
Capo Vichingo proveniente dalla Danimarca, nell’anno 853 arrivò a Dublino per regnare sui Vichinghi che avevano conquistato la città un decennio prima.
Nell’865 i Vichinghi Danesi strariparono in Inghilterra. Dopo anni di scorrerie e saccheggi, i Nordici erano pronti ad una vera e propria invasione. Circa un migliaio di uomini (numero che oggi ci fa sorridere ma che all’epoca era degno di nota) ai comandi di tre fratelli. Ivar, Ubbi e Halfdan. Le saghe dicono che erano giunti per vendicare la morte del padre Ragnar, ucciso dal re Ella di Northumbria. Pare che Ella avesse fatto gettare Ragnar in una fossa piena di serpenti. Vero o no, i tre figli di Ragnar usarono il pretesto per organizzare una spedizione. Ivar era il maggiore e aveva il comando.
L’orda sbarcò in East Anglia e si procurò i cavalli. L’anno seguente iniziò l’avanzata via terra verso York, principale centro del Northumbria. La città oppose poca resistenza: le scorrerie degli anni precedenti avevano chiarito che i Vichinghi erano interessato all’oro e all’argento, e quello si decise di concedere loro. Ma Ivar e i fratelli occuparono la città con la ferma intenzione di restare.
Ella, che era salito al trono per acclamazione popolare ma si era meritato la fama di tiranno, richiamò il deposto re Osberto, che aveva lasciato un bel ricordo: ripulita così la propria reputazione, unì le forze con Osberto e marciò verso York. Era l’anno 867.
Lo scontro tra i due eserciti avvenne sulla pianura davanti a York. I Vichinghi ottennero una schiacciante vittoria e i due re nemici vennero catturati.
Ivar, Ubbi e Halfdan decisero di infliggere a Ella uno spietato e cruento rituale, l’aquila di sangue. La schiena della vittima venne incisa lungo la spina dorsale fino a separarne le costole e i polmoni furono estratti e allargati come se fossero le ali di un’aquila. Ella morì soffocato in un lago di sangue e l’ultimo suono che udì furono le risate sguaiate e gli scherni di Ivar e dei suoi fratelli.
Conquistate le terre di Ella, i tre si divisero e partirono per nuove razzie. Nell’869 Ivar e Ubbi scesero nell’East Anglia e catturarono il re Edmondo. Lo legarono a un albero e lo fecero trafiggere dalle frecce. Per questo suo sacrificio gli Inglesi lo venerarono come un santo, appunto Sant’Edmondo. Halfdan intanto guerreggiava nel Wessex, vincendo molte battaglie ma senza mai riuscire a conquistare il territorio. Dopo anni di guerre cominciò la vera e propria occupazione del suolo inglese. I Danesi si spartirono le terre e cominciarono a insediarsi e a dominare.
Dopo di ciò Ivar sparisce dalle cronache, ma forse lo ritroviamo con il nome di Imar negli Annali dell’Ulster. Secondo la fonte, nell’871 fece ritorno a Dublino per regnare come “re di tutti i Normanni di Irlanda e Britannia” e morì nell’873. Di morte naturale. Fine priva di gloria vichinga, ma se ne andò ammantato da un alone di invincibilità.
Manca solo di spiegare perché Ivar fosse chiamato “Disossato”. Ebbene, abbiate pazienza qualche giorno e tutto sarà rivelato.












































