lunedì 25 marzo 2013

JETTBLACK, cose che voi non potrete...





JETTBLACK + ROXIN' PALACE
23 marzo 2013
Interstate Studio 270, Tricesimo (UD)

Siamo i Jettblack: new sensation dell'Hard Rock, abbiamo prodotto due album clamore, almeno 3 su 4 di noi non sono brutti pur essendo inglesi, dal vivo sappiamo fare uno show incendiario... arriviamo in Italia per un tour di tre date e il sabato sera ci piazzano in un locale veramente ganzo con suoni da paura... biglietto popolarissimo anti-crisi a 5 euro perché ormai gli italiani sono tutti pezzentoni...

MA

l'Interstate Studio 270 è a Tricesimo (sperduta provincia friulana) ed è talmente nascosto che senza l'ausilio di indigeni locali è impossibile da trovare (quartiere residenziale, strada laterale di una strada laterale, zero insegne... neanche la Carboneria curava così la segretezza)

E

il signore Iddio, nella sua imperscrutabile volontà, ha voluto rendere l'impresa ancora più epica mandando su tutta Italia (ma a Tricesimo con particolare perfidia) una tempesta da Mare del Nord, una di quelle cose che mandavano Schelling in onanismo romantico

QUINDI

35 paganti, ma talmente motivati e disperati che i Jettblack hanno abbondantemente spaccato col merchandising. Tutti han comprato qualcosa, mentre il promoter ha lanciato a destra e a manca le spillette della band (reperto preziosissimo, visto che i Jettblack non credo avranno voglia di fare un altro tour italiano nei bar davanti a 30 persone) e la band stessa ha acconsentito a farsi fotografare insieme ai rocker più impresentabili della zona.

Le Bandz.
ROXXIN' PALACE. Nuova band di alcune canaglie della scena Rock/Metal locale, gente che si vede sempre ai concerti e che non si risparmia MAI nei tentativi di rimorchio selvaggio e mirato (con l'età si punta alla qualità). Prestazione da posers navigati, attitudine-Budokan (“suonare come se avessi davanti 14mila giapponesi esagitati”), riff cromati e cori virili. Canzoni non sempre perfette, ma quando azzeccano il ritornello... Cantante giovane e già in sospetto di SERT, ma bravo bravo: certo, look rivedibile (il cappotto da stalker va abolito) e movimenti sul palco piuttosto impacciati (obbligatorie svariate giornate davanti allo specchio per provare le mossette), ma risolti questi avremo un frontman. Ora servirebbe un tour di 50 date nelle bocciofile del Vecchio Continente, e almeno un arresto a qualche frontiera.

JETTBLACK. Solo per il look, vincono già durante l'intro. Cantante/chitarrista ricciolone strillone guitar-hero, cantante/chitarrista adolescente con dentatura perfetta e sguardo strappamutande, bassista punk londinese fuori contesto totale e 3 note suonate in tutto lo show ma leader nelle smorfie, batterista tatuato in fretta giusto giusto per il tour italiano. Ma che volete di più?! Le canzoni? Perfette. Lo show? Altissimo voltaggio. I suoni? Eccelsi (me se ti preoccupi di suoni ed esecuzione in un concerto così selvatico, sei una merda). Alla fine hanno anche firmato le tette a una ragazza... cose che neanche nel 1985... e poi sono inglesi, gli dai da mangiare qualche porcata italiana (tanto son abituati a ingerire fango) e gli fai vedere qualche donna locale (visti i goblin femmina che vivono nella perfida Albione) e loro vanno fuori con le carte. Altro che musei e monumenti, puntiamo tutto su cibo&donne e siamo belli che fuori dalla crisi. Vista l'affluenza, sicuro che i Jettblack in Italia ci torneranno solo da turisti.

Vittoria, ennesima vittoria del Rock. Anzi, stavolta anche meglio perché chi c'era avrà una storia leggendaria da raccontare e chi non c'era, come sempre, invecchierà triste.

martedì 5 marzo 2013

H.P. Overload + Royal Rumble... sudore & amore



Tutto accade il 2 marzo 2013, al Long Island, ma forse no.

Cosa rende un concerto "riuscito"?

Affluenza. Se arriva un pacco di gente, le band hanno vinto. E stasera è stata vittoria. Certo, il Long Island ha un palco sufficiente al massimo per Jerry Calà e la sua pianola, inoltre la sala si riempie già se due famiglie decidono di cenarci... figurarsi che accade quando si presenta un centinaio abbondante di gentaglia ingombrante (pure un team di Krav Maga, coll'istruttore grosso e gli allievi denutriti). Livello di impresentabilità altissimo, come sul palco così giù dal palco.

Performance. Se le band suonano bene, a prescindere dal numero di spettatori, hanno vinto. Stasera è stata vittoria. Certo, non stiamo parlando dei Rush né dei Kiss, ma di onesta manovalanza del Roccherrolle Hevvimetal che fa zero metafisica e molto pestaggio. Sugli scudi i batteristi, sopra le righe perché il locale è inopinatamente rigonfio di ragazzine minorenni e non capiterà mai più di farsi notare da delle donne in un concerto (notoriamente i concerti radunano ominidi pelosi maschi e le loro controparti femminili). I chitarristi (a prescindere dalla band) sono sempre più affetti dalla sindrome di Asperger (cercare in Rete). I bassisti (a prescindere dalla band) suonano solo per i batteristi e le morose. I cantanti delle due band hanno pianificato il look accuratamente: uno chiomato e tatuato con maglietta, uno grosso e tatuato senza maglietta... comune denominatore, quindi, i tatuaggi e il Sudore Niagara.

Risposta del pubblico. Se c'è tanta gente, ma partecipa con l'entusiasmo di un professore il lunedì mattina... Stavolta il pubblico invece si è ricordato che assiste a un concerto e non a un film. Ovvio, l'alcol trasforma ogni pezzo in un capolavoro e quindi pare di assistere a uno show dei Judas Priest, ma anche è importante bloccare la gente davanti al palco: obiettivo raggiunto. Le sigarette, invece, sono nemiche del Rock perché portano la gente all'esterno e non la fanno rientrare mai più; il vero Rocker resiste fino alla fine e poi s'ammazza.

Incassi del locale. Non c'è il biglietto all'ingresso, ergo si guarda l'incasso del bar. Grazie ai bivacchi permanenti davanti alle spine e alla costanza invidiabile di parecchi alcolisti terminali presenti (non necessariamente interessati alla musica), il bar ha stravinto. Di certo non ha vinto la strada di fronte, che ha accolto i bisognini di quelli che non hanno capito dove fosse il bagno del locale e di quelli che l'hanno capito ma hanno voluto provare l'emozione di sventolare il batacchio in pubblico.

Merchandising venduto. C'è crisi, la gente non spende, Equitalia è in agguato, la Grecia è all'orizzonte... Le band, lungimiranti e brillantemente disorganizzate, evitano di proporre l'acquisto di CD, magliette, toppe e chincaglieria varia: semplicemente non hanno niente da vendere e preferiscono concentrarsi sullo shopping post-concerto (prevalentemente birra e grassi saturi).

Promiscuità private. Nessuno capisce dove sono i bagni, quindi niente attività segrete.

Promiscuità pubbliche. Peni sventolati in strada, ubriachezza molesta (un gran classico, home sweet home), minorenni che si comportano da minorenni e maggiorenni che rischiano la galera... più altro che rivelerò solo dietro compenso.

Conclusioni. Di questo report si lamenteranno solo le due band, visto che non si parla di musica. Ma la musica è una cosa seria e la lasciamo alle persone serie. Concerto riuscito, ohibò!

domenica 10 febbraio 2013

THE 69 EYES



THE 69 EYES + Noise Pollution
9 febbraio 2013
New Age (Treviso)

INTRO.
Tutto quello che è scritto è falso. Mi sono inventato nomi, luoghi, ogni cosa. Non c'è traccia di verità in queste parole. Se vi riconoscete in quello che scrivo, mi dovete soldi perché vi ho inventati io.

LA MUSICA.
Iniziano i Noise Pollution, motivati ma con cantante (incrocio tra un giovane Alice Copper e un vecchio Taime Downe) davvero poco in palla. Cori ganzi, comunque. E tatuaggi standard che devi avere sennò non puoi suonare. Alla fine, mi sono sembrati il solito gruppo hard rock italiano (con furti ai soliti Crue, Skid Row, ecc.), ma in effetti il New Age è impietoso coi suoni della band di spalla.
The 69 Eyes da Helsinki sono cinque ultraquarantenni che suonano gothic rock. La formula consiste in canzonette tenebrose con un po' di verve rockeggiante e testi da “Decadenza For Dummies”. Dal vivo sono bravi anzichenò, ma a parlare bene la gente si annoia, quindi via col ridicolo.
Il cantante Jyrki dieci anni e venti kg fa era a suo modo un figo, resta oggi parecchio carismatico ma, mettiamocela via, non è un cantante. Parla durante le strofe e i ritornelli son tutti sulle spalle di bassista e chitarrista (o del playback). Il giubbotto in pelle che usa da inizio tour puzza più dei cessi del locale, ma questo non fermerà le gothic girls alla ricerca di emozioni post concerto. Un paio di ancheggiate in stile Elvis 1973, giusto per rovinare il sonno dei non fans. Occhiali da sole obbligatori, girovita da benessere raggiunto.
I chitarristi son bravetti ma sconnessi. Uno è black metal, ma è anche in overdose da pizza. L'altro vira pericolosamente sul rockabilly. Suonano quello che gli viene imposto, del resto devono portare a casa i soldi per i panini con la renna. Il rockabilly ha il volto tirato e impietrito tipo Christopher Walken, non vedo come possa trovare l'amore stasera.
Il bassista Archzie domina a lato palco: occhiali da sole, cappuccio della felpa tirato in testa, una plettrata ogni 10 minuti, applauso finale dedicato a se stesso e via in tour bus a morire di vecchiaia.
Il batterista Jussi arriva sul palco sudato come una nutria e nervoso come un caimano. Del resto, se tiri su col naso mezzo Perù i risultati sono: fisico composto solo di fasce nervose, tendenza a saltellare sul posto anche durante le canzoni, roteate continue di bacchette, ingestione casuale di liquidi che passano vicino alla batteria. Uno spettacolo, comunque. Ovvio che sia quello con più possibilità di concludere, bisogna vedere come gestisce la fase di down.
In 90 minuti di show io ho sentito due variazioni: canzoni gothic rock e ballate gothic rock. In sostanza, sono gli AC/DC del gothic rock, ma aggiungono la variante della ballad che è da martellamento selvaggio del pene. Ripetere per 90 minuti ed ecco il loro concerto. In sostanza, se ti piacciono sei a cavallo, se non ti piacciono guardi il pubblico e l'ambiente.

IL RESTO.
Serve una colletta per comprare qualche lampadina al New Age. Nel corso degli anni si sono fulminate tutte e la strada per l'Eurobrico deve essere troppo complicata, quindi il locale è immerso nelle tenebre costanti. La cosa permette anche al bar di servire bevande che hanno tutte lo stesso sapore, perché non si capisce cosa siano: di solito la birra non ha ghiaccio e le altre cose sì, ma tanto non si vede una mazza e sa tutto da Red Bull. Dannati geniacci del marketing stile Wanna Marchi.
I dark presenti tra il pubblico sono come le infermiere di Silent Hill, che si muovono se le illumini: loro, se sentono gli accordi in stile “Rain” dei Cult si dimenano come da clichè, poi la canzoni parte e si bloccano. Ripetere per 90 minuti ed ecco il loro concerto.
Un noto facinoroso mi ha spiegato che il Berlusca ha una pompetta sul pene per indurre l'erezione. Ha anche detto che non ci dorme la notte (il facinoroso, non Berlusconi, che dorme alla grande a quanto pare).
Headliner assoluto il pedofilo sandonatese, uno che si muove da casa (dove vive con 11 gatti e il cadavere di sua mamma in frigo) solo quando legge “gothic” perché ci sono sempre ragazzine in giarrettiere. Sceglie, in una serata legata al tema dell'oscurità, il seguente look: scarpe da ginnastica bianche enormi, jeans chiari sformati annata 1994, impermeabile “Ispettore Gadget” bianco, capelli lunghi zozzi, occhiali Rayban da vista. Nei locali di solito si ferma davanti al bagno con la mano nella patta, ma nelle tenebre del New Age non trova i wc e quindi si lancia in pista in terza fila, appoggiando il bacino a chiunque si trovi davanti (uomi e donne). Sotto l'impermeabile era ovviamente nudo.
Nel parcheggio, il disagio resta oltre i livelli di guardia. Un grosso e brizzolato clone del cantante dei Sabaton scambiava fumetti da collezione con un noto cassintegrato del rock (tipo “Il batterista nudo”). Per loro era il vero evento della serata. Esistono foto. A due metri, una donna urla frasi incoerenti su camere invase da giocattoli, tatuaggi maori a Portogruaro, Samsung vs Apple...
La gente va ai concerti per tutto, eccetto la musica. Il rock è morto, mi dispiace per voi che vi siete persi il funerale e anche la messa di commemorazione. Tra qualche anno ci faranno un film, sul rock di questi anni: un film di sole comparse, senza protagonisti.

Ho chiuso in tristezza, ma tanto è tutto falso.

lunedì 7 gennaio 2013

Natale!




Solo le cose irrilevanti...

Ho ricevuto calzini e mutande a sufficienza per poterli cambiare ogni 3 o 4 giorni. E un videogioco, con cui mi riempio 45 minuti totali nei prossimi 2 anni.

Show di Jorn Lande. A voce è il meglio, può cantare anche senza microfono. È grosso come un cinghiale e ha la mobilità della Torre Eiffel. La band di supporto esteticamente fa schifo, quattro norvegesi che di certo in patria suonano con una decina di band di black metal. Un set di canzoni copiate da Rainbow-Dio-BlackSabbath. Batterista 60enne max 42 kg con i capelli di Gollum, vita devastata dall'alcol e dal tabacco. Groupies zero di zero, nessuna donna si vuole concedere a Jorn e ai suoi musicanti: Jorn ripiega su pizza e birra, gli altri vanno a letto, il locale chiude alle 23.30.

Mi hanno montato i bagni. L'idraulico titolare ha sempre gli occhi chiusi, parla come se avesse un ictus e urla direttive allo stagista, il quale avrà 30 anni ma ne dimostra 49, è sordo e cerca disperatamente di non fare nulla sostenendo che “No se pol!”. Ha sostenuto anche che “No se pol!” montare un water nel mio bagno. Lo stagista ha poi dimenticato su un divano il suo berretto pieno di forfora e dal profumo di cicca marcia: divano ormai indisponibile, giacchè nessuno ha il coraggio di togliere il berretto.

Santo Stefano da martirio, ma lo faccio per amore. La suocera di solito cucina per 2 giorni quando sono ospite, ma tavolta ha anche fatto la cena di prova qualche giorno prima (massacrando qualche ignaro parrocchiano). Cinque (5!) antipasti di pesce, “solo” un primo (ma dal peso di 2 kg), 6 portate di carne (più una dimenticata, nel senso che non si ricordava di averla fatta e me l'ha rifilata verso le 16.30), verdure a vanvera cotte preferibilmente nel grasso della carne, dolci (di quelli colorati, che fanno male e tolgono anni di vita), caffé, ananas, bagigi e carrube, panettoni/pandori, torrone, cioccolatini, vino dolce con la carne e prosecco a caso tra una portata e l'altra. Seduto alle ore 12.30, alzato alle 18 perché avevo un'altra cena. Risvegliato il giorno dopo, avevo 53 anni.

lunedì 19 novembre 2012

Seguito di "Stesso titolo del post precedente"



Piano superiore.

Scale. A chiocciola, in legno (da ricchi... così, per tirarcela), con corrimano in Metallo (Heavy) lungo il muro e nessuna protezione sull'altro lato: un salto nel vuoto che può arrivare ai 3 metri se precipiti dal punto più alto. Sono 30 anni che si parla di renderle sicure, ma abbiamo sempre rimandato perché preferiamo spendere in proteine.
Salotto senza senso. Area di passaggio illuminata da una finestra stretta come un filo interdentale: un tempo zona tv, ora ha una libreria traboccante. Caso da X-files: divano che da esattamente 14 mesi ospita abiti femminili e sacchetti di creme da corpo. Ho deciso di nobilitare il tutto spostandoci la mia collezione di CD: ora ci si possono ricevere le teste coronate, le quali sarebbero comunque obbligate a inchinarsi ai Capolavori.
Corridoio con armadi. Funzione: permettere l'accesso a bagno e camera da letto, raccogliere polvere, aumentare la superficie calpestabile.
Bagno blu. Ex Regno indiscusso del Padrone di Casa, attualmente è l'unico bagno completamente agibile della magione e quindi invaso da una delirio di prodotti per l'igiene del corpo il cui senso è oscuro tanto quanto una discussione tra Hegel e Fichte. C'è il water e questo mi basta. Pavimento blu con inserzione “pugno nell'occhio” bianca per ricordarci che non bisogna mai lasciare piena autonomia agli artigiani.
Camera da letto degradata a magazzino. Inspiegabilmente, la stanza più calda della casa: d'estate, colonia penale per le zanzari più criminale del Triveneto. Ospita roba a caso dei precedenti inquilini: amplificatori e chitarre, fumetti giapponesi, spade, console dell'anteguerra, strumenti di tortura sessuale, piante morte, abiti da dandy.
Camera matrimoniale. Un anno fa una bomba è esplosa in questa stanza, scagliando abiti femminili ovunque. Lampadario, porte, cassetti, maniglie, termosifoni; pavimento completamente ricoperto, al punto che non sappiamo ancora di che materiale era in origine. Letto a due piazze di una comodità commovente, col piumino anche in estate perché le donne hanno freddo come condizione esistenziale, 32 cuscini per evitare ogni forma di contatto, testiera in Metallo (Heavy) per sognare ogni notte il “Fuel for Life Tour 1986 (Judas Priest, che ve lo dic'affà?!)”. Sotto il letto: gattara deluxe.
Bagno padronale. Rosa. Inagibile.
Camera del Vero Uomo. Impianti HI-FI da lacrime e applausi a scena aperta, in grado di ipnotizzarmi per ore e (nei casi più eclatanti) di farmi schiantare per terra o volare fuori dalla finestra. Letto con cinghie da manicomio per impedirmi auto-mutilarmi durante l'ascolto dei Capolavori. PC per giocare, utilizzato un paio di pomeriggi a trimestre con videogiochi del 2004 perché la scheda grafica è da pezzenti. Modem wi-fi che entra in sciopero dalle 18:00 fino alle 5:00. Armadio con tutti i miei vestiti dall'età di 13 anni a oggi, per ricordarmi quanto facevo schifo all'epoca e quanto ganzo sono ora. Mensole con libri impegnati, così i ladri capiscono che stanno rapinando uno che ne sa a pacchi.
Terrazzo. Chiuso ermeticamente per mantenere microclima da palude della Louisiana. Potere magico: gli abiti stesi all'interno restano umidi per 2 mesi.

Stanza bonus. Mansarda accessibile solo se sei l'Uomo Ragno. Deposito di decorazioni natalizie e di attrezzatura sciistiche “Vacanze di Natale '84”. Roba forte, tra 31 anni me la rivendo a Jerry Calà.

giovedì 15 novembre 2012

Le titaniche delizie della convivenza: il luogo del delitto



Trasferito nella casa nuova (o vecchia, visto che ci ho abitato per 30 anni prima di venire rapito) da un anno, posso dire che il trasloco non è ancora finito.

Situazione partendo dall'esterno:
  • Cancellata d'ingresso (un tempo) dignitosa. Qualche anno fa il precedente proprietario, non avendo mai visto “RocknRolla”, non sapeva che i drogati sono inaffidabili e ne ha assunto uno per ridipingere: dopo 2 ore di lavoro in 5 giorni, il tossico è sparito, fregandosi un sottovaso ma lasciando tutti i suoi strumenti di lavoro.
  • Giardino dignitoso, con parte erbosa tramutata in pozza di fango durante l'inverno. Una famiglia di piccioni ha fatto il nido su un albero e sgancia guano a ripetizione sul vialetto nuovo: rappresaglie inutili, come pure gli inviti a cambiare dieta.
  • Muro esterno: scrostato in stile ospizio dei poveri, in attesa di essere ridipinto quando qualcuno vincerà al Bingo.
  • Tetto intoccato da 30 anni, l'antenna si è piegata di sua volontà per impedirmi di ricevere i canali RAI. Si vive lo stesso.

Piano terra:
  • Infissi nuovi di zecca: dopo un mese dal montaggio, i ladri mi hanno sfondato una finestra. Poi la ditta è fallita. Attendo ulteriori conseguenze.
  • Taverna in stile tirolese adibita a magazzino di cose non mie, oltre che a settimanali riunioni del club dei morti di fame. Micro-cantina con umidità caraibica, i generi alimentari marciscono nel giro di 8 minuti.
  • Ingresso piccolo, che diventa minuscolo quando torno dalla palestra e sono largo il doppio.
  • Salotto di forma non-euclidea con caminetto trasformato in divano (garantisce macchie sul sedere per l'eternità) e tavolino trasparente spacca-stinchi (siamo già a 3 vittime in meno di mese). Abbiamo anche la libreria raccogli-polvere e un villaggio di ragni in espansione demografica. Ci sono pure le scale, ma sono una leggenda che merita uno spazio adeguato nel prossimo post.
  • Cucina in due zone: sala pranzo con tavolo apparecchiato 24/7 e frigo titanico per contenere proteine e birra; cucina da accampamento Giovani Marmotte, con forno rotto da 1 anno, piano cottura ad accensione casuale, lavastoglie classe di consumo Y (tipo un reattore nucleare).
  • Lavanderia occupata al 90% da cumuli di biancheria in attesa del proprio turno di lavaggio: tempistiche da pubblica sanità.
  • Bagno minuscolo con lavandino sproporzionato (ti puoi lavare i denti seduto sul water). Doccia utilizzata come stendino e magazzino per il mocio, giusto per evitare lo stato di abbandono.
  • Veranda esterna in plasticona con tettoia in vetraccio, frutto di un miserevole compromesso tra la voglia di avere una struttura del genere e una disponibilità economica messa (all'epoca) a dura prova dall'acquisto di un'assurda multiproprietà in montagna.

Piano superiore prossimamente!

lunedì 8 ottobre 2012

Le Fiere di San Luca



Mese di ottobre, mese di Fiere di San Luca (giostre e stand gastronomici, immagino queste cose siano uguali a ogni latitudine).

Premessa: ci abito in mezzo, non mi lamento né provo fastidio, se ho fame in 3 minuti posso procurarmi cibo degno di una porcilaia e se passa gente gradita a salutare son anche contento (se è sgradita, mi nascondo sotto il letto fino a fine emergenza).

L'utenza standard delle giostre si può riassumere in:
  1. adolescenti con ciuffi miserevoli e tatuaggi di conseguenza... tutti in braghe corte e smanicati sennò nessuno vede il tatuaggio. Per dirla con un linguaggio giovanile e sbarazzino: se uno sfigato si fa un tatuaggio, diventa uno sfigato con un tatuaggio;
  2. bimbi delle elementari/medie sguinzagliati dai genitori, i quali poi passano 3 ore a cercare parcheggio e quando lo trovano è già tempo di rientrare;
  3. loschi figuri, spesso in tuta da ginnastica e parlata poco comprensibile, accompagnati da donzelle con abiti troppo stretti e capelli con ricrescita troppo ricrescita;
  4. bulli del quartiere (ma stanno anche in categoria 1 e 3) che picchiano duro sui punching-ball per mettere in mostra la loro virilità (e si spezzano frequentemente le nocche);
  5. coppie con passeggino... e non capisci che senso ha portare un bimbo di 2 mesi alle giostre, che tanto non ci sale e rischia di soffocare per la puzza di generatori e olio da frittura;
  6. vecchi che guardano le ragazzine e vanno a sbattere contro uno dei loschi figuri (v. punto 3), che poi normalmente minaccia di sterminare la discendenza del vecchio mediante cocci di vetro;
  7. esseri umani dall'aspetto normale, che però vengono alle Fiere da soli e allora capisci che normali non sono;

Varie ed eventuali:
  • come ogni anno mi occupano ogni cm libero davanti a casa, devo abolire l'uso dell'auto sennò mi tocca parcheggiarla dentro il campanile;
  • l'odore di fritto si infila anche sotto le coperte del letto (io non ho mai assistito ad un cambio dell'olio per le frittelle, poi vedete voi);
  • la Gastronomia costa come un ristorante in centro... peraltro il “vin novo”, venduto come se fosse il sangue di Cristo, non è altro che mosto un po' fermentato, che il giorno seguente ti obbliga a frequenti sedute riflessive in bagno;
  • i giostrai scaricano mp3 con calma e serenità, quindi adesso mi sto godendo le hit del 2008;
  • si vincono sempre pelouches giganti, mai che uno si porti a casa una PS3 o un I-Pad;
  • ci sono 3 cestini in tutto l'area, si riempiono in 8 minuti e poi la gente si limita ad appoggiare i rifiuti sul mucchio, fino a quando crolla il castello di scoasse e a quel punto tutti si sentono autorizzati a buttare per terra ogni cosa (assorbenti inclusi);
  • gli autoscontri non sono una giostra, sono una fabbrica di faide tra adolescenti, con minacce di violenze irripetibili se qualcuno ha il coraggio di andare addosso ai più facinorosi;
  • alla Pesca di Beneficienza i frigoriferi e i motorini non li vince mai nessuno fino all'ultimo giorno, poi passa il parroco che, con l'aiuto del Signore, se ne va via in motorino con un frigorifero sul portapacchi.

PS gli studenti narrano di risse leggendarie che si svolgono praticamente ogni giorno, neanche fossimo in Colombia in mezzo agli scontri tra cartelli della droga... io in decenni di Fiere ho visto solo una rissa vera e propria, scatenata per un parcheggio rubato e che ha visto all'angolo BLU un distinto signore di mezza età con fidanzata troppo giovane perché fosse vero amore, mentre all'angolo ROSSO padre di famiglia sui 40, con moglie e passeggino e tanta frustrazione. Vittoria del distinto signore che ha assestato due spintoni, mentre l'altro è riuscito solo a gridare. Intervento del vigile, minacce di denuncia, “Lei non sa chi sono io”, mancanza di senso del ridicolo, tutti a casa come se niente fosse.

domenica 2 settembre 2012

Bang Your Ass 2012 - Monaco




La trasversalità del Metallaro veneto all'estero

Durante il festival si dorme a Stetten. Trattasi di paesino 100% teutonico: ospita solo famiglie di militari che si addestrano là vicino, ha più panifici che edicole, l'erba dei giardini è regolata con le forbicine, la spazzatura è inesistente e le piste ciclabili volendo ti portano fino in Danimarca (1000 km più a nord).

Si parte per il rientro a Monaco. Saltiamo il viaggio di 200 km nel quale le donne si vantano delle conquiste fatte al BYH (soliti tedeschi con panza da birra e mullet) e diciamo che si arriva a Monaco verso il pomeriggio: piove in orizzontale, così ti lavi la faccia senza sforzi rilevanti, poi smette e il sole spacca, ti scopri e ricomincia a piovere.

Il centro di Monaco è affollato di gente e stand gastronomici, cosa inusitata perché i bavaresi di domenica normalmente stanno a casa a recuperare la sbronza e a girare film porno amatoriali. Dunque festa in un paio di piazze, con musica, griglia di wurstel e hamburger, birra e cocktail (matti per il mojito, perché credono di essere ai Caraibi anche se piove e son 17 gradi). Ti fanno anche il nostrano spritz, però da mezzo litro con “vino di Valle di Reno” e 7 euro minimo.

All'arrivo nella piazza secondaria è pieno di gente e le casse sparano roba danzante tra Cher e Scissor Sisters, mentre in pista c'è un fenomeno con braghe a zampa e baffo teutonico che canta in playback: al suo fianco il ballerino 65enne con camicia della cugina Daisy e mocassini con la zeppa. In effetti sembra la festa delle media, con maschi da una parte e femmine dall'altra. Vado a prendermi una birra e il tipo della spina sembra felicissimo di vedermi (applaude e saltella); il gettone del vuoto a rendere è a forma di cuoricino; le donne non mi guardano ma guardano le nostre signorine; i maschi sono tutti uguali (rasati, pizzetto, T-Shirt scollatissima con gilet, sciarpetta) e arrossiscono quando vedono l'energumeno Bonny nel suo trionfo di muscoli depilati.

Insomma, siamo finiti al Gay Pride di Monaco. Prontamente lo ribattezzo BANG YOUR ASS. Non avendo alcun problema di omofobia, mi lancio nella calca, perchè finalmente riesco a rimorchiare anche io e a fargliela vedere a quella smorfiosa della V che si era beata dei suoi spasimanti oversize al BYH. Ottengo birra gratis e probabilmente qualche complimento (anche se in tedesco qualunque frase sembra un rimprovero), cerco anche di farmi offrire da mangiare, ma intuisco che in cambio è richiesto qualcosa di poco eterosessuale e rinuncio.

Tappa in metropolitana per sfruttare i sempre funzionali bagni pubblici (fondamentali in una nazione che consuma birra 20 ore al giorno) e si ammira l'eroe della giornata: il “fissapeni”. Questo gay di mezza età si è piazzato a una estremità dell'orinatoio collettivo e, fingendo di espletare, fissa spudoratamente i peni degli altri avventori, senza nemmeno sforzarsi troppo di nasconderlo.

La sera è festa a Marienplatz, dove hanno montato un palco da grandi occasioni e i trans più ganzi della Germania fanno spettacolo per un pubblico eternogeneo e decisamente ubriaco (ma dignitosissimo). Le battute sono in tedesco, quindi ci perdiamo il raffinato umorismo locale, ma il Gran Trans Gay Imperiale sul palco intona anche una canzone in italiano dove sostiene di amare i “bei ragazzi con la braciola” e via tutti ad applaudire saltellando.

Nel concerto finale si esibisce una paladina dell'amore saffico di cui non ricordo il nome, musica elettronica esecrabile che però piace un sacco da queste parti: il pubblico gay si dà a effusioni plateali, soprattutto il versante femminile è in gran spolvero. Irrompe anche un gruppo di turchi ben brilli che provano ottusamente a rimorchiare le signorine, non capacitandosi del perché due donne che si baciano non possano accogliere tra di loro un nanetto scuro di comprovata virilità.

Per il resto le feste di piazza tedesche sono tutte uguali: si mangia maiale in mille versioni, si beve birra, ogni tanto si varia con dolci la cui pesantezza è fuori scala, poi si beve altra birra, poi Jaegermeister, poi cocktail, poi si mangia ancora, poi a letto presto che è pur sempre domenica e da lunedì bisogna tornare tutti precisi e funzionali.

domenica 19 agosto 2012

BANG YOUR ASS 2012 - anteprima



NON HO ANCORA SCRITTO NIENTE
del resto sono impegnato in attività imponenti e costruttive come dormire in spiaggia, grigliare quadrupedi e bipedi, strangolare zanzare, cambiare lampadine, venire picchiato dalle vespe...

Oggi, confinato in campagna, potrei anche trovare la voglia di attivarmi.
Stay tuned.

giovedì 26 luglio 2012

Bang Your Head 2012 - seconda parte della terza parte



Sabato  - i calibri pesanti

SABATON.
Se i Crashdiet sono gli svedesi da “cocaina-fisichetto-attiragnocca”, i Sabaton sono la loro nemesi “birra-panza(o muscolone)-scacciafiga”. Peraltro in Germania hanno più chances di rimorchio i Sabaton... Concerto dinamitardo e ipertrofico a dir poco: la band zappa come un agricoltore della Bassa Veronese, tastieroni con fanfare e cori marziali da invasione della Polonia. Ripetere lo schema per circa un'ora, con aggiunta di fiammate e petardi e un po' di sano nazionalismo scandinavo. Risultato: un trionfo assoluto. Sul podio del BYH 2012 ci vanno anche i Sabaton.

SUICIDAL ANGELS.
Che abbiano suonato lo so unicamente perché c'è scritto nel programma.

GOTTHARD.
Curioso avvicendamento nelle prime file: solo per la durata dello show dei Gotthard, compaiono coppiette normo-vestite e innamorate, famiglie con bimbi, uomini d'affari, gente con un futuro.
Visto tutto il concerto in prima fila. Il nuovo cantante è bravo, simpatico e sorridente, davvero impeccabile come esecuzione... MA rispetto a Steve Lee ha carisma zero. Che gli altri siano macchine da guerra e non sbaglino un colpo è assodato (Leo Leoni sembra un carrozziere, però), tuttavia i Gotthard li andavo a vedere per Lee, il miglior frontman in circolazione: adesso hanno solo un buon cantante. Magari migliorerà in futuro, ma per me ora come ora non c'è alcun motivo per rivederli live.

PAIN.
Disgraziatamente persa la loro esibizione, perché nel frattempo suonavano gli Edguy e succedevano cose impensabili. A quanto mi hanno detto, anche sul palco dei Pain son avvenuti fatti irriferibili.

EDGUY
Tobias Sammet è vanitoso come un gallo cedrone: salta, balla, fa gli acuti con la lingua fuori, si lancia in infiniti monologhi (in tedesco) che fanno ridere tutti esclusi noi stranieri. Eppure non gli basta, vede due-tre persone che non lo seguono come dovrebbero e scatta il piano diabolico. Intento in un acuto spaccatimpani, il piccoletto mette un piede in fallo e vola giù dal palco: 2 metri senza paracadute e schianto sul cemento. Panico nelle prime file (c'erano solo ragazze e morosi delle stesse), l'eroico frontman torna dopo qualche minuto e si vede che è un catorcio, ma continua lo show per un'oretta, facendosi rammendare ogni tanto dai paramedici. Il pubblico, ubriaco e quindi privo di memoria a breve termine, dimentica l'accaduto e fa festa. Si assiste anche a un metallaro di mezz'età che abborda una giovine decidamente priva di memoria a breve termine e tenta in tutti i modi di farci un figlio, mentre la ragazza si salva solo perché nei cori salta e quindi lo stupratore deve ricominciare daccapo. Fine concerto, fuochi d'artificio, Sammet che pregusta le prossime settimane di convalescenza a casa dei suoi, morti ubriachi a terra in numero crescente, corsa disperata a spendere gli ultimi spiccioli in cibo-bevande, mentre la security lentamente spinge la massa metallara verso il secondo palco e si comincia a smontare le strutture.

Pausa gastronomica. L'unico stand rimasto aperto è un sospettissimo “Asian Food”. In realtà è cibo per suini. Riso con verdure oppure spaghettini con verdure, cucinati a caso. Se vuoi fare il fenomeno, ti ci buttano sopra anche pollo piccantissimo (sicuramente non pollo tedesco, visto che tale volatile non esiste laggiù). Poi si può condire a volontà con salsa di soia (90% di sale, minimo) e la salsa piccante “GnancaOmo” (definizione rivolta ai soli veneti), che rappresenta una dura prova nell'ingestione, un cimento per professionsti nella digestione ma un'impresa titanica nell'espulsione.

EXODUS.
Me li vedo perché suonano indoor come ultima band e la zona all'aperto sta venendo rapidamente sgomberata. In realtà il mio scopo è trovare bicchieri vuoti da riportare in cassa per accumulare buoni-birra, quindi gli Exodus scassano solo le palle. Comunque, show a velocità sparata per headbanging folle che fa anche un paio di vittime tra i fans (se quello davanti tira la testa indietro e quello dietro tira la testa avanti, immaginatevi il risultato).

Buonanotte a tutti, il festival è andato anche quest'anno. M anon è finita, abreve il report sul Festival che tutti avreste voluto vedere e che invece ho visto solo io (e non è il Bang Your Head).

martedì 24 luglio 2012

Bang Your Head 2012: prima parte della terza parte



...o meglio...



Sabato 14 luglio - prima parte

In quanto poser borghese da salotti buoni, mi permetto di perdermi i Sister (già visti, sono dei poveracci), i Lanfear (ti pare che mi metto ad ascoltare prog di prima mattina?) e i Warbringer (arrivo che suonano le ultime due, vado a fare shopping e mi dimentico che esistono).
Il clima è migliorato rispetto al giorno prima, il sole scalda e verso mezzogiorno è obbligatorio mettersi in mutande (evitando zone d'ombra, dove la temperatura scende di 20°): sarà che oggi non ci sono menagrami come i Venom o i The Devil's Blood a causare nubifragi.
Segnalati tedeschi svenuti sull'asfalto già dalle prime ore del mattino, sospetto che li mettano là come decorazione prima dell'apertura cancelli.

BREAKER.
Non esistesse la Germania, i Breaker avrebbero passato l'estate presso qualche lago del Michigan, come loro abitudine quando staccano dalla fabbrica. Da queste parti vanno matti per quelle band che hanno fatto un album negli anni '80 e poi sono sparite: i Breaker infatti hanno fatto poco di più e saltano fuori da qualche annetto per tour amarcord. Arzilli, ma pensionati. Cantante peggio vestito del festival (scarpe inglesi, jeans scuri, maglietta trucida, gilet di raso, capelli da assicuratore).

TANKARD.
Dedicare la propria carriera musicale alla celebrazione della birra (con qualche incursione in altri selezionati alcolici) risulta credibile solo in Germania. Sta di fatto che, dopo 30 anni di show nelle birrerie di tutto il mondo, pochi dal vivo spaccano come i Tankard. Il cantante Gerre è la rockstar più idiota del pianeta e il tripudio finale con una ventina di obesone teutoniche sul palco a ballare fuori tempo è valso la pausa che mi sono preso dal cibo e dalla birra. Di gran lunga la band col maggior numero di fans disadattati.

AXXIS.
Tra le band più simpatiche del Festival, con strumentisti variopinti (tastierista Branduardi, chitarrista minorenne, sezione ritmica che come al solito nessuno guarda) e con il cantante Bernhard Weiss che canta da paura e si muove come non avete mai visto nessuno muoversi (praticamente un'ora di “danza delle scuse” del Dr. Zoidberg). Poi la trovata di far salire sul palco il bimbo Justin, 6 anni con parrucca a-la Cinderella e chitarrone di gomma: il pubblico è impazzito per questo mini-motivatore, ha consumato ancora più birra e ha urlato a caso tutti i cori degli Axxis. Buona musica-spettacolo-bambini-pause birra-cori = ricetta per il successo.

PRIMAL FEAR.
Dei Primal Fear non impressiona la musica (Judas Priest + Accept + Metallone Tedesco Standard, devo dire che apprezzo da anni), ma la forma fisica di Ralph Scheepers, che a 47 anni è grosso e tirato a palla. Visto che non è il caso di avviare il discorso “bodybuilding”, aggiungo che la sua prestazione è al top e che fa agilmente le scarpe a quasi tutti gli altri cantanti in giro: peccato che, causa fisico tiratissimo e scolpito, non possa essere un sex symbol in queste lande dove la panza regna sovrana.

PRIMORDIAL.
Nulla contro di loro (sono irlandesi, pittati, trucidini, forse anche interessanti), ma sono rimasto un'oretta a prendere il sole. Però ho capito che un irlandese con birra tedesca in corpo non parla lingue comprensibili a me.

Pausa gastronomica. Tra le varie prelibatezze, decido di dedicarmi al pesce: il chioschetto vende panini con pescione crudo e contorno di cipolla, di certo il meglio per chi cerca l'amore al Bang Your Head. Avendo io già trovato l'amore, dirotto su panino con backfisch (trancio di pesce a caso) fritto e rifritto con salsa all'aglio. Goduria per 3 minuti, poi necessarie 3 birre per mandarlo già e 3 giorni per la digestione completa.
NOTA. Col termine “backfisch” in tedesco si indica anche “ragazza adolescente”: potrei aver sperimentato il cannibalismo, a quanto ne so.

venerdì 20 luglio 2012

Bang Your Head 2012 - Seconda parte della seconda parte



Venerdì 13 luglio – seconda parte

KAMELOT.
Finalmente, dopo 3 tentativi, riesco a sentire la voce del cantante dei Kamelot dal vivo: sarà perché l'hanno cambiato? Il nuovo Tommy Karevik è un portento, anche se diverso da Kahn: però gli fanno fare le stesse mossette del predecessore, così i tedeschi ubriachi non se ne accorgono. Corista-velina d'ordinanza e tastieroni pomposi. Su “March of Mephisto” ci sono ancora le strappone bendate e il testosterone esplode tra il pubblico.

ARCH ENEMY.
Assieme ai Motorhead, la band che ho visto più volte dal vivo e la band che ho più costantemente ignorato. Due canzoni bastano per capire che: Angela Gossow è anomala, in quanto tedesca eppure magra e vegetariana; i chitarristi sono smanettoni senza speranza; il bassista è un troll di caverna dal culone obeso; le canzoni mi sembrano tutte uguali; alla batteria hanno un elicottero.

THIN LIZZY.
Vedi Diamond Head, con due differenze: hanno canzoni migliori e sono molto più disonesti. Birra.

WIZARD.
Cominciano a scendere secchiate d'acqua dal cielo e mi butto al coperto per vedere i Wizard, che ricordavo come una versione teutonica dei Manowar con ancora più cattivo gusto e meno fisico. Direi che siamo là. Birra e gnocchetti col formaggio, ma un paio di cori li ho cantati con soddisfazione. Comunque sostituiscono gli Atlantean Kodex e questo me li fa stare sulle palle.

MOONSORROW.
Suonano indoor a luci spente, tanto che non ho ancora capito che faccia hanno. Mi tocca vederli perché piove, ma diciamo che non vado oltre. Chiome fluenti, comunque, e pure una finnica propensione all'ubriachezza non molesta. Direi che gli ubriachi del nord Europa tendono a essere socievoli e a mettersi fuori gioco da soli.

VENOM.
Piove, ho fame e i Venom mi fanno cagare. Di solito più si è scarsi e più si alzano i volumi: coi Venom siamo all'esagerazione da far girare le palle. Il batterista è meglio di Abaddon ma non è Abaddon, il chitarrista è l'ennesimo mestierante stempiato che schitarra a cazzo. Cronos è grosso e ha l'attaccatura dei capelli talmente indietro che sembrerebbe calvo anche col berretto. Tempo ben speso a mangiare maiale di vario genere.

THE DEVIL'S BLOOD.
Sono le 23, i tedeschi sono tutti sbronzi e l'Hard Rock anni '70 di questi olandesi ricoperti di sangue e con cantante più larga che alta sembra mandare tutti in letargo. A me sono piaciuti tantissimo, anche se col Metal c'entrano zero. Peccato per tutto il contorno esoterico-occulto che, come è noto, mena una rogna da paura e quindi le corna durante lo show le facevo non in stile “R.J. Dio” ma piuttosto a-la “nonna salernitana”. A giudicare dal tanfo che si sentiva in prima fila, il sangue era vero.

ORDEN OGAN.
Oh, suonavano all'una di notte. Ciao.

giovedì 19 luglio 2012

Bang Your Head 2012 - E avanti...




Venerdì 13 luglio – prima parte

Partiamo malissimo: nell'hotel balcanico mi servono la più misera colazione della storia tedesca, con pane-burro-marmellata-insaccati-caffè-succo. Dove sono i wurstel? E le uova strapazzate? Come mai non ci sono fette di torta al colesterolo né salsicce al curry? E i crauti dove diamine sono spariti? Fosche nubi aleggiano sulla prima giornata del Festival.

VANDERBUYST.
Tra i vincitori del Festival ci sono questi olandesi saltati fuori dal 1982 e decisi a restarci contro ogni logica spazio-temporale. Formazione a tre, braghe elasticizzate, assalto frontale e melodie da plagio (Saxon-Maiden-Thin Lizzy): meglio di così... Pubblico in estasi, consumo alcolico decisamente sopra la media nonostante siamo solo alle 11 del mattino.

CRASHDIET.
Ad uso e consumo delle signore, il più intossicato gruppo svedese mostra gli orecchini e le chiome per una manciata di canzoni. Show da rockerz di livello decente (farli suonare presto significa non dare loro il tempo tecnico per drogarsi), anche se l'attenzione è catalizzata dalla cresta del cantante Simon Cruz, che si muove come un ebete ma in qualche modo se la cava. È chiarissimo comunque che i 4 scandinavi vogliono (nell'ordine): drogarsi, bere, riprodursi. Tutto il resto lo lasciano ai Metallari.

DIAMOND HEAD.
Scusate, ma non riesco a essere così calvo da assistere a uno show dei Diamond Head. Birra. A proposito, pubblico in delirio senza vergogna.

FIREWIND.
Doppia cassa, chitarrismo onanistico, vocalizzi imponenti, sbrodolamenti tastierosi. Per me, invece, panino con pesce impanato e salsa di aglio. Diciamo che la band non mi interessa: se trovo i CD a 3 euro può anche essere che li prendo, se incontro i ragazzi per strada li saluto, ma il nostro rapporto finisce là.

ARMORED SAINT.
Non ce n'è... altra classe, altro livello. Superbi e trascinanti tutti, ma soprattutto John Bush: piccolo, calvo, vestito da grigliata al parco, con movenze da primate ed espressioni facciali che fanno dubitare del suo titolo di studio, ma prestazione da incorniciare. Meglio dal vivo che su disco, via!

POWERWOLF.
Pittati da zombi-vampiri fanno tanto ridere, ma per fortuna lo sanno e non fanno i fenomeni come tanti loro colleghi black metal. Hanno pure il tastierista-motivatore che ogni tanto molla lo strumento e fa le coreografie Zumba Fitness col pubblico. Le magliette dei PW si contano a centinaia e i loro cori da biergarten sono il massimo per accompagnare le bevute collettive. Immaginario horror stile “Carletto il principe dei mostri”, ma è proprio questo il bello.

mercoledì 18 luglio 2012

BANG YOUR HEAD 2012



I gusti sono roba personale e quindi le polemiche sono inutili: ecco il resoconto preciso e veritiero di tutto ciò che è successo al Bang Your Head 2012 e ci ho messo anche le cose che non sono successe e quelle che avrei voluto succedessero ma non si sono verificate e quindi mi prendo la rivincita facendole accadere in questo report.
Horns Up!

Giovedì 12 luglio: Warm-Up

Il Warm-Up Show del Bang Your Head è una scusa per iniziare a bere prima, ma siccome i tedeschi le cose le fanno bene, ci piazzano anche contorno musicale. Lo show dentro a un capiente capannone, con palco in fondo, cessi a sinistra e fondamentali spine di birra a destra. Fuori c'è la griglia e anche un truffatore tahilandese che sostiene di preparare specialità asiatiche (riso con crauti/cipolla + cane + salsa urticante, oppure spaghettini con crauti/cipolla + gatto + salsa irritante). I cancelli aprono alle 19, ma già dal pomeriggio ci sono decine di caduti che dormono ovunque dopo aver perso l'ennesima battaglia contro l'alcol.

FREEDOM CALL.
Persi i Majesty perché non me ne fregava nulla, arriviamo al Warm Up che sono già tutti ubriachi e propensi a cantare i cori epiconi dei Freedom Call: la band ha più basi registrare di Biagio Antonacci, ma la birra induce il pubblico alla massima partecipazione. Il divertimento è assicurato, così come la doccia di birra inflittaci dai birrosissimi spettatori.

BONFIRE.
Già visti 4 volte: sempre le stesse canzoni, gli stessi tiri, perfino gli stessi abiti. Di solito cambia il batterista e anche stavolta è stato così. Inoltre Ziller si è finalmente tagliato quel triste cespuglio arido e si è rassegnato a una chioma da Bundesbank. Pubblico in delirio come al solito. Lessman non ce la fa proprio più, ma il dubbio è che non sappia fare proprio nient'altro.

JON OLIVA'S PAIN.
Positivo: è Jon Oliva, Miglior Compositore della Storia; esegue classici dei Savatage che hanno un valore musicale assoluto oggettivo; suona tutto “Hall of the Mountain King” che non sentiremo mai più dal vivo; è di una simpatia assoluta; suona un finto piano bianco a coda; apre con “Gutter Ballet” e poi piazza “Power of the Night” che ha il riff più figo dell'Heavy Metal.
Negativo: band di mestieranti che eseguono il repertorio come fossero una cover band; Jon non ha più voce, zero, finita; Jon è talmente grasso che non so come faccia solo ad alzarsi dalla tastiera per andare in mezzo al palco.
I fans vedono solo il positivo, i detrattori vedono solo il negativo. Zone d'ombra non concesse in questo caso. Io sono un fan.

Fine show con Metal Disco: i megaclassici (Metallica, Iron, Judas, Twisted Sister, ecc.) ballati con stile ondeggiante da decine di ubriaconi presi a stare in equilibrio sulla birra rovesciata. Va anche bene così per la prima giornata di festival, quindi ritirata strategica in hotel e sonno poco ristoratore causa co-inquilino che ruggisce nel sonno come una famiglia di giaguari.