martedì 5 marzo 2013

H.P. Overload + Royal Rumble... sudore & amore



Tutto accade il 2 marzo 2013, al Long Island, ma forse no.

Cosa rende un concerto "riuscito"?

Affluenza. Se arriva un pacco di gente, le band hanno vinto. E stasera è stata vittoria. Certo, il Long Island ha un palco sufficiente al massimo per Jerry Calà e la sua pianola, inoltre la sala si riempie già se due famiglie decidono di cenarci... figurarsi che accade quando si presenta un centinaio abbondante di gentaglia ingombrante (pure un team di Krav Maga, coll'istruttore grosso e gli allievi denutriti). Livello di impresentabilità altissimo, come sul palco così giù dal palco.

Performance. Se le band suonano bene, a prescindere dal numero di spettatori, hanno vinto. Stasera è stata vittoria. Certo, non stiamo parlando dei Rush né dei Kiss, ma di onesta manovalanza del Roccherrolle Hevvimetal che fa zero metafisica e molto pestaggio. Sugli scudi i batteristi, sopra le righe perché il locale è inopinatamente rigonfio di ragazzine minorenni e non capiterà mai più di farsi notare da delle donne in un concerto (notoriamente i concerti radunano ominidi pelosi maschi e le loro controparti femminili). I chitarristi (a prescindere dalla band) sono sempre più affetti dalla sindrome di Asperger (cercare in Rete). I bassisti (a prescindere dalla band) suonano solo per i batteristi e le morose. I cantanti delle due band hanno pianificato il look accuratamente: uno chiomato e tatuato con maglietta, uno grosso e tatuato senza maglietta... comune denominatore, quindi, i tatuaggi e il Sudore Niagara.

Risposta del pubblico. Se c'è tanta gente, ma partecipa con l'entusiasmo di un professore il lunedì mattina... Stavolta il pubblico invece si è ricordato che assiste a un concerto e non a un film. Ovvio, l'alcol trasforma ogni pezzo in un capolavoro e quindi pare di assistere a uno show dei Judas Priest, ma anche è importante bloccare la gente davanti al palco: obiettivo raggiunto. Le sigarette, invece, sono nemiche del Rock perché portano la gente all'esterno e non la fanno rientrare mai più; il vero Rocker resiste fino alla fine e poi s'ammazza.

Incassi del locale. Non c'è il biglietto all'ingresso, ergo si guarda l'incasso del bar. Grazie ai bivacchi permanenti davanti alle spine e alla costanza invidiabile di parecchi alcolisti terminali presenti (non necessariamente interessati alla musica), il bar ha stravinto. Di certo non ha vinto la strada di fronte, che ha accolto i bisognini di quelli che non hanno capito dove fosse il bagno del locale e di quelli che l'hanno capito ma hanno voluto provare l'emozione di sventolare il batacchio in pubblico.

Merchandising venduto. C'è crisi, la gente non spende, Equitalia è in agguato, la Grecia è all'orizzonte... Le band, lungimiranti e brillantemente disorganizzate, evitano di proporre l'acquisto di CD, magliette, toppe e chincaglieria varia: semplicemente non hanno niente da vendere e preferiscono concentrarsi sullo shopping post-concerto (prevalentemente birra e grassi saturi).

Promiscuità private. Nessuno capisce dove sono i bagni, quindi niente attività segrete.

Promiscuità pubbliche. Peni sventolati in strada, ubriachezza molesta (un gran classico, home sweet home), minorenni che si comportano da minorenni e maggiorenni che rischiano la galera... più altro che rivelerò solo dietro compenso.

Conclusioni. Di questo report si lamenteranno solo le due band, visto che non si parla di musica. Ma la musica è una cosa seria e la lasciamo alle persone serie. Concerto riuscito, ohibò!

1 commento:

WWW ha detto...

Treviso potrebbe venir scambiata per un sobborgo di Chicago in pieno gonfiore "hair metal per assassini" da un lettore sprovveduto ... invece è Treviso. Informate i media, magari c'è qualcosa di grosso dietro a tutto questo esagerare :) ... ora capisco perchè tutte le bands volevano Lester a scrivere di loro, almeno una volta :)