martedì 18 novembre 2008

Italia-Argentina: commenti in tempo reale


Pomeriggio col Sultano a guardare la partita (pietosa) dell'Italia contro l'Argentina. Ecco le massime, tra una russata e una telefonata di complimenti a Obama.


Alla discesa in campo:

  • Guarda che facce gli argentini, quelli sono i gitanos del Sud America. Quello lì, se non giocasse a Rugby, tirerebbe le coltellate alla gente per dos pesos.
  • Quello è Del Fava (era Bortolami). Quello è Del Fava (era Nieto). Quello è Del Fava (era Zanni). Ma gioca Del Fava (inquadrato: Del Fava)?
  • Ma c'è Pratichetti al centro? Per forza, è de Roma. Quando risolveremo questa questione meridionale...


Durante gli inni nazionali:

  • Per forza cantano l'inno, l'Italia è stata unificata dai Savoia. Vuoi mettere l'ironia con cui lo cantano in Veneto?
  • Ma quanto schifo fa l'inno argentino? Non c'è un inno sudamericano che sia orecchiabile, sono tutte marcette militari. Del resto tutti i gerarchi nazisti sono scappati lì, un motivo ci sarà...
  • Sono grossi questi argentini. Sarà che mangiano asado tutto il giorno...


Dopo i calci sbagliati da Marcato:

  • Avrà anche messo su 5 kg di muscoli, ma resta una fighetta padovana. Adesso chiamo la dirigenza del Benetton, voglio sapere come si allena questo disgraziato! 


Svegliandosi a metà primo tempo:

  • Del Fava!


Dopo il primo tempo:

  • Cambia canale, io devo vedere le partite di Rugby serio, non queste schifezze. Mettimi l'Inghilterra, quella sì che è una squadra: chissà che perda, comunque. Maledetti colonialisti.
  • Guarda i Sudafricani! Col cazzo che lo cantano l'inno nazionale in swaili! Quelli se vedono un nero gli sparano.
  • Rimetti l'Italia, che mi è passata l'incazzatura. Adesso gli do 10 minuti per rimettersi in partita, poi vado a pisciare a prescindere.


Fallo di Bergamasco:

  • Più passa il tempo e più è uguale a suo padre: onto, falloso, zuccone e rissoso. Del resto è un petrarchino. Hai voglia a fare i calendari, sempre onto resta.


Meta dell'Argentina:

  • Era nell'aria, questi hanno altre motivazioni. Si impegnano perché vogliono abbandonare il ghetto, sennò sono coltellate ogni giorno.
  • Mallett, metti dentro Del Fava!


Fine partita:

  • Gira canale, metti le squadre celtiche che almeno perdono con onore e non mi fanno incazzare.
  • Guarda Pratichetti... ancora un paio di giorni e si accorgerà che è partito titolare.


domenica 16 novembre 2008

SABATO 22 novembre 2008

Si va tutti al GANDS di Vittorio Veneto a vedere questi qua. E' sicuro che faranno disastro, Apocalisse, piaghe d'Egitto, cani e gatti che vivono insieme, posto di lavoro fisso, Italia campione del mondo di Rugby, soldi per tutti e Rockerrrrrrrollllllllll!



E per chi resiste fino alla fine, missione disperata da CICCIO SALAMELLA.


lunedì 10 novembre 2008

ITALIA-AUSTRALIA


20-30

Perché essere delusi quando una delle 4 nazionali più forti al mondo batte l'Italia (n. 12 del ranking mondiale) con uno scarto accettabilissimo?
Perché stavolta l'Australia la si poteva battere. Quando ci capiteranno dei Wallabies così imbolsiti e spaesati? Sarebbe stata una delle più grandi sorprese degli ultimi 10 anni, al livello della vittoria del Giappone contro la Scozia nel 1989.
E mi avrebbero ripagato per una coda di 2 ore in tangenziale per raggiungere lo Stadio Euganeo. Mi sono perso anche gli inni nazionali. Mai avuto pulsioni nazionaliste, ma l'inno in uno stadio di Rugby è un momento che nella vita va vissuto.
E la meta con cui l'Australia ha vinto? Quantomeno viziata da un'ostruzione. Ho tutte le ragioni per dirmi deluso sul piano del risultato. Bella Italia, ma manca ancora il solito centesimo per fare un milione. Manca da tempo. Accontentiamoci, sperando che prima o poi la Banca del Talento Rugbystico decida di donare a questa nazione una infornata di talenti che preferiscano uno sport vero alla caccia alle veline.
La delusione non riguarda invece il contorno. Pubblico eccezionale, compagnia da applausi, grande partecipazione e la certezza che qui in Veneto il Rugby non è uno sport, è una Religione.

martedì 4 novembre 2008

Outlaw Stars VS Il Mondo Intero



Quella che segue è la versione abbreviata e rimbecillita di quello che è avvenuto la sera del 3 ottobre 2008. Esiste una descrizione più approfondita e ricca di particolari, ma non la pubblico qui. Accettate quello che passa il convento, intanto.

Gli Outlaw Stars nel luglio 2008 hanno vinto Suonica, concorso per gruppi emergenti. Il premio è la partecipazione gratuita a un evento organizzato dal New Age. Il giorno 18 agosto 2008 il gestore del locale contatta Sexy e gli propone due eventi: suonare di spalla ai Backyard Babies oppure agli L.A. Guns. La band, stordita dalla lacca, decide per gli L.A. Guns. 

La band comunica all'organizzazione che può mettere a disposizione tutta la Outlaw-strumentazione eccetto la batteria. Il gestore del locale afferma che “Non ci sono problemi!”. Il sottinteso (che la band non recepisce) è “Non è un problema se non portate la batteria, in caso vi diamo quella di Suonica”. Ovvero il fustino del Dixan. A fine settembre c'è il nuovo contatto con l'organizzazione, dove si parla soprattutto di orari, soundcheck, ecc.

 

La band arriva al New Age il giorno giusto e senza ritardo. Tutti i musicisti sono sobri. Una scena indimenticabile. Ma il Dio del Rock ha deciso di punirli per questo: c'è un altro gruppo che deve suonare di spalla agli L.A. Guns, tali Landslide Ladies, gruppo noto nell'ambiente ma che alle orecchie degli Outlaw Stars sono estranei quanto lo è Martin Heidegger.

I Landslide hanno già tutta la backline, così gli Outlaw portano a casa la loro strumentazione: suoneranno con la backline già disponibile. Durante il soundcheck salta fuori uno sconosciuto che dice: “Ma chi vi ha chiamati, la Debby?”. Risposta Outlaw: “Chi casso è la Debby?!?”. Finito il soundcheck tutti decidono di andare a casa, eccetto due membri che restano nei paraggi.

Qualche tempo dopo, mentre la band è in auto verso il locale, arriva un sms di uno dei membri: “Non si suona più. Poi vi spiego”. La band tenta di entrare nel parcheggio del New Age ma viene intercettata dal suddetto membro. Questi racconta la sua storia...


[Cioè che segue è una parziale ricostruzione della verità, stilata sulla base di un calcolo delle probabilità e dei profili psicologici dei diretti interessati.]

La Debby, che è la tour manager degli L.A. Guns, afferma che gli Outlaw suoneranno con la propria strumentazione, compresa la batteria. L'OutlawStar chiede spiegazioni. Debby replica che Steve Riley, batterista degli L.A. Guns, non vuole assolutamente che qualcuno suoni con la sua batteria (i Landslide Ladies la prestano a Riley per il tour italiano, ma come conseguenza il batterista vieta ai legittimi proprietari di toccarla, possono suonarla ma non sistemarsela come vogliono). Debby: “Il palco è già pronto, noi vi montiamo la batteria di Suonica davanti, non fate soundcheck e suonate nei rimanenti 30 cm di palco. Se non va bene, affari vostri”. OutlawMembro: “Beh, noi non possiamo fare il nostro show su quel palco: voi ci avete messo in condizione di non suonare e noi non suoniamo”.

Il gestore del New Age negozia: “Dai ragazzi, in qualche maniera facciamo!”. Un altro componente della band, contattato telepaticamente sacrificando una pecora rosa, risponde: “NO, come posso scatenarmi su un palco grande come un tovagliolo?!? Solo un'arena può contenere il mio carisma. Già il New Age normalmente chiude per restauro dopo i miei concerti!!!”.

Inevitabile conclusione: concerto annullato.


Post serata. La band non entra nemmeno a vedere il concerto e porta via di peso i propri fans, trascinandoli in un pub della zona. Scene di ubriachezza molesta, denunce alla buoncostume, promiscuità con gli animali, disturbo della quiete pubblica: una serata normale, quindi.

Dialogo alcolico tra i membri della band:
  • Switch: “Io avrei anche suonato, era Sexy che non voleva”.
  • Sexy: “Io avrei anche suonato, era Smoke che non voleva”.
  • Starsky: “Io avrei anche suonato, era Shot che non voleva”.
  • Shot, al momento della discussione, era fuori a fumare e quindi la colpa è sua.

Effetti collaterali di questa storia... 

Qualcuno teme che il gestore del New Age si sia incazzato. Il giorno dopo arriva la certezza che si è incazzato... nel forum sul sito del New Age compare una spiegazione degli eventi della serata con in chiusura la frase “Gli Outlaw Stars col New Age hanno chiuso”.

lunedì 27 ottobre 2008

Venerdì me ne vado qui...

Bikers, Zucche, Rock'n'Roll, Birra, Morti e Satanassi...
qui si ride...

giovedì 23 ottobre 2008

FIREHOUSE + Markonee

CJ Snare e Bill Leverty


Sottotetto (BO), 21 ottobre 20008


Ruolino di marcia. 

Inizio giornata lavorativa ore 7,50: 6 ore a scuola. Partenza verso Padova e cerimonia di laurea con successivo rinfresco. Fuga alle 18 da Padova verso Terme Euganee. Arrivo a Terme Euganee, abbandono dell'auto per saltare sull'automezzo di Rockers curiosamente più interessati agli anni '70 che agli '80. Partenza verso Bologna. Arrivo a Bologna, verifica esistenza del locale, pizza e ingresso al Sottotetto.

Concerto.

Rientro a casa per le 3 di notte. Sveglia alle 7, ancora 6 ore di scuola. Il resto è leggenda.


La fredda cronaca dello show. 

MARKONEE: suoni così così, privilegiano l'impatto sonoro ma i cori campionati “ingrassano” canzoni che mi sono sembrate piuttosto ordinarie. Gran cantante, giovane e potentissimo, forse potrebbe far “svoltare” la band. Essendo di Bologna avevano parecchi compagni di classe e parenti sotto il palco, elemento che ha giovato non poco.

FIREHOUSE: vecchi ma non ridicoli, professionali e coinvolgenti. CJ Snare dosa la voce con esperienza e se la fa durare fino alla fine dei 90 minuti di show. Invece delle solite parrucche fluenti usate da altre ex-rockstar, CJ opta per un inedito tupè riccioluto “coda di barboncino”. Paffuto e col pizzetto, in buona forma, piange per problemi tecnici che però non compromettono l'esibizione. Bill Leverty ha il taglio da pastore metodista e pure il fisico smilzo celato sotto una T-shirt oversize. Suono di chitarra pauroso, riff da schiaffoni sulle orecchie e assoli “classe cristallina”. Canta pure un pezzo con voce intonata, così aiuta CJ a rifiatare. Il batterista Michael Foster nel tempo libero fa certamente il carpentiere, batte duro sulle pelli anche sulle ballad in stile grezzone e tira calci ai piatti rischiando più volte di cadere dal seggiolone. Il bassista è uguale a Jon Oliva inizio anni '90, canta “Highway to Hell” con dignità e si gode gli applausi (AC/DC, Metallica e Iron sono per definizione le band con fanno sbattere la testa all'italiano, qualunquismo allo stato puro). I pezzi belli li hanno fatto tutti, eccetto “Overnight Sensation” e “Hold Your Fire” (invece della cover e dei pezzi brutti potevate suonare queste, babbei!), purtroppo ci hanno anche infilato le ballad, che nello stile-Firehouse sono canzoni da bimbe quindicenni ma che all'epoca gli fecero guadagnare abbastanza soldi da campare per qualche anno. Hit della serata “Reach for the Sky”, che sarebbe bella anche se la suonassero i Cult, ma ho riscoperto anche “Helpless”: in generale tutti i pezzi sono stati suonati alla grande, con Leverty sugli scudi.


Pubblico numeroso, più del previsto. Molti glam cotonati e leopardati, grazie di esistere così posso ridere di voi e del fatto che sicuramente andate a lavorare vestiti così. Bassa percentuale di gente calva, soprattutto perché i cotonati hanno max 22 anni: li rivedremo tra qualche tempo con le piste di atterraggio sulla nuca. In ogni caso, tali concerti sono belli perché è come essere al Circo Togni. Saluti a tutti quelli che ho incontrato, a quelli che mi hanno mandato a salutare e a quelli che non mi conoscono ma che intuiscono le mie potenzialità. 

Da segnalare tra il pubblico i soliti sloveni, femmine belle e maschi catorci, già ubriachi prima dell'apertura dei cancelli. Per quello sono sempre meno ad ogni concerto: di sicuro si perdono per strada.

Chi c'era si è divertito, chi non c'era ha dormito.


lunedì 20 ottobre 2008

DOMANI

Firehouse 
a Bologna

Ovviamente non sono più così...

... e per sapere che parrucche usano nel 2008, restate sintonizzati.

PS Vi sarete chiesti quando esce il post sulla faida OUTLAW STARS vs THE WORLD. Attendere, la colpa è della band che si nega perché impegnata con la vendemmia e con la composizione del nuovo inno della MiraLanza.

domenica 12 ottobre 2008

Rock'n'Salamella


Mr Pig a Vittorio Veneto. Finalmente in provincia di Treviso. Abbiamo dovuto dare fuoco al Gammon, il locale friulano dove si esibivano di solito, ma il risultato è valso la spesa di qualche gallone di benzina e un po' di dinamite. Locale molto cool, quasi wine bar e con prezzi da crisi finanziaria, il che stonava non poco con la musica di Pantera e Metallica che veniva eruttata dalle casse. Da quello che ho capito, è il posto più Rock'n'Roll di Vittorio, che grazie anche a Inferno Rock si candida a sorpresa di fine 2008.

Show di alto livello come al solito e l'assenza di tastiere ci ha evitato i pezzi dei Dream Theater. Se a qualcuno si è spezzato il cuore, per fortuna non era nessuno che conoscevo. Inutile parlare del concerto: ci si è divertiti, con un pubblico partecipe e che mi ha stupito, visto anche che in molti non conoscevano la band. Mr Pig, comunque, sono ormai una boy band.

Post concerto che si preannunciava clamoroso: trasferta notturna a Sacile per pellegrinaggio da Ciccio Salamella. Il quale, ricordo, non fa nulla di eclatante a livello di cibo, ma è un professionista onesto e pulito, inoltre il figlio Gaspare Salamella è l'uomo più buono del mondo. Io andavo per Gaspare, gli altri per la salamella. Un successo di pubblico notevole, gente dai quattro angoli del pordenonese di accalcano solitamente nei pressi del furgoncino di Ciccio e ordinano alla moglie cose che lei spesso non comprende. Il prodotto viene farcito da Gaspare, il figlio.

Avevo dato disposizione di non sprecare tutte le foto con i Mr Pig, in modo da potermi poi ritrarre insieme a tutta la Famiglia Salamella e soddisfare inoltre il mio imperativo categorico: foto con Gaspare. 

Ma l'imprevisto era in agguato.

Gaspare non c'era. Al suo posto, un losco sostituto di 50 anni in camicia di flanella, tale Zio Salamella, ma non certo l'uomo più buono del mondo.

La vita è imprevedibile, ma alcune cose non possono cambiare senza provocare sconvolgimenti di equilibri. Dio stesso aveva stabilito: 

Ciccio Salamella cucina, Mamma Salamella prende le ordinazioni, Gaspare Salamella farcisce. Plain & simple.

Ebbene, così non è stato. Una parvenza di continuità era rappresentata da Ciccio che cucinava, ma l'inquietudine lo spingeva a girarsi di continuo verso i suoi soci. Ovvio lo scompiglio, giacché Ciccio non si gira MAI. Eppure, come avremmo potuto non capire la sua situazione? Il losco Zio Salamella prendeva le ordinazioni e Mamma Salamella era stata spostata alla farcitura. L'equilibrio era sconvolto. L'ordine divino sovvertito. Ciccio, da bravo allenatore, era obbligato a controllare che la squadra, privata dei suoi automatismi, rispettasse le rigide consegne.

E il sospetto... dov'era Gaspare? Dov'era il farcitore titolare? Chi era quell'omaccione in flanella che si scriveva le ordinazioni sulla mano? Un personaggio in grado di pronunciare correttamente “Salsa Rosa” non meritava di lavorare da Ciccio! 

Mi sono sentito defraudato. Io volevo la foto con Gaspare e il panino “salamella con tutto più sassa rosa”, non certo la foto del furgoncino e il panino “salamella con tutto” condito con una volgare salsa rosa. 

Debacle epocale. Quindi molto Sleazy Rock primi anni '90, quando le cadute erano fragorose e le band sbagliavano album con un clamore che la quotidianità del nuovo millennio ci ha negato.

A meno che lo scaltro Ciccio, a confronto del quale MacDonald è un dilettante, non abbia architettato tutto per obbligarmi a tornare.

venerdì 10 ottobre 2008

TUTTA LA VERITA'


... sullo scandalo L.A. GUNS vs OUTLAW STARS
... sulla faida NEW AGE vs OUTLAW STARS
... sull'ordalia MANAGER IN CARNE vs OUTLAW STARS
... sull'epopea OUTLAW STARS vs BUON GUSTO

a breve

solo in questo blog

martedì 30 settembre 2008

FACEBOOK


Pensavo. E non dovrei farlo, ma a volte mi capita. 
Quindi pensavo... under20 hanno NetLog, 20-30 hanno MySpace, over30 hanno Facebook.
Io di anni ne ho 25 (chiedete al Dottor John Martin's), ma per stare al passo coi tempi mi sono aperto un profilo.
I primi 15 minuti sono di furia perché non si capisce una mazza. 
Poi trovi i profili degli amici e li saluti. 
Poi trovi i profili dei compagni di classe delle medie o superiori e ti fa anche piacere. 
Poi scopri che la storia finisce lì.
E capisci che da quando le aziende hanno la connessione internet, la produttività è calata.

Passi per la produttività.
Ma rivedere i vecchi compagni di classe... sembrano invecchiati, anche se hanno messo le foto più cool che potevano. Alcuni hanno fatto strada, almeno a giudicare dagli edonistici profili che hanno architettato. Parecchi sono all'estero, anche se non si capisce bene a che titolo. Beh, almeno in termini di kilometraggio, hanno fatto strada. 
Tutti sembrano comunque belli e felici. E allora lo sono anche io.
Perché nessuno, dico nessuno, potrà esibire la sua foto con Gaspare Salamella, mentre io sì.

Tutto questo perché l'ho scritto? Perché avevo voglia di aumentare i post di settembre e per farvi sapere che ho perso una serata su Facebook ma da domani pensò che chiuderò baracca.

A proposito, grazie per aver votato. Plebiscito a favore delle Vaccate.
Quindi, domani è previsto nuvolo.

Cheers

domenica 28 settembre 2008

Grazie...

A suo tempo ho rifiutato un lavoro in banca e uno stipendio sicuro in cambio dell'eterna ilarità.

Ecco la fonte dell'eterna gioia:

"Prof, non mi ricordo: come è fatto un campo di lana?"

Grazie per tutto questo!


lunedì 22 settembre 2008

Ciccio Salamella

Mai stato un fan dei panini onti ai baracchini. Il periodo che va dalla cena alla colazione per me è momento di digiuno e riflessione. Eppure, sabato sera (alle ore 2.30, dopo fenomenale concerto della V)  mi sono lasciato convincere da due malviventi furlani ad andare a mangiare un panino da Ciccio Salamella a Sacile. 
A parte la brocca notturna (destino inevitabile di noi motociclisti), devo dire che sono rimasto soddisfatto del panino "con tutto", compresa una roba rosa che chiamavano "sassa rosa". Sia chiaro, non sono in grado di fare paragoni perché non è parte della mia cultura, ma il rapporto qualità/prezzo mi è sembrato ottimo. [Adesso Walt, non scassarmi le balle con la storia che noi Trevisani parliamo solo di prezzi e denaro].
Pieno di gente, tra l'altro. Per ogni auto che se ne andava ne arrivavano 3. Certo, eravamo in Pontebbana e gli avventori non mancano mai, eppure il successo della Famiglia Salamella è innegabile.

Ecco il link per il MySpace: Ciccio Salamella

Ma ciò che mi ha cambiato la serata è stato il "farcitore di panini". Lo schema è questo: Ciccio Salamella griglia, la moglie sta alla cassa (e non capisce le ordinazioni) e il figlio Gaspare farcisce i panini. 
Ebbene, Gaspare ha la faccia più buona del mondo.
Non che sia stato cortese: Gaspare non parla e non l'ho nemmeno visto sorridere. Però ha la faccia talmente buona che mi verrebbe voglia di tornare a Sacile solo per rivederlo.

Ecco a voi ... 
Gaspare Salamella


I miei informatori in loco mi hanno detto che Gaspare ha 24-25 anni, è ingegnere, ha un lavoro serio ma il venerdì-sabato-domenica dalle 23 all'alba aiuta la famiglia con le salamelle. 
Proposito per l'inverno: fare una foto con Gaspare Salamella e procurarsi un suo autografo.
Finalmente anche Sacile ha un senso!

giovedì 18 settembre 2008

Sondaggio



Ho visto che si possono inserire i sondaggi nel blog: posso, quindi voglio. Eccovi il primo inutile sondaggio.
Votate in massa, mi raccomando, tanto è chiaro che alla fine parlo/scrivo di quello che mi va, ma non scorderò mai coloro che mi apprezzerebbero in veste di meteorologo.

Cheers

PS: Se scorrete la pagina del blog fino alla fine, potrete godere di un prezioso consiglio per una vita migliore.

lunedì 15 settembre 2008

Si riparte!

ANNO SCOLASTICO 2008/2009

Ecco gli studenti del F.



Ecco gli studenti del D.

venerdì 29 agosto 2008

Rock in italiano?


Ho visitato Walter nell'ospitale fiordo di Vigonovoborg. Ascolti stellari, roba che poche orecchie umane hanno avuto il privilegio di udire. Inutile elencare i gruppi, tanto non li trovereste mai, nemmeno da scaricare, e allora è meglio vivere in una beata ignoranza piuttosto che sapere dell'esistenza di opere spettacolari che mai riuscireste a possedere.

E' stato dedicato tempo all'ascolto di Rock/Metal cantato in italiano. Da sempre io considero tali generi necessariamente legati all'inglese. Per me il Rock italiano non esiste, non è Rock quello che passa in TV o in radio, non è quello che ci spaccia Vasco né quello di Ligabue, i Timoria e i Litfiba mi annoiano, lasciamo perdere i Negrita o i Verdena. Figurarsi poi gentaglia come Bluvertigo o Subsonica, che io considero il livello più basso della musica contemporanea. Il Rock in italiano per me non ha senso di esistere.

Tuttavia Walter, con pazienza, mi ha fatto ascoltare alcuni album notevoli. Sia per produzione, sia per idee. La musica non è altro che il nostro caro Hard Rock (nel senso più ampio del termine) con cantato in italiano. Ma di un altro livello rispetto a quello che si sente in giro. Per esempio, il disco dei Cappanera cantato in italiano da Morby (screamer dei Domine). Capolavoro. Voi non lo sentirete, perché è un album che non uscirà mai a causa della morte tragica dei due compositori e del rifiuto della famiglie di pubblicare tale opera. E' un vero peccato, perché vale tanto oro quanto pesa. 

E allora il problema non è del Rock cantato in italiano, ma del fatto che le band che fanno Rock in italiano sono ridicole. Intendo quelle che escono coi loro lavori e che tutti conoscono. Vergogna ancora una volta all'industria musicale italiana, che di Rock non capisce nulla. Perché in fondo io resto della mia idea, non esiste una via italiana al Rock, meglio se ci si dedica ad altro. Esistono però dei casi particolari, pochi e selezionati, che dall'alto di una cultura musicale di livello, riescono a reinterpretare lo schema Hard Rock adattandolo alla lingua italiana senza scadere nel patetico. Band così non le sentirete mai in Italia, c'è poco da fare: da noi il Rock si è sempre identificato con il primo Celentano, con Little Tony, con la carovana gitana dei Nomadi, fino alle aberrazioni del dislessico di Zocca. Problema culturale, senza dubbio alcuno, e non solo a livello di ascoltatore/cliente, ma anche e soprattutto a livello di discografici italiani che sembrano non aver udito nella loro vita nulla di più scatenato di De Gregori e Marlene Kuntz.

Ricapitolando. Il Rock italiano non esiste, nel senso che quello proposto dal mercato italiano NON E' Rock. Esistono certamente pochissime band illuminate che sono riuscite a proporre del Rock credibile, ma sono talmente fuori dai canoni dell'italiano medio che non sono nemmeno riuscite ad arrivare nei negozi (oppure ci sono arrivate e sono state trascurate).

Meglio così, i pochi che le conoscono possono godere di ottimi ascolti nelle loro camere da letto. E quando parlano di tali band, possono sperimentare l'incredulità e i motteggi di coloro che il Rock italiano lo amano in quanto Vasco oppure lo odiano in quanto Vasco. Certo, vengono presi in giro per una questione inutile, visto che l'equazione Vasco=Rock è credibile quanto quella VittorioSgarbi=Educazione...

venerdì 15 agosto 2008

Guida minima alla obesità bavarese


Io vado in Germania per mangiare. Fare 1300 km per Wacken è certo dovuto al mio desiderio di Metal, ma è anche altrettanto vero che la terra tedesca offre mille spunti culinari. Grezzi come da natura teutonica, certo, e impraticabili sul longo periodo, ma per qualche giorno il supplizio si accoglie con gioia.

Dopo aver divorato la bistecca fiorentina e la finocchiona in Toscana, avevo bisogno di esportarmi. Obiettivo Monaco. Terra della birra, del bratwurst e del pretzel.

Inutile stare qui a disquisire dei monumenti di Monaco, per quelli consultate qualche guida turistica. Io vi spiego dove sono andato a mangiare, e gli altri si vergognino.

MacDonald. Ebbene sì, avevo un calo di zuccheri e quindi ho conquistato un Milkshake. Io volevo il MacFlurry, che assomiglia troppo allo Slurp del JetMarket di Apu, ma avevano rotto la macchina. Pensa te quanto MacFlurry buttano giù questi tedeschi se arrivano a rompere la macchina. Comunque sia, risultato raggiunto: gli zuccheri hanno subito raggiunto il livello esagerato che Michael Moore e “SuperSizeMe” ci hanno brillantemente illustrato. Grazie Mac!

Hofbrauhaus. Qualunquismo turistico vergognoso, ma è indegno evitare la HB. La birreria più famosa della Germania e forse del mondo intero, stipata di stranieri ciucchi come macachi e di vecchi bavaresi in costume tipico che cantano e suonano senza soluzione di continuità. Per chi ci andrà, sappiate che al piano terra vanno i turisti, mentre i veri tedeschi se ne stanno al primo piano (ambientazione più in stile stube). C'è anche un secondo piano, una sala delle feste dove ogni sera si tiene uno spettacolo cultural-birro-gastronomico per introdurre i turisti alla storia e alla cultura bavarese (ti fanno pagare 20 euros, comunque). Mangiai stinco con canederli e bevvi birra chiara (1 litro, se ne ordini meno ti sputano nel boccale). Quantità ottima, qualità alla buona (ma era pur sempre uno stinco, mica aragosta), prezzi un po' alti per la media tedesca ma meglio che in Italia. Inoltre ho divorato il pretzel gigante, una treccia di pane bavarese coi grani di sale grossi come bottoni: penso sia l'unica pietanza tedesca non ricoperta di salsa.

Gastronomia sconosciuta. Insomma, ci entravano tutti e io dovevo restare fuori? Esposte tutte le cafonate gastronomiche da tedeschi, ma io mi sono concentrato sul currywurst: wurstel a fette, affogato nella salsa di pomodoro e ricoperto di curry. Offerto in una vaschetta con forchettina, così puoi andare a mangiare in strada. Infatti i nostri amici teutonici amano andarsene a spasso divorando qualunque cosa. Dalle 8 del mattino alle 8 di sera le vie sono piene di gente che cammina e ingurgita le pietanze più disparate. Comunque sia, il currywurst è buono ma la quantità è limitata, praticamente è un minispuntino in attesa dei piatti forti. Diciamo che è servito per farmi passare l'emicrania da denutrizione.

Starbuck's. U.S.A! U.S.A.! La catena di caffè più famosa al mondo ha ben 4 locali in centro a Monaco e altri fuori. In Italia non prende piede perché il suo prodotto principale, il caffé, fa schifo. Che vuoi che ne sappiano gli americani di come si fa il caffè? Infatti i tedeschi ne vanno matti. In sostanza si tratta del caffè all'americana (acqua calda aroma caffè, minimo mezzo litro). Il Signor Starbuck's ha pensato: “Io faccio un caffè americano normalissimo, quindi come faccio ad avere la meglio sulla concorrenza? Lo faccio pagare come il sangue”. E ha avuto ragione. Tu vai in questo locale, ti ordini la tua schifezza (c'è un menù di caffé che sembra l'elenco telefonico) e ti vai a sedere nel salotto: la catena infatti mette a disposizione sale accoglienti con poltrone e divani dove puoi stare seduto quanto ti pare e perfino dormirci, connessione wireless e altri privilegi che rendono gradevole la permanenza. In un paese dal clima rigido, Starbuck's è un rifugio per anime in pena. Qui in Italia l'accoppiata caffè pessimo – divano non funziona.

Nordsee. Il meglio del meglio, il fast-food di pesce più famoso del Nord Europa. Ci trovi di tutto, dalle insalate di mare al cocktail di gamberetti, al pesce fritto fino al miei adorati panini col pesce: panino con salmone e uova, panino coi gamberetti, panino con l'aringa (affumicata, sotto sale, all'aceto, ecc.). Prezzi bassissimo e goduria infinita. Non lasciatevi ingannare dalla brevità di questo paragrafo dedicato, è il meglio che si trovi in Germany. Se il Valhalla esiste (e non ho alcun dubbio su questo), non può mancarvi uno stand di Nordsee.

Autogrill. Solo per citare le patatine stile Puff, aromatizzate al bagigio. Un sacchetto intero dona gloria immediata e poi una pesantezza/acidità degna di un concept dei Pooh. L'unico caso in cui ammetto l'atteggiamento da modella anoressica: testa in gù nel water e dito in gola. Sennò muori. Io ovviamente sono morto.

Grazie!



La mia famiglia mi ha abbandonato in massa in questi giorni,
quindi volevo ringraziare tutti coloro che mi stanno invitando a pranzo e a cena,
così non dovrò morire di fame...
cosa piuttosto fastidiosa, visto che gli altri abitanti di questa casa torneranno solo tra una settimana e il mio cadavere potrebbe creare problemi di igiene.

Chiudo con una riflessione: ma a nessuno è mai venuto in mente che Gandhi possa aver sparato un mucchio di vaccate durante la sua vita?

Cheerz

lunedì 11 agosto 2008

In attesa...

... che leggiate i miei report, sappiate che le mie trasferte tedesche sono sponsorizzate da:


sabato 9 agosto 2008

ROCKIN' FIELD FESTIVAL


Idroscalo di Milano, 
26 luglio 2008.

Unico breve appunto prima di cominciare. Pochissima gente a questa prima edizione del Rockin' Field all'Idroscalo di Milano. Certo me l'aspettavo, visto il bill fin troppo omogeneo e quindi in grado di attirare solo appassionati del Power Metal Melodico, con il problema che a giugno c'è stato il Gods coi Maiden e il Metallaro italiano aveva già speso i suoi denari. Peccato, il festival è stato divertente, pur con i soliti aspetti negativi come il costo delle cibarie. Non credo che ci sarà una seconda edizione, l'organizzazione deve averci perso davvero parecchi soldi. Solito problema: in Italia i pienoni li fanno solo Maiden, Slayer e Metallica, band che tra l'altro suonano qui quasi ogni 2 anni e mai a costi contenuti. Il Metallaro è proletario e quindi preferirà sempre andarsi a vedere Bruce Dickinson piuttosto che gente nuova. Senza polemiche, la situazione è questa.

Passiamo ai gruppi, allora!

WHITE SKULL. Ma si può, dopo 15 anni e passa, dopo una manciata di album di discreto livello, centinaia di concerti, management stranieri e così via, ritrovarsi ancora ad aprire festival suonando 4 pezzi?! Comunque, solito concerto compatto, senza molte novità. Toni è il meglio, la cantante è simpatica anche se non sembra dotatissima, hanno un nuovo bassista (mi sembra sia quello dei Ground Control), ci hanno fatto fare headbanging e se ne sono andati troppo presto.

ELUVEITIE. Ennesima band di Folk Metal, genere che va per la maggiore e riscuote successo tra i giovani Metallari under 20. In mezzo a tanti cialtroni, questi svizzeri sembrano quantomeno simpatici: usano strumenti tradizionali come la ghironda (suonata da una quindicenne), hanno un punkabbestia di 40 anni alla voce, il bassista black metal a cui non frega niente di suonare, gli altri sono dei gioviali ragazzini. Le canzoni sono tutte uguali (classico limite del genere) eppure, mentre su CD mi farebbero venire la colite, dal vivo sono apprezzabili.

BIOMECHANICAL. Onestamente li ho ignorati, non posso esprime alcun giudizio su questi inglesi. Ricordo solo una voce in stile Judas Priest piena di riverberi e ritmiche chitarristiche spezzate molto moderne. Qualcuno sotto il palco c'era, quindi i musicisti non se la prenderanno se ho deciso di mangiare panini gommosi.

THRESHOLD. Che grandi i Threshold! Sicuramente la Prog Metal band che più mi piace attualmente. Dopo gli esordi con album supertecnici e pallossissimi, hanno capito che aggiungere dinamismo e ritornelli ruffiani era obbligatorio e adesso finalmente convincono. Non c'è il vocalist Mac, andatosene per trovarsi un lavoro serio, e torna Wilson, già cantante della band in passato. Tecnicamente sono prodigiosi, ma su tutti spicca l'invasato batterista. Il tipo, caraibico o africano, è talmente nero che, col muro di ampli alle spalle, semplicemente non si vede finché non sorride; cerca di roteare le bacchette, le perde tutte e due e riesce a non perdere un colpo; strabuzza gli occhi come Papa Shango; insomma, si convince di essere la Rockstar della situazione. Eccezionale, d'ora in poi voglio che suoni in tutti i miei gruppi preferiti.

VISION DIVINE. Allora, è tornato Lione che alla voce è un fenomeno ma è antipatico. Se ne è andato Luppi che è simpaticissimo e ancora più fenomeno di Lione. Cosa scegliereste? Aggiungo che i tre album con Luppi sono eccelsi, mentre i due con Lione sono parecchio anonimi. La band è rodata, i musicisti sono impeccabili ma una esecuzione perfetta è anche ciò a cui la band si limita. Spettacolo ridotto all'osso, interazione col pubblico inesistente, pezzi splendidi che scorrono via senza lasciare il segno. Sembrava di ascoltare i CD. Vedete voi...

Durante l'ultima canzone comincia a piovere. Poche gocce che poi diventano un nubifragio.

EPICA. Visto il diluvio, mi riparo sotto le frasche ottenendo una buona soddisfazione e sperando che si tratti di episodico temporale estivo. Invece il tutto si trasforma in una tempesta d'acqua che inonda l'Idroscalo. I rivenditori di maglie tarocche, poc'anzi trasformatisi in spacciatori di birre, colgono la palla al balzo per smerciare teli di nylon antipioggia efficaci come la carta igienica, prendendo anche per il culo i saggi che decidevano di non lasciarsi rapinare. Per evitare il tracollo mi nascondo in bagno, visto che non esistono altri tetti nel circondario. La compagnia è simpatica, si ride e si scherza da guasconi impenitenti e intanto si ascoltano gli Epica. Riesco anche a vedermi gli ultimi tre pezzi, perché il fortunale si è placato e ha lasciato posti a sciami di zanzare. Epica: su disco non dicono molto, dal vivo sembrano meglio ma il problema sono i loro pezzi, esagerati nelle orchestrazioni e quindi duri da digerire. Doppio cantante: il chitarrista rutta come un turco a tavola e ci chiediamo il senso della sua esibizione vocale, mentre l'attesa Simone Simons non delude, sia per aspetto fisico sia per doti vocali. Solo un eterno insoddisfatto come Ganesh poteva perdere tempo a precisare che il fondoschiena della donzella era eccessivamente tornito. 

HELLOWEEN. Gruppo che (su disco) considero finito da anni. Probabilmente devono aver saputo cosa penso di loro e hanno deciso di tirare fuori una prestazione entusiasmante. Tanto da rivalutare anche qualche pezzo recente, come “If I Could Fly”, che rende il giusto. Deris canta come sa, istrionico più che tecnico, decisamente sopra le righe. Grosskopf è bassista di qualità e fisicamente è uguale a quindici anni fa. Chitarrista e batterista sono due comprimari che svolgono bene il loro lavoro. Weikath invece ha poca voglia di suonare, quindi passa il concerto ad assumere pose tra l'insolente e lo svaccato, come se ci facesse un favore a suonare, lui che potrebbe tranquillamente starsene a guardare le partite in tv. Helloween nella top 3 del Rockin' Field.

AVANTASIA. Che spettacolo, signori. Per niente delusi dal fatto di suonare per pochissima gente, Tobias Sammet e soci eseguono l'intero show senza tagli. Onestamente siamo più vicini al teatro che al concerto musicale, ma la cosa ci sta. Allestimenti sul palco da grandi occasioni, musicisti preparati e motivatissimi, Tobias perfetto istrione e abile a gestire la voce nel corso di tutto lo show. Gli altri cantanti sono tutti pezzi da novanta del panorama Metal/HardRock: Jorn Lande è impressionante per la potenza vocale, quando canta tiene il microfono a mezzo metro dalla bocca (e si mette di profilo per farlo vedere a tutti), inoltre assomiglia a un tricheco; Bob Catley dei Magnum è una delle voci più magiche della musica contemporanea; Oliver Hartmann (che è anche chitarrista) ha tonalità hard/rock di qualità e purtroppo ha sempre cantato in gruppi non all'altezza, ma con Avantasia dona sprazzi di classe; Andrè Matos, ingrassato e vestito come Dracula, ha fornito una prestazione sottotono, la sua voce molto esile ha sempre poco convinto dal vivo, ma ha fatto di tutto per coinvolgere il pubblico. Aggiungo due coriste, una orientale caruccia e una balena bionda in abiti improponibili per quella stazza. Canzoni soprattutto dall'ultimo album, peccato perché dei tre è il meno affascinante, ma qualche perla la donano (basterebbe “Sign of the Cross”). Cast da applausi, show memorabile, che si voleva di più?

Bilancio finale: festival di buon livello, forse troppo omogeneo a livello di genere e di pubblico, tanto che in molti hanno preferito restare a casa. Esperimento fallito, quindi. Penso che non ci saranno altre edizioni del festival, oppure cambieranno generi proposti, perché è chiaro che i fans del Metal Melodico in Italia sono troppo pochi per poter dedicare loro un intero evento. Io mi sono divertito, comunque, alla facciaccia vostra!


giovedì 24 luglio 2008

WHITESNAKE + EUROPE + TIGERTAILZ


23 luglio 2008 – Piazzola sul Brenta


I CD non si vendono, le band sono costrette a suonare ovunque per guadagnare qualcosa ed ecco che anche Piazzola sul Brenta può permettersi uno show che vent'anni fa si sarebbe tenuto in uno stadio di Milano o della capitale. Location spettacolare, la piazza del paese di fronte alla celeberrima Villa Contarini: non credo che Whitesnake o Europe abbiano suonato mai in luogo più ameno. Buona affluenza di pubblico, i soliti noti ma anche facce nuove con cui parlerò solo tra dieci anni, quando accerterò che la loro è vera passione. Prezzo del biglietto francamente esagerato, 45 euro, che certo non vengono ricompensati dalla pur suggestiva cornice. Ma tant'è, chi non voleva spenderli se ne è rimasto a casa.

Appena entrati una emittente televisiva locale pensa bene di farmi qualche domanda. E quindi avanti con giovane intervistatrice che mi fa capire di avermi scelto per il mio cappello da cowboy. Ma le veline devono intervistare le veline, non i Metallari: essendomi destreggiato alla grande davanti alla videocamera mi taglieranno di sicuro, privilegiando qualche altro intervistato meno esuberante e più ubriaco.

Passiamo ai gruppi, prima che qualcuno si faccia male.

Tigertailz. Sono i meno forniti di denaro, infatti hanno dovuto risparmiare sulle parrucche, che sfigurano a confronto di quelle degli altri due gruppi più blasonati. Hanno: divertito, eseguito la loro hit “Love Bomb Baby”, ricordato il defunto bassista Pepsi Tate (sostituito da un culturista tatuato), sfoggiato una corista dalle movenze estremamente impacciate, suonato “Ace of Spades” (lezione per il futuro... se vuoi fare il ruffiano a ingraziarti il pubblico di Whitesnake/Europe, sconsiglio di puntare su cover dei Motorhead), reso felici quei 2-3 fanatici che li adorano e quindi tutti a casa. Suono scadente, peccato.

Europe. Consci che le parrucche dei Whitesnake sono imbattibili in quanto a lunghezza, optano per dei parrucchini dal taglio alle spalle, molto cool e spendibili in società. Gli Europe sono sempre stati dei bravi ragazzi, non si sono devastati di droghe negli anni '80 e oggi sono dei quarantenni che dimostrano 30 anni. Certo, Norum è imbolsito e intristito (uguale a Tolkki degli Stratovarius, credeteci), Tempest sembra sempre un bimbo e il suo dentista ha fatto uno splendido lavoro di manutenzione, Ian Haugland è il più grosso e personaggio del gruppo e Michaeli ha le stesse occhiaie di 20 anni fa: il figo della band diventa quindi John Leven, che se si presentasse a Uomini&Donne li metterebbe tutti in riga. La musica? I classici sono indiscutibili, le canzoni nuove dal vivo piacciono ma sinceramente non le conosce nessuno. La band è compatta, Tempest si da gestire bene e “The Final Countdown” mi riporta a un'era in cui ero piccolo e ingenuo, mi interessavano solo i Masters e la Girella... che si vuole di più?

Whitesnake. Non esistono al mondo parrucche più calibrate e fluenti di quelle dei Whitesnake. Tutti i musicisti sono fenomenali, i suoni sono puliti e nitidi, la band non sbaglia niente, i cori sono da stratosfera. L'unico punto dolente è quello che da sempre è stato il cavallo di battaglia del Serpente Bianco: la voce di Coverdale. I pezzi più tirati (quelli del periodo “americano”) vengono strillati da una cornacchia con parrucca bionda che si spaccia per l'ex singer dei Deep Purple. Per fortuna il titolare rientra in possesso delle sue facoltà con qualche lento e qualche blues che fanno intuire quale dovrebbe essere la sua vera dimensione a quasi 60 anni. Lunghi assoli per celebrare l'arroganza del pettoruto Doug Aldritch e di un Reb Beach defilato ma indispensabile (e necessari per far rifiatare il singer). I bis sono “Still of the Night” e “Burn”, due capolavori da evitare come la peste se la voce non c'è, ma Coverdale non rinuncia alle sue hit (i soliti calvi che conoscono unicamente Led Zeppelin e Deep Purple avevano speso i soldi del biglietto solo per “Burn”): così si chiude lo show con altri dieci minuti di latrati. In “Still of the Night” salta fuori anche Tempest a fare i cori, suggestivo vedere i due cantare insieme ma l'economia del pezzo non è cambiata molto. Detto questo, il carisma di Coverdale e il suo “sguardo che ingravida” sono rimasti intatti, rimane un esempio da venerare per tutti coloro che sul palco vogliono spettacolo.

Cala il sipario. Per la recensione delle puttanate sparate durante tutto il pomeriggio e la serata dovrete attendere. Oppure decidervi a muovere il culo e venire a vedere i concerti che vi segnalo.