
domenica 28 giugno 2009
C'entra solo...

domenica 31 maggio 2009
27 giugno 2009, ancora Gods...

Ecco la seconda parte della recensione: tutto vero come sempre, solo la verità in questo blog, per le menzogne mi sto attrezzando.
EDGUY. Tobias irrompe sul palco saltando come una cavalletta, tira un acuto pauroso e perde la voce per il resto dello show. La band allora rimedia suonando un'ora di cover dei Voivod, cantate da gente che transita casualmente sul palco (in Italia il palco è sempre pieno di personaggi dal ruolo indefinito). Tobias allora può concentrarsi sulle donne: cerca di attirarle agitando il culo, ma pesta un piede a Marty Friedman che gli sfascia la sua chitarrina da GuitarHero sulla pelata. Tobias allora si rifugia nell'alcol per cercare di scrivere i cori del prossimo Avantasia.
LITA FORD. Dopo 10 minuti di concerto il pubblico realizza che Lita è lì per suonare e non per mostrare le tette né per dispensare fellatio casuali a chiunque le sorrida con simpatia. Trasferimenti di massa nel parcheggio del Brianteo, dove i Fear No Beer hanno aperto la loro distilleria ambulante. Sotto il palco solo i vecchi Rockerz incalliti, quelli che conoscono il refrain di “Kiss Me Deadly” e che sperano almeno in una lap-dance dell'ultimo minuto. Lita li ignora ed esegue un assolo talmente triste che solo Marty Friedman si esalta perché lui lo sa suonare con l'orecchio destro.
QUEENSRYCHE. Geoff Tate ha finito la voce la sera prima al karaoke e per coprire le sue pecche ospita sul palco tutto il coro parrocchiale di Cessalto. Curiosità per il nuovo chitarrista, la cui identità è sconosciuta: alla fine si rivela essere una gigantografia di DeGarmo, la quale suona molto meglio dei suoi predecessori. La band si è convertita alla cultura vegetariana e suona tutto “Hear in the New Frontier”: dal pubblico piovono ortaggi in abbondanza, la band gradisce. Ganesh invade il palco e chiede a gran voce dei pezzi da “Mindcrime” o da “Empire”, i 'Ryche gli propongono “American Soldier” e dimostrano che il loro declino è causato da una perdita di udito collettiva.
TESLA. Uno dei migliori show della giornata, peccato che il pubblico fosse nel parcheggio ad assistere alla sfilata di lingerie del nuovo catalogo Outlaw Stars: la band, incapace di registrare un album, ha deciso di darsi all'abbigliamento. Le modelle vengono licenziate 10 minuti prima di sfilare e sostituite da Sexy Jaxy, che ad ogni sculettata insulta le modelle e urla “Cusì se fa!”. Gli altri componenti degli OS stanno al bancone dei Fear No Beer e improvvisano uno show senza avere a loro disposizione la strumentazione: sullo sfondo i Tesla suonano i loro pezzi migliori, ma il pubblico non se ne accorge e fa i complimenti agli Outlaw Stars. La band decide allora di sciogliersi perché oggi è umido.
HEAVEN & HELL. Il parterre viene recintato e nelle prime 5 file si accede solo se si è stempiati e con un lavoro a tempo indeterminato: questo per permettere ai quarantenni di ammirare la loro band preferita. Un sedicenne urla “Paranoid!!!”, viene catturato dai cani dei Backyard Babies e divorato dai Backyard Babies. Le donne vengono fatte accomodare all'esterno dello stadio, perché la loro presenza potrebbe turbare dei musicisti troppo abituati ad avere un pubblico di padri di famiglia. Lo show è impeccabile, le canzoni degli album storici sono riproposte alla perfezione e Dio canta come solo lui sa fare, Geezer Butler suona sempre 38 note di basso in più del dovuto e Toni Iommi passa due ore a contare le corde della sua chitarra. Alcuni aspiranti cantanti cercano di imitare gli acuti di Dio, ma ne escono umiliati e ripiegano sull'imitazione delle bevute di Vince Neil: umiliati due volte.
MOTLEY CRUE. Gli stessi calvi quarantenni che lacrimavano per i gorgheggi di Dio indossano le sgargianti parrucche dei bei tempi andati e si preparano per l'ingresso dei Motley Crue, la band che ha fermato il tempo perché i suoi componenti sono sempre uguali almeno da 15 anni... Tommy Lee è in gran forma, Nikky Sixx sembra sempre lo stesso (perché sotto i chili di cerone e le hair-extensions potrebbe nascondersi anche Gene Simmons, per quel che ne sappiamo), Vince Neil è ciccione ubriaco che finisce la voce mezz'ora prima di salire sul palco, Mick Mars è defunto nel 1985 ma ha bevuto talmente tanto quell'anno che la morte non riesce a farsi strada nel suo corpo. Ospite speciale Moira Orfei, che si è portata dietro i mangiafuoco e i nani danzanti, mentre gli orsi ballerini sono impersonati dai Voivod. I Crue hanno sì inciso un nuovo album, ma nessuno lo vuole ascoltare dal vivo e allora è meglio eseguire tutto “Doctor Feelgood”, che tanto Vince quelle incise dopo non se le ricorda.
WELKIN. In un palco addobbato a festa coi ritagli della Gazzetta dello Sport i Welkin celebrano l'uscita del loro album “Waves of Midnight”, quello con la copertina disegnata su una tovaglia del pub. Abbigliati come al solito da pacchetti di Marlboro, i ragazzi suonano per interno la loro suite dedicata a Elio Corno, poi invitano sul palco i loro sponsor Anthony Nokia, Jimmy X-Box e Franz Spritz, ringraziandoli per tutti questi anni di invecchiamento precoce. Un elicottero sgancia sulla folla adorante qualche centinaio di videopoker. Momento unplugged: luci soffuse, il palco viene ricoperto di sabbia di Jesolo, si posizionano ombrelloni e lettini e pontili, qualche marocchino che vende fumo e qualche guardia giurata che fa sloggiare i minorenni ma non le minorenni, i Welkin suonano finché arriva l'alba e la loro astinenza da “Tuttosport” li obbliga a concludere lo show. Ringraziamenti a tutti e rientro trionfante in penitenziario.
mercoledì 27 maggio 2009
27 giugno 2009, Gods of Metal... la recensione

Per tutti coloro che non possono venire al Gods 2009, ecco la recensione della prima giornata. La seconda non si è tenuta perché Briatore ha comprato lo stadio di Monza nel cuore della notte e lo ha trasformato in una Accademia per PR.
EXTREMA. Un ottimo motivo per arrivare in ritardo. La band più sopravvalutata della scena italiana si esibisce nel solito show adrenalinico, con balzi a piedi uniti, strofe grugnite e ritornello urlati, basso slappato, magliette del Milan e chili di retorica sull'attitudine. Una sicurezza, gli Extrema: al Gods 2019 saranno ancora la band di apertura.
LAUREN HARRIS. La figlia di Steve Harris per la prima volta suona senza essere di spalla al babbo. Fine della novità. La aiutano strumentisti della manovalanza rock albionica, di quelli che se non sonno in tour stanno al pub a insultare gli irlandesi. Per il resto, 25 minuti di canzonette pop-rock che fanno sembrare Avril Lavigne una novella Patti Smith, ma Lauren non tira fuori le tette e il pubblico del Gods reagisce con disinteresse.
VOIVOD. La band canadese si è dimenticata di assoldare un chitarrista per la tournee e quindi spera di riempire la mezz'oretta a sua disposizione raccontando barzellette. Ma Marty Friedman, ubriaco di sakè, irrompe sul palco e si propone come guitar-player: senza ascoltare la risposta della band, comincia ad eseguire tutta la discografia dei Cacophony a velocità doppia. I Voivod cercano di andargli dietro, ma non sono capaci e dopo 3 minuti abbandonano il palco e scappano tra il pubblico, dove si improvvisano con successo venditori di panini.
BACKYARD BABIES. Salgono sul palco quando ormai l'acqua da bere è finita in tutto lo stadio (causa temperature africane): gli svedesi sono esultanti perché anche stavolta riescono a evitare di lavarsi. Mal informati sullo stile musicale del festival, propongono le loro canzoni più punk e finiscono il repertorio con 20 minuti di anticipo, così suonano anche le loro canzoni più rock e dopo 3 minuti hanno già finito. Provano a invitare qualche donzella sul palco, ma il pubblico è fuggito sulle gradinate del Brianteo a causa del tanfo pestilenziale e i BB devono accontentarsi di portare a spasso i loro cani sullo stage per i restanti 10 minuti.
EPICA. La band olandese da forfeit a causa delle cacche di cane che insozzano il palco. Una cacca gigantesca viene spalata via con un muletto e solo dopo qualche minuto si scopre che era il sacco a pelo di Dregen, chitarrista dei BB, che ci stava schiacciano un pisolino. Dregen esce dalla cacca barcollante, si avvicina al microfono e chiede al pubblico se qualcuno ha 1 euro da prestargli, perché deve fare il biglietto per il treno. Gli inservienti lo attirano nel backstage agitando del metadone.
MARTY FRIEDMAN. Marty non ha mai abbandonato il palco da quando ha salvato l'esibizione dei Voivod, solo che gli avevano staccato l'ampli: il chitarrista però non ha smesso di suonare, e quando gli ridanno la corrente sta suonano i pezzi dei Megadeth. Un'oretta sparata a palla, poi gli tolgono ancora la corrente e lo lasciano a lato stage a masturbare la chitarra, sotto lo sguardo amorevole del suo assistente sociale.
A presto per le altre band coinvolte in questo trionfo.
venerdì 15 maggio 2009
The Ruyi

sabato 2 maggio 2009
VISION

Se il Rock vince a prescindere dalla band che suona, non ce n'è per nessuno. Giovedì 30 aprile il Rock ha vinto un'altra volta. Ha vinto perché a vedere una band scarsa come le Vision (scalcagnato quartetto di Hard Rock svedese) c'erano ben più delle 20 persone previste. La differenza l'ha fatta il fattore voyeurismo, grazie al quale il Web sarà intasato di foto dell'evento: più fotografi che fans, come il ricco NordEst dei nightclub ci ha insegnato.
Non so in che modo era stato pubblicizzato l'evento, ma pareva di essere al MiSex. Probabilmente lo slogan era “Vieni a vedere le Vision suonare e poi te le ingrumi”. La band è composta da 5 fanciulle (di cui almeno 2 pericolosamente vicine alla minore età) esponenti di ciò che tira più di un carro di buoi.
I peggiori guardoni del Friuli e del Veneto, armati di teleobiettivi della NASA, sono calati al Life Music e hanno formato un vergognoso sbarramento davanti al palco, fermamente intenzionati a non lasciarsi sfuggire nessun centimetro esibito dalle leggiadre fanciulle (le Vision sono leggiadre nella misura di 4 su 5). Noi spettatori normali (derelitta minoranza, come il partito monarchico italiano) ammiriamo la distesa di calvizie davanti a noi e registriamo le scariche ormonali dei guardoni, i loro scatti felini per cogliere un reggiseno o una mutanda borchiata, lo sguardo fisso ad altezza tetta o un po' più giù (le ragazze non notano, comunque: con la luce in faccia che si rifrange sulle pelate, minimo hanno perso 5 diottrie). Inaudito smarrimento quando le svedesi finsicono di suonare e abbandonano il palco senza essersi infilate nessun oggetto in luoghi poco igienici: i guardoni restano ancora in attesa per qualche minuto, poi abbandonano il locale e si dirigono speranzosi verso la Pontebbana.
Se volete veramente sapere qualcosa sulle Vision, clikkate su questo link!!!
Ovviamente si tratta di uno show da guardare con le persone giuste, prendendo per il culo le persone sbagliate. Proprio come ho fatto io.
PS1: c'era anche un gruppo di supporto, ma era pordenonese e quindi suonava robaccia che va a quelle latitudini (tra indie rock, post popò, bubblegum punk, cani randagi, Emily The Strange, tatuaggi insensati e crisi di identità).
PS2: E' uscito il CD degli Heaven's Touch. La musica vale l'acquisto, ma il booklet dovrebbe essere venduto a parte, al prezzo di 1 milione di euro. Troppo oltre per concederlo a tutti.
mercoledì 22 aprile 2009
Programmi...


martedì 14 aprile 2009
Meglio tardi...


martedì 17 marzo 2009
"Born to Be Wild"
domenica 8 marzo 2009
THE WRESTLER

1) il wrestler Randy The Ram entra sul ring sulle note di Metal Health dei Quiet Riot
2) Marisa Tomei fa il numero di lapdance sulle note di Don't Walk Away dei Firehouse
3) al pub: dialogo tra Rourke e la Tomei, cantano e ballano Round & Round dei Ratt...'non escono più canzoni così'...'è vero, ma io preferivo Motley Crue e Def Leppard'...'colpa di quel frocetto di Cobain'. MI SONO ALZATO IN PIEDI.
4) Rourke si reca all'incontro nel finale con Balls to the Wall a tutto bordone nell'autoradio.
5) sparsi per il resto del film ci sono ancora Ratt, Scorpions e altri capolavori.
mercoledì 4 marzo 2009
Allora, questione Lita Ford
lunedì 2 marzo 2009
LITA FORD
Ecco Lita qualche anno fa: se ha ancora soldi e un buon chirurgo plastico, dovremmo poter gioiremartedì 24 febbraio 2009
GODS OF METAL 2009...

Solo la prima giornata, nella seconda il sudiciume è troppo anche per me e non posso pagare un biglietto solo per andare in giro per lo stadio a fare il bullo.
TBA. Debuttano in Italia per la prima volta i TBA, precursori del Metal indocinese riformatisi dopo i fasti degli anni '20. Non vedo l'ora di ascoltare le loro hit “Syam pak ho” e “Cincagalalaga” (dedicata ai fasti del colonialismo francese).
TBA. La band indocinese bissa con un secondo show a base di canzoni popolari del Laos e consigli per gli acquisti di schiavi. 300 spettatori saranno sorteggiati e rapiti per essere venduti come rematori nelle barche dei pirati del Mar Giallo.
BACKYARD BABIES. In quanto a sudore e puzza, questi svedesi non sono secondi a nessuno: solo il batterista ogni tanto si lava i capelli, ma l'ultima volta è stata nel 2004. Gli altri rinunciano volentieri. Me li guardo per 32 secondi, se sento una schitarrata punk me ne vado a mangiare. Però i BB hanno un vantaggio: in ogni loro album ci sono 2-3 pezzi validi, se hanno mezz'ora di tempo e suonano solo quelli, potrebbe venire fuori lo show capolavoro.
VOIVOD. Cambio idea e il panino me lo mangio durante i Voivod. Una band dall'inesplicabile fama, amata alla follia dalla stessa critica musicale che mi spinse a suo tempo a comprare i Living Colour e gli Infectious Grooves: ho un conto aperto con quella critica (e grazie P2P che mi hai liberato delle recensioni). La realtà è che i Voivod hanno imparato a suonare dopo 3 album, poi l'hanno dimenticato, poi il cantante è andato via, poi è tornato e si è portato Jason Newsted, poi è morto il chitarrista e sarebbe stato meglio chiuderla lì. Purtroppo la band è stata colpita dall'effetto L.A. Guns: “Di lavorare non se ne parla, facciamoci qualche tour che due palanche si tirano su e campiamo così finché la gente non si accorge che li stiamo prendendo per il culo”.
MARTY FRIEDMAN. Momento Guitar Hero. Immagino saranno 40 minuti di assoluti fast&speed con un paio di strilli, se mai si porterà dietro un cantante. Non capisco il senso di questa esibizione, ma mi adeguo: prevedo 4 minuti a mimare gli assoli in modo da preparami per i Campionati Mondiali di Air Guitar (punti ai primi 10, ma sul podio ci vanno sempre i giapponesi perché Friedman abita laggiù e così i giapponesi hanno più occasioni di mimare i suoi assoli).
EPICA. Adesso che si sono sciolti gli After Forever, che i Nightwish devono decidere quando licenziare la nuova singer, che i Within Temptation vorrebbero vendere ma non ci riescono, che i Lacuna Coil sono in tour negli USA da 15 anni, restano gli Epica. Sempre stati delle seconde linee, ma quello che fanno lo fanno bene: certo, se avessero una brutta cozzona alla voce non ne sentiremmo mai parlare, invece Simone Simons è carina e sa cantare (pur se su registri da soprano che rompono le balle alla lunga). Il resto della band sono dei poster pubblicitari, non esistono veramente.
TESLA. Jeff Keith ha 50 anni portati splendidamente, ma tanto non ha speranze perché di faccia sembra Steven Tyler e con una faccia così sei figo solo se sei Steven Tyler. Quindi le fans se le farà tutte Dave Rude, che ha solo 30 anni e i capelli lunghi e tanto le ragazze del Gods penseranno che sia il leader della band anche se ci suona da 3 anni. Sono interessato a verificare la qualità delle parrucche dei Tesla, anche se in questa giornata la parrucca di Niky Sixx sarà impareggiabile. Se mai eseguissero “Last Action Hero” dalla colonna sonora dell'omonimo film, fate evacuare il Brianteo: sarò pericoloso. E non venitemi a dire che i pezzi storici dei Tesla sono altri, in questo qui si parla di Schwarzenegger e quindi è un pezzo storico per diritto di conquista.
EDGUY. Ho visto gli Edguy per la prima volta nel 1998. Tobias aveva una chioma fluente e una miriade di brufoli, io invece stavo già cominciando a stempiarmi. Adesso, nel 2009, la mia stempiatura è la stessa del '98, mentre la sua fa concorrenza a R.J. Dio e i brufoli sono ancora lì. Quindi ho vinto io e quando lo vedo al bar non manco mai di ricordarglielo. Lui è sempre gentile e mi invita ai suoi show, come è successo anche stavolta. Alla V sta simpatico perché è alto come lei. Ci sono tutti i presupposti per seguire il concerto con attenzione, concentrandosi in primis sull'estensione della piazza di Tobias.
TBA. La Live sembra amare parecchio questa band, che si esibisce per la terza volta nella giornata. Presenteranno una sinfonia per basso-tuba e kazoo. La mia attenzione sarà focalizzata verso il cantante birmano che si farà leccare le piante dei piedi da due varani di Komodo. Conclusione con preghiera corale affinché le divinità di Mu distruggano l'Oceania.
QUEENSRYCHE. Per dieci anni i 'Ryche sono stati la band più intelligente, innovativa, emozionante, intensa del panorama Metal. Poi il crollo, assurdo e immotivato: una band normale può venire a patti con l'esaurirsi del talento, i Queensryche no... eravamo sicuri che non potessero sbagliare, che continuassero a sorprendere e a far vergognare coloro che dileggiavano il Metal. Per questo i dischi da “Hear in the New Frontier” in poi non sono solo brutti dischi, sono dischi che fanno male. Dal vivo invece il declino è stato meno travolgente, Tate resta sempre una delle Voci del Metal anche adesso che deve per forza dosare le tonalità: io forse l'ho visto nel momento di peggior forma, nel 2004 a Balingen, quando la procace Pamela Moore fu costretta a sostenere tutta l'esibizione coi suoi cori. Adesso Tate ha la possibilità di riscattarsi ai miei occhi e io non attendo altro, per poter sognare ancora sulle note di “Eyes of a Stranger”. Per me è lo show più importante del festival.
MOTLEY CRUE. Non sono mai stati i migliori, anzi, spesso sono stati i peggiori. Attacabrighe, menefreghisti, cafoni, hanno messo un sacco di cose davanti alla musica (donne, droga, alcol, ma anche reality shows, progetti musicali ridicoli, linee di abbigliamento, biografie...). Forti dell'appoggio incondizionato dei fans, hanno prodotto album ignobili che hanno venduto lo stesso tantissimo. Poi hanno fallito nel riciclarsi e sono tornati a fare quello che pensavano di saper fare scoprendo invece che non erano bravi nemmeno in quello. Tuutavia i Crue alla musica hanno sempre pensato “dopo”, prima c'era tutto il resto, e allora, forti di un album debole e a tratti ridicolo per contenuti e per il voler ignorare gli anni che passano, i quattro cinquantenni tornano gonfi di botulino e hair extensions per presentare il loro show da circo. Parecchie hit, qualche pezzo dal nuovo album, allusioni sessuali da denuncia, esplosioni, ballerine, tatuaggi, Tommy Lee che fa la solita figura del babbeo, Vince Neil che stona ma tanto è Vince Neil e nessuno si aspetta niente da lui, Mick Mars che è amato da tutti anche se in 30 anni di carriera non ha mai detto una parola né si è mai spostato di un passo nei concerti, Nikky Sixx che pubblica solisti eccellenti (Sixx A.M. è musica di qualità) ma quando scrive per i Crue se ne frega perché tanto quello che conta è il tour. Questa è la Grande Truffa del Rock. Ma almeno noi lo sappiamo. Detto questi, mi divertirò alla grande!
BLACK SABBATH. Lo so che si chiamano Heaven And Hell, ma sotto il nome Black Sabbath hanno inciso i migliori album della band, ben al di sopra di quei demo degli anni '70 col cantante stonato. RJ Dio è pelato come un fan degli Uriah Heep, ma la sua voce mi rende orgoglioso di ascoltare Metal. Toni Iommi è un genio che non ha sbagliato un album da “Heaven and Hell” fino a “Dehumanizer”. Geezer è il più confuso perché quando fa album solisti crede di essere Dino Cazares, quindi lo amo ancora di più quando suona il basso e sta zitto. Alla batteria spero ci sarà Vinnie Appice, perché è uguale al fornaio di San Trovaso. Questo concerto però me lo seguo dalle gradinate, perché il livello di calvizie tra il pubblico sarà da denuncia alle Nazioni Unite. E perché vorrei evitare di trovarmi vicino a qualche disadattato che urla “Paranoid – Iron Man – War Pigs”.
ULTIM'ORA: pare che la Live voglia sostituire i TBA, i quali pretendono di essere pagati con teste di pollo. Dal momento che i vertici della live leggono questo blog quotidianamente, ecco le mie pretese.
WELKIN: hanno il CD in uscita e vogliono farsi pagare solo in cabernet e prosecco. Piacciono alla donne perché si lavano i denti (a differenza dei Backyard Babies), piacciono agli uomini perché parlano solo di calcio. Un investimento sicuro.
OUTLAW STARS: ormai si sciolgono a settimane alterne, ma ho calcolato che fino alla mezzanotte del 27 giugno dovrebbero essere ancora insieme.
FEAR NO BEER: mi hanno assicurato che normalmente fino alle 18.30 sono sobri, quindi hanno un vantaggio sulla media delle band da festival. Li si paga in birre, ovvio, ma ne bastano 16 di buone, poi si può andare di Discount che tanto oltre un certo limite non recepiscono più la qualità.
Se i DIRT SHOW mi offriranno più birre, potrei modificare i miei giudizi.
E anche questa marchetta è andata...
lunedì 23 febbraio 2009
Programmi futuri


lunedì 16 febbraio 2009
ESP, 14 febbraio 2009 (New Age - TV)
Nella musica del 2009 il nome conta meno della musica, ecco perché gli ESP possono girare l'Europa facendo cover di pezzi loro (!) come una tribute band qualunque, ma chiedendo 20 euro di biglietto. E passi, ma sono arrivati a ben più miseri livelli di taccagneria (vedere la descrizione di Eric Singer).
Più che parlare delle canzoni, che tanto sono sempre quelle, ecco una ben più intrigante descrizione dei nostri eroi, con breve biografia per novizi:
JOHN CORABI (voce/chitarra). Noto ai più per aver cantato (bene) in un disco dei Motley Crue che sarebbe stato bello se non fosse stato dei Motley Crue. All'epoca quell'album non piacque a nessuno, adesso quei suoni sono molto cool e quindi piace a tutti: peccato che a beneficiare di questo revisionismo siano solo i Crue, mentre il defenestrato Corabi, dopo il licenziamento dalla band suddetta, non ne ha azzeccata una. In realtà il nostro ha inciso cose belle prima dei Crue (The Scream) e dignitose dopo, ma in effetti è costretto a sbarcare il lunario suonando la chitarra ritmica e cantando per altre band derelitte degli anni '80 che come lui possono guadagnare solo andando in tour. Il ragazzo (per modo di dire, ha 50 anni) sfoggia un fisico asciutto che solo la cocaina di L.A. può scolpire e si veste come uno zingaro dei film con Johnny Depp (o come Little Stevens): quindi maglietta, gilet a righine che se lo usassi io sembrerei un bancario, sciarpetta bohemienne, bandana ipercoprente che getta sospetti sulla consistenza della chioma, eye-liner obbligatorio perché ormai se lo mette anche Pupo.
BRUCE KULICK (chitarra solista). E' stato chitarrista dei Kiss da metà anni '80 a metà '90, periodo in cui i Kiss venivano presi per il culo da tutto il mondo musicale (non che la critica li abbia mai trattati bene, ma in quel periodo erano proprio considerati dei ritardati). Adesso i Kiss sono di nuovo dei geni e quindi anche Kulick può spendersi in giro la sua fama. Dopo i Kiss ha fatto altro, ma è una noia tale che è meglio passare oltre. Allora, Bruce è il chitarrista più sgraziato dell'Hard Rock, con buona pace di CC Deville che almeno usa la parrucca: sarà alto 2 metri, magro come un lampione, fermo come un paracarro e brutto, molto brutto. A 55 anni un uomo coi capelli di Krusty il Clown dovrebbe sapere che il bandana deve coprire metà orecchio, sennò sembri mia zia quando esce dalla doccia.
CHUCK GARRIC (basso). Il più giovane della band (42 anni) è un mercenario che suona il basso ovunque lo paghino. Per ora lo hanno pagato Alice Cooper (che credo passi ancora lo stipendio), R.J. Dio, Ted Nugent e L.A. Guns. A giudicare dal look, è meglio non tardare con i versamenti sul conto corrente di Chuck. Il bassista ipertatuato sembra il triste risultato di un rapporto tra Elvis Presley e un biker italo-americano, con le corde vocali del peggior Gene Simmons (o del miglior Lemmy, vedete voi). Come attitudine sul palco è quello che se la gode di più, perché andare in tour coi gruppi nel suo curriculum deve averlo frustrato non poco (groupies nel backstage di Ted Nugent??? Magari qualche mandriana del Kentucky...), mentre gli altri 3 membri degli ESP si sono divertiti fin troppo a suo tempo (tour con Motley Crue e Kiss? Anche se nel backstage raccogli gli scarti, sei sempre un pascià) e non hanno nulla da dimostrare. Resta in maglietta/canotta per tutto lo show, poi per i saluti si mette il berretto di lana da minatore: nemmeno stasera Chuck rimorchia...
ERIC SINGER (batteria). Questo ha suonato in più di 50 album, dai Kiss ai Black Sabbath. Immagino che si sia sollazzato parecchio in tour con Lita Ford (negli Eighties affascinava), mentre con i Badlands ha fatto breccia nel cuore dei vaccari del Texas e con gli Avantasia si è garantito successo presso le fans under 20 (con conseguenze legali inevitabili). A 50 anni si tiene benissimo, di certo l'attività fisica e il botulino fanno miracoli, mentre per mantenere quadrata la mandibola il batterista mastica gomme per 10 ore al giorno, concerti inclusi. Molto sobrio nel look, sbruffone nell'agitare la sua bionda chioma davanti a un pubblico che ha salutato la chioma nel 1988 (e adesso ha piste di atterraggio sulla nuca), suona con tale supponenza che per poco non cade addormentato, mentre il fonico piazzato dietro di lui fa gli straordinari per piazzargli il microfono al momento giusto.
Sta bene, Eric, ma è un pidocchio quando vuole 5 euro per un autografo. Eric, i CD dove hai suonato ce li ho, quindi i miei soldi li hai già avuti: se non hai preso niente è perché non componi. Ma se non componi, allora continua a fare tour coi Kiss e vedi che a fine mese ci arrivi. E magari trovi anche più donne che a fare i tour con gli ESP davanti ai padri di famiglia e ai Rockerz del NordEst.
E detto questo, chi se ne frega di come è andato lo show?!?
mercoledì 11 febbraio 2009
REVENGE, "Archives"

sabato 7 febbraio 2009
Sei Nazioni 2009

domenica 1 febbraio 2009
Tremate mortali
venerdì 30 gennaio 2009
giovedì 29 gennaio 2009
And the Winner is...

Ringrazio Manu per la preziosa assistenza in questi mesi di frequenza universitaria e di studio. Se è andata bene ed è finita nei tempi previsti, il merito è anche del Tiranno della Castellana.
martedì 27 gennaio 2009
Aggiornamenti

