martedì 28 agosto 2007

W.O.A. 2007 pt. 5 - Finalmente si suona


Venerdì 3 agosto. Venerdì. Il giorno che non contava niente quando ero alle superiori e che ora è invece meta ambita… se non fosse che adesso lavoro a scuola e quindi anche il sabato si deve dare! Comunque, il tempo incoraggiante mi spinge verso l’area concerti. Il pericolo cagotto è stato scongiurato.
Ingresso area concerti. Coda chilometrica. Bestemmie. C’è un incendio davanti al Black Stage e il fumo ha invaso il palco. I Napalm Death stanno suonando (?!) mentre molta gente non riesce ancora ad accedere al loro palco. Urla e pericolo di sommossa. I soliti italiani (questa volta NON gente che mi ero portato dietro) incitano a spingere per entrare, col solito atteggiamento da nordafricani che ci rende RIDICOLI in tutto il mondo. Alle fine, anche senza spinte, si entra. Diciamo pure che è stato un Wacken pieno di intoppi, ma l’organizzazione ha sempre saputo trovare rimedi tempestivi ed efficaci.

Da notare come la gente sia diminuita molto. Sicuro alcuni sono collassati in area campeggio, ma è anche vero che molti vedono il primo giorno di concerti e poi se ne vanno. Quindi l'affollamento diventa sostenibile e io posso vedere i seguenti gruppi...


COMMUNIC. Muro sonoro devastante, e sono solo in tre. I due album li ho ascoltati senza grosso interesse, troppo “modernisti” per i miei gusti, ma sul palco avanzano irrefrenabili come una carica della cavalleria normanna. Gran cantante, tra l’altro. Da rivalutare.
THERION. Sacrificati alle due del pomeriggio (meritavano le tenebre) e con suoni decisamente fuori registro. Ma gli svedesi hanno saputo dare vita a uno show intrigante. Quattro cantanti: il nuovo Thomas Vikstrom, piccolo e tondo ma con piglio da vero rocker… e ci credo, visto il curriculum; Snowy Show, il gigante albino, uno degli ultimi Veri Personaggi del circo del Metal; due ragazze che non ho avuto il piacere di riconoscere (ma sicuro le hanno assunte per le capacità artistiche, visto che l’avvenenza sta altrove). L’ultimo disco piacevole resta “Secrets of the Runes”, il capolavoro è “Theli”, loro lo sanno ed estraggono il meglio della loro discografia. Johnsson è sapiente compositore tanto quanto inutile chitarrista. Infine, sfoggiano il peggiore sfondo di tutto il festival, un’immagine talmente brutta che potevano esibirla alla Biennale. Promossi, piaciuti, avanti il prossimo!
POSSESSED. Visti al volo, un paio di pezzi. Caciaroni più che potenti. Il valore storico non si discute, ma è chiaro che un certo modo di suonare “estremo” non ha retto il passare del tempo (vero, Venom?). Un plauso a Jeff Becerra, il cantante: un incidente gli ha paralizzato le gambe qualche anno fa e lui si esibisce in sedia a rotelle! METAL!
FALCONER. Un progetto da studio che viene portato dal vivo. Fallimento su tutta la linea. Fedeli a quanto inciso, ma privi di qualunque verve… encefalogramma piatto. Cantante particolarissimo e originale (di solito canta a teatro), ma assolutamente fuori luogo e incapace di gestire un pubblico Metal. A mai più…
LACUNA COIL. Unico gruppo nostrano a Wacken. In Italia serpeggia un disprezzo immotivato per i LC, che non hanno alcuna colpa se non di essere riusciti a superare il provincialismo italiota e giocarsi le proprie carte all’estero, invece che stare qui a esibirsi nei pub. Bravi in quello che fanno, moderni e melodici quanto basta. All’estero spesso non ci credono che sono italiani, perché “Italia = dilettantismo” e loro sono ultra-professionali. Cristina è ormai front-woman consumata, gli altri non sbagliano una virgola e ci rendono orgogliosi di dire “Italiaaaaaaaaaa”! Alla faccia dei trogloditi che li prendono a bottigliate.
BLIND GUARDIAN. Sullo show non dico nulla. Mi piacciono troppo per valutarli. Sono sempre loro, nel bene e nel male. E anche il male è sempre delizia coi Blind. Nota a parte: bodysurfing per tutto il concerto… decine di corpi sollevati e trascinati verso le transenne, con svariate cadute da trauma cranico di pregevole fattura.
DIMMU BORGIR. Visti mentre stavo disteso sulla paglia come un Dinamite Bla Metallico. Come al solito si è assistito ad una simpatica carnevalata, con la band che si pitta e si riempie di borchie solo per contratto e centinaia di ragazzini privi di senso del ridicolo che ostentano croci rovesciate. Certo che, dal punto di vista del Marketing puro, Satana vende…
ICED EARTH. Chissà cosa è successo… tutti si aspettavano il concerto evento, e invece tanto tuonò… La band è ovviamente impeccabile, ma ha innestato da poco 3 nuovi elementi e di sicuro sono tutti da rodare. Ripper Owens è nella TOP 5 degli Heavy Metal Screamers, veramente una macchina da guerra… il suo difetto è la presenza scenica e il non essere proprio a suo agio con il repertorio di Barlow. Mi è sembrato uno che canta negli IE solo perché lo pagano. Anche il pubblico non reagisce in maniera roboante, se non nelle prime file. Rimandati, e lo dico con dispiacere perché la band mi piace, anche con Ripper alla voce.

SAMAEL. Suonano dalle 2 alle 3 di notte. Giusto così. Le tenebre più profonde sono il regno del demone Samael. Chitarre, basso, tastiere e batteria elettronica. Moderni ma non “modernisti”, in continuo progresso nella loro evoluzione sonora, che li porterà oltre le stelle e nei vuoti cosmici tra i pianeti. Vorph, il cantante, è IL frontman: oscuro e carismatico, uno sciamano cosmico. Anche se non piacciono, vanno visti dal vivo. Peccato per l’esibizione sul PARTY Stage, ma la dimensione più raccolta ha donato maggiore intimità all’esibizione. Se qualcuno apprezza le evoluzioni del Metal moderno e la contaminazioni con elettronica e computer, i Samael rappresentano l’Alfa e l’Omega del genere.


E' ovviamente successo molto altro, ma in questo post prevale la musica... suvvia... comunque ho mangiato uno spiedo di mezzo metro (nota di colore aggiunta a lavori quasi conclusi)

giovedì 23 agosto 2007

W.O.A. 2007 pt. 4 - E la musica dov'è?


Giovedì 2 agosto. Tempo contraddittorio. Promette sole in mattinata e poi tradisce con pioggerellina. Non ci si deve fidare del tempo.
La zona pre-area concerti (quella delle Festa della Birra) è stata rimessa in sesto dalle ruspe. C’è paglia ovunque, quindi non si affonda nel fango. A meno che tu non lo voglia. E tra migliaia di Metallari, qualche centinaio sicuramente vuole. Sporchi, fangosi e pieni di birra: fanno molto folklore, anche se suscitano un minimo di disappunto quando cercano di abbracciarti.
I cessi di Wacken. Ce ne sono tanti. Anche se l’utente del festival predilige inoltrarsi nei campi, sfidando sabbie mobili e propri simili per provare l’emozione di svuotare la vescica in mezzo alla natura. A volte però la birra provoca disorientamento e ti trovi qualcuno che ti piscia sulle scarpe. Senza malizia, comunque. Da quest’anno era anche possibile affittare un cesso personale, dove potevi espletare in tranquilla solitudine, senza ingombranti presenze di qualunque genere e odore. Non so se a qualcuno sia venuto in mente di affittarlo, ma vedendo i ceffi in giro tenderei ad escluderlo.
Ci sono anche le docce. Quest’anno ho deciso di approfittare di mezz’ora libera per provarle. Alla modica cifra di euro 2,50 ho goduto della seguente esperienza: doccia calda in un casermone tipo galera U.S.A., pieno di nordeuropei tatuati, panciuti (la panza è genetica), spesso tinti di nero (con la ricrescita bionda, che loro ritengono fighissima e che mi ha donato impagabili momenti di ilarità)… nel dubbio ho prestato attenzione a non far cadere la saponetta.
Altra cosa rilevante: è il primo giorno del festival. Le esibizione cominciano nel pomeriggio. Insieme ad una pioggia fastidiosa. Dei gruppi “grossi” che si esibiscono mi interessa poco: BLITZKRIEG (li ho già visti al PlayItLoud), ROSE TATTOO (grandi, c’erano anche nel 2006), SODOM (non ho mai provato il minimo interesse per questi tre agricoltori) e SAXON (che a Wacken fanno sempre uno show con megaproduzione, pyros, luci, ecc., ma suonano qui con la frequenza dei Motorhead). Quindi recensisco l’unica band che ho visto.


TYR. In un W.E.T. Stage (il palco coperto, Wacken ha 4 palchi: 2 pincipali, 1 medio e 1 minore, il W.E.T.) affollatissimo la band fa un’esibizione precisa e intensa, anche se troppo breve. La loro musica, complessa e affascinante, intrisa di folk nordico e dirompente con robuste cavalcate metalliche, rende benissimo dal vivo. Eseguono anche delle riletture di canzoni popolare delle Isole Far Oer, luogo da cui provengono: si tratta di vere e proprie canzoni da osteria, che mettono allegria e voglia di brindare. Sarà anche stato lo stretto contatto con centinaia di energumeni sudati…


La fine del concerto dei Tyr mi fa realizzare che quest’anno gli organizzatori forse hanno fatto un passo falso. C’è davvero TROPPA gente. Non ci si muove nemmeno. Per uscire dall’area concerti devo spingere, strisciare, urlare, manovrare, ma alla fine la vittoria è mia. Vorrei restare a dare un’occhiata in giro, ma l’area concerti è full e non si passa: mai visto a Wacken!
Pieno di brutti presentimenti, mi reco all’accampamento e decido di trascorrere il resto della serata in riflessione (oggetto della riflessione: ma dove avevo preso il colpo di freddo che mi obbligava ad andare in bagno ogni 15 minuti?).
E intanto la solita nebbia notturna del Mare del Nord invade il campeggio…

lunedì 20 agosto 2007

W.O.A. 2007 pt. 3 - Dolce Far Nulla


Mercoledì 1 agosto. Il nuovo mese inizia con un’alba promettente e pregna di aspettative. Sole alto in cielo e inebriante odore di grigliata.
Mi reco spavaldo in area concerti per cambiare il mio biglietto con il prezioso braccialetto e con la Full Metal Bag. La suddetta borsa, al modico costo di euro 20 (compresi nel prezzo del ticket), fornisce: 1 impermeabile di Wacken e 1 sacco della spazzatura di Wacken (intercambiabili, nel senso che sono uguali), 1 penna di Wacken, 1 CD con qualche gruppo che suona a Wacken, 1 adesivo di Wacken, 1 collanina di Wacken… mancava solo 1 mucca di Wacken e avevamo esaurito i prodotti locali.
Il Festival non è solo musica. Certo, il 90% è musica. O almeno, è il valore che io do alla musica. Ma ci sono tutta una serie di eventi collaterali IMPERDIBILI. Il Metal Market permette al baldo Metallaro di dilapidare patrimoni in abbigliamento, chincaglieria, CD e vinili, armature (!), corni d’osso, scarponi da rocciatore. Ogni anno l’offerta è sempre più ampia e variegata. Per l’anno prossimo mi aspetto anche uno stand per il commercio di schiavi.
Poi abbiamo l’aspetto più squisitamente culinario. Il tedesco non sa mangiare, sa solo grigliare a caso e poi ricoprire tutto con salse variopinte. Ovvio che gran parte del cibo a disposizione sia colorato come un trans al carnevale di Rio. Anche gli effetti collaterali spaziano da una gestibile acidità di stomaco al temibile “spruzzo incendiario” fino allo svenimento mistico con visione di Sant’Artemio trafitto dalle frecce dei Saraceni. Prelibatezze supreme: panino con aringa cruda, panino con aringa macerata nell’aceto e impanata, panino con salmone crudo e cipolla, chili con carne (colore rosso mattone), cibo vietnamita che cambia nome in continuazione ma ha sempre l’aspetto di vermi alla busara, Gepetto’s Original Italian Pizza (un disco di pasta con sopra ragù, emmenthal e salame crudo), panino all’aglio.
Da bere… vabbè, si sa.
L’utente del Wacken non è estremista come quello del Bang Your Head. Puoi mettere le magliette che vuoi senza temere rappresaglie (laddove al BYH se hai la maglia di un gruppo che ha pubblicato per la prima volta in CD anziché in vinile, ti appendono per le unghie dei piedi). Ma il tedesco conserva comunque la passione per il gruppo sfigato, e quindi ancora una volta ho potuto ammirare la ragazza che indossa la canotta degli Incubator. È bello rivedere volti noti…
E di volti, noti o no, se ne sono visti un casino. Il festival è esaurito da un mese e più. Continua ad arrivare gente da tutto il mondo, si affollano come quarantenni ad un corso di latino-americano. La grande affluenza è in parte merito di un documentario intitolato “Full Metal Village”, che narra il rapporto tra gli abitanti di Wacken e la Popolazione Metallara: il documentario ha avuto un grande successo nei paesi di lingua tedesca e ha fatto aumentare a dismisura la fama del festival.
Come si può evincere, il mercoledì a Wacken non si combina nulla dal punto di vista musicale. Le ruspe lavorano per sostituire il lago di fango con paglia e fieno: non perché anche la vacche debbano assistere al festival, bensì perché avremmo evitato l’effetto sabbie mobili. Cosa sempre gradita a chi ha pagato i suoi 100 euro di biglietto.
Miglior gruppo della giornata di mercoledì: ogni singolo Metallaro che intona cori mentre griglia e beve. Quindi, complimenti Metallari di Wacken. Siete i migliori della giornata. Anche quelli che cantano (!?) le canzoni dei Six Feet Under.

domenica 19 agosto 2007

Mi sono fatto...

... una vacanza tra i colli toscani. Bella compagnia, ottimo vino, bistecche alla fiorentina. E il Metal? Vabbè, la Toscana è la terra della Strana Officina. E avendo chiamato in causa un "nume tutelare" del Metallo Italiota, mi metto al sicuro da ogni critica. Facile, no?
E' una valida scusa per aver trascurato il blog per circa una settimana?

Ma adesso sono tornato e a breve saprete tutto ciò che c'è da sapere su Wacken e che nessuno si prende mai la briga di scrivere!

martedì 14 agosto 2007

MELIDIAN - Ready To Rock



Riff cromati, tastiere angeliche, batteria incalzante, basso quadrato, voce roca&virile...

Perfetto bilanciamento

Un altro gruppo che doveva farcela

Grazie a Walter per l'involontaria dritta su questa band. Ma allora è vero che ai tempi si faceva tutto meglio? PS il video parte dopo 22 secondi, abbiate pazienza e la vostra estate acquisirà un senso

lunedì 13 agosto 2007

W.O.A. 2007 pt. 2 - Arrivo...


Martedì 1 agosto, tempo beffardo e ingannevole.
Notizie inquietanti da Wacken mentre lasciamo Monaco. I nostri agenti sul posto riferiscono di tempeste e pioggia orizzontale. Non si può parcheggiare nell’area campeggio causa fiumi di fango. Le auto vanno lasciate in aree apposite e si arriva a piedi al campeggio, ovviamente carichi come profughi.
Sarebbe stato bello dire che questa è un’altra storia, ma il Fato ha voluto che la storia fosse proprio questa. E quindi questa devo raccontare.
Siccome nel viaggio di avvicinamento a Wacken non è successo molto, scrivo a caso. Ho notato per esempio che nella narrazione uso il “noi”. Sarà per lo spirito di appartenenza alla Comunità Metallara, sarà per coinvolgere chi quelle cose le ha vissute… però fa troppo “Metallica del primo album”. Quindi d’ora in poi passo alla prima persona singolare (IO). Così il mio Ego è soddisfatto e posso esprimere le mie opinioni senza coinvolgere poveri innocenti.
1. Il tempo in Germania è imprevedibile, un po’ come i vincitori del Tour de France.
2. I tedeschi sono simpatici e compagnoni solo quando bevono, sennò sono rigidi come dei baccalà.
3. Se un cameriere non capisce l’ordinazione, nel dubbio ti porta una birra da litro.
4. Gli autogrill hanno prezzi da suicidio, ma i cessi con lavaggio automatico del sedere sono incantevoli. E appendono sempre davanti ai water la pubblicità dei caminetti Kago… ho deciso che un giorno il “Genua 161” sarà mio…
5. Lassù sono ancora incazzati perché li abbiamo battuti in semifinale ai Mondiali. Va bene tutto, ma sostenere che i tedeschi abbiano dominato la partita è come difendere a spada tratta la verginità delle veline…
6. Non è vero che le eoliche rovinano il paesaggio, anzi… quindi i Verdi italiani, che girano il mondo solo per andare ai Caraibi, possono andare a cagare (scusate l’eufemismo)
Alla fine si arriva a Wacken. Sono le 10 di sera, non piove ma è di certo passato un uragano: pare Pederobba a Novembre. Gli unici contenti sono i bovini, che alla fine rappresentano il 90% degli abitanti di Wacken. Il supermercato è ancora aperto e mi getto dentro a comprare generi di prima necessità: energy drink (Red Bull da 0,35!!! Higher Power), patatine al bagigio, deodorante all’aglio, cipolle fritte, Original Italian Raviolos (!), ecc.
Poi è il momento di parcheggiare in un campo fangoso, caricarsi di tende e bagagli e raggiungere il campo che ci era stato riservato dai nostri agenti giunti un paio di giorni prima. Eccellente posizione: 100 metri dall’area concerti, 20 metri dai bagni (e questo fu un bene!), 50 metri dalle docce (per chi le usa…), in cima a una piccola collina ben difendibile dagli assalti degli autoctoni. Perché di gentaglia ne è già arrivata parecchia, quest’anno il festival è sold-out da quasi un mese…
Poco tempo per piantare la tenda al buio, qualche pacca sulle spalle, due brindisi in mezzo alla nebbia umida notturna (principale prodotto di Wacken dopo i bovini) ed è ora di porre fine all’agonia buttandosi nel sacco a pelo.
A domani…

mercoledì 8 agosto 2007

W.O.A. 2007 pt. 1 - Warm Up!!!!!


Lunedì 31 luglio, ore 8 del mattino, tempo eccellente, buoni compagni di viaggio.
Si parte per Wacken. Ormai è come andare a Jesolo. Solo che è a 1317 km da casa. Ma è piena di tedeschi, proprio come Jesolo. Anche se non ha la Capannina. E questo è un bene. Ma ha gli stand di panini con l’aglio. E questo è un bene solo se non ti relazioni con chi li consuma.
Ma la storia è un’altra. È la storia di un’auto che si dirige a Monaco. E che a Monaco riesce anche ad arrivare. Si potrebbe insinuare che è merito di un navigatore satellitare particolarmente efficiente, ma la realtà è che la strada fino al capoluogo della Baviera è dritta e solo con un navigatore satellitare si può sbagliare direzione. Siccome il buon senso è caratteristica umana (anche se non di tutti gli umani) e non dei navigatori satellitari, a Monaco ci si arriva, e anche in tempi decenti. Certo, prima c’è stata una pausa in autogrill tedesco con degustazione di wurstel gigante. Ma anche questa è un’altra storia.
A Monaco entriamo in contatto con un secondo gruppo di Wackeniani che aveva già speso una notte laggiù, barcamenandosi tra birrerie, discoteche semideserte e una tiepida notte ingentilita da uragani e rovesci temporaleschi. L’istinto di sopravvivenza ci spinge di prendere una stanza in un ostello. Sei maschioni (più gentile donzella) chiusi nella stessa stanza generano immediato olezzo da cane con la rogna, il che ci porta a cercare rifugio nel centro di Monaco. Non c’è molto da dire sulla metropoli bavarese se non che sono fuori di testa per Luca Toni. Direi che basta e avanza.
Prima di affrontare l’impegnativa e famigerata birreria Hofbrau di Monaco, si decide di fare antipasto con sushi take-away. Ora, mi perdonino i filo-giapponesi, ma resto dell’avviso che preferirei di gran lunga mangiarmi le scarpe di Totò Antibo piuttosto che ingerire ancora quel pesce morto.
Non resta che inoltrarsi nell’HB, mastodontica birreria storica di Monaco, principale attrazione della città. Almeno a giudicare dalla presenza. Lunedì sera, tutto pieno. Mi guardo intorno ma Vasco non c’è, quindi non capisco come il locale possa essere così affollato… poi mi ricordo che siamo in Germania, paese civile in cui Vasco al massimo servirebbe ai tavoli. E invece al nostro tavolo serve un vietnamita che nemmeno si cura di prendere gli ordini, porta solo birre da litro. Riusciamo a fargli capire che vogliamo mangiare e allora ci porta tutto insieme ad altre birre da litro.
Per inciso, la birra tedesca ha la gradazione di un succo al caco e per immediato effetto collaterale trasforma la vescica in un pesce palla. Per questo la fila al bagno è più lunga della coda agli Uffizi.
Nota di colore. Hitler ha cominciato la sua “carriera” di arringatore di folle proprio in questa birreria. Non escludo che parte delle sue idee possa essere emersa dopo qualche seduta troppo prolungata al bancone.
All’HB si possono fare incontri importanti per la propria formazione. Cito a caso. Famiglia tipo teutonica (madre-padre-figlia-figlio) che butta giù birre a cascata, con tanto di bimbo sugli 8-9 anni che schiena la birra incitato da padre, poi da il cinque alla mamma, rutta e scappa in bagno. Oppure, tavolata di orientali (azzarderei Mongolia) che, essendo privi del gene dell’assimilazione dell’alcol, dopo una birra ridono sguaiatamente rimembrando con nostalgia le scorrerie di Gengis Khan e Tamerlano. E infine, i soliti italiani che cantano cori sconci. Quelli siamo noi. In breve un buttafuori si piazza a capotavola per tenerci sotto controllo, il tutto tra l’indifferenza generale. Almeno alla fine abbiamo la dignità di andarcene 5 minuti prima di essere cacciati…
La serata prosegue altrove, ma siccome alla fine le procedure non cambiano (la storia sì, ma è da raccontare un’altra volta, e forse in un altro blog), tanto vale passare alla giornata seguente.

mercoledì 25 luglio 2007

Perchè "Disossato"???


Perché Ivar Ragnarsson era chiamato “Il Disossato”? Più che dalle fonti storiche, il soprannome emerge dalle saghe. Esse ovviamente mescolano mito e realtà, quindi è sempre il caso di esaminarle con le dovute cautele. La Saga di Ragnar Lodbrok (padre di Ivar) dice che Ivar era scaltro, di grossa corporatura, particolarmente forte. Ma a causa di una maledizione nacque “privo di ossa” e quindi incapace di camminare. I suoi uomini erano costretti a trasportarlo in giro su di uno scudo portato a spalle. Da qui il soprannome.

Alcuni storici hanno suggerito che Ivar fosse un disabile. Sappiamo che i Vichinghi solitamente eliminavano i neonati deformi o handicappati, ma l’essere il primogenito di un re potrebbe avergli salvato la vita. Le saghe insistono molto sul fatto che, nonostante non fosse in grado di camminare, Ivar possedesse una forza straordinaria nella parte superiore del corpo e che partecipasse alle battaglie da distante, scoccando dardi col suo arco lungo. Era inoltre estremamente abile nelle tattiche e nelle strategie di battaglia. Le due cose potrebbero essere accettabili. Soprattutto la seconda, un Ivar che studiava con cura la disposizione degli uomini e il modo di guidarli in battaglia: dall’alto del suo scudo poteva avere una visuale migliore e decidere con rapidità eventuali modifiche alle tattiche.

A tal proposito ricordiamo un elemento interessante: saghe più tarde attribuiscono al fratello Ubbi il potere di vincere ogni battaglia qualora fosse stato sollevato in alto (su uno scudo) in modo da vedere il campo di battaglia. Forse le leggende confusero i due e attribuirono tale potere a Ubbi invece che a Ivar? Se così fosse, avremmo la conferma che la figura di Ivar era associata a uno scudo. E comunque, se uno conduce truppe in battaglia di solito è consigliabile dare un’occhiata al campo di battaglia. Ivar probabilmente dallo scudo osservava il terreno su cui si sarebbe combattuto. Quindi quella di Ivar sarebbe stata solo una precauzione che, unita poi alla sua sagacia in combattimento, diede vita alla leggenda dei suoi poteri magici.
Ricordiamo anche che l'abilità tattica dei Vichinghi dell’epoca era talmente limitata che bastava avere appena qualche idea chiara su come ci si comportasse in battaglia per avere la fama di “grande stratega”.

Curiosità. Nel 2003 Nabil Shaban, un avvocato disabile affetto da "osteogenesi imperfetta", girò un documentario intitolato "The Strangest Viking" per una rete via cavo. In esso esplorava la possibilità che Ivar il Disossato potesse essersi trovato nelle sua stesse condizioni. Tra le altre cose dimostrò che poteva utilizzare un arco lungo e quindi di poter partecipare alle battaglie, come era richiesto a un capo vichingo.






Qualche spiegazione meno fantasiosa…

Le saghe affermano che “né amore né lussuria giocarono alcun ruolo nella vita di Ivar” e che morì senza figli. Facile quindi concludere che Ivar fosse impotente. Da qui il soprannome di “Disossato”, o “Privo di Ossa”. Ad oggi questa è la più accettabile tra le varie versioni del soprannome di Ivar.

Altra spiegazione sta nel particolare senso dell’umorismo dei Vichinghi. Laddove un uomo di distingueva per le dimensioni, veniva soprannominato “Il Piccolo”, mentre un guerriero dal notevole girovita spesso sfoggiava il nomignolo di “Smilzo”, e così via. Nelle saghe Ivar viene descritto come un gigante dalla straordinaria forza fisica, quindi un soprannome come “Senza Ossa” potrebbe essere assolutamente plausibile.

martedì 24 luglio 2007

BLS & clones



Volevo finire la storia di Ivar, ma ho deciso di togliere un sassolino dall'anfibio.

Girando un pò per la Rete, parlando con i nuovi (o vecchi) gruppi della "scena" di questo disastrato NordEst dove la gente beve troppo e si preoccupa poco di comporre roba decente... insomma, cercando di capire cosa bolle in pentola, musicalmente parlando, emerge sempre lo stesso nome...

Black Label Society... o Black Label, siamo già ai diminutivi

C'è un pollaio pieno di gruppi che vorrebbero suonare "a metà tra i Black Label e ... (inserisci altro gruppo a caso)".

E sapete cosa mi è venuto in mente? Che la Musica non c'entra niente. C'è di tutto, ma non Musica. I BLS sono potenti e cattivi, Zakk suona come un berserk (e dell'orso comincia ad avere anche l'aspetto), vestono da bikers, se ne fregano di tutto, distruggono i posers a rutti, ecc.

Solita storia. I BLS compongono lo stesso album da anni. E lo fanno bene. Perchè è il loro mestiere. Mentre il vostro, cari rockers (minuscolo non casuale), è plagio. E del peggiore. E' una scusa per suonare tre riff con armonici e raccontare in giro che "suoniamo alla BLS". Anche perchè adesso fa figo citare Zakk Wylde. Fa figo vestirsi West Coast Choppers. Fa figo fare i bikers. Fa figo. Ma le canzoni dove sono?

Mi sono rotto le scatole di gruppi che "dal vivo spaccano". I salti da gorilla sono sempre ben accetti, certo meglio che colonne del Partenone con gli strumenti in mano. Ma possibile che nessuno si ponga il problema se serve altro? Ascolti le canzoni e non le distingui una dall'altra. Una suite di mezz'ora con armonici e vociaccia stonata. Roba composta in dieci minuti, tanto per avere qualcosa da strimpellare sul palco di qualche sagra. Ormai quando sento "alla BLS" so già cosa aspettarmi...

La Musica sta altrove. Io vedo solo una massa di bambini gasati coi gilet in pelle e una patetica serie di rockers stagionati che cercano scuse per evitare di impegnasi a comporre... tanto basta il "riff che spacca"...

La Musica sta altrove.

E come sempre, questa è un'opinione

giovedì 19 luglio 2007

Ivar il Disossato


Eccovi la storia di Ivar il Disossato. Perché questo soprannome? Prima leggete la storia e poi ve lo dirò.
Capo Vichingo proveniente dalla Danimarca, nell’anno 853 arrivò a Dublino per regnare sui Vichinghi che avevano conquistato la città un decennio prima.
Nell’865 i Vichinghi Danesi strariparono in Inghilterra. Dopo anni di scorrerie e saccheggi, i Nordici erano pronti ad una vera e propria invasione. Circa un migliaio di uomini (numero che oggi ci fa sorridere ma che all’epoca era degno di nota) ai comandi di tre fratelli. Ivar, Ubbi e Halfdan. Le saghe dicono che erano giunti per vendicare la morte del padre Ragnar, ucciso dal re Ella di Northumbria. Pare che Ella avesse fatto gettare Ragnar in una fossa piena di serpenti. Vero o no, i tre figli di Ragnar usarono il pretesto per organizzare una spedizione. Ivar era il maggiore e aveva il comando.
L’orda sbarcò in East Anglia e si procurò i cavalli. L’anno seguente iniziò l’avanzata via terra verso York, principale centro del Northumbria. La città oppose poca resistenza: le scorrerie degli anni precedenti avevano chiarito che i Vichinghi erano interessato all’oro e all’argento, e quello si decise di concedere loro. Ma Ivar e i fratelli occuparono la città con la ferma intenzione di restare.
Ella, che era salito al trono per acclamazione popolare ma si era meritato la fama di tiranno, richiamò il deposto re Osberto, che aveva lasciato un bel ricordo: ripulita così la propria reputazione, unì le forze con Osberto e marciò verso York. Era l’anno 867.
Lo scontro tra i due eserciti avvenne sulla pianura davanti a York. I Vichinghi ottennero una schiacciante vittoria e i due re nemici vennero catturati.
Ivar, Ubbi e Halfdan decisero di infliggere a Ella uno spietato e cruento rituale, l’aquila di sangue. La schiena della vittima venne incisa lungo la spina dorsale fino a separarne le costole e i polmoni furono estratti e allargati come se fossero le ali di un’aquila. Ella morì soffocato in un lago di sangue e l’ultimo suono che udì furono le risate sguaiate e gli scherni di Ivar e dei suoi fratelli.
Conquistate le terre di Ella, i tre si divisero e partirono per nuove razzie. Nell’869 Ivar e Ubbi scesero nell’East Anglia e catturarono il re Edmondo. Lo legarono a un albero e lo fecero trafiggere dalle frecce. Per questo suo sacrificio gli Inglesi lo venerarono come un santo, appunto Sant’Edmondo. Halfdan intanto guerreggiava nel Wessex, vincendo molte battaglie ma senza mai riuscire a conquistare il territorio. Dopo anni di guerre cominciò la vera e propria occupazione del suolo inglese. I Danesi si spartirono le terre e cominciarono a insediarsi e a dominare.
Dopo di ciò Ivar sparisce dalle cronache, ma forse lo ritroviamo con il nome di Imar negli Annali dell’Ulster. Secondo la fonte, nell’871 fece ritorno a Dublino per regnare come “re di tutti i Normanni di Irlanda e Britannia” e morì nell’873. Di morte naturale. Fine priva di gloria vichinga, ma se ne andò ammantato da un alone di invincibilità.

Manca solo di spiegare perché Ivar fosse chiamato “Disossato”. Ebbene, abbiate pazienza qualche giorno e tutto sarà rivelato.

martedì 17 luglio 2007

Recensioni tra passato e presente



LOS ANGELES, "Los Angeles" (2007)

La Voce che fa la differenza. Prendi una decina di canzoni A.O.R. (non SuperAOR nè StratosferAOR, solo AOR) piacevoli e ben prodotte, le fai arrangiare da Tommy Denander (uno che ammazzerebbe la mamma per suonare coi Toto), chiami Gregg Giuffria (ex-House of Lords e proprietario di un casinò a Las Vegas) per un'intro di tastiera talmente pomp da trasformare il sangue in melassa. Ma sai bene che il livello è poco più che medio. Insomma, il 7+ che premia l'impegno ma non l'eccellenza. E allora fai la scelta giusta. Le fai cantare a Michele Luppi. Re Mida della corde vocali, trasforma in oro ciò che canta. E un lotto di songs belle ma di maniera diventano IMPERDIBILI! "I will carry you" va ascoltata. Ma tutto l'album vive sulla Voce. Molto leggero, certo, e a volte il ritornello stenta a decollare. Però la magia delle linee vocali basta a garantire settimane di gioia agli amanti del genere. E a tutti coloro che amano la grandi voci.
PS Ora lo dico anche se mi attiro l'odio degli estremisti. Luppi è ormai a livello di Mark Free. Per classe, estensione, interpretazioni, tenuta dal vivo... per quasi tutto. Gli manca solo di cantare su un album che contenga CANZONI IMMORTALI. Ma la voce c'è tutta. Songwriters cercasi...


LION, "Trouble in Angel City" (1989)

Un classico. Introvabile se non a prezzi da Repubblica di Weimar. Mi verrebbe da dire che li vale tutti, ma intento stiamo tutti qui ad attendere le ristampe (ufficiali, non i dischetti masterizzati che qualche bucaniere greco immette periodicamente sul mercato). HARD ROCK spettacolare che solo Dio sa pechè non ha venduto 16 milioni di copie. La voce di Kal Swan è piena e potente, trasudante blues e notti insonni. La chitarra di Doug Aldritch (ora coi Whitesnake) è un vero ruggito. Le canzoni sono perfette. Non un solo cedimento in tutto l'album. I puristi preferiscono il primo album, certo più spontaneo, ma questo secondo (con un maggiore apporto delle tastiere) si lascia amare da tutti i fan dell'Hard Rock più virile e ruffiano. "Lock Up Your Daughters", "Can't Stop the Rain", "Stranger in the City" sono solo alcuni dei gioielli dello scrigno. Ad un passo dal Trono dell'Hard Rock si sono sciolti e hanno continuato in gruppi diversi. Ad un passo dalla vetta. Come da tradizione del Rock...

lunedì 9 luglio 2007

L'ignoranza non è una scusa


All'Evolution Festival del weekend scorso hanno staccato la corrente mentre Sebastian Bach (headliner del festival) eseguiva l'ultima canzone. Il motivo era che erano stati sforati i tempi previsti. L'organizzazione afferma che sono state le forze dell'ordine a imporre la drastica misura.
Chiaro l'antefatto?
I Metallari italiani hanno inondato di mail e di post il forum dell'organizzazione del Festival. Proteste legittime, ovvio. Senonchè si sono lasciati andare in gran parte a una serie di insulti e bestemmie: il tutto certo molto fantasioso, ma sicuramente poco utile all'obiettivo e di certo fuori contesto.

Già l'idea che ha l'italiota medio di noi è pessima. Se poi facciamo di tutto per dare conferme...
E poi un'altra cosa. Anche se sei dalla parte della ragione, in qualche maniera devi far valere le tue posizioni. Suggerisco a tutti di utilizzare l'italiano come lingua di comunicazione. Senza errori da prima elementare. Perchè quando fai presente cose giuste e sacrosante ma lo fai con una marea di errori di sintassi e ortografia, nessuno ti prende sul serio.

Ma non vi hanno mandato a scuola? O dovrei dire squola? L'ignoranza non è una scusa, è una colpa. E te la fanno scontare per tutta la vita, solo che non te ne accorgi, perchè sei ignorante...

Compiti per casa: usare il cervello

lunedì 2 luglio 2007

Sconvolgente David



Sentite come fa i soldi questo soggetto.
David Icke, inglese, dopo una breve carriera come giocatore di calcio diventa giornalista sportivo. Le cose gli vanno bene e si ritrova a condurre un programma sportivo alla tv, una di quelle cose inglesi molto professionali e posate, non i duelli di scimmie urlatrici che si vedono nelle nostre emittenti locali.
Insomma, David se la stava passando bene all’inizio degli anni ’90. Personaggio pubblico, stimato professionista, famiglia felice… insomma, Mulino Bianco.
Ma ad un certo punto…

Icke si convince di aver scoperto qualcosa. Un complotto. Comincia ad affermare che il destino del mondo è governato da una specie di setta segreta (gli “Illuminati”) a cui appartengono i principali uomini politici del globo.

Bene, si dirà. Un altro complottista. Tanto ce ne sono a volontà. In migliaia affermano che il mondo è guidato da oscuri gruppi di potere. Mafia, terroristi, chiesa cattolica, satana, sesso-droga-rock’n’roll, alieni, mutanti, sadiche divinità mesopotamiche reincarnate… e chi più ne ha più ne metta.

Ma Icke se ne inventa una troppo buona. Rettiloidi. Il mondo è governato da una setta segreta composta da lucertole mutaforma che possono assumere le sembianze di esseri umani. La Casa Regnante d’Inghilterra, George W. Bush, la famiglia di banchieri ebrei Rotschild (e via con le accuse di antisemitismo) sono solo alcuni di questi rettiloidi che manovrano le vite umane secondo i loro interessi.
Essi causano le grandi crisi mondiali per poter essere messi in condizione di agire liberamente. Hanno architettato ’11 settembre per poter scatenare la guerra contro l’Oriente. E così via.
Ultimamente Icke ha anche dichiarato che John Lennon aveva scoperto la verità ed è stato messo a tacere.

Dove abbia trovato queste informazioni il buon Icke non è dato saperlo. Ovviamente lo prendono per il culo quotidianamente un po’ ovunque. Un paio di volte lo hanno anche pestato. Ma si è anche creato un buon seguito. Pubblica libri e promette ogni volta di svelare segreti sconvolgenti: in effetti sono balle sconvolgenti, ma lo è soprattutto il fatto che lo prendano sul serio.
Insomma, per quanto grosse uno le spari, trova sempre un poveraccio disposto a credergli. Sennò gli agenti di commercio morirebbero di fame. Con tutto il rispetto per gli agenti di commercio…

Per farsi una cultura:
il suo sito ufficiale è http://www.davidicke.com/index.php

un’intervista condotta da quei complottisti di Disinformazione.it su http://www.disinformazione.it/davidicke2.htm

martedì 26 giugno 2007

HOBBITON XIV


Giusto per informazione... è il raduno annuale della Società Tolkieniana Italiana.
Quest'anno si sposta a Bassano del Grappa...
Per tutti gli amanti del Signore degli Anelli.
Io presente, come al solito

martedì 19 giugno 2007

Nuovo articolo: GIORGIO MANIACE


La rivista online di Storia Bizantina Porphyra ospita un mio articolo sul generale Maniace. ATTENZIONE: zero noia. Per esempio, ha ammazzato un nemico soffocandolo con lo sterco di vacca... molto Rock


Il link per scaricare l'intero numero della rivista è http://www.porphyra.it/porphyraIX.pdf


Leggete e fatemi sapere cosa ne pensate, questo post serve a soddisfare il mio ego...
Anche le critiche saranno ben accolte e non censurate.


Per i pignoli... l'immagine non rappresenta il generale ma un guerriero variago. Questi erano i Vichinghi che combattevano per l'Imperatore di Bisanzio. Il buon Maniace aveva ai suoi ordini anche una truppa di Variaghi guidati dal leggendario ... ma il resto lo potete leggere nell'articolo...


REPETITA IUVANT:

martedì 29 maggio 2007

Riparto...

Innanzitutto scusate tutti per i pochi aggiornamenti nel mese di maggio. Lavoro, spiaggia, Metal, ecc.
Sono scuse valide per tutti?
Parto subito con una recensione espressamente dedicata a Ganesh, che ci osserva sempre dal suo eremo di Cà Savio...
Leverage "Tides" (2006). Piaciuti i Brother Firetribe? Bene, questi suonano lo stesso genere, hanno lo stesso cantante, sono Finlandesi come i Firetribe... ma sono meglio. Perchè arrangiano meglio i pezzi, hanno più gusto per la melodia, azzeccano più ritornelli (quasi tutti, a dire il vero). Vicini alle cose più hardrockeggianti di Stratovarius ("Kiss of Judas") e Sonata Arctica ("Fullmoon", "Replica"). Produzione roboante come sanno fare lassù tra le renne. Il meglio lo danno sul cadenzato, meno bene sulle ballad (ma ormai è chiaro che i gruppi metal non le sanno fare...).
Ma è mai possibile che per ascoltare Melodic Metal di qualità bisogna sempre fare affidamento su questi finnici? In Italia non ci sono gruppi così... per fortuna ce la caviamo benino in altri settori, come lo smaltimento di rifiuti...
Da ascoltare "Fifteen Years" e "Sails". Ma soprattutto la spettacolare "Follow Down That River": una delle canzoni dell'estate!

venerdì 4 maggio 2007

13th


Lo, there do I see my father. Lo, there do I see my mother, my sisters and my brothers. Lo there do I see the line of my people back to the beginning.


Lo, they do call to me. They bid me take my place in Asgard at the halls of Valhalla. Where spirits of the Tru' may live forever.


Lo, here do I see my son. Lo, here do I see my daughter, their daughters and sons. Lo, here do I see the line of my people forward to the mists of tomorrow.


Lo, they do call to me. They bid me take my place in Midgard at the hearth of our folk. Where the memories and spirits of the family will live forever.

mercoledì 2 maggio 2007

THE HOFF

Ma allora lo fa apposta! Sempre più in là, oltre i limiti del buon gusto!

Ringrazio Michael per lo sforzo a cui si sottopone nel guardare i video di The Hoff. E' merito suo se possiamo rovinarci la digestione anche oggi!

Robaccia ecologista


Serio. Almeno questa volta.

Inquinamento.

Nessuna predica. Le prediche sono come il Concerto del 1 Maggio. Danno visibilità a chi le fa ma non servono a niente.

Chiedo solo un po’ di attenzione, e ci provo con l’inganno.
Un po’ come quando ti chiamano dal Wall Street Institute e ti dicono che hai vinto una borsa di studio per seguire il loro corso di inglese: basta solo che ci aggiungi 1000 euro e potrai seguire un corso da 2000 euro. Di solito li stai ad ascoltare la prima volta, poi non ti fregano più. Quindi spero di fregarvi, visto che è la prima volta.

Leggi e avrai 7 anni di fortuna.

Non sono un catastrofista. La Terra continuerà ad esistere. Sicuramente diversa da come è oggi. Ma continuerà.
Saremo noi uomini ad estinguerci.

Ragionamento. Io tengo solo a me stesso. Non me ne frega niente se muoiono di fame e sete 10 milioni di bambini, se i terroristi fanno saltare in aria gli asili, se i ragazzi si schiantano sui platani nei weekend. Finchè io non sono coinvolto…
Sorpresa, sono coinvolto!
Fine della festa.
Ne ho fatte di feste. Mi sono divertito. Mi sono sfasciato. Ho mangiato e bevuto. A volte sono anche andato in buca. Sempre ruota alta.
Ma queste sono le ultime feste. Da domani solo lavoro e spesa al supermercato nei weekend. Perché? Perché non ci sono più posti per far festa. E gli animali da party sono estinti. Che noia. Io voglio continuare a fare festa.

E chi ha detto che non posso continuare? Si può. Ma a un patto.

Che si deve fare? Ma la mamma non ve l’ha detto che la spazzatura va nel cestino? Ecco, cominciamo con quello, sarebbe già qualcosa.

Non per il Mondo, per l’Africa, per le balene, per Pecoraio Scanio, per Greenpeace.


PER TE! Fallo per te…

Oggi sono serio.