
domenica 25 ottobre 2009
Che sia la volta buona?

domenica 18 ottobre 2009
La Gaya Scena...
domenica 11 ottobre 2009
Ci voleva del tempo...
- Strip Tease sul palco di una ragazzina che è rimasta in mutande e reggiseno e che si sarebbe tolta anche quelli se non interveniva il cantante della band a fermarla. EDIT: la ragazza in questione è stata avvistata alla fine della serata mentre cercava di vomitare dentro la cassa.
- Gara di velocità di ingestione banana al cioccolato, partecipanti sul palco una ventina di ragazze della borghesia vittoriese/sacilese, di quelle che normalmente prendono lo spritz in piazza con il tacco 12 e l'espressione di chi si annoia dalla nascita.
- Gang di bikers che entra, si piazza davanti al palco, fa headbanging per 1 canzone e poi si sposta in massa al bancone: mai più pervenuti.
- Bicipiti Contest tra il cantante Edo (stimato fisicaccio, ormai in fase calante ma sempre bella figura) e Bonny (nella foto è quello alla mia sinistra): vittoria schiacciante di Bonny, che è meno tatuato ma più gonfio e comunque è partito da casa vestito da Terminator proprio perché sentiva la competizione come non mai.
- Esibizione di danza del matto del paese. Attenzione, prima volta che lo vedo nel locale. Da ora in poi questo dinoccolato e scheletrico rifiuto della società va invitato a ballare a ogni evento. Nella foga dell'entusiasmo ha anche tirato un paio di schiaffoni a una ragazza in prima fila.
- Ciccio Salamella over the top. Si è discusso di band che non hanno combinato nulla o che mai lo faranno, di disegnatori che si credono divinità e delle proprietà taumaturgiche della cipolla. Inoltre c'era Gaspare Salamella, l'uomo più buono del mondo: abbiamo scoperto che parla anche (dice solo "Salsa rosa", "Maionese", "Senape" e "Checiap").
- La V ha cantato sul palco coi Riff Raff e per 2 lunghissimi minuti (ah, la relatività del tempo...) tutti hanno avuto la certezza che il singer non avrebbe più avuto indietro il microfono.
- Le ragazze che frequentano il Gands si vestono da veline. Non ho ancora capito se è un problema mio oppure loro. I guardoni comunque ringraziano.
mercoledì 30 settembre 2009
Tanto per fare due post a settembre

martedì 15 settembre 2009
Ritorno dalle vacanze





lunedì 17 agosto 2009
Scorrerie autunnali

mercoledì 12 agosto 2009
Vado in ritiro
lunedì 10 agosto 2009
Andiamo sul privato

- Non mi pesavo da 6 mesi, cioè da quando il Sultano che domina a casa mia ha "inavvertitamente" fatto volare già dalle scale l'unica bilancia. Da allora si è sempre dimenticato di acquistarne una nuova. Sennò non può raccontare che perde 2 kg in un giorno e che gli cascano le braghe.
- Ho usato una bilancia dalla dubbia affidabilità, almeno a detta del mio collega Samurai Bonny, che si è visto gratificato di 3-4 kg in più (il ragazzo era anche felice, visto che la sua recente permanenza in Giappone pare abbia minato la sua "dimensione grossa").
- Per una vita, anche negli anni di splendore rugbystico, mi sono attestato su 75 kg. Dopo anni di palestra sono riuscito ad arrivare a 80: quando ci sono riuscito ho offerto da bere e nel giro di pochi giorni (di bevute) sono arrivato a 82. Quello è stato il top.
- Reduce dalla trasferta tedesca, mi sveglio ancora di notte in preda a incubi del genere "annegare in una ciotola di crauti".
- Non ho sostituito gli addominali con una medusa molliccia, ma sono possessore del minimo sindacale di panza per un giovincello che ama la bella vita pur sapendosi regolare (belle presenza, buon titolo di studio, massima serietà).
giovedì 6 agosto 2009
GerMagna



Cheesecake. Se 1 americano su 4 è obeso, la spiegazione è nell'immagine qui sopra. Non è dolce tipico tetesko, ma la Germania è invasa da Starbuck's, catena che vende caffè americano ('nammerd) e dolci tipici yankee. Immaginate di mangiare un enorme blocco di burro e colesterolo, pagandolo anche una fortuna: vi farà riflettere che l'evoluzione del genere umano è una truffa.
domenica 19 luglio 2009
Gods OF METAL 2009: la Madre di Tutte le Recensioni

Ritardo, ritardo. Chi c'era, questo Gods se lo sarà già dimenticato, sostituito da qualche incendiario show di cover band di Vasco alla Sagra dell'Insalata. Chi non c'era si sarà concentrato su eventi ben più rilevanti, come il nuovo calendario di Kermit la Rana. Nulla di male, allora, nel ritornare indietro di un mese e rivivere le emozioni della Gay Pr... del Gods of Metal 2009!!!
Arrivo con brillante ritardo, giusto per ascoltare le ultime note dei Backyard Babies e per lanciare qualche kleenex sul palco. Impietosito dalla condizioni del chitarrista Dregen, gli ho anche scagliato un euro in tasca, in modo che possa farsi il biglietto per tornare a casa.
Sistemazione sugli spalti, PR a profusione, ingestione di barrette energetiche al gusto di coda di rospo, fastidio perché la band che suonano mi costringono a interrompere le PR, acquisto capolavori imprescindibili, salti a destra e a manca per evitare le tossiche nubi di lacca, corso accelerato per distinguere maschi glam da femmine glam (hint n.1: basta controllare se hanno il calzino arrotolato dentro gli spandex)... ordinaria amministrazione.
Ah, hanno anche suonato...
EPICA. Gothic sinfonico con strappona. Ma io stavo facendo una competizione di bicipite, mica posso perdere tempo per vedere una band che già non avevo visto altre 3 volte!
MARTY FRIEDMAN. Premio “Balls Frantumator 2009”. 45 minuti di chitarrismo strumentale. Trovata marketing degli organizzatori per vedere più aspirine? Marty c'ha il fisico segaligno e i capelli di sua proprietà, in pratica fisicamente è preso meglio del 90% dei musicisti del Gods. Poteva risparmiarci questi 45 minuti e passare quel tempo allo stand degli autografi a farsi tirare i riccioli dai feticisti.
EDGUY. Cosa si pretende da una band in un festival? Che diverta, che suoni le canzoni più famose, che coinvolga il pubblico. Ecco, gli Edguy hanno fatto tutto questo. Inutile girarci intorno, tra le band “giovani” ce ne sono poche di meglio. Peccato che non possano godere di vendite milionarie e quindi di adeguato seguito di groupies: la cosa deve pesare parecchio al singer Toby, che per tutto il concerto cerca soddisfazione per le sue scariche ormonali (ovviamente con risultati nulli). C'è bisogno di una fidanzata al più presto, altrimenti perderà diottrie fin alla cecità.
LITA FORD. Esteticamente Lita ce la fa, pur tenendo conto che ha 50 anni. Per il resto, grande uso dei playback, che avrebbe fatto bene a mantenere per tutto lo show: quando prova a fare le cose da sola, disastro di stonature. I pezzi famosi li ha fatti tutti e nel finale tira fuori dal cilindro il gorilla, suo marito Jim Gillette, quello che negli anni '80 spaccava i bicchieri con gli acuti (cantava anche coi Nitro, ma vuoi mettere ricordarlo per essere un fenomeno da baraccone?). Lita promette anche un nuovo album: lo compone il mese prossimo, ma io l'ho già ascoltato e posso affermare che Lita deve dedicarsi alla carpenteria.
QUEENSRYCHE. Geoff Tate mi doveva una prestazione clamorosa. In risposta, il singer si presenta abbigliato come un gangster messicano, sfoggiando un braccio da curl/french press ma anche una panza da birra/salsiccia. La prestazione è superlativa, non hanno suonato i pezzi che esigevo e, anzi, ne hanno fatti molti che io ho provveduto a dimenticare (quelli dell'ultimo album), ma hanno eseguito “Neue Regel”. Hanno eseguito “Neue Regel”. Hanno eseguito “Neue Regel”. “Neue Regel”. La musica è il regno della soggettività, “Neue Regel” no.
TESLA. Che arroganza! Tutti i Tesla hanno messo le parrucche coi capelli lunghissimi. Ma chi si credono di essere? Solo i Whitesnake possono sfoggiare i parrucconi anni '80! Solo il cantante Jeff Keith ha una parrucca in stile ultimo Dokken e un fisichetto rachitico che denota splendide annate di abusi di genere extra-alimentare e extra-alcolico. Bella prestazione, il chitarrista solista giovincello (ha 28 anni) voleva chiaramente smettere presto per farsi tutte le befane del parterre: spero che ci sia riuscito, perché le altre band della giornata, tra arteriosclerosi e mogli-dobermann, non hanno combinato niente. Mi pare sia stato un gran concerto, ma ero impegnato a parlare di cose fondamentali (calze autoreggenti e addominali) quindi mi sono distratto.
HEAVEN & HELL. Visti da distante e dall'alto, perché R.J. Dio è talmente nano che se stai in mezzo al pubblico ti pare che il cantante sia rimasto a New York. Hanno suonato bene, ma gli H&H hanno un pubblico talmente fanatico che anche se andassero sul palco a ruttare per due ore la gente si esalterebbe lo stesso, lodando il genio di una band che non delude mai. Certo che, visto dall'alto, il pubblico rifletteva le luci dello stage meglio del Faro di Alessandria. Le prime tre file avevano l'età media uguale a quella dei parlamentari italiani.
MOTLEY CRUE. Questi hanno smesso di considerarsi una band il secolo scorso. Tuttavia gli strumentisti ancora riescono a non far troppo ridere. E meglio ancora se Tommy Lee imparasse l'arte del silenzio, visto e considerato che si esprime con un vocabolario di 12 termini ed esprime concetti che a confronto Pino Scotto pare Berlinguer. Ma la palma del peggiore la vince, come era prevedibile, quel barile biondo di Vincenzo Neil Warthon, ed ecco la motivazioni per questa vittoria:
1. Non conosce i testi, a parte quelli dell'ultimo album. E' noto che il cervello di Vince ha una capacità di memoria risibile e ogni volta che i Crue scrivono un nuovo pezzo, lui deve dimenticarne uno vecchio sennò c'è sovraccarico.
2. Si muove come Yoghi, ma lo capisco perché portare in giro per il palco una panza grande come un trolley non è facile. Certo, se uno va in tour potrebbe anche fare un po' di training, ma la colpa è di certo degli altri che lo fanno bere.
3. Vincenzo è stato intonato per un quarto d'ora nel 1986, dopo la galera. Poi non ha retto alla responsibilità e ha deciso che tanto è biondo e questo bastava e avanzava per fare di lui una Rockstar. Però il trucchetto di aspirare elio per cantare sempre in falsetto è, lasciatemelo dire, una genialata. Già mi immagino Vince nel backstage che prende per il culo Tate e Dio mentre fanno i loro esercizi di riscaldamento.
4. Non si è mai accorto che nella biografia dei Crue (“The Dirt”) gli fanno fare apposta la figura dell'idiota. Insomma, le avrai lette le bozze, babbeo! Oppure Vince è analfabeta... certo, se deve imparare le nuove canzoni dei Crue non può ricordarsi anche come si legge... lo spazio è quello che è...
mercoledì 1 luglio 2009
Saluto tutti

domenica 28 giugno 2009
C'entra solo...

domenica 31 maggio 2009
27 giugno 2009, ancora Gods...

Ecco la seconda parte della recensione: tutto vero come sempre, solo la verità in questo blog, per le menzogne mi sto attrezzando.
EDGUY. Tobias irrompe sul palco saltando come una cavalletta, tira un acuto pauroso e perde la voce per il resto dello show. La band allora rimedia suonando un'ora di cover dei Voivod, cantate da gente che transita casualmente sul palco (in Italia il palco è sempre pieno di personaggi dal ruolo indefinito). Tobias allora può concentrarsi sulle donne: cerca di attirarle agitando il culo, ma pesta un piede a Marty Friedman che gli sfascia la sua chitarrina da GuitarHero sulla pelata. Tobias allora si rifugia nell'alcol per cercare di scrivere i cori del prossimo Avantasia.
LITA FORD. Dopo 10 minuti di concerto il pubblico realizza che Lita è lì per suonare e non per mostrare le tette né per dispensare fellatio casuali a chiunque le sorrida con simpatia. Trasferimenti di massa nel parcheggio del Brianteo, dove i Fear No Beer hanno aperto la loro distilleria ambulante. Sotto il palco solo i vecchi Rockerz incalliti, quelli che conoscono il refrain di “Kiss Me Deadly” e che sperano almeno in una lap-dance dell'ultimo minuto. Lita li ignora ed esegue un assolo talmente triste che solo Marty Friedman si esalta perché lui lo sa suonare con l'orecchio destro.
QUEENSRYCHE. Geoff Tate ha finito la voce la sera prima al karaoke e per coprire le sue pecche ospita sul palco tutto il coro parrocchiale di Cessalto. Curiosità per il nuovo chitarrista, la cui identità è sconosciuta: alla fine si rivela essere una gigantografia di DeGarmo, la quale suona molto meglio dei suoi predecessori. La band si è convertita alla cultura vegetariana e suona tutto “Hear in the New Frontier”: dal pubblico piovono ortaggi in abbondanza, la band gradisce. Ganesh invade il palco e chiede a gran voce dei pezzi da “Mindcrime” o da “Empire”, i 'Ryche gli propongono “American Soldier” e dimostrano che il loro declino è causato da una perdita di udito collettiva.
TESLA. Uno dei migliori show della giornata, peccato che il pubblico fosse nel parcheggio ad assistere alla sfilata di lingerie del nuovo catalogo Outlaw Stars: la band, incapace di registrare un album, ha deciso di darsi all'abbigliamento. Le modelle vengono licenziate 10 minuti prima di sfilare e sostituite da Sexy Jaxy, che ad ogni sculettata insulta le modelle e urla “Cusì se fa!”. Gli altri componenti degli OS stanno al bancone dei Fear No Beer e improvvisano uno show senza avere a loro disposizione la strumentazione: sullo sfondo i Tesla suonano i loro pezzi migliori, ma il pubblico non se ne accorge e fa i complimenti agli Outlaw Stars. La band decide allora di sciogliersi perché oggi è umido.
HEAVEN & HELL. Il parterre viene recintato e nelle prime 5 file si accede solo se si è stempiati e con un lavoro a tempo indeterminato: questo per permettere ai quarantenni di ammirare la loro band preferita. Un sedicenne urla “Paranoid!!!”, viene catturato dai cani dei Backyard Babies e divorato dai Backyard Babies. Le donne vengono fatte accomodare all'esterno dello stadio, perché la loro presenza potrebbe turbare dei musicisti troppo abituati ad avere un pubblico di padri di famiglia. Lo show è impeccabile, le canzoni degli album storici sono riproposte alla perfezione e Dio canta come solo lui sa fare, Geezer Butler suona sempre 38 note di basso in più del dovuto e Toni Iommi passa due ore a contare le corde della sua chitarra. Alcuni aspiranti cantanti cercano di imitare gli acuti di Dio, ma ne escono umiliati e ripiegano sull'imitazione delle bevute di Vince Neil: umiliati due volte.
MOTLEY CRUE. Gli stessi calvi quarantenni che lacrimavano per i gorgheggi di Dio indossano le sgargianti parrucche dei bei tempi andati e si preparano per l'ingresso dei Motley Crue, la band che ha fermato il tempo perché i suoi componenti sono sempre uguali almeno da 15 anni... Tommy Lee è in gran forma, Nikky Sixx sembra sempre lo stesso (perché sotto i chili di cerone e le hair-extensions potrebbe nascondersi anche Gene Simmons, per quel che ne sappiamo), Vince Neil è ciccione ubriaco che finisce la voce mezz'ora prima di salire sul palco, Mick Mars è defunto nel 1985 ma ha bevuto talmente tanto quell'anno che la morte non riesce a farsi strada nel suo corpo. Ospite speciale Moira Orfei, che si è portata dietro i mangiafuoco e i nani danzanti, mentre gli orsi ballerini sono impersonati dai Voivod. I Crue hanno sì inciso un nuovo album, ma nessuno lo vuole ascoltare dal vivo e allora è meglio eseguire tutto “Doctor Feelgood”, che tanto Vince quelle incise dopo non se le ricorda.
WELKIN. In un palco addobbato a festa coi ritagli della Gazzetta dello Sport i Welkin celebrano l'uscita del loro album “Waves of Midnight”, quello con la copertina disegnata su una tovaglia del pub. Abbigliati come al solito da pacchetti di Marlboro, i ragazzi suonano per interno la loro suite dedicata a Elio Corno, poi invitano sul palco i loro sponsor Anthony Nokia, Jimmy X-Box e Franz Spritz, ringraziandoli per tutti questi anni di invecchiamento precoce. Un elicottero sgancia sulla folla adorante qualche centinaio di videopoker. Momento unplugged: luci soffuse, il palco viene ricoperto di sabbia di Jesolo, si posizionano ombrelloni e lettini e pontili, qualche marocchino che vende fumo e qualche guardia giurata che fa sloggiare i minorenni ma non le minorenni, i Welkin suonano finché arriva l'alba e la loro astinenza da “Tuttosport” li obbliga a concludere lo show. Ringraziamenti a tutti e rientro trionfante in penitenziario.
mercoledì 27 maggio 2009
27 giugno 2009, Gods of Metal... la recensione

Per tutti coloro che non possono venire al Gods 2009, ecco la recensione della prima giornata. La seconda non si è tenuta perché Briatore ha comprato lo stadio di Monza nel cuore della notte e lo ha trasformato in una Accademia per PR.
EXTREMA. Un ottimo motivo per arrivare in ritardo. La band più sopravvalutata della scena italiana si esibisce nel solito show adrenalinico, con balzi a piedi uniti, strofe grugnite e ritornello urlati, basso slappato, magliette del Milan e chili di retorica sull'attitudine. Una sicurezza, gli Extrema: al Gods 2019 saranno ancora la band di apertura.
LAUREN HARRIS. La figlia di Steve Harris per la prima volta suona senza essere di spalla al babbo. Fine della novità. La aiutano strumentisti della manovalanza rock albionica, di quelli che se non sonno in tour stanno al pub a insultare gli irlandesi. Per il resto, 25 minuti di canzonette pop-rock che fanno sembrare Avril Lavigne una novella Patti Smith, ma Lauren non tira fuori le tette e il pubblico del Gods reagisce con disinteresse.
VOIVOD. La band canadese si è dimenticata di assoldare un chitarrista per la tournee e quindi spera di riempire la mezz'oretta a sua disposizione raccontando barzellette. Ma Marty Friedman, ubriaco di sakè, irrompe sul palco e si propone come guitar-player: senza ascoltare la risposta della band, comincia ad eseguire tutta la discografia dei Cacophony a velocità doppia. I Voivod cercano di andargli dietro, ma non sono capaci e dopo 3 minuti abbandonano il palco e scappano tra il pubblico, dove si improvvisano con successo venditori di panini.
BACKYARD BABIES. Salgono sul palco quando ormai l'acqua da bere è finita in tutto lo stadio (causa temperature africane): gli svedesi sono esultanti perché anche stavolta riescono a evitare di lavarsi. Mal informati sullo stile musicale del festival, propongono le loro canzoni più punk e finiscono il repertorio con 20 minuti di anticipo, così suonano anche le loro canzoni più rock e dopo 3 minuti hanno già finito. Provano a invitare qualche donzella sul palco, ma il pubblico è fuggito sulle gradinate del Brianteo a causa del tanfo pestilenziale e i BB devono accontentarsi di portare a spasso i loro cani sullo stage per i restanti 10 minuti.
EPICA. La band olandese da forfeit a causa delle cacche di cane che insozzano il palco. Una cacca gigantesca viene spalata via con un muletto e solo dopo qualche minuto si scopre che era il sacco a pelo di Dregen, chitarrista dei BB, che ci stava schiacciano un pisolino. Dregen esce dalla cacca barcollante, si avvicina al microfono e chiede al pubblico se qualcuno ha 1 euro da prestargli, perché deve fare il biglietto per il treno. Gli inservienti lo attirano nel backstage agitando del metadone.
MARTY FRIEDMAN. Marty non ha mai abbandonato il palco da quando ha salvato l'esibizione dei Voivod, solo che gli avevano staccato l'ampli: il chitarrista però non ha smesso di suonare, e quando gli ridanno la corrente sta suonano i pezzi dei Megadeth. Un'oretta sparata a palla, poi gli tolgono ancora la corrente e lo lasciano a lato stage a masturbare la chitarra, sotto lo sguardo amorevole del suo assistente sociale.
A presto per le altre band coinvolte in questo trionfo.
venerdì 15 maggio 2009
The Ruyi

sabato 2 maggio 2009
VISION

Se il Rock vince a prescindere dalla band che suona, non ce n'è per nessuno. Giovedì 30 aprile il Rock ha vinto un'altra volta. Ha vinto perché a vedere una band scarsa come le Vision (scalcagnato quartetto di Hard Rock svedese) c'erano ben più delle 20 persone previste. La differenza l'ha fatta il fattore voyeurismo, grazie al quale il Web sarà intasato di foto dell'evento: più fotografi che fans, come il ricco NordEst dei nightclub ci ha insegnato.
Non so in che modo era stato pubblicizzato l'evento, ma pareva di essere al MiSex. Probabilmente lo slogan era “Vieni a vedere le Vision suonare e poi te le ingrumi”. La band è composta da 5 fanciulle (di cui almeno 2 pericolosamente vicine alla minore età) esponenti di ciò che tira più di un carro di buoi.
I peggiori guardoni del Friuli e del Veneto, armati di teleobiettivi della NASA, sono calati al Life Music e hanno formato un vergognoso sbarramento davanti al palco, fermamente intenzionati a non lasciarsi sfuggire nessun centimetro esibito dalle leggiadre fanciulle (le Vision sono leggiadre nella misura di 4 su 5). Noi spettatori normali (derelitta minoranza, come il partito monarchico italiano) ammiriamo la distesa di calvizie davanti a noi e registriamo le scariche ormonali dei guardoni, i loro scatti felini per cogliere un reggiseno o una mutanda borchiata, lo sguardo fisso ad altezza tetta o un po' più giù (le ragazze non notano, comunque: con la luce in faccia che si rifrange sulle pelate, minimo hanno perso 5 diottrie). Inaudito smarrimento quando le svedesi finsicono di suonare e abbandonano il palco senza essersi infilate nessun oggetto in luoghi poco igienici: i guardoni restano ancora in attesa per qualche minuto, poi abbandonano il locale e si dirigono speranzosi verso la Pontebbana.
Se volete veramente sapere qualcosa sulle Vision, clikkate su questo link!!!
Ovviamente si tratta di uno show da guardare con le persone giuste, prendendo per il culo le persone sbagliate. Proprio come ho fatto io.
PS1: c'era anche un gruppo di supporto, ma era pordenonese e quindi suonava robaccia che va a quelle latitudini (tra indie rock, post popò, bubblegum punk, cani randagi, Emily The Strange, tatuaggi insensati e crisi di identità).
PS2: E' uscito il CD degli Heaven's Touch. La musica vale l'acquisto, ma il booklet dovrebbe essere venduto a parte, al prezzo di 1 milione di euro. Troppo oltre per concederlo a tutti.
mercoledì 22 aprile 2009
Programmi...



