciamo nella Danza delle Scuse, il cui creatore è sotto il titolo. I Metallari presenti sembrano non capire, poi pensano che sia qualche danza popolare finlandese e, siccome i Korpiklaani sono di gran moda, si uniscono a noi. Una parata di macachi ubriachi.
Ad un certo punto la musica finisce. Sono le 5. Ci incazziamo. Siamo Italiani, noi! In Italia alle 5 mangiamo la pasta con le sarde e poi siamo pronti per spaccare di nuovo.
Restiamo nell’area insieme a qualche altro frustrato. Un punkabbestia di Bergamo cerca di intrattenere conversazione con noi, ma la vergogna è troppa per poterlo sopportare e viene giustiziato nei vespasiani.
Alcuni nostalgici inscenano una protesta vibrante incatenandosi alle transenne del WET Stage. Poi capiamo che sono stati 3 teppisti italiani a legarli con l’inganno. Pazienza, resteranno lì fino al 2007, ad imperituro monito per tutti coloro che si fidano di noi Italiani! Pizza Mafia Rulez!
Un’alba grigia scaccia le tenebre. Il rientro verso le tende è lento e greve come la scalata di Gesù al Golgota. Alcuni valorosi stanno già caricando auto, pulmini, carrozze, slitte, per evitare la coda del mattino. Altri valorosi dormono ai bordi del sentiero, immersi nelle pozze di piscio altrui: gente tosta, sono 4 giorni che li vediamo dormire lì e non hanno nemmeno cambiato posizione.
C’è tempo per qualche altro alcolico, giusto per svenire. Tra un po’ sorgerà il sole e tramuterà le tende in camere a gas: meglio essere privi di sensi. Al risveglio peso 35 kg e sono alto meno di un metro. Qualcosa si è aspirato tutta l’acqua del mio corpo. Forse quella testa enorme che occupa quasi tutta la tenda?
Esco. I compagni di viaggio stanno già caricando le auto. Ma sappiamo che è troppo presto per partire. Meglio mangiare tutti gli avanzi dei 5 giorni.
Nel frattempo… Vandalismo! I Tedeschi al Wacken si portano dietro una quantità di cose che poi abbandonano lì (gazebo, tende, castelli di carta, tavoli, divani, frigoriferi, bambole gonfiabili). È usanza, per quelli che si trattengono un po’ più a lungo, fare a pezzi ciò che resta nel campeggio. Vista la superiore capacità devastatrice di 3 animali che ci siamo portati su da Treviso, una giovane fanciulla si avvicina e chiede: “Volete distruggere dei fusti di birra?”. I fusti durano pochi secondi. Campioni del Mondo! Campioni del Mondo!
E infine si parte! Tappa al Supermarket per lasciare i vuoti (visto che ti restituiscono dei soldi) e fare il pieno di schifezze per il viaggio (patatine al sapore di arachidi… donano subito 3 kg in più!). Poi via verso il Burger King di Itzehoe.
Ma questa è un’altra storia e bisognerà raccontarla un’altra volta…

lunedì 28 agosto 2006

METAL CRUSADE pt. 5


Sabato 5 agosto.
METAL CHURCH. Costretti a esibirsi a mezzogiorno sul Party Stage (mentre sul Black Stage gli Aborted ci fanno vergognare di essere Metallari), gli eroi di Seattle rispondono da loro pari. Canzoni che ancora oggi non hanno perso un’oncia del loro valore, compattezza e potenza a profusione. Il nuovo cantante squarcia i timpani. “Watch the Children Pray” e “Metal Church”… bastano come biglietto da visita?
Le band seguenti le ho trascurate per disinteresse (Caliban, Fear Factory) o perchè le avevo già viste (Arch Enemy… e i fans che sbavano per quel trans di Angela). Metal Market (conquisto la discografia di Lizzy Borden!) e Chili con Carne! E sono di nuovo pronto per il Metal!!!
MORBID ANGEL. Li avevo abbandonati all’epoca della fuga di Vincent, me li trovo adesso che il figliol prodigo è tornato all’ovile. Grandi come sempre, molto meno dozzinali di quello che si può pensare. Trey resta un maestro nell’evocare i Grandi Antichi con i suoi solos (davvero sembrano le melodie dei flautisti ciechi che circondano il demone sultano Azatoth!). Ma quanto è invecchiato Dave Vincent…
THE DOGMA. Italiani da supportare. Power prog, tra Labyrinth e Symphony X… Italian Metal, nel bene e nel male. Ma sono preparati e coinvolgenti. Un po’ di esperienza in più e potrebbero riservare delle sorprese. Paiono piacere alle ragazze, peccato che al Wacken le donne fai prima a saltarle che a girarci intorno!
GAMMA RAY. Kai (calvizie incipiente camuffata sotto coppoletta di lana) e soci fanno il solito concerto dei GR. Le canzoni ci sono, la voce stavolta tiene, il pubblico partecipa. 20 anni sui palchi servono eccome! Il periodo di “Land of the Free” non tornerà più, ma le canzoni ce le gustiamo lo stesso. Immarcescibili.
SOULFLY. Devo sorbirmeli per mantenere la prima fila (Whitesnake in arrivo!). Mi hanno sempre fatto ridere, col loro voler essere a metà strada tra “Roots” (Sepultura) e il flirtare col nu metal. Non cambio idea dopo questo show. Un gruppo inutile, che si scioglierà quando si riformeranno i Sepu e di cui nessuno si ricorderà.
WHITESNAKE. Mr Coverdale arriva sul palco con camicia aperta, il petto esposto all’adorazione delle donne. Donne? Sissignori: donne! Mai prima d’ora mi era capitato. Signorine di ogni età (compresa un’armata di tardone sui 50) che urlano isteriche mentre l’arzillo sessantenne rotea l’asta del microfono e si lustra il popparuolo con fare lascivo. Lo sguardo che feconda? Sissignori, lo sguardo che feconda. E fortunati noi in prima fila che siamo stati letteralmente molestati da ragazze in calore. Irripetibile. Il concerto? Coverdale ci mette un paio di pezzi a carburare, poi spacca il mondo. La band trasuda talento a ogni nota e non sbaglia un colpo. Doug Aldritch (che non vede l’ora di sfoggiare gli addominali) e Reb Beach sono perfetti, il batterista (uguale alla Befana!) spara un assolo a mani nude. Inutile elencare la scaletta. Troppo poco 1 ora abbondante per rendere giustizia alla storia della band. Ma quello che abbiamo avuto, signori, ce lo siamo goduto!
EMPEROR. Suonare dopo i Whitesnake... Gli Emperor sono esattamente come su disco. Nel bene e nel male. Per quanto mi riguarda, encefalogramma piatto. Ma forse è perché non digerisco più tutta l’ideologia che sta attorno al black metal. E forse non la digeriscono nemmeno gli Emperor…
ROSE TATTOO. Rock’n’Roll! Non ho mai sentito una canzone dei RT, non me ne ricorderò nemmeno una dopo questo show. Però mi sono divertito. Concerto a tratti commovente, un po’ per la partecipazione di band e pubblico, un po’ perché il Festival sta finendo. Altra band scandalosamente relegata nel Party Stage… Meditate, organizzatori, meditate quando farete la scaletta per la prossima edizione.
FINNTROLL. È la terza volta che li vedo e non hanno mai avuto suoni decenti. Sono sfigati o non sanno suonare? Il dubbio è lecito!
FOREVER SLAVE. Siamo molesti. Del gruppo spagnolo (Nightwish dei poveri, nulla di più) non ce ne frega niente, anche se hanno una cantante che si fa notare (non certo per la voce). Balliamo al ritmo della Danza delle Scuse. I Tedeschi non capiscono ma sono in fase scimpanzé e gradiscono. Conosciamo un gruppo di Spagnoli che tifano contro i Forever Slave perché sono il loro gruppo concorrente: diamo corda per ottenere birra, ma sono dei pidocchiosi.

A breve, la conclusione della serata e the morning after…

giovedì 24 agosto 2006

METAL CRUSADE pt. 4


Venerdì 4 agosto.
“My Ass is Virgin”. Questo recava scritto un cartello ostentato da una soave fanciulla avvolta in una bandiera della Finlandia. Solo a Wacken! Se fa una cosa del genere in Italia, in 3 minuti le sverginano anche le orecchie…
Altre brevi recensioni delle band che mi hanno intrattenuto.
WINTERSUN. Tra Children of Bodom (anche per la voce) e power nordico, si confermano gruppo inutile e colonna sonora per la visita al Metal Market.
LEGION OF THE DAMNED. Death-black ignorante suonato da zappatori. Musica per bambini satanisti, grazie a gente così il Metal sarà sempre preso per il culo.
DANKO JONES. Una gradevole sorpresa. Rock’n’roll minimale ma carico di groove e di energia animalesca. Danko è un istrione, la gente apprezza anche se di canzoni veramente buone ne ha scritte 5-6. Da vedere live.
NEVERMORE. Di sicuro il gruppo più “pesante” del Festival, con buona pace degli appassionati dei generi più estremi. Nessuno è riuscito a tirare mazzate sui denti così dolorose. “Pesanti” nel bene e nel male: o li si ama, o li si odia. Io mi godo i pezzi che conosco, poi passo oltre.
SOILWORK. Confinati nel Party Stage e ci stanno stretti. Mentre gli Opeth fanno addormentare la gente fino in Danimarca, i Soilwork spaccano. Grandi suoni, melodie interessanti, coinvolgenti sul palco. Avessero inciso un paio di dischi in meno, non avrebbero disperso così tanto il loro talento. Promossi.
KORPIKLAANI. Amati da tutti gli ubriaconi, sono sacrificati sul Party Stage. Resisto per 2 pezzi, poi i suoni impastati e la calca disumana mi spingono alla fuga. Bella impressione, ma tutto il folk metal finnico mi sembra una gran pacchianata e non riesco a trovare gruppi che valga la pena di ascoltare.
CARNIVORE. Peter Steele unico membro originario. Il gruppo ha sempre fatto cagare, ma lo sapevano anche loro. Suonano da cani, Peter esegue più sorsate di vino che note col basso. La gente apprezza le prima canzoni, poi si disinteressa. Le battute di Mr Steele sono sempre argute e acidissime, potrebbe dedicarsi solo a quelle...
CHILDREN OF BODOM. Ero a mangiare, ma pare che abbiano fatto un concerto normale, benedetto da uno straordinario afflusso di gente. I medici hanno avuto il loro bel daffare. Molte donzelle tra le prime file, per accaparrarsi le occhiate malvagie di Lahio. Ma solo un cantante al mondo può “ingravidare con lo sguardo”!
CELTIC FROST. La Storia del Metal Estremo. Suoni pessimi ma carisma da vendere. Non me ne è mai fregato nulla dei CF (a parte l’album glam “Cold Lake”), ma sono stati impeccabili e hanno riscosso il meritato tributo. Tom Warrior, volto gonfio come un pallone, non ha più capelli e indossa un berretto uguale a quello di Kai Hansen (un altro la cui stempiatura corre inesorabile verso la nuca).
DESPAIRS RAY. Abbandono i CF per scoprire questo splendido gruppo giapponese. Modernissimi (tra Nine Inch Nails e Rammstein) ma con riff cromati anni ’80 e compressi come esige il nuovo millennio. Si dimenano come ossessi, hanno un frontman che sputa sangue e un tiro micidiale. Peccato che gli album siano introvabili. Dal vivo mi hanno impressionato, sarebbe giusto verificare la resa su CD.
MINISTRY. Casino allo stato puro, cacofonie insopportabili per un gruppo che non aveva alcuna ragione di esibirsi a Wacken. E i comizi politici andate a farli davanti alla Casa Bianca, pagliacci!
METAL INQUISITOR. Più classici di così! Clonano riff di Iron, Judas, Accept, Saxon. Il cantante ha più voce che capelli e l’abbigliamento in spandex e giubbotti con toppe anni ’80 li ghettizza tra i nostalgici. In Germania avranno anche il loro seguito, ma in Italia abbiamo gruppi dello stesso genere che spaccano il doppio e copiano la metà. Divertenti, suvvia!
BATTLELORE. Gruppo che scrive concept sul Signore degli Anelli. Power metal con doppia voce (femminile pulita e maschile gutturale). Indigesti come un kebab con peperoni e banane.
PRIMAL FEAR. Bravi bravi bravi. Copiano, ma con classe e rispetto. Scheepers è una macchina da acuti e la sua definizione muscolare ha raggiunto l’ideale compromesso tra massa grassa e fibra resistente.
AMON AMARTH. Joan Hegg irrompe sul palco a petto nudo e Wacken lo ama: panza da birra degna dell’80% dei Tedeschi del Festival. Uno di noi (anzi, di loro)! I fonici pensano sia una grande idea eliminare le chitarre, in modo da farci godere l’esibizione del batterista più statico e monotono del Festival. A metà concerto sale sul palco una compagnia di rievocazione storica che inscena uno scontro tra Vichinghi e qualcos’altro. Divertente e interessante. Peccato che poi torni a suonare il gruppo. “Once Sent from the Golden Halls” resta il picco compositivo, il successo successivo è slegato dalla qualità musicale.
Ma noi stiamo già strisciando verso l’accampamento…

mercoledì 23 agosto 2006

Prossimamente... abbiate fiducia

METAL FAMILY

Che bello incontrare a Wacken mia zia Peppina. Suona la chitarra nei Destruction e si dimentica sempre di depilarsi i baffetti. Vai zia, sei l’orgoglio di tutta la famiglia! La zia è quella a sinistra, pagliacci!

lunedì 21 agosto 2006

METAL CRUSADE pt 3

Gli Scorpions salutano i lettori di questo Blog e incornano Padre Pio

Giovedì 3 agosto.
Dopo aver ceduto all’esuberanza verbale nei primi 2 post, mi rimprovero da solo: sarò più conciso. Passo quindi a una breve recensione dei gruppi che hanno suonato il primo giorno.
FASTER INFERNO: stavo digerendo, quindi non ho prestato attenzione. La professionalità si spreca… però come chitarrista c’è il figlio di Michael Schenker, che in tarda serata si esibirà anche con gli Scorpions senza suscitare entusiasmi.
VICTORY: saranno anche banali, ma al sottoscritto piacciono. Hard Rock con gli attributi, ottima presenza scenica, un cantante che dà l’anima e i polmoni. Un po’ di riff per fare headbanging, qualche ritornello ruffiano ma virile da cantare a squarciagola. Che volete di più? E poi “On the Loose” e “Standig Like a Rock” restano grandissimi pezzi!
MICHAEL SCHENKER GROUP: ennesima reincarnazione del MSG. Non li ho badati troppo perché dovevo soddisfare la mia dipendenza da pasta e aringa affumicata. Mi ha impressionato il cantante, per quello ho sentito. Il rissoso Schenker non sembra più Obelix con la chitarra, quindi forse beve e si droga un po’ meno. I Tedeschi lo amano e non fanno mancare il dovuto supporto
(Quando un Tedesco supporta un gruppo, fa su e giù con la testa e beve birra. Quando non lo supporta, resta immobile a guardare e beve birra).
SCORPIONS: veri eroi in Germania, si presentano con un set lunghissimo che ripercorre tutta la loro discografia. Soprattutto i primi album, così riescono a far suonare qualche pezzo anche a Uli Jon Roth (il fratello di Zeno!!! Chi ha orecchie per intendere…) e a Michael Schenker. Klaus, il cantante, non perde una nota e fa una gran figura, ma il trionfatore è Rudolf Schenker, che essendo molto più scarso degli altri chitarristi decide di attirare l’attenzione con copricapi da Carnevale di Rio e passando tutta una canzone a testa in giù (senza suonare, e i maligni a dire che non si è sentita la differenza). Le canzoni famose ci sono tutte, manca “Wind of Change” e forse è un peccato, ma è sempre meglio una ballad in meno e una canzone rock in più. Il batterista si ridicolizza col peggiore drum solo del Festival. Impagabile Michael Schenker che non suona la ritmica quando sono gli altri chitarristi a fare gli assoli. Uli Jon Roth crede di essere Hendrix e chi siamo noi per smentirlo?
Gran concerto, grande partecipazione del pubblico, enorme produzione sul palco. Molti abbandonano Wacken dopo l’esibizione degli Scorpions, il che la dice lunga sull’affetto che il gruppo suscita in Germania.

Il resto della giornata era stato occupato assaggiando le mille prelibatezze alimentari che offre il Festival. Quest’oggi: panino con aringa, panino con gamberetti, chili con carne! E ancora, durante l’MSG, pastasciutta al curry incendiario gentilmente offerta dallo chef dell’Accampamento Trevisano. Poi, in giro per il Metal Market, la Festa della Birra, Metal Karaoke, cessi a pagamento…
Stay Metal fino a domani!

venerdì 18 agosto 2006

METAL CRUSADE pt. 2 - Grill Odyssey


Wacken by night: non si dorme. Tra generatori che stantuffano, stereo che eruttano tutto lo scibile in campo metallaro, cori bavaresi, rutti e peti, è impossibile concedersi al sonno.
Se non puoi batterli, unisciti a loro. E quindi, grande grigliata al campo della Brigata Metallara. Annaffiata da ettolitri di birra, ovvio. E dopo l’esagerazione alimentare, via all’esagerazione alcolica: grappa, vodka, Jack, sakè (Only for the Brave). La resistenza degli intestini è messa a dura prova. Ma perché dobbiamo essere solo noi a godere di tanto ben di Odino? Condividiamo dunque coi nostri vicini di accampamento, Tedeschi panzoni dediti al culto della birra e di Satana. Solitamente timidissimi, gli abitanti di Germania si sciolgono nell’ebbrezza e diventano socievoli come scimpanzé, anche se finiscono per molestare solo i maschi. Evidentemente il Metallaro nordico vede le donne con timore e preoccupazione. In soccorso delle donzelle devono intervenire gli Italiani!
La notte avanza, i contorni si fanno confusi, la musica rimbomba nelle orecchie mentre il nettare degli dei viene avidamente ingurgitato dai voraci Metallari di Treviso. Chi si ricorda che è successo? Strani fenomeni da baraccone invadono il nostro campo… un gay ubriaco cerca di ingropparsi qualcuno di noi, un pelato satanista chiede delle salsicce da sacrificare a Satana… personaggi dalle passate edizioni del Festival vengono a ripetizione di degustazione di alcolici (i Tedeschi trangugiano senza ritegno, desiderosi di ubriacarsi per scendere i gradini dell’evoluzione umana nel minor tempo possibile).
Un enorme samurai di 2 metri dalla testa sproporzionata irrompe biascicando in veneto-giapponese. Pare abbia perso dei preziosi animali da compagnia. Butto giù altro sakè e lo seguo al Metal Karaoke, dove vago sperduto in mezzo a capelloni barbuti. La Provvidenza mi riconduce al campo, dove si continua a inserire alcol nello stomaco. Vedo più gente a 4 zampe che a 2…
Ma perché facciamo ciò?
Signori, tira una brocca spaventosa di notte a Wacken! La temperatura precipita verso la solidificazione dell’acqua, la nebbia invade il campeggio e lo trasforma nel cimitero di Dracula. O si accende un falò, col rischio di dare alle fiamme gli antri dei nostri vicini satanisti, oppure si dà fondo alle bottiglie di alcol e ci si getta a dormire a caso su qualche superficie morbida.
La tenda che ha l’onore di ospitarmi è condivisa con altri 3 uomini dall’odore molto penetrante. Mentre dormono, hanno anche la cortesia di imitare gli animali della savana. Una testa grande come uno Zeppelin minaccia di schiacciarci. In più, appena spunta il sole la tenda si trasforma in camera a gas con temperature sahariane. L’istinto di sopravvivenza mi impone si strisciare fuori. Sono circondato da migliaia di Metallari, eppure sono solo a contemplare i resti della grigliata ricoperti di rugiada (poesia, poesia).
Intanto, in sottofondo, i Cannibal Corpse mi augurano il buongiorno…